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appunti e riassunti sul campionamento di tipo statistico e metodologico
Tipologia: Dispense
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Il test sociometrico nasce al fine di rilevare le relazioni interpersonali esistenti all’interno di un gruppo di individui; infatti il suo campo di applicazione ideale è rappresentato da una classe scolastica. Nella sua forma più semplice il test sociometrico consiste in un questionario con poche domande, che ruotano intorno al tema della preferenza e rifiuto nei confronti degli altri appartenenti al gruppo. In questo modo si può conoscere lo status sociometrico personale, cioè il grado di prestigio di cui gode un elemento rispetto agli altri componenti del gruppo, e la struttura sociometrico del gruppo, cioè l’organizzazione interna del gruppo (con sottogruppi, persone isolate, relazioni tra i sottogruppi, ecc.). La tecnica è quindi utile sia come strumento di diagnosi individuale che per cogliere la struttura relazionale del gruppo. Tuttavia esso è adatto solo per gruppi strutturati perché è necessario che sia delimitato nettamente il raggio di scelta del soggetto. In questi ultimi tempi questa tecnica ha ripreso piede all’interno della network analysis (analisi di rete).
Anche se può sembrare strano, la scelta casuale (tipica del campionamento) deve segue ire regole ben precise. Un campionamento infatti può essere definito come un procedimento attraverso il quale si estrae, da un insieme di unità (popolazione) costituenti l’oggetto di studio, un numero ridotto di casi (campione) scelti con criteri tali da consentire la generalizzazione all’intera popolazione dei risultati ottenuti studiando il campione. La rilevazione campionaria presenta i vantaggi per quanto riguarda il costo di rilevazione, i tempi di raccolta dati ed elaborazione, l’organizzazione, l’approfondimento e l’accuratezza.
Intendiamo per popolazione un insieme N (ampiezza della popolazione) di unità (dette anche “unità statistiche” o “unità di analisi”). Di queste, suddette, unità vogliamo studiare le variabili (proprietà) X, Y, Z, …. Studiarle significa conoscere alcuni valori che vengono assunti da quest ultime, sull’ intera popolazione, utili per descrivere la distribuzione complessiva delle variabili o le relazioni fra le variabili stesse, che chiamiamo parametri. Chiamiamo campione l’ insieme delle n (ampiezza del campione) unità campionarie (che chiamiamo ‘casi’) selezionate tra le N unità che compongono la popolazione, allo scopo di rappresentarla (da cui l’ uso dell’ espressione “ campione rappresentativo ”). La popolazione è l’ oggetto da conoscere, il campione è lo strumento della conoscenza. Chiamiamo campionamento la procedura che seguiamo per scegliere le n unità campionarie del complesso delle N unità della popolazione. La tecnica del campionamento presenta tuttavia anche degli svantaggi. Infatti, se l’indagine totale fornisce il valore esatto del parametro che si vuole conoscere, l’indagine campionaria ne fornisce solo una stima, cioè un valore approssimato. Ciò significa che il valore in questione non è certo, ma solo probabile, e inoltre questa probabilità può variare entro un certo intervallo (detto intervallo di fiducia). La stima del campione sarà quindi sempre affetta da un errore, che si chiama errore di campionamento. Se però il campione è probabilistico (cioè scelto secondo una procedura rigorosamente casuale), la statistica ci permette di calcolare l’entità di tale errore.
V = v ± e V: parametro della popolazione (incognito); v: stima del campione; e:errore di campionamento
Nei campioni probabilistici l’unità d’analisi è estratta con una probabilità nota e diversa da zero. È necessario conoscere la popolazione. Il caso più semplice del campione probabilistico è quello del campionamento casuale semplice, in cui ogni individuo della popolazione ha uguali possibilità di essere scelto per il campione. Si devono estrarre gli individui senza riferimento a caratteristiche individuali; si assegna un numero a ciascuna persona e si sceglie a caso. Qualora il parametro da stimare sia una media, l’ errore di campionamento è dato da: