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La tecnica del mosaico. Il lavoro dell'archeologo
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Anche in Egitto troviamo mosaici di coni di argilla risalenti al III millennio a.C. Possono essere inoltre considerate decorazioni musive anche le composizioni di pietre dure, pietre preziose e vetro che ornavano i sarcofagi dei faraoni.
A partire dal IV secolo a.C. vengono utilizzati cubetti di marmo, onice e pietre varie, che hanno maggiore precisione dei ciottoli, fino ad arrivare, nel III secolo a.C., all'introduzione di tessere tagliate
I mosaici bicromi bianchi e neri fecero la loro comparsa nella prima metà del II secolo d.C. sia figurati che decorativi.
I mosaici policromi di derivazione ellenistica erano più rari e riportavano originali scene di vita, di caccia, e di vario genere. Le tessere, talvolta di dimensioni minutissime, compongono figurazioni riprese dalla pittura, o decorazioni che richiamano l'architettura.
I materiali utilizzati sono marmo, pietre di varia natura e paste vitree: in particolare il mosaico in pasta vitrea ha grande raffinatezza tecnica, ma restava subordinato all'architettura. VILLA ROMANA DEL CASALE
La tecnica del mosaico consiste nell’accostamento su una superficie di piccole sezioni di materia, dette tessere , di forma grosso modo cubica e di dimensioni varie. La superficie su cui andava realizzato il mosaico pavimentale veniva preparata attraverso alcuni procedimenti ben distinti: per prima cosa si dava una leggera pendenza al suolo per permettere lo scolo delle acque e si ricopriva con un conglomerato di sassi grandi come un pugno, ottenendo così il primo strato (vedi 1 nell’illustrazione). A sua volta questo veniva ricoperto con materiali più fini, utilizzando tre parti di ghiaia e una di calce (2) ; il terzo strato, detto nucleus , era costituito da tre parti di cocciopesto e una di calce e aveva uno spessore di circa 12 cm (3). Alla fine il pavimento veniva livellato e ricoperto con sabbia, calce e polvere di marmo per rendere la superficie più compatta. A questo punto si stendeva il cemento (4) e i mosaicisti vi disponevano sopra le tessere (5) , seguendo il disegno preparatorio approvato dal committente. I materiali più utilizzati nell’antichità per la realizzazione dei mosaici sono i marmi, ma venivano utilizzati anche sassi, frammenti di conchiglie e madreperla. Diverse persone collaboravano alla preparazione e alla stesura di un mosaico. I Romani distinguevano gli operai addetti alla preparazione dei materiali dagli artisti veri e propri: il pictor imaginarius (pittore creativo) era colui che forniva il disegno o cartone, il pictor parietarius (pittore murale) colui che lo adattava alla parete e il musivarius (mosaicista) o il tessellarius gli esecutori effettivi del mosaico.