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Descrizione e funzionamento del Microscopio Ottico
Tipologia: Appunti
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L’obiettivo dell’esperimento è quello di riuscire ad acquisire praticità con strumenti professionali scientifici come il Microscopio.
In questa esperienza di laboratorio abbiamo utilizzato il Microscopio Ottico. Questo Microscopio sfrutta la luce visibile per creare un’immagine ingrandita dell’oggetto. Il fascio di luce deve attraversare successivamente il preparato, che viene messo su un vetrino. Esistono anche altri tipi di Microscopi: il Microscopio Stereoscopico, per esempio, usa la luce riflessa dal campione invece della luce trasmessa; il Microscopio elettronico a trasmissione invece, gli elettroni che costituiscono il fascio di luce attraversano il campione, fornendo un’immagine ingrandita che viene visualizzata su una lastra fotografica o uno schermo fluorescente; infine nel Microscopio elettronico a scansione, un fascio di elettroni altamente focalizzato si muove lungo il campione, ovvero ne fa la “scansione”: gli atomi della superficie, colpiti dagli elettroni del fascio, emettono “elettroni secondari”, che vengono raccolti e contati mediante un dispositivo elettronico.
Durante questa esperienza abbiamo utilizzato vari oggetti: un vetrino portaoggetto, un vetrino coprioggetto e, nel mio caso ho analizzato come campione una parte midollo osseo rosso con cellule del sangue in formazione.
Un Microscopio è composto da due tipi di strutture: una Struttura Statica che rende Il Microscopio pesante per evitare che questo si muova. La seconda struttura è la Struttura Metallica detta Stativo. Per cominciare nel Microscopio Ottico deve esserci un raggio di luce che parte dal basso fino ad arrivare all’occhio. Questo fascio viene regolato e condensato e, per fare questo c’è bisogno di alcuni attrezzi che si chiamano Lenti. Inoltre con questa luce noi abbiamo la capacità di aumentarne o diminuirne l’intensità con l’utilizzo del Reostato. Quest’ultimo è una rotellina che serve ad aumentare o diminuire il fascio di luce, basandosi sulla trasparenza del preparato. La sorgente di luce passa attraverso un piano detto tavolino. Su questo tavolino si trova un foro da cui fuoriesce questo fascio di luce. Il raggio passa attraverso il nostro campione il quale va adagiato su un supporto: il
Vetrino. I Vetrini devono essere molto sottili e trasparenti e ne servono di due tipi: il vetrino portaoggetti (quello più grande), serve a mettere il preparato che si deve osservare, mentre per fissare il campione si usa il Vetrino coprioggeti, molto più sottile e piccolo di quello portaoggetti. Il tavolino su cui noi posizioniamo il vetrino, presenta delle strutture che ci danno la possibilità di bloccarlo. Il Vetrino si mette in modo tale che il suo vertice in alto a destra, vada a combaciare con una parte di alluminio. Una volta che lo abbiamo appoggiato sul tavolino, si trova una pinzetta elastica che blocca completamente il vetrino. Le lenti, il Condensatore e le sorgenti sono tutti parti del Microscopio fisse. Sono fissi anche gli obiettivi, che si trovano su un Revolver. Quindi l’unico oggetto che si può muovere è il tavolino. Questo si muove con l’utilizzo di alcune viti che si trovano sulla parte dello Stativo, che fanno alzare o abbassare il tavolino. Queste viti sono due: quella più grande che è concentrica con un’altra vite più piccola, serve a far muovere in maniera evidente il piano, quella più piccola serve a far muovere in maniera quasi impercettibile lo stesso. La vite più grande si chiama Macrometrica mentre quella più piccola si chiama Micrometrica. Quest’ultima serve per la “fuochettatura” (messa a fuoco). Quando si inserisce il vetrino, il fascio di luce potrebbe non far vedere il nostro preparato. Per questo, sulla parte destra ci sono delle viti (una sotto l’altra), che servono a far muovere la parte fissa dove io ho bloccato vetrino. Questo si chiama Porta Vetrino e lo posso far muovere in orizzontale o in verticale. Nel Revolver sono presenti una serie di obiettivi. Ogni volta che si cambia obiettivo si sente un leggero scatto, e ciò vuol dire che l’obiettivo si trova perfettamente in asse. Perciò tra uno scatto e un altro non c’è nessuna lente in asse e quindi non si vede niente. I cilindri che si trovano sul Revolver sono una serie di obiettivi detti Lente Obiettivo. Su ogni Lente Obiettivo si possono avere dei riconoscimenti di natura sia numerica che cromatica. Su ognuno di essi vi è scritto un multiplo di 10 e poi al fianco una x che indica il segno della moltiplicazione. Ogni lente presenta una fascia di colore diversa in base al potere d’ingrandimento: la lente rossa ha un potere d’ingrandimento di 4x, quella gialla di 10x, quella azzurra di 40x e quella
Stadi di divisione mitotica del midollo osseo di un mammifero; Osso in sezione trasversale; Carta; Ovarie di uccello.
Possiamo concludere che siamo riusciti ad ottenere praticità e maggiori informazioni scientifiche grazie all’utilizzo del Microscopio Ottico.