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Il materiale che segue è stato pensato ed elaborato esclusivamente per l’uso a fini concorsuali ed in particolar modo per le prove che prevedono quiz a risposta multipla. In particolare questo documento spiega cosa sono le servitù prediali, le loro tipologie, come si costituiscono, si esercitano e si estinguono
Tipologia: Slide
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Il materiale che segue è stato pensato ed elaborato esclusivamente per l’uso a fini concorsuali ed in particolar modo per le prove che prevedono quiz a risposta multipla.
Si tratta di un mondo (quello dei concorsi pubblici ed in particolare delle prove selettive scritte) totalmente diverso rispetto a quello accademico.
Allo studio della materia (mirato e molto diverso da quello universitario) bisogna infatti unire la conoscenza delle specifiche difficoltà di ogni singola disciplina ed il metodo per superarle.
Quelli che seguono sono quindi alcuni spunti in tal senso.
La servitù è un diritto reale di godimento che consiste nel peso imposto sopra un fondo (detto servente) per l’utilità di un altro fondo (detto dominante) appartenente a diverso proprietario.
L’utilità può consistere anche nella maggiore comodità o amenità (piacevolezza) del fondo dominante
Caratteristica fondamentale è la «predialità» intesa come inerenza ai fondi, in quanto la servitù non costituisce un vantaggio per il proprietario del fondo dominante ma un vantaggio oggettivo per il fondo.
Quando la servitù viene instaurata non tra fondi ma tra un soggetto ed un fondo. In quel caso ha natura obbligatoria e non reale (quindi non si trasmette al successivo proprietario del fondo).
LE SERVITÙ PREDIALI
**LE SERVITÙ PREDIALI
2) Servitù volontarie: si costituiscono per contratto o per testamento. È necessaria la forma scritta e la trascrizione nei pubblici registri.
3) Acquisto per usucapione: attraverso il possesso continuato per 20 anni, o per 10 anni se c’è la buona fede del proprietario del fondo dominante ed un titolo astrattamente idoneo alla costituzione della servitù. È possibile solo per le servitù apparenti.
4) Acquisto per destinazione del padre di famiglia: si tratta di un caso in cui due fondi attualmente divisi, l’uno servente e l’altro dominante, sono stati precedentemente posseduti dallo stesso proprietario, e questi ha lasciato le cose nello stato da cui risulta la servitù, senza nulla disporre in merito alla servitù stessa.
LE SERVITÙ PREDIALI
Sono regolate dal titolo e, solo in mancanza, dalle norme del codice civile.
In caso di dubbio circa l’estensione e le modalità dell’esercizio del diritto di servitù, questo deve essere esercitato in modo da ottenere l’utilità prevista per fondo dominante con il minor incomodo possibile per il fondo servente.
In applicazione a tale principio sono vietate le innovazioni apportate al fondo dominante che rendano più gravosa la servitù per il fondo servente.
Inoltre, la servitù non può essere trasferita in un luogo diverso da quello originariamente stabilito.
Il proprietario del fondo servente non è tenuto a compiere alcun atto per rendere possibile l’esercizio della servitù da parte del titolare, salvo che la legge o il titolo disponga altrimenti.
LE SERVITÙ PREDIALI
LE AZIONI A DIFESA DELLA SERVITÙ
viene esercitata quando il titolare della servitù chiede di vedere accertato giudizialmente il proprio diritto al fine di far cessare gli impedimenti o molestie effettuati da terzi, o la rimessione in pristino ed il risarcimento dei danni. Presupposto fondamentale è che sia contestata l’esistenza della servitù (se invece le molestie consistono in meri atti il proprietario del fondo dominante dovrà procedere con le azioni possessorie).
nelle questioni di possesso delle servitù si ha riguardo alla pratica dell’anno antecedente e, se si tratta di servitù esercitata a intervalli maggiori di un anno, si ha riguardo alla pratica dell’ultimo godimento.
