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Il Mosaico, Schemi e mappe concettuali di Archeologia

La tecnica del mosaico. Il lavoro dell'archeologo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 13/12/2022

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Greta.Gelsomino 🇮🇹

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I primi mosaici
La storia del mosaico ha inizio con le prime civiltà della storia e risulta
pertanto essere fra le prime forme artistiche, assieme alla scultura, fra le
arti figurative. I reperti archeologici delle città di Ur e Uruk testimoniano
che i Sumeri, nel 3000 a.C., abbellivano le loro costruzioni con decorazioni
geometriche realizzate inserendo, nella malta fresca, coni di argilla dalla
base smaltata di bianco, nero e rosso, che servivano anche a proteggere la
muratura in mattoni crudi. Ornavano poi vasi e altre suppellettili con tasselli
di madreperla, lapislazzuli e terracotta.
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I primi mosaici

La storia del mosaico ha inizio con le prime civiltà della storia e risulta

pertanto essere fra le prime forme artistiche, assieme alla scultura, fra le

arti figurative. I reperti archeologici delle città di Ur e Uruk testimoniano

che i Sumeri, nel 3000 a.C., abbellivano le loro costruzioni con decorazioni

geometriche realizzate inserendo, nella malta fresca, coni di argilla dalla

base smaltata di bianco, nero e rosso, che servivano anche a proteggere la

muratura in mattoni crudi. Ornavano poi vasi e altre suppellettili con tasselli

di madreperla, lapislazzuli e terracotta.

Anche in Egitto troviamo mosaici di coni di argilla risalenti al III millennio a.C. Possono essere inoltre considerate decorazioni musive anche le composizioni di pietre dure, pietre preziose e vetro che ornavano i sarcofagi dei faraoni.

A partire dal IV secolo a.C. vengono utilizzati cubetti di marmo, onice e pietre varie, che hanno maggiore precisione dei ciottoli, fino ad arrivare, nel III secolo a.C., all'introduzione di tessere tagliate

I mosaici bicromi bianchi e neri fecero la loro comparsa nella prima metà del II secolo d.C. sia figurati che decorativi.

MUSEO ARCHEOLOGICO DI MILANO

I mosaici policromi di derivazione ellenistica erano più rari e riportavano originali scene di vita, di caccia, e di vario genere. Le tessere, talvolta di dimensioni minutissime, compongono figurazioni riprese dalla pittura, o decorazioni che richiamano l'architettura.

I materiali utilizzati sono marmo, pietre di varia natura e paste vitree: in particolare il mosaico in pasta vitrea ha grande raffinatezza tecnica, ma restava subordinato all'architettura. VILLA ROMANA DEL CASALE

"Gesù in trono ammaestra gli apostoli" mosaico paleocristiano del tardo

secolo IV, appartenente in origine a un mausoleo imperiale romano, oggi

Cappella di sant'Aquilino della Basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano.

Soldato romano di Milano - mosaico - appello per Gesù - Chiesa di

san Agostino

LA TECNICA

La tecnica del mosaico consiste nell’accostamento su una superficie di piccole sezioni di materia, dette tessere , di forma grosso modo cubica e di dimensioni varie. La superficie su cui andava realizzato il mosaico pavimentale veniva preparata attraverso alcuni procedimenti ben distinti: per prima cosa si dava una leggera pendenza al suolo per permettere lo scolo delle acque e si ricopriva con un conglomerato di sassi grandi come un pugno, ottenendo così il primo strato (vedi 1 nell’illustrazione). A sua volta questo veniva ricoperto con materiali più fini, utilizzando tre parti di ghiaia e una di calce (2) ; il terzo strato, detto nucleus , era costituito da tre parti di cocciopesto e una di calce e aveva uno spessore di circa 12 cm (3). Alla fine il pavimento veniva livellato e ricoperto con sabbia, calce e polvere di marmo per rendere la superficie più compatta. A questo punto si stendeva il cemento (4) e i mosaicisti vi disponevano sopra le tessere (5) , seguendo il disegno preparatorio approvato dal committente. I materiali più utilizzati nell’antichità per la realizzazione dei mosaici sono i marmi, ma venivano utilizzati anche sassi, frammenti di conchiglie e madreperla. Diverse persone collaboravano alla preparazione e alla stesura di un mosaico. I Romani distinguevano gli operai addetti alla preparazione dei materiali dagli artisti veri e propri: il pictor imaginarius (pittore creativo) era colui che forniva il disegno o cartone, il pictor parietarius (pittore murale) colui che lo adattava alla parete e il musivarius (mosaicista) o il tessellarius gli esecutori effettivi del mosaico.