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I principi del diritto penale, Slide di Diritto Penale

Il materiale che segue è stato pensato ed elaborato esclusivamente per l’uso a fini concorsuali ed in particolar modo per le prove che prevedono quiz a risposta multipla. In particolare questo documento spiega i principi fondamentali del diritto penale, come il principio di legalità (riserva di legge, irretroattività, tassatività), di offensività e di colpevolezza

Tipologia: Slide

2025/2026

In vendita dal 15/10/2025

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PILLOLE DI
DIRITTO
PENALE
I PRINCIPI DEL DIRITTO
PENALE
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PILLOLE DI

DIRITTO

PENALE

I PRINCIPI DEL DIRITTO

PENALE

PREMESSA

Il materiale che segue è stato pensato ed elaborato esclusivamente per l’uso a fini concorsuali ed in particolar modo per

le prove che prevedono quiz a risposta multipla.

Si tratta di un mondo (quello dei concorsi pubblici ed in particolare delle

prove selettive scritte) totalmente diverso rispetto a quello accademico.

Allo studio della materia (mirato e molto diverso da quello universitario)

bisogna infatti unire la conoscenza delle specifiche difficoltà di ogni

singola disciplina ed il metodo per superarle.

Quelli che seguono sono quindi alcuni spunti in tal senso.

FONTI:

I PRINCIPI DEL DIRITTO PENALE

PRINCIPIO DI LEGALITÀ

ART. 25, 2 comma, Cost.: Nessuno può essere punito se non in forza di un fatto preveduto dalla legge come reato nel momento in cui l’ha commesso.

Artt. 1-2 codice penale.

Artt. 14 preleggi.

Corollari del principio di legalità:

  1. riserva di legge;

  2. principio di determinatezza;

  3. divieto retroattività in malam partem;

  4. principio di tassatività e divieto di analogia.

PILLOLE DI DIRITTO COSTITUZIONALE

IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ

«Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa stabilite.»

ART. 1 ELEMENTI FONDAMENTALI

Corollario della riserva di legge: solo la legge o atti aventi forza di legge possono «decidere» cosa è reato e cosa no, nonché quali pene si applicano.

Riserva di legge «tendenzialmente assoluta»: le fonti secondarie del diritto (ad esempio regolamenti governativi o provvedimenti amministrativi) possono integrare la norma penale solo con specifiche tecniche.

Riserva di legge statale: solo la legge dello Stato (NO legge regionale) può «decidere» cosa è reato e cosa no, nonché quali pene si applicano.

Principio di materialità: per essere punito il soggetto deve commettere «un fatto». Ciò vuol dire che finché l’intento criminoso rimane solo nella psiche del soggetto, senza manifestazioni esterne, questo non è punibile.

IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ

«Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria, ai sensi dell’articolo 135.

Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.

Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee, non si applicano le disposizioni dei capoversi precedenti.»

ART. 2 (COMMI 3-5)

ELEMENTI FONDAMENTALI

Pena detentiva diventa pecuniaria (comma 3): il Parlamento approva una legge con cui dispone che quel fatto, prima punito con la reclusione oggi sia punito con la multa. Conseguenza: si convertono i giorni di reclusione in denaro (250 euro di multa per ogni giorno di reclusione).

Lex mitior o favor rei (comma 2): se successivamente al fatto, entra in vigore una nuova legge che lo punisce in modo più lieve, allora si applica anche a chi ha commesso il fatto prima della riforma.

Eccezione 1: se la condanna è definitiva la lex mitior non si applica. Eccezione 2: la lex mitior non si applica né alle leggi temporanee né a quelle eccezionali.

IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ

«Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati».

ART. 14 PRELEGGI

ELEMENTI FONDAMENTALI

Principio di tassatività (o frammentarietà): sono reati solo ed esclusivamente quei fatti previsti come tali dalla legge.

Conseguenza divieto di applicazione procedimento analogico (in malam partem).

Procedimento analogico: procedimento attraverso il quale si colma una lacuna presente nell’ordinamento mediante.

Analogia legis: applicazione di una norma che disciplina un caso simile per identità di ratio.

Analogia iuris: in mancanza di una norma che disciplina un caso simile, applicando i principi generali dell’ordinamento.

«La responsabilità penale è personale.»

ART. 27, 1 COMMA, COST.

IL PRINCIPIO DI COLPEVOLEZZA

PRINCIPIO DI COLPEVOLEZZA CONSEGUENZA

Nonostante non ci sia accordo sulla definizione del principio di colpevolezza, esso può essere sinteticamente definirsi come la ritenuta necessità, da parte dell’ordinamento, come divieto di punire un soggetto per un fatto commesso da altri o sulla base del mero nesso di causalità.

Tutti gli elementi che concorrono a determinare il disvalore del fatto devono essere attribuibili al soggetto almeno a titolo di colpa (vedi slide successiva) e quindi, in sostanza, deve essere possibile muovere un rimprovero al reo.

IL PRINCIPIO DI COLPEVOLEZZA

Un reato è composto di diversi elementi (il cui numero cambia in base alla teoria alla quale si aderisce). Quelli imprescindibili sono:

1) l’elemento oggettivo (la condotta del soggetto, l’evento ed il nesso di causalità tra la condotta e l’evento);

2) l’elemento soggettivo (il dolo, la colpa e la preterintenzione).

Quanto al secondo, semplificando i concetti:

  1. si ha dolo quando il soggetto vuole che si produca l’evento dannoso o pericolo (ad esempio Tizio spara a Caio per ucciderlo);

  2. si ha colpa si ha invece quando il soggetto ha sì previsto l’evento (o poteva prevederlo), ma non voleva si verificasse, anche se lo stesso si è prodotto a causa di una condotta imprudente, negligente o imperita (ad esempio, il medico che per negligenza sbaglia diagnosi e causa la morte del paziente, non aveva intenzione di uccidere quest’ultimo, ma l’evento si è comunque prodotto a causa della sua condotta)

SPIEGAZIONE PRINCIPIO

DI COLPEVOLEZZA

NOTA BENE: nei delitti il dolo è la regola mentre la colpa è l’eccezione (si può essere puniti a titolo colposo solo se lo prevede la legge).

I PRINCIPI DEL DIRITTO PENALE

Una legge regionale può prevedere sanzioni penali? Sì, sempre

Solo per disciplinare materie che rientrano nell’esclusiva competenza regionale

No, mai Solo per colmare una lacunadella legge statale

A norma del Codice Penale, se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e la posteriore sono diverse, si applica:

quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile

in ogni caso, quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo; se è già intervenuta sentenza irrevocabile di condanna si deve svolgere un nuovo processo

in ogni caso, quella in vigore al tempo in cui fu commesso il reato

è a totale discrezione del giudice decidere quale norma applicare

L’elemento soggettivo del reato è rappresentato da dolo e colpa^ nesso di causalità^ condotta^ evento

In caso di abrogatio sine abolitio Il fatto non è più punibile comereato Il fatto viene derubricato aillecito amministrativo Il fatto viene derubricato a illecitocivile

fatti in precedenza riconducibili alla norma incriminatrice abrogata conservano rilevanza penale, in quanto riconducibili ad un’altra norma incriminatrice già presente nell’ordinamento

ESEMPI DI DOMANDE:

PILLOLE DI DIRITTO COMMERCIALE

SMART PA

Chiaramente questi sono solo alcuni spunti relativi allo studio della materia in esame. Il materiale in visione è parte del corso Smart PA, prodotto da CFU S.r.l., società specializzata nella preparazione ai concorsi pubblici. Le slides complete delle varie materie sono a disposizione esclusivamente degli iscritti al corso.