L’azione confessoria: Possesso della servitù:
SPIEGAZIONE : mettiamo il caso che il soggetto che esercita il possesso sulla servitù (cioè il potere di fatto sulla cosa a prescindere da corrispondente diritto reale) venga spogliato dello stesso. Avrà quindi diritto di esercitare le azioni possessorie per rientrare in possesso della servitù. Il problema è il seguente: quanto era esteso il potere di fatto che ha perso? Detto in parole semplici: in cosa consisteva la servitù perduta? Il problema si pone perché mentre riesce facilissimo e del tutto chiaro in caso di possesso di proprietà ricostruire i contorni del diritto perduto (poiché la proprietà comprende ogni forma di godimento e disponibilità dell’oggetto che non sia contrario alle leggi) in caso di possesso di servitù, per il contenuto estremamente variabile di un tal genere di diritto, riesce praticamente impossibile fare lo stesso se non si appoggia l’indagine ad un periodo di godimento di una certa durata nel quale possa essere visto con sufficiente sicurezza un dato contenuto del diritto (infatti la servitù potrebbe essere stata esercitata solo parzialmente ma non per questo la «parte non esercitata» si perde).
LE SERVITÙ PREDIALI
PARTICOLARI TIPOLOGIE DI SERVITÙ
Gli scoli o acque colaticce derivanti dall’altrui fondo possono costituire oggetto di servitù a favore del fondo che li riceve, all’effetto di impedire la loro diversione.
SERVITÙ DI SCOLO
Spiegazione: la servitù degli scoli prevista dall’art. 1094 c.c. attribuisce al proprietario del fondo inferiore (dominante) il diritto di ricevere ed usare le acque che giungono al fondo superiore (servente) e che residuano dopo l’utilizzazione a vantaggio di questo fondo; la servitù, pertanto, se non assicura al fondo dominante gli scoli, che dipendono dalla misura dell’uso delle acque vive nel fondo servente, impedisce al proprietario di quest’ultimo fondo di invertire le acque a vantaggio di altri fondi propri o di terzi.
LE SERVITÙ PREDIALI
PARTICOLARI TIPOLOGIE DI SERVITÙ
Il proprietario è tenuto a dare passaggio per i suoi fondi alle acque di ogni specie che si vogliono condurre da parte di chi ha, anche solo temporaneamente, il diritto di utilizzarle per i bisogni della vita o per usi agrari o industriali.
SERVITÙ DI
ACQUEDOTTO
Chi ha diritto di condurre acque per il fondo altrui deve costruire il necessario acquedotto, ma non può far defluire le acque negli acquedotti già esistenti e destinati al corso di altre acque. Inoltre, può attraversare al disopra o al disotto gli acquedotti preesistenti, purché esegua le opere necessarie a impedire ogni danno o alterazione degli acquedotti stessi Il proprietario del fondo soggetto alla servitù può tuttavia impedire la costruzione, consentendo il passaggio nei propri acquedotti già esistenti, qualora ciò non rechi notevole pregiudizio alla condotta che si domanda. In tal caso al proprietario dell’acquedotto è dovuta un’indennità da determinarsi avuto riguardo all’acqua che s’introduce, al valore dell’acquedotto, alle opere che si rendono necessarie per il nuovo passaggio e alle maggiori spese di manutenzione
Sono esenti da questa servitù le case, i cortili, i giardini e le aie ad esse attinenti.
LE SERVITÙ PREDIALI
PARTICOLARI TIPOLOGIE DI SERVITÙ
L’elettrodotto coattivo (e passaggio coattivo di linee teleferiche di cui agli artt. 1056 e 1057 cc.) è, invece, la servitù che spetta all’ente o alla società che gestisce il servizio di erogazione al pubblico di energia elettrica, acqua potabile, metano, reti radio (e, per analogia, televisive ecc.) su tutti i fondi che sono situati lungo il percorso della linea elettrica, dell’acquedotto o, più in generale, delle dotazioni strumentali del caso.
SERVITÙ DI ELETTRODOTTO
Il titolare del diritto potrà far passare sul fondo gravato le necessarie condutture elettriche o simili e potrà anche compiere sui terreni interessati tutte le costruzioni e le opere di manutenzione indispensabili.
Chiaramente questi sono solo alcuni spunti relativi allo studio della materia in esame. Il materiale in visione è parte del corso Smart PA, prodotto da CFU S.r.l., società specializzata nella preparazione ai concorsi pubblici. Le slides complete delle varie materie sono a disposizione esclusivamente degli iscritti al corso.
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