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IGIENE GENERALE E APPLICATA, Dispense di Sociologia Della Salute

Le dispense contengono il programma del corso di Igiene generale e applicata del primo anno di Scienze Motorie Sport e salute. Il programma prevede i seguenti argomenti: Definizioni di rischio e pericolo Definizione di salute Determinanti della salute Modelli dei sistemi sanitari Storia del sistema sanitario italiano Storia naturale di una malattia infettiva Storia naturale di una malattia cronica degenerativa Demografia Misure di frequenza Criteri di causalità Architettura di una ricerca Cause di malattie e prevenzione Epidemiologia malattie infettive Vaccini e vaccinazioni Malattie non trasmissibili Alimentazione

Tipologia: Dispense

2024/2025

In vendita dal 06/01/2026

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IGIENE GENERALE E APPLICATA
Le scienze motorie nella prevenzione dei rischi per la salute riguardano
differenti ambiti: • Sicurezza negli impianti sportivi, dei lavoratori sportivi e dei
fruitori; • Rischi da agenti infettivi in popolazioni sportive e scolastiche;
• L’attività motoria nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative
(MCD) (Cardiovascolari, diabete, tumori, demenze ecc.); le MCD dipendono
da un errato stile di vita:sedentarietà, obesità, fumo; • Attività motoria e
inquinamento ambientale.
L’attività fisica è un tipo di prevenzione sia primaria che secondaria. Se è per
promuovere uno stile di vita sano è considerabile prevenzione primaria, se
serve a prevenire un peggioramento o insorgenza di una malattia
dell’apparato locomotore è prevenzione secondaria.
Definizioni di pericolo e rischio.
Pericolo:qualsiasi agente chimico, fisico o biologico, o condizione, avente il
potenziale di provocare un effetto avverso per la salute.
Rischio:una funzione della probabilità di accadimento di un evento avverso e
della gravità di tale evento consequenziale alla presenza di un pericolo.
Esistono enormi differenze fra rischio percepito e rischio reale.
Probabilità x danno = Rischio.
MAGGIORI RISCHI SANITARI NEI PAESI AD ALTO REDDITO
Nei paesi a basso reddito il rischio di malattie infettive è maggiore. L’età è un
fattore di rischio non modificabile che alza le probabilità di sviluppo di certe
malattie.
Maggiori rischi nei paesi ad alto reddito sono dovuti alla transizione
demografica (aumento della popolazione e invecchiamento della popolazione
nei paesi ricchi), maggiori malattie cardiovascolari presenti insieme a tumori.
Lo stile di vita errato aumenta i rischi sanitari, diete sbagliate, sedentarietà,
tabagismo, droghe e alcol. E’ impossibile non esporsi a rischi.
Inquinamento, condizioni climatiche e salute sono elementi che possono
portare a malattie. Ad esempio nell’aria esistono tanti microrganismi, non tutti
sono patogeni ma ce ne sono anche di commensali.
(Resistenza antimicrobica, i batteri diventano capaci di opporre resistenza agli
antibiotici quando vengono presi senza necessità)
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IGIENE GENERALE E APPLICATA

Le scienze motorie nella prevenzione dei rischi per la salute riguardano differenti ambiti: • Sicurezza negli impianti sportivi, dei lavoratori sportivi e dei fruitori; • Rischi da agenti infettivi in popolazioni sportive e scolastiche;

  • L’attività motoria nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative (MCD) (Cardiovascolari, diabete, tumori, demenze ecc.); le MCD dipendono da un errato stile di vita:sedentarietà, obesità, fumo; • Attività motoria e inquinamento ambientale. L’attività fisica è un tipo di prevenzione sia primaria che secondaria. Se è per promuovere uno stile di vita sano è considerabile prevenzione primaria, se serve a prevenire un peggioramento o insorgenza di una malattia dell’apparato locomotore è prevenzione secondaria. Definizioni di pericolo e rischio. Pericolo :qualsiasi agente chimico, fisico o biologico, o condizione, avente il potenziale di provocare un effetto avverso per la salute. Rischio :una funzione della probabilità di accadimento di un evento avverso e della gravità di tale evento consequenziale alla presenza di un pericolo. Esistono enormi differenze fra rischio percepito e rischio reale. Probabilità x danno = Rischio.

MAGGIORI RISCHI SANITARI NEI PAESI AD ALTO REDDITO

Nei paesi a basso reddito il rischio di malattie infettive è maggiore. L’età è un fattore di rischio non modificabile che alza le probabilità di sviluppo di certe malattie. Maggiori rischi nei paesi ad alto reddito sono dovuti alla transizione demografica (aumento della popolazione e invecchiamento della popolazione nei paesi ricchi), maggiori malattie cardiovascolari presenti insieme a tumori. Lo stile di vita errato aumenta i rischi sanitari, diete sbagliate, sedentarietà, tabagismo, droghe e alcol. E’ impossibile non esporsi a rischi. Inquinamento, condizioni climatiche e salute sono elementi che possono portare a malattie. Ad esempio nell’aria esistono tanti microrganismi, non tutti sono patogeni ma ce ne sono anche di commensali.

(Resistenza antimicrobica, i batteri diventano capaci di opporre resistenza agli antibiotici quando vengono presi senza necessità)

LA SALUTE

Come si può definire il concetto di salute? Stato di benessere, assenza di malattia, convivenza di malattia. A seconda di come si definisce, se è diritto delle persone uno stato che lo deve garantire deve avere chiaro cosa definisce il concetto. Prima della II Guerra Mondiale la salute era definita come assenza di malattia. Dopo la II Guerra Mondiale diventa: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e non solo l’assenza della malattia o infermità”, OMS. Non è però una definizione raggiungibile vista la ricerca di uno stato completo di benessere. Questo ha quindi portato anche a overmedicalizzazione in cui un soggetto non perfetto viene portato a farsi curare per cercare la perfezione. Una nuova definizione di salute si propone di rendere il cittadino capace di vivere nel proprio ambiente, adattarsi e autogestirsi in equilibrio.

Cose da ricordarsi in particolar modo:

  • Concetto di rischio
  • Concetto di pericolo
    • Definizioni di salute
    • Implicazioni dei diversi concetti di salute

DETERMINANTI DELLA SALUTE Determinante prossimal e: causa diretta del problema. Determinante distale : fattore che influenza la salute a livello ampio e generale. Il determinante è qualcosa che ha influenza su qualcos'altro; la causa è una cosa diretta, se è presente il virus della tubercolosi si prende la tubercolosi. Per le malattie croniche è bene parlare di fattori di rischio e non di cause. (eziopatogenesi= come si sviluppa una malattia) I determinanti della salute sono quei fattori che influenzano lo stato di salute di un individuo (o di una comunità). Cosa incide in maniera positiva o negativa sulla salute. Possono essere raggruppati in varie categorie: • comportamenti personali e stili di vita • fattori sociali • condizioni di vita e di lavoro • accesso ai servizi sanitari • condizioni generali socio-economiche, culturali e ambientali

  • fattori genetici. Le condizioni ambientali e socio-economiche determinano le probabilità oltre ad un fattore singolo. I fattori ambientali sono divisibili in ambiente fisico : compartimenti ambientali (suolo, aria, acqua); ambiente di vita, ambiente di lavoro. Ambiente sociale :

-> Determinanti sociali della salute: i fattori che influenzano lo stato di salute degli individui e delle comunità. -> Determinanti delle disuguaglianze della salute: i fattori coinvolti della salute all’interno della popolazione. Il contesto politico e socio-economico esercita una potente influenza su come una società distribuisce le sue risorse e sulle opportunità di salute della popolazione. In un paese o comunità in cui le disuguaglianze economiche sono alte, anche per chi sta meglio economicamente ha più problemi di salute, aumentando la parità di salute di chi sta peggio fa migliorare la qualità di salute di chi sta meglio. I determinanti delle diseguaglianze nella salute. La povertà è il più grande fattore di rischio e determinante per qualsiasi malattia, soprattutto la povertà estrema. Indicatore mortalità infantile è più descrittivo per la qualità del sistema sanitario rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Status syndrome, è una condizione di rischio per la salute provocato da uno stato di subordinazione dell'attività lavorativa. In uno studio sull’andamento della mortalità tra dipendenti pubblici viene fuori che tanto più è elevato il livello di responsabilità nella gerarchia occupazionale, tanto più bassa è la mortalità. Il gradiente nel livello di salute è determinato non tanto da quello che una persona possiede, quanto da quello che una persona percepisce di poter fare con quello che possiede. Nella curva di Preston vengono descritte fasce di PIL di popolazione per cui passando da una ricchezza bassa a piccoli incrementi porta miglioramenti delle aspettative di vita alla nascita.

SISTEMI SANITARI L’ OMS definisce un sistema sanitario come un sistema che si compone di tutte le organizzazioni il cui fine ultimo è il benessere della popolazione e della salute pubblica. I servizi prevedono: prevenzione, cura, riabilitazione. La salute è al primo posto tra i valori di riferimento di una comunità. Lo stato deve garantire un livello di salute adeguato.

Differenti stati hanno diversi sistemi sanitari:

  • Modello mutualistico , è basato sull’universalità e sulla gratuità. Proposto in UK dopo gli anni ‘40, quando una persona ha bisogno di cure non deve pagare. Tutti pagano le tasse, chi ha bisogno riceve, è basato su una fiscalità generale. Diversi enti garantiscono le assicurazioni, enti no profit.
  • Modello universalistico , governato a un livello centrale e su un sistema pubblico ma si appoggia su assicurazioni obbligatorie spesso fisse e uguali per tutti. Nasce in germania con Otto Von Bismarck. In Italia, Spagna, i servizi sono assicurati da enti pubblici. Lo stato può stabilire quali enti privati che possono entrare nel circuito pubblico. (accreditamento). -Modello individualistico o privatistico previdenziale , negli USA, esistono assicurazioni che si muovono in regime di libero mercato, basato sul profit. Ognuno sceglie la propria assicurazione ed è responsabile dei suoi comportamenti individuali.

Fino all’800 nessuno si era preoccupato di costruire dei sistemi sanitari. Lo sviluppo della medicina era limitato. Dalla Rivoluzione Francese ci si inizia a interessare della salute del singolo e del benessere della società. La salute diventa fondamentale. Dalla rivoluzione industriale in cui la aspettativa di vita era di 16 anni e il tempo lavorativo era importante, interesse per allungare la vita per avere più forza lavoro.

“Public healt Act” di Edwin Cladwick in cui vengono introdotti dei provvedimenti per migliorare le situazioni sanitarie. Welfare State di Bismarck, vengono istituite delle assicurazioni per gli infortuni, legge sull’invalidità e sulla vecchiaia. Modello di Bismarck che si espande in Europa nella prima metà del ‘900. Assicurazione contro le malattie, infortuni a carico del datore di lavoro o dello stato. Negli USA, crisi del ‘29, disoccupazione e povertà causano problemi di salute alla popolazione. Grossa riflessione su come trovare un modo anche nel modello USA per costruire tutele e ammortizzazioni sociali. “Social security Act” di Roosvelt. Anni ‘40 del ‘900 ‘National Health Service’ di William Beveridge, servizio sanitario per tutelare la salute. Principi guida su cui si basa: Universalità di accesso ai servizi; finanziamento del sistema; gratuità delle prestazioni. In Europa inizia a essere introdotto il diritto alla salute nelle varie costituzioni.

SISTEMA SANITARIO ITALIANO

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Legge 833/1978 istituisce il sistema sanitario nazionale.

STORIA NATURALE DI UNA MALATTIA INFETTIVA

Le malattie infettive hanno una propria storia, tutte rispondono più o meno allo stesso percorso.

  • Esposizione all’agente eziologico quindi all’agente patogeno, incontro con l’ospite;
  • Incubazione , tempo che intercorre tra l’incontro con l’agente patogeno e la sua apparsa con i sintomi, può durare ore o mesi. -Fase prodromica , fase caratterizzata da sintomi generici che arrivano in cui non si capisce che malattia si ha. La persona è contagiosa
  • Malattia conclamata , appaiono i sintomi e i segno specifici, il sintomo è qualcosa riportato dalla persona, il segno è una cosa oggettivabile dal medico. Sintomo patognomonico, specifico per una sola malattia, si può identificare la malattia. Esito finale, guarigione o non guarigione (cronicizza, muore).

La prevenzione è costituita dagli atti per evitare qualcosa. La prevenzione primaria agisce per prevenire il fattore di rischio prima che ci si imbatta; la prevenzione secondaria è la profilassi dopo l'esposizione al rischio ma prima che si sviluppi la malattia. Prevenzione terziaria riguarda le azioni quando c’è la malattia per evitare le complicanze nel lungo termine. Prevenzione quaternaria prevede atti che servono ad evitare che il soggetto venga over-medicalizzato, evitando di fare danno con troppo intervento medico. Esposizione all’agente eziologico (eziologia=causa) (eziopatogenesi=insieme di cause e meccanismi che fanno sviluppare la malattia). La malattia quando cronicizza, l'agente eziopatologico ha trovato uno stato in cui riesce a vivere nell’organismo.

STORIA NATURALE DI UNA MALATTIA CRONICO DEGENERATIVA

Non esiste un fattore che causa la malattia, esistono fattori ambientali, stile di vita, alimentazione. Anni o mesi di esposizione.

  • Esposizione, lunga e comprende molti fattori di rischio. Esposizione al tumore del colonretto (fumo di sigaretta, alcool, alimentazione ricca di lipidi), accumulo di rischio negli atteggiamenti prolungati nel tempo.
  • Fase di latenza , periodo in cui i fattori di rischio lavorano senza segni clinici e sviluppano qualcosa internamente. Nel ciclo cellulare una cellula può impazzire e se non va in apoptosi si riproduce.
  • Fase preclinica, non ci sono segni e sintomi ma la malattia è già in atto.
  • Fase conclamata , fase acuta in cui si manifesta la malattia. In questo momento qualsiasi approccio terapeutico non modifica in decorso cronico ma può essere controllato con terapia.
  • Esito finale, cronicizzazione e decesso.

Prevenzione primaria , agire per rimuovere i fattori di rischio in un momento in cui il soggetto è sano. Il programma di screening di una popolazione che avviene in una popolazione in cui si pensa che la popolazione può essere a rischio di una malattia. Fattori causali sono fattori eziologici, se ne può parlare solo per le malattie infettive. I fattori di rischio sono necessari per l’instaurarsi della malattia ma non sono condizione necessaria. Nelle malattie infettive si ha un rapporto univoco tra microrganismo e malattia. Nelle malattie cronico-degenerative si hanno diversi fattori di rischio, si ha una dipendenza forte con il singolo organismo. Fattori estrinseci o intrinseci l’agente infestante riguarda una roba grossa, mentre un agente infettante riguarda una roba piccola.

DEMOGRAFIA

Composizione di una popolazione, variazioni e distribuzione della popolazione. Può aumentare e diminuire per mortalità, natalità e migrazioni. Capire perché e come conoscendo la struttura della popolazione. Schema piramidale: È costituita da due istogrammi ruotati che condividono la stessa base. La piramide dell’età è la rappresentazione grafica della distribuzione della popolazione per sesso e per classi di età. TIPO AD ACCENTO CIRCONFLESSO Di forma triangolare, con base larga. Caratteristico di popolazioni «naturali» ad elevata natalità ma a forte mortalità a tutte le età. Gli adulti sono di poco più numerosi dei giovani e il numero degli anziani è limitato.

Capire quali sono le caratteristiche di un individuo o di una popolazione permette di capire le priorità.

MISURE DI FREQUENZA

ØMisure assolute: non rapportate alla popolazione da cui sono tratte

  1. Numero di eventi (casi) osservati (frequenza assoluta) ØMisure relative: analizzate in relazione alla popolazione da cui sono tratte
  2. Rapporti 2. Tassi 3. Proporzioni

Frequenza assoluta

  • La frequenza assoluta è rappresentata dal numero di casi osservati in una popolazione (enumerazione dei casi)
  • Rappresenta il primo approccio a qualsiasi tipo di ricerca
  • Non fornisce una valutazione completa della grandezza del fenomeno in studio
  • Il numero dei casi non dà informazioni particolari se non rapportato alla dimensione della popolazione nella quale si sono manifestati ØEsempio: Numero di malati di diabete in Italia; numero di casi di influenza in Toscana

Misure di frequenza relative

  • Mettono in relazione il numero di eventi/casi con la popolazione alla quale i casi appartengono
  • Consentono di confrontare il fenomeno in diversi gruppi e stabilire relazioni
  • Le principali misure di frequenza relativa sono rapporti, proporzioni, e tassi
  • Rappresentano da una frazione nella quale è indispensabile identificare il numeratore (numero di casi) e il denominatore (popolazione)

I rapporti

  • Esprimono la relazione tra due quantità indipendenti tra loro , sono rappresentati da una frazione in cui il numeratore non è incluso nel denominatore
  • Descrive quante volte una certa caratteristica è più frequente rispetto ad un’altra di riferimento Esempi: Ø Rapporto maschi/femmine Ø Rapporto popolazione anziana/popolazione giovane Ø Rapporto pazienti per medico Ø Rapporto posti letto ospedalieri per abitanti

Le proporzioni

  • Quoziente della divisione fra due quantità in cui il numeratore è sempre compreso nel denominatore Indica una relazione quantitativa tra una parte ed il tutto Numero di persone malate Popolazione totale (malati e sani) Proporzione = Descrive la quantità relativa di una popolazione con una certa caratteristica rispetto alla popolazione totale Altri esempi: Ø Percentuale di femmine nella popolazione Ø Percentuale di fumatori nella popolazione

I tassi

  • Rappresentano la misura di più comune utilizzo in epidemiologia
    • Un TASSO è un particolare tipo di proporzione che include una specificazione di tempo (misura dinamica) • Il numero di eventi che si sviluppano in una popolazione specifica durante un determinato periodo di tempo (t) • È la misura base della frequenza di malattia perché esprime la probabilità o rischio di malattia in una data popolazione in un certo periodo di tempo Numero di eventi in un dato periodo di tempo Tasso = Popolazione di riferimento nello stesso periodo di tempo

MISURE EPIDEMIOLOGICHE DI SOPRAVVIVENZA

Incidenza, tasso, n° di nuovi casi nella popolazione in un determinato tempo. DIFFUSIONE Mortalità, frequenza delle morti in una popolazione in un determinato tempo. La mortalità dipende dalla letalità ma anche dalla diffusione della malattia Letalità, quanti muoiono tra quelli che hanno la malattia. AGGRESSIVITA’ È particolarmente utilizzato per malattie infettive a rapido decorso e le malattie acute. Nel caso delle patologie ad andamento cronico, contraddistinte da una ampia variabilità del periodo di tempo intercorrente tra l'esordio della malattia e la morte, la misura della letalità assume importanza limitata. La letalità non è influenzata dalle misure preventive sulla trasmissione della malattia (la malattia si è già instaurata!!) ma esclusivamente dai progressi della terapia e dal miglioramento dell’assistenza sanitaria ai malati Sopravvivenza , a la probabilità di restare in vita per un determinato periodo di tempo. Molto utilizzato per la malattie croniche a lento decorso, in particolare per i tumori (dove si calcola a 5 anni). Il tasso di sopravvivenza dipende dal tipo di malattia, dalla capacità di cura e dal tempo zero (arbitrario). Il tempo zero rappresenta il momento da cui si inizia a calcolare la sopravvivenza. Il tempo zero può essere riferito a qualsiasi evento nell’evoluzione della malattia: comparsa degli anticorpi, dei sintomi, diagnosi accertata, inizio trattamento,… Pertanto i tassi di sopravvivenza possono variare ampiamente anche quando sono riferiti alla stessa malattia

Ø Alta mortalità e alta letalità: malattie diffuse e a rapida evoluzione verso il decesso, es. tumore del polmone, malattie da pneuomococco (in Africa) Ø Bassa mortalità e alta letalità: malattie poco diffuse ma difficili da curare una volta contratte, es. Tetano, Rabbia, Ebola Ø Alta mortalità e bassa letalità: malattie assai diffuse che presentano una modesta letalità, es. Influenza Ø Bassa mortalità e bassa letalità: malattie assai diffuse ma che non causano decesso, es. Raffreddore

CRITERI DI CAUSALITA’

Per indagare una relazione causa-effetto , bisogna innanzitutto determinare se fra i due eventi (per esempio fumare e contrarre un tumore) esista un' associazione statistica. L’associazione statistica da una misura del grado di dipendenza tra due o più eventi variabili. Due eventi variabili sono associati quando si verificano insieme più (o meno) frequentemente di quanto ci si possa attendere per effetto del caso. Dimostrando che tra due eventi esiste un certo livello di associazione, non facciamo altro che dimostrare che il contemporaneo verificarsi dei due eventi non è legato al caso, ma che invece esiste fra di essi un certo grado di dipendenza. Test statistici consentano di verificare che l’associazione riscontrata non sia dovuta al caso

Es: L’incidenza di tumore del polmone (outcome) è associata con il fumo di sigaretta (esposizione), in quanto i tassi di tumore del polmone differiscono tra fumatori e non fumatori nella popolazione. Il tumore al polmone deve essere presente con frequenza maggiore nei fumatori rispetto ai non fumatori e che questa differenza non sia dovuta al caso. Per dimostrare una associazione statistica quindi: Occorre studiare anche i non fumatori per paragonare l’incidenza di malattia con quella dei osservata nei fumatori; Occorre un test statistico per decidere se la differenza osservata tra i due gruppi non sia dovuta al caso (differenza statisticamente significativa).

Dopo aver osservato un’associazione ci si chiede se è vera o è dovuta al caso. Se è quindi anche causale diretta o no.

  • Associazioni spurie, è un’associazione statistica che esiste ma che non ha senso. È osservabile ma è falsa.
  • Associazioni non causali o di confondimento, Due eventi sono in relazione tra loro in quanto esiste un fattore causale comune. Deriva dal fatto che la malattia e l'esposizione sono entrambe associate a un altro fattore, detto fattore confondente, il quale è il vero responsabile dell'associazione riscontrata. Un fattore confondente è esso stesso un fattore di rischio per la malattia in studio. Es: associazione tra consumo di caffè e rischio di infarto. In questo studio esiste una variabile di confondimento che è la sigaretta post caffè che viene fumata ed è lei la vera causa degli infarti.
  • Associazione causale diretta, Si ha quando una ben definita esposizione (ad esempio un fattore nocivo ambientale) è statisticamente associata ad un determinato effetto (aumenta il rischio di malattia, morte o altra condizione) e soddisfa una serie di criteri di causalità. Associazione non è sinonimo di

malattie rare. Cercare la storia del paziente per capire come e dove ha vissuto); trasversali (si fa una fotografia ad oggi della situazione) analitico quando in un pool di popolazione si usa una quantificazione di fenomeni.

CAUSE DI MALATTIE E PREVENZIONE

Il «reticolo delle cause» è un modello ecologico che rappresenta la causalità multifattoriale delle malattie, ossia il complesso intreccio dei diversi fattori che entrano in gioco nel causare o favorire l’insorgenza e la diffusione di una determinata malattia nel singolo o nella popolazione. Rientrano in questo modello i fattori ambientali, genetici, sociali e comportamentali che rappresentano il substrato per l’insorgenza e la diffusione degli agenti causali di malattia nella popolazione umana.

Nella complessa rete di interconnessioni che porta allo sviluppo di una malattia si possono distinguere due grandi categorie di fattori eziologici:

  • Agenti causali di malattia (detti anche agenti eziologici), ovvero gli agenti direttamente responsabili della patologia; sono la “conditio sine qua non”.
  • Fattori di rischio ossia i fattori favorenti che aumentano la probabilità di insorgenza di una malattia

I « postulati di Koch » sono quattro semplici regole in grado di indicare se uno specifico organismo vivente può essere causa di malattia:

  • L'organismo deve essere presente in tutti i casi di quella malattia;
    • L'organismo deve poter essere isolato e fatto crescere in coltura pura;
  • L'organismo inoculato in un animale da esperimento suscettibile deve causare quella stessa malattia;
  • L'organismo deve essere rinvenuto nell’animale e identificato. L'antrace fu la prima malattia che corrispose a queste regole dimostratesi in seguito valide anche per molte altre malattie infettive.

Tuttavia, le regole di Koch si sono rivelate valide solo quando la causa specifica è un agente infettivo molto virulento a dose infettante in soggetto suscettibile. Queste regole non risultano quindi idonee per malattie non infettive, perché nelle malattie cronico-degenerative sono molte le cause che interagiscono, e perché un singolo fattore può essere la causa di molte malattie (ad esempio il fumo di sigaretta).

Oggi abbiamo molte più conoscenze rispetto alle eziologie delle malattie e abbiamo capito come siano numerosi fattori che intervengono nel complesso processo che porta l'insorgenza di una malattia:

  • le cause ossia agenti diretti di malattia svolgono un ruolo eziologico determinante nell'inizio e nello sviluppo di malattia e sono in rapporto di causa-effetto con la malattia (risultano soddisfatti i requisiti di unicità, indispensabilità, specificità e sufficienza).
  • I fattori causali, cioè fattori comportamentali e ambientali che pur non possedendo tutti i requisiti delle cause hanno con la malattia un rapporto di causa effetto.
    • I fattori di rischio, che non hanno un ruolo eziologico ma sono fattori favorenti, aumentano la probabilità che la malattia si verifichi.
  • Fattori protettivi, ossia variabili costituzionali, comportamentali e ambientali associate a un minor rischio di insorgenza di malattia.

È possibile schematizzare una classificazione eziologica delle malattie utili a fini didattici: malattie monocausali (agente noto singolo) malattie pluricausali (agenti multipli e aspecifici), malattie eziologia sconosciuta (agente ignoto).

Malattie ad agente causale noto singolo:Le malattie ad agente noto unico sono le malattie infettive e parassitarie, dismetaboliche, le intossicazioni e le malattie genetiche. L'agente causale può essere attivo biologico (microbo patogeno o parassita), attivo non vivo estraneo all'organismo (agente meccanico fisico o chimico) oppure presente nell'organismo (dismetabolismo, alterazione endocrina o genetica) o ancora essere rappresentato da carenza (ipoalimentazione, ipovitaminosi).

Affinché un singolo agente possa essere riconosciuto come causa deve avere i prerequisiti del rapporto di tipo causa effetto: • Unicità, ossia è il solo agente in grado di causare quella specifica malattia • Indispensabilità, cioè se l'agente è assente la malattia non si deve manifestare • Specificità ossia l’agente è responsabile solo di quella malattia • Sufficienza non ha bisogno del concorso di altri agenti per determinare la malattia.

dare patologie, i più comuni come muffe o lieviti. -Protozoi sono eucarioti e possono infettare l’uomo, tramite insetti (malaria). -Elminti, vermi che causano malattia (tenia,elefantiasi,ossiuri). -Artropodi, hanno esoscheletro, acari dei pidocchi o scabbia, trasmissione da contatto prolungato.

  • Infezione : penetrazione, sviluppo e moltiplicazione nell’ospite di microrganismi
  • Infestazione : penetrazione, sviluppo e moltiplicazione nell’ospite di microrganismi
  • Malattia infettiva : patologia causata da microrganismi patogeni
  • Malattia parassitaria: patologia causata da elminti o artropodi

Possibili esiti dell’interazione ospite-parassita: malato (infetto sintomatico); portatore sano.

Epidemiologia di una malattia infettiva: Infezione-( portatore precoce) -incubazione-insorgenza di sintomi- malattia-( malato )-remissione dei sintomi- (portatore convalescente ) convalescenza- post convalescenza (portatore cronico ).

Quali vie di penetrazione e eliminazione per le malattie infettive? Le vie di penetrazione più comuni sono la cute, le mucose (respiratorie,digerenti,genitourinarie,occhi), placenta. Vie di eliminazione sono la cute, le mucose, la placenta e il sangue.

Le modalità di trasmissione possono essere verticali (mamma-figlio durante il parto) o orizzontali tutte le altre tra persone diverse. Quelle orizzontali possono essere dirette come una stretta di mano o indirette. Quelle indirette sono mediate da vettori meccanici (fanno da mezzo di trasporto inanimato) o vettori biologici (qualcosa di animato) come le zanzare che fanno da trasporto ma moltiplicano anche la malattia. Uscita ed eliminazione di una malattia può essere singola, ma l’infezione può avvenire su vari aspetti come mani, urine, feci, mosche.

Tre esempi di modelli di trasmissione di malattia infettiva: 1. Trasmissione da uomo a uomo per via fecale-orale 2. Trasmissione uomo-uomo, animale-animale, animale-uomo,uomoanimale (antropozoonosi) 3. Trasmissione da terreno a uomo

EPIDEMIA : concentrazione di casi nel tempo e/o nello spazio ENDEMIA: presenza della condizione patologica nella popolazione in maniera costante, più o meno elevata (bassa endemia, alta endemia) PANDEMIA: situazione epidemica che riguarda più continenti nel mondo (es. influenza si manifesta in maniera pandemica)

Prevenzione delle malattie infettive. PREVEZIONE PRIMARIA Ridurre la circolazione del patogeno (ambiente). Proteggere i soggetti suscettibili alle infezioni Individuare e bonificare i soggetti che eliminano patogeni (fonte di infezione)

Azioni sulla fonte di infezione •Identificazione delle fonti •Limitazione diffusione dalla fonte •Distruzione microrganismi alla fonte Azioni sull’ambiente •Distruzione dei microrganismi nei veicoli •Eliminazione dei vettori Azioni su persone •Su soggetti non infetti •Su soggetti ad alto rischio immediato •Su soggetti infetti (educazione sanitaria, Chemioprofilassi primaria Immunoprofilassi passiva (SIERI)). •Su tutti i soggetti (Chemioprofilassi secondaria Aumento resistenze aspecifiche Immunoprofilassi attiva) (VACCINI)

Contatto (in senso lato): persona (o animale) che in seguito ad associazione con una persona (o un animale) infetta, abbia avuto la possibilità di acquisire l’infezione. Contatti stretti: soggetti che frequentino “regolarmente” (quotidianamente) il domicilio del paziente, partners sessuali, compagni di classe, colleghi di lavoro che condividano la stessa stanza, operatori sanitari esposti. Conviventi : tutti coloro che condividano con il paziente la stessa abitazione. Isolamento: separazione, per il periodo di contagiosità, delle persone (o degli animali) infette dagli altri in ambiente e condizioni tali da prevenire o limitare la trasmissione diretta o indiretta dell’agente infettivo. Isolamento domiciliare : allontanamento del paziente da tutte le comunità estranee allo stretto ambito familiare. Isolamento stretto : si applica in ospedale in caso di agenti altamente infettivi o molto virulenti che possono essere trasmessi per via aerea o per contatto diretto. E’ richiesta una stanza separata per il paziente (pazienti con la stessa patologia possono essere ospitati nella stessa stanza), con sistema di ventilazione a pressione negativa, possibilmente dotata di anticamera, e con porte con chiusura a tenuta, nonché l’uso di mezzi di barriera ed indumenti