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Il concetto di gioco, partendo dai primi studi di Huizinga e Caillois. Il gioco è definito come una attività libera, separata, incerta, improduttiva e regolata, e si distingue tra le categorie fondamentali di agon (competizione), alea (fortuna), mimicry (maschera) e ilinx (vertigine). anche della degenerazione dei giochi e della loro importanza culturale.
Tipologia: Appunti
Caricato il 21/05/2018
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Il primo a trattare del gioco è stato Huizinga nel 1939 con Homo ludens. Segue Caillois nel 1958 con Un’isola precaria. Huizinga : il gioco è un operatore di ogni cultura il cui mondo appartiene al medesimo del sacro. Si tratta di uno spazio magico nel quale si sospendono le regole e i modi della vita quotidiana. E’ una dimensione soave e felice. La bella felicità di Huizinga si drammatizza nell’espressione “mettersi in gioco”. Caillois : sì il gioco come spazio magico ma non felice bensì incerto. Il gioco è un’attività in pura perdita soprattutto nel senso di attività che rimanda solo a se stessa.
Il gioco prepara alla vita ma gli ostacoli che pone sono istituiti e accettati dal giocatore : questo è il difetto principale del gioco.
Il gioco si definisce un’attività :
AGON : caratteristiche della competizione. Questa pratica presuppone un’attenzione costante, allenamento ed implica disciplina e perseveranza. ALEA : è la parola latina che indica il gioco dei dadi dunque di giochi in cui l’avversario è il destino. Alcuni giochi come le carte mettono insieme agon e alea. MIMICRY : mimica e travestimento sono le molle di questa categoria. ILINX : sono i giochi che si basano sulla ricerca della vertigine e consistono in un tentativo di distruggere per un attimo la stabilità della percezione e far subire alla coscienza una sorta di panico. Le due potenze fondamentali del gioco sono il ludus e la paidia. Il ludus è il piacere nel superamento degli ostacoli e la lotta con sé stessi. Paidia è turbolenza , fantasia incontrollata, improvvisazione. Una caratteristica del ludus è il fatto che segua le mode. I giochi di abilità individuale spesso si trasformano in giochi sociali diventando preteso di gara e competizione quindi ogni categoria di gioco presenta aspetti socializzati. Per l’agon la forma socializzata è lo sport, per l’alea sono i casinò, per la mimicry le arti dello spettacolo e per l’ilinx i luna park. La degenerazione dei giochi appare quando questi si contaminano con la realtà. Quindi la degenerazione dell’agon è la prepotenza , dell’alea la superstizione, della mimicry lo sdoppiamento della personalità, dell’ilinx l’alcolismo e le droghe. Il gioco dà origine alla cultura, stimola l’ingegno e l’inventiva. Tuttavia i giocattoli sono l’espressione delle culture, molto spesso si tratta di oggetti in disuso delle società o ancora di collegamento con riti sacri o religiosi. Si può dire in generale che i giochi dei bambini consistono in parte nel mimare gli adulti e che ogni istituzione funziona come un gioco. Non c’è nessuno degli
atteggiamenti o impulsi come ambizione,sfida,attesa,paura ,fortuna,ebbrezza o panico che non si ritrovi al di fuori del gioco. Caillois ha così voluto evidenziare come il gioco passa per un’attività unicamente infantile.
Ognuno dei quattro atteggiamenti che presiedono ai giochi non si riscontrano sempre isolatamente ma alle volte si riscontra una connivenza profonda fra essi come nel caso che si manifesta fra la natura dell’agon e quella dell’alea. Esse sono parallele e complementari. Entrambe richiedono criteri meticolosi sebbene la modalità di designazione del vincitore è opposta perché in una il giocatore conta solo su sé stesso e nell’altra su tutto tranne che su sé stesso. Vi sono però giochi come le carte o il domino in cui si trae il piacere di vincere lottando contra la forza della fortuna. Agon e alea in questi casi occupano l’universo della regola. All’altro polo mimicry e ilinx presuppongono un mondo privo di regola in cui sì vi è la coscienza da parte di chi si traveste ma anche il raggiungimento dell’oblio. Tuttavia la totalità della vita collettiva poggia su un equilibrio precario fra l’agon e l’alea , cioè fra il merito e il caso. In tutte le società si contrappongono ricchezza e miseria, potere e schiavitù. In larga parte il destino è segnato dall’origine e molti si rendono conto di poter fare poco affidamento sui propri meriti. Dunque il ricorso alla fortuna appare come una soluzione e di qui i giochi d’azzardo o le lotterie. La delega è una forma degradata della mimicry, la sola che possa prosperare in un mondo retto dai principi del merito e della fortuna. Il vincitore può essere solo uno ed è per questo che molti non partecipano condividendo la gioia di chi ce la fa ed identificandosi in questi .Di qui il culto della diva o del campione che senza appoggi sociali ce la può fare. Dunque il nuovo gioco sociale è definito dalla dialettica fra la nascita ed il merito. L’antica maschera degli stregoni continua ad esistere nel loop e nel carnevale oltre che nell’uniforme mentre la vertigine continua a vivere nei luna park con la copresenza di lotterie e gare. Al luna park viene spontaneo associare il mondo del circo con le sue regole ed il suo orgoglio, non si può parlare di gioco ma di connivenza di ilinx (acrobazie) e mimicry (clown). L’importanza ed il fascino del gioco d’azzardo sono indubbi. La fortuna è disprezzata perché si presenta come in lotta e offesa al lavoro ed al merito rappresenta la pigrizia. L’arbitrio della sorte è il contrappeso della competizione. Schiller è uno dei primi ad aver sottolineato l’importanza del gioco per la storia della cultura, ritenendo il gioco e l’arte frutto di esuberanza e libertà poste all’imitazione della vita reale. Spencer : Il gioco è drammatizzazione dell’attività degli adulti. Wundt : Il gioco è figlio del lavoro. Gros : Il gioco è una creazione di cui il giocatore resta padrone. Gros suddivide i giochi: dell’apparato sensoriale, motorio, dell’intelligenza e del sentimento. Viene ignorato che il gioco sia fatto di regole e tempo. Chateau accenna alle bilie il cui gioco presuppone una posta. Dunque il rischio, l’alea , non è del tutto eliminato. Tuttavia tale aspetto è ignorato nella classificazione dei giochi come se il bambino non fosse attratto dalla fortuna. La funzione specifica del gioco non è mai quella di sviluppare una capacità. Chateau classifica i giochi in figurativi,obiettivi e astratti che portano all’arte , al lavoro a allo sport. Ogni disciplina trae interesse nel gioco perché è il mondo stesso del gioco ad essere circolare.
Agon Alea Mimicry Ilinx Competizione Fortuna Maschera Vertigine -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------