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Il mosaico romano più immagini, Appunti di Archeologia

Descrizione del mosaico in età romana

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 11/01/2021

ddiegoo240701
ddiegoo240701 🇮🇹

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In età repubblicana in contesto italiano nel mondo romano che si sta creando noi troviamo diverse
tipologie di pavimentazioni, fatte da tanti pezzetti diversi di pietre colorate, pietre e marmi e pietre anche
di vario tipo per esempio quelle vulcaniche, mosaici, volgarmente chiamate in generale opus scututlatum
ma non da tutti accettata come tipologia, che crea comunque un effetto policromo senza nessun intento di
geometrizzazione.
Pompei, Casa del Fauno.
A Pompei abbiamo anche tante pavimentazioni fatte con il coccio
pesto in rosso con l’utilizzo di tessere in bianco per creare un effetto
geometrico. Il coccio pesto dovrebbe essere chiamato opus
caementicium in base fittile,
perché il rosso è dato
dall'utilizzo di laterizi o cocci
che vengono frammentati a creare questo substrato rosso che viene
poi battuto. Opus caementicium di base litica con frammentazione
di calcare (bianco con tessere nere) o sempre di altre pietre più scure
tipo il pavimento nero e tessere bianche se il materiale utilizzato è di
natura vulcanica (più raro perché molto più difficile frammentario).
Si parte da un presupposto che è quello di un contesto con tante
tipologie di pavimentazioni dove addirittura si ha l'utilizzo di
mattonelle in terracotta che vanno a definire comunque una
policromia più geometrizzata.
Una Pompei che si muove in un mondo sì romano ma forte e
pregnante di una tradizione pregressa fatta di input che vengono
dal mondo ellenistico e da diversi contesti ellenistici, da Delos come da Alessandria, dal contesto
macedone come dal contesto orientale, sia per schemata decorativi sia per tematiche. Nello stesso tempo
si sta e si è codificata un modo di fare mosaico nel mondo romano che non può prescindere dal mondo
ellenistico. La forte romanità si vede anche in alcune scene specifiche come, per esempio le tante scene di
rappresentazione di teatro, di commedia, di tragedia, diventano particolari rappresentazioni di genere e di
un genere specifico poiché magari comunicano che chi sta nella casa ama il teatro o ha fatto teatro. La
romanità si esprime anche attraverso il mettere in mostra gli stessi padroni di casa, i ritratti o scene di vita
propria. Una poliedricità che Pompei ha e di cui non può fare a meno. Una poliedricità che ci porta a
vedere dal mosaico policromo in vermiculatum che evoca per esempio questi uccelli che si abbeverano
(Sosos della scuola di Pergamo) e mosaici in bianco e nero di tipo geometrico che sono quelli più ricorrenti
nell'età imperiale nella penisola italiana, che diventano un po' lo stile predominante della prima età
imperiale. Accostamento di stimoli culturali molto diversi che vuol dire
conoscenza di questi stimoli. Trasposizione sul piano pavimentale di uno schema
iconografico nato per essere parietale.
Pompei da una più ampia possibilità di esaminare vari generi e tipologie (tutto
molto meglio conservato). Quello che colpisce moltissimo è l'utilizzo di schemi più
pittorici negli emblemeta e più geometrici, più pittorici, più chiaroscurali e più
policromi. Mentre più geometrizzati i pavimenti più
ampli avevano al centro l'emblema che era più
decorativo, prospettico e chiaroscurale come se fosse
un quadro nel pavimento. I temi erano scelti dalla
committenza e spesso richiamavano l'uso della stanza.
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In età repubblicana in contesto italiano nel mondo romano che si sta creando noi troviamo diverse tipologie di pavimentazioni, fatte da tanti pezzetti diversi di pietre colorate, pietre e marmi e pietre anche di vario tipo per esempio quelle vulcaniche, mosaici, volgarmente chiamate in generale opus scututlatum ma non da tutti accettata come tipologia, che crea comunque un effetto policromo senza nessun intento di geometrizzazione. Pompei, Casa del Fauno. A Pompei abbiamo anche tante pavimentazioni fatte con il coccio pesto in rosso con l’utilizzo di tessere in bianco per creare un effetto geometrico. Il coccio pesto dovrebbe essere chiamato opus caementicium in base fittile, perché il rosso è dato dall'utilizzo di laterizi o cocci che vengono frammentati a creare questo substrato rosso che viene poi battuto. Opus caementicium di base litica con frammentazione di calcare (bianco con tessere nere) o sempre di altre pietre più scure tipo il pavimento nero e tessere bianche se il materiale utilizzato è di natura vulcanica (più raro perché molto più difficile frammentario). Si parte da un presupposto che è quello di un contesto con tante tipologie di pavimentazioni dove addirittura si ha l'utilizzo di mattonelle in terracotta che vanno a definire comunque una policromia più geometrizzata. Una Pompei che si muove in un mondo sì romano ma forte e pregnante di una tradizione pregressa fatta di input che vengono dal mondo ellenistico e da diversi contesti ellenistici, da Delos come da Alessandria, dal contesto macedone come dal contesto orientale, sia per schemata decorativi sia per tematiche. Nello stesso tempo si sta e si è codificata un modo di fare mosaico nel mondo romano che non può prescindere dal mondo ellenistico. La forte romanità si vede anche in alcune scene specifiche come, per esempio le tante scene di rappresentazione di teatro, di commedia, di tragedia, diventano particolari rappresentazioni di genere e di un genere specifico poiché magari comunicano che chi sta nella casa ama il teatro o ha fatto teatro. La romanità si esprime anche attraverso il mettere in mostra gli stessi padroni di casa, i ritratti o scene di vita propria. Una poliedricità che Pompei ha e di cui non può fare a meno. Una poliedricità che ci porta a vedere dal mosaico policromo in vermiculatum che evoca per esempio questi uccelli che si abbeverano (Sosos della scuola di Pergamo) e mosaici in bianco e nero di tipo geometrico che sono quelli più ricorrenti nell'età imperiale nella penisola italiana, che diventano un po' lo stile predominante della prima età imperiale. Accostamento di stimoli culturali molto diversi che vuol dire conoscenza di questi stimoli. Trasposizione sul piano pavimentale di uno schema iconografico nato per essere parietale. Pompei da una più ampia possibilità di esaminare vari generi e tipologie (tutto molto meglio conservato). Quello che colpisce moltissimo è l'utilizzo di schemi più pittorici negli emblemeta e più geometrici, più pittorici, più chiaroscurali e più policromi. Mentre più geometrizzati i pavimenti più ampli avevano al centro l'emblema che era più decorativo, prospettico e chiaroscurale come se fosse un quadro nel pavimento. I temi erano scelti dalla committenza e spesso richiamavano l'uso della stanza.

