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Slide brevi che spiegano cos'è il gioco d'azzardo e la dipendenza
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il gioco d’azzardo esiste da secoli. Il termine “azzardo” significa dado: infatti, i più antichi giochi d ’ a z z a r d o s i f a c e v a n o u t i l i z z a n d o d a d i. La scommessa consiste in denaro. Con il progredire degli anni questa attività è diventata abituale e si è integrata con la quotidianità, infatti è sempre in aumento. Si scommette sul risultato finale di una partita, su che numero potrebbe uscire lanciando i dadi, con delle macchine virtuali, ecc.. Questo non significa che non dobbiamo giocare, ma che dobbiamo farlo in maniera consapevole. Il gioco come sappiamo è l’attività migliore per crescere e sviluppare la propria personalità. Utile per migliorare la salute personale, le relazioni e per far crescere l’ottimismo e l’empatia.
Quando inizia la ludopatia e cosa la determina? Il gioco d’azzardo compulsivo comincia t i p i c a m e n t e n e g l i a n n i d e l l a t a rd a adolescenza e progredisce nel tempo. Fattori scatenanti sono: periodi di stress, solitudine, depressione ma anche felicità, b a s s a a u t o s t i m a o s v i l u p p a t o egocentrismo. Con il passar del tempo ha bisogno di giocare somme sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato. Il soggetto compulsivo è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse, a pianificare le prossime mosse ed escogitare modi per procurarsi il denaro per giocare.
La crescita del gioco d’azzardo è aumentata con la crisi economica che il nostro Paese sta attraversando, si tenta la sorte, il colpo che può cambiare la vita. Tentare la fortuna però svuota le tasche degli italiani e riempie quelle dello Stato. Aumentano le pubblicità, i bar e le tabaccherie che vendono i biglietti della fortuna: lo definirei un gioco d’azzardo legalizzato. Riduce il giocatore a isolarsi da tutto, dalla famiglia, dagli amici e dagli impegni lavorativi. Nasconde il suo problema, è un bravo attore. Il giocatore compulsivo non chiede aiuto e per lui affrontare le emozioni scaturite dallo stress del gioco malato, può diventare travolgente. Per alcuni il suicidio sembra essere una soluzione, forse l’unica. Gioco d’azzardo e suicidio
“Un gioco spaventoso, senza ritegno né limiti, in cui si punta alla totale rovina dell’avversario, estenuati dall’avarizia, in cui si espone sopra una carta o all’alea di un dado tutto il proprio patrimonio, quello della moglie e dei figli…” Jean de La Bruye
Il gioco d’azzardo è una brutta malattia subdola nella cui rete è molto facile cadere, senza quasi rendersene conto, e una volta caduti, è molto difficile uscirne. Attratti inizialmente dalle vincite facili, non ci si rende conto che con il progredire del tempo diventa una trappola mortale, che isola le persone e le fa allontanare dai veri valori della vita, in quanto sono proiettati verso vie d’uscita effimere. Purtroppo a lungo andare questo vizio è paragonabile ad altre dipendenze, come l’alcol e la droga; per questo esistono molte cliniche per la disintossicazione dal gioco d’azzardo. Un metodo efficiente per interrompere in maniera definitiva questa patologia, sarebbe l’oscuramento dei siti, la chiusura dei locali e di tutti gli esercizi in cui si pratica il gioco d’azzardo. Non porterebbe a una soluzione totale, ma solo in parte, in quanto rimarrebbero anche altre tipologie e opportunità per cadere in questi facili tranelli. La cosa migliore da fare sarebbe non iniziare, o fermarsi prima di cadere. Qual’è la soluzione migliore?