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Il paesaggio agrario, Appunti di Geografia Storica

appunti lezione sul paesaggio agrario

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 30/01/2020

matildaii
matildaii 🇮🇹

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IL PAESAGGIO AGRARIO:
La forma che l’uomo nel corso e per il fine della sua attività produttiva (agricola), coscientemente e
sistematicamente impone al paesaggio naturale (Emilio Sereni, Storia del paesaggio agrario italiano, Bari, 1961) >
idea un po’ vecchia in quanto non considera il paesaggio già cosa nella quale è presente l’uomo.
NB.
Negli anni ’50 > rivoluzione verde, nell’agricoltura subentra la chimica (fertilizzanti di sintesi)
-Agrario > fa riferimento ad una serie di caratteri immateriali (leggi, normative, diritto)
-Agricolo > tendenzialmente riferito all’azienda agricola in senso ampio
-Rurale > struttura dell’insediamento e spazi non coltivati legati anche ad altre attività non per forza
agricole che però non presentano caratteri urbani (dimensione più regionale), questo termine viene
utilizzato nella politica agricola europea (CAP o PAC > settore chiamato Rural Development)
Diagramma Castiglioni, 2010 > vanno aggiunte “Clima” , “Suoli” e “Rilievo” nelle dinamiche territoriali
(ambiente), mentre “Attività agricola”, “ Mercato” e “Politiche agricole” nelle dinamiche territoriali (società).
Secondo Gambi (1973) per studiare il paesaggio agrario è necessario indagare:
-Riflessi della vita religiosa
-Fatti psicologici
-Rapporti tra individuo e gruppo
-Costumi giuridici intorno alle proprietà
-Configurazione aziendale, forme di conduzione, rapporti di lavoro
-Tecnica della coltivazioni (rotazioni, strumenti, rendimenti, etc..)
-Scelta delle colture e mercato
-Infrastrutture e mobilità
-Influenza e valore della città
Le componenti del paesaggio agrario:
-Il “parcellaire” o “field system” (il modo in cui si associano i coltivi):
oopen field o campi aperti > particelle di paesaggio fatto di strisce strette ed allungate (lanieres)
senza alberi e collegato con un villaggio (insediamento accentrato), agricoltura semi-collettiva: i
terreni sono proprietà delle singole famiglie ma d’accordo sul tipo di coltura (grano, avena e
forage) di anno in anno le si ruotano, tutti i campi liberati dal raccolto vengono lasciati liberi al
pascolo (vago pascolo o vaine pature) > restituzione della fertilità del suolo.
obocage o enclosures o campi chiusi > altro sistema per cui prevale forma quadrangolare della
particella ma non regolare e chiuso da alberi o siepi molto fitte che hanno lo scopo di non far
passare gli animali quindi dimensione individuale, insediamento sparso (piccoli nuclei
distribuiti), non cambia la rotazione.
NB. Enclosures Acts > in Inghilterra tra ‘600 e ‘800 è possibile chiudere gli open field e da la possibilità al privato
di coltivare quello che vuole. Probabilmente il fenomeno si è diffuso quindi molti open field sono diventati
bocage.
ocolture mediterranee > associazione albero- campo- animale, seminativi arborati
-Il campo (la particella coltivata):
ole colture (principali e secondarie)
ole sistemazioni idraulico agrarie (baulature, cavini, etc..)
oil bordo del campo
oi manufatti (muri, pilastri, tralicci, fontane, abbeveratoi, etc..)
-Gli elementi vegetali seminaturali
-Gli animali
-La viabilità rurale
-I sistemi adacquatori e drenanti
-L’insediamento rurale (accentrato, sparso, misto)
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IL PAESAGGIO AGRARIO:

La forma che l’uomo nel corso e per il fine della sua attività produttiva (agricola), coscientemente e sistematicamente impone al paesaggio naturale (Emilio Sereni, Storia del paesaggio agrario italiano , Bari, 1961) > idea un po’ vecchia in quanto non considera il paesaggio già cosa nella quale è presente l’uomo. NB. Negli anni ’50 > rivoluzione verde , nell’agricoltura subentra la chimica (fertilizzanti di sintesi)