Contesti estremamente evocativi della tematica che si vuole evocare. Questi elementi decorativi erano influenzati anche dalle mode del momento; vivacità nell’esprimere in pittura e mosaico il contesto naturalistico. Nilo in contesto alessandrino => Evocazione colta della villa di Cicerone a Pompei di tema teatrale, attori con delle maschere con effetto pittorico come se creasse il palcoscenico ===> Emblemata policromi con un forte effetto chiarosculare si collocano in pavimentazioni geometrizzate perché si vuole differenziare l’emblema da ciò che gli sta intorno. Spesso pitture o mosaici hanno richiami del tipo escatologico come il memento mori che deve ricordare la fugacità della vita. Fasce partizionali particolarmente importanti e ricche e spesso hanno una forte influenza orientale. Temi decorativi molto ornamentali.

dello stesso ambiente. Quindi il mosaico acquista una funzione legata alle tematiche, al suo elemento decorativo e al suo ruolo di comunicazione del tema. Nel decorativismo troviamo fondi chiari con l’utilizzo di marmi. Temi legati a Nettuno o al mare. Non è detto che devono raccontare, per esempio in età adrianea troviamo riquadri diversi in cui la geometrizzazione incontra elementi ornativi. Villa Adriana, Tivoli. Nelle terme spesso il tema marino viene messo in luce. Mosaici che evocano l’opus sectile, l’utilizzo di marmi a creare geometrie o decorazioni nei pavimenti o nelle pareti. Spesso il ripetere il tema geometrico viene a creare l’effetto di un grande tappeto; la policromia geometrizzata si accompagna ai temi figurati che vi richiamano quello che sta avvenendo in quel luogo.

