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Il buon insegnante, Guide, Progetti e Ricerche di Didattica Pedagogica

Relazione su come debba essere un "buon insegnante"

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2015/2016

Caricato il 04/11/2016

Letilesandra
Letilesandra 🇮🇹

4.3

(40)

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Relazione di Letizia Sandretto
Scienze della formazione primaria II anno
Anno accademico 2015/2016
Un buon insegnante
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Relazione di Letizia Sandretto

Scienze della formazione primaria II anno

Anno accademico 2015/

Un buon insegnante

Ho sempre desiderato essere una maestra, fin da quando mi è possibile ricordare. Non sono mai stata una studentessa modello, ho sempre avuto problemi di concentrazione e di costanza nello studio, ma nonostante questo sono riuscita a concludere il mio percorso scolastico soddisfacentemente. Quando è arrivato il momento di scegliere una facoltà universitaria non ho avuto dubbi, Scienze della Formazione Primaria. Avevo bisogno di ritrovare la fiducia in me stessa dopo quel percorso così faticoso e pieno di delusioni, e quale mestiere se non quello dell'insegnante poteva permettermi di farlo? L'insegnante deve mostrare fiducia nelle proprie capacità in moltissime situazioni, deve essere ottimista rispetto alla possibilità di riuscire a fare ciò che si prefigge. Ciò che deve alimentare questa capacità è la convinzione dell'importanza e del valore di quello che professionalmente si sta facendo per costruire il futuro dei propri allievi. Esso deve inoltre riuscire a trasmettere questa fiducia anche ai suoi alunni creando un'atmosfera che consente ai ragazzi di essere se stessi, di esprimersi e di non temere di compiere errori. L'insegnante deve sostenere gli alunni nel processo di apprendimento, aiutarli a diventare autonomi e ad avere fiducia nelle proprie capacità. Per facilitare questo processo occorre creare un ambiente idoneo, ricco e differenziato, comodo e stimolante, facendo uso di un'ampia gamma di stimoli e di esperienze. Dare spiegazioni e dimostrazioni chiare quando si introducono nuovi materiali e nuovi concetti e aiutare gli alunni a rendersi conto degli standard che devono raggiungere, sono sicuramente altri dei tanti elementi che semplificano lo sviluppo dell'apprendimento. L'insegnante deve dimostrare come si deve operare. Deve far capire cosa significa riuscire a fare una cosa. Fare domande per incoraggiare gli alunni a partecipare e per controllare se hanno capito. Occorre inoltre incoraggiare e sostenere ciascun allievo individualmente, specialmente quando si trova in difficoltà. Per condurre gli alunni verso un'autonoma comprensione, l'insegnante deve indurli ad elaborare risposte da soli ponendo domande appropriate e stimolanti. Dà a ciascuno un feedback formativo individualizzato per metterlo in condizione di pensare e capire da solo, per verificare e controllare i risultati ottenuti in seguito a scelte e strategie specifiche. Infine deve motivare gli alunni ad apprendere autonomamente creando continue opportunità che rendono l'apprendimento soddisfacente e aumentando le motivazioni a fare

una forte influenza nello sviluppo di abilità sociali con i compagni, di abilità scolastiche come l'attenzione, la motivazione, l'autostima, e inoltre nello sviluppo emotivo dell'autoregolazione. L'aspetto fondamentale di relazioni di questo tipo risiedono nella disponibilità e nella capacità dell'adulto di leggere e rispondere in maniera appropriata ai messaggi e alle richieste del bambino. Secondo Pianta (1999) i bambini risultano più competenti e si adattano meglio al contesto scolastico quando sono supportati da una buona relazione insegnante – alunno. In particolare nei primi anni di scuola l'insegnante instaura un rapporto molto particolare con i bambini, diventando spesso sostituto dei genitori (Howes Hamilton, 1992); deve occuparsi sia dell'insegnamento che della loro cura. Soprattutto nei primi anni di scuola elementare, ogni bambino è profondamente convinto di avere un rapporto privilegiato con l'insegnante. Nella fase iniziale della scuola, ogni bambino richiede l'approvazione e ricerca il contatto fisico con quest'ultimo. Con il tempo però anche la relazione con l'insegnante, come quella fra genitore e bambino, può prendere pieghe diverse. Alcune possono essere intime e affettuose, altre distanti e formali. Il ruolo di insegnante è quello di comunicatore, un mentore che sappia costruire una relazione efficace tenendo conto sia dello sviluppo emotivo sia di quello cognitivo dello scolaro. Il rapporto alunni/insegnanti è sicuramente un rapporto complesso e delicato che può aprire ai discenti orizzonti di sviluppo e potenzialità infinite; è bene che ogni insegnante tenga sempre a mente l'importanza del suo ruolo e che si adoperi per rendere questa relazione funzionale sviluppando metodologie personali, in parte flessibili, che valorizzino la diversità e i talenti. L'insegnante è il co-artefice di un cammino di crescita importante dal punto di vista culturale e formativo, ma anche figura di sostegno per lo sviluppo psicologico di se stesso. Bibliografia:

  • La relazione insegnante – alunno come legame di attaccamento e risorsa nelle transizioni scolastiche, Claudia Ceccon
  • The bases of a science of a interpersonal relationship, Hinde, R.A. (1981)
  • Empatia e relazione oltre la formazione, Società&Famiglia
  • Quali metodi per l'insegnamento delle Scienze Sperimentali?, Fabio Olmi