- Agrario > fa riferimento ad una serie di caratteri immateriali (leggi, normative, diritto) - Agricolo > tendenzialmente riferito all’azienda agricola in senso ampio - Rurale > struttura dell’insediamento e spazi non coltivati legati anche ad altre attività non per forza agricole che però non presentano caratteri urbani (dimensione più regionale), questo termine viene utilizzato nella politica agricola europea (CAP o PAC > settore chiamato Rural Development ) Diagramma Castiglioni, 2010 > vanno aggiunte “Clima” , “Suoli” e “Rilievo” nelle dinamiche territoriali (ambiente), mentre “Attività agricola”, “ Mercato” e “Politiche agricole” nelle dinamiche territoriali (società). Secondo Gambi (1973) per studiare il paesaggio agrario è necessario indagare: - Riflessi della vita religiosa - Fatti psicologici - Rapporti tra individuo e gruppo - Costumi giuridici intorno alle proprietà - Configurazione aziendale, forme di conduzione, rapporti di lavoro - Tecnica della coltivazioni (rotazioni, strumenti, rendimenti, etc..) - Scelta delle colture e mercato - Infrastrutture e mobilità - Influenza e valore della città Le componenti del paesaggio agrario: - Il “ parcellaire ” o “ field system ” (il modo in cui si associano i coltivi): o open field o campi aperti > particelle di paesaggio fatto di strisce strette ed allungate ( lanieres ) senza alberi e collegato con un villaggio (insediamento accentrato), agricoltura semi-collettiva: i terreni sono proprietà delle singole famiglie ma d’accordo sul tipo di coltura (grano, avena e forage) di anno in anno le si ruotano, tutti i campi liberati dal raccolto vengono lasciati liberi al pascolo ( vago pascolo o vaine pature ) > restituzione della fertilità del suolo. o bocage o enclosures o campi chiusi > altro sistema per cui prevale forma quadrangolare della particella ma non regolare e chiuso da alberi o siepi molto fitte che hanno lo scopo di non far passare gli animali quindi dimensione individuale, insediamento sparso (piccoli nuclei distribuiti), non cambia la rotazione. NB. Enclosures Acts > in Inghilterra tra ‘600 e ‘800 è possibile chiudere gli open field e da la possibilità al privato di coltivare quello che vuole. Probabilmente il fenomeno si è diffuso quindi molti open field sono diventati bocage. o colture mediterranee > associazione albero- campo- animale, seminativi arborati - Il campo (la particella coltivata): o le colture (principali e secondarie) o le sistemazioni idraulico agrarie (baulature, cavini, etc..) o il bordo del campo o i manufatti (muri, pilastri, tralicci, fontane, abbeveratoi, etc..) - Gli elementi vegetali seminaturali - Gli animali - La viabilità rurale - I sistemi adacquatori e drenanti - L’insediamento rurale (accentrato, sparso, misto)

Le trasformazioni del paesaggio agrario: Tema tipico della geografia storica europea Boschi e foreste:

- Deforestazioni (in età antica, poi in età medievale agli anni ’30 del XX sec.) Avviene un grande processo di deforestazione in tutta Europa dal X al XX sec, un processo di taglio della foresta di carattere antropico, in un processo di colonizzazione della foresta. Abbiamo un’intensificazione di questo processo nell’800 a causa dell’aumento demografico e per le trasformazioni economiche. Esiste la categoria di boschi banditi, ovvero tratti di foresta risparmiati dal processo di deforestazione qualora si ritenga che abbiano un valore da preservare, zone che diventano demaniali o per valore naturalistico o per interessi della nobiltà (es. la Serenissima protegge il Consiglio per la coltivazione dei faggi utilizzati per remi e galee con un eccezione per una piccola popolazione germanica, con due diversi livelli di tutela per la zona più interna e per quella più esterna, con gli austriaci passa al demanio e resta tutt’ora sotto ad esso) - Protezione e riforestazione (XVI-XVII sec. con la Serenissima, politiche nazionali tra gli anni ’30 e ’60, riforestazioni recenti della pianura) Nel ‘900 ci si rende conto che il processo di deforestazione ha messo in pericolo la stabilità dei versanti con il rischio di frane, vengono perciò messe in atto operazioni di ripristino di coperture forestali per le zone più a rischio. Legge Serpieri > legge del 1923, oggi assimilata nel testo unico: Si istituisce il vincolo idrogeologico nelle aree forestali, si rende poi obbligatoria la messa in opera di pianificazioni forestali, si incentiva il rimboschimento e lo Stato si impegna in prima persona a gestire operazioni di rimboschimento. - Espansioni e rinaturalizzazioni (alla caduta dell’Impero romano e poi a partire dagli anni ’60 del 1900) Poco dopo la legge Serpieri ha inizio un processo di rimboschimento naturale delle foreste, ciò avviene per il declino dell’agricoltura montana a causa dell’aumento del turismo e il conseguente abbandono dei terreni agricoli, oppure per lo spostamento delle popolazioni verso il fondo-valle (es. Il Montello fino all’arrivo della Serenissima era abitato e coltivato, nel 1471 Venezia lo bandisce, lo perimetra e lo protegge con guardie armate, riservandolo alla coltivazione del rovere con una coltivazione divisa in zone di taglio, gli austriaci lo fanno passare sotto il demanio con un livello più basso di protezione, con il passaggio al demanio italiano la situazione peggiora anche a causa dell’aumento demografico, nel 892 passa una legge di alienazione del Montello, dividendolo a nord in parti o poderi che vengono venduti mentre quella sud più secca viene distribuita gratuitamente, quest’ultima per via della povertà del terreno si riforma una foresta secondaria con però piante di minore pregio, una parte era anche destinata a scopi militari, oggi dismessa dalla fine degli anni ’90) Nb. Nuovi boschi urbani > Negli ultimi anni assistiamo a processi di riforestazioni con funzioni strettamente legate alla vita urbana, un esempio è il bosco creato a Mestre. Acque: - Arginature - Diversione dei fiumi - Drenaggi e bonifiche (in età romana, medievale, moderna e novecentesca) - Rettifiche - Irrigazione Arginature: Un terrapieno costruito artificialmente per innalzare il terreno ed evitare esondazioni Diversione dei fiumi: La diversione dei fiumi e lo scavo dei canali è legata alle necessità di approviggionamento idrico.

Dal 1750 al 2000 > in pianura oggi la superficie boschiva ha raggiunto il livello che c’era a metà del 1700 (periodo intermedio ci fu una diminuzione dove aumentano i seminativi> essi iniziano a diminuire nel ‘900 con l’introduzione della chimica, ovvero con la rivoluzione verde e la meccanizzazione dell’agricoltura che elimina la fame e che rendono non più essenziale l’aumento dei seminativi con l’aumento della popolazione ), in montagna a partire dalla seconda metà dell’800 vengono espansi i prati e diminuiscono i seminativi, mentre in pianura essi aumentano e diminuiscono solo alla fine del ‘900, l’urbanizzazione cresce dal ‘900. Irrigazione: porta acqua ai terreni agricoli, può essere di soccorso (quando le condizioni climatiche impongono una necessità) o stabile o strutturale (serve per aumentare la quantità di prodotto che si produce). Sistemi anche molto antichi > con l’invasione musulmana della penisola iberica arriva una nuova tecnica (utilizzare le acque di scioglimento della neve che rimaneva ferma in zone specifiche come in Sierra Nevada in Spagna per l’irrigazione) > si potevano coltivare quindi in questi versanti molti prodotti pregiati come gli agrumi. Sulle Alpi ci sono zone aride (Val Venosta) e dagli arabi si è imparato ad utilizzare le acque di scioglimento dei ghiacciai attraverso dei piccoli canali di scolo per l’irrigazione. In Veneto soprattutto in pianura ci sono aree che hanno bisogno di essere irrigate (alta pianura > suolo che assorbe molto), si irrigava fin dal Medioevo > nella zona di Bassano sono stati ritrovati resti di irrigazione dell’epoca dei Carraresi (‘300),nel 1556 Magistrati dei Beni inculti > Cristoforo Sorte lavorava per loro cerca di trovare una soluzione di irrigazione > vedi disegno > dal Piave canali di irrigazione che servono a rendere fertile l’alta pianura (rappresentata da campi circondati da siepi, contenuto simbolico, la scala non è corretta > volontà di rappresentare proprio le soluzioni di irrigazione). CRISTOFORO SORTE: topografo e cartografo oltre che artista, nel 1580 scrive “ Osservazioni sulla pittura ” su richiesta per dare delle