Si creano tate scuole e tanti contesti in varie province specifiche che avevano la continuità: la provincia asia

  • Partecipazione di Pergamo alle vicende belliche in Grecia al fianco di Roma: Pidna, presa di Corinto.
  • Testamento di Attalo III.
  • 132 a.C. istituzione della provincia
  • Rivolte antiromane di parte del regno di Pergamo.
  • 127 a.C. il console Manio Aquilio, mandato dal senato, seda le rivolte e consolida la provincia.
  • Coinvolgimento nelle Guerre Mitridatiche differenziato da città a città.
  • Coinvolgimento differenziato nel I sec.a.C. nelle Guerre Civili romane: tra Mario e Silla, tra Cesare e Pompeo e tra Ottaviano e Antonio. (Mileto) Scuole di mosaicisti che stanno interpretando quella che è una corrente autoctona che viene da una tradizione ellenistica che porta il colorismo e l’effetto chiaroscurale legato a contesti più ampi; marciapiedi mosaicati, utilizzo del mosaico in contesti rari, dove si fondono geometrie e policromie (Efeso). Provincia di Syria: Antiochia (capitale) Fondazione seleucidica, in un’area di insediamento non urbanizzato. Seleuco I che la fondò nel 300 a.C. la denominò in tal modo per commemorare il padre Antioco. Nel I secolo d.C. aveva ormai raggiunto un tal numero di abitanti da essere annoverata dalle fonti come la terza città più popolosa del Mediterraneo romano, dopo Roma ed Alessandria. Le scuole mosaicistiche locali si concentrano molto sull’arricchire le fasce decorative quasi paritetiche, di importanza. Emblemeta allargati e decentrati.

tutta l'area pavimentale. Questa particolare tecnica figurativa obbligava le maestranze a creare il cartone sul posto, tenendo conto delle misure dell'ambiente da decorare e della sua funzione, favorendo quindi lo sviluppo di un'arte musiva autonoma rispetto alla pittura. Si può tuttavia parlare di "mosaico africano originale" soltanto per opere databili nel periodo tra il III e IV secolo; quelle precedenti risentono, infatti, degli influssi ellenistici, quelle posteriori di quelli bizantini. Mosaico di Orfeo (villa vicino Leptis) Scene della vita di campagna intorno alla grande villa. Cartagine, IV sec. d.C. Case simili con queste cupole; mosaico dove intorno sono rappresentate le attività svolte intorno o all’interno di essa. Villa Slim (Tripolitania) I pirati trasformati da Dioniso in delfini Dougga, III secolo d. C., Tunisi, Museo del Bardo Vivacissimi i colori coldi utilizzati nei mosaici africani, legati alla natura stessa, scene particolari. Temi legati alla quotidianità. In alcuni casi vi sono trasposizione musive di mappe. Haidra, isole mediterranee 300 d.C. Penisola iberica che risente di due influssi diversi: quello italico e africano

Pavimenti geometrici policromi; In Britannia vi è una fusione dell’elemento più romano-italico e più coloristico con una maggiore stilizzazione delle tematiche; meno sfumato e meno chiaroscuro dove spesso si utilizza una tricromia. Littlecote Gli spunti e le influenze delle botteghe e dell’impero sono molteplici e risentono le scuole della penisola italica e influenzano roma. Piazza Armerina, Sicilia L’ esecuzione dei mosaici di questa grandiosa villa da parte di maestranze africane , legate ai centri costieri di Cartagine, Hippona, Cesarea, è ormai accettata da tutti gli studiosi. La Grande Caccia Mosaico pavimentale. Prima metà IV d.C. Villa romana di Piazza Armerina. Evoluzione che risente di un mondo romano che si è allargato e riporta a Roma temi, schemi e decorazioni che vengono ad essere testate nelle province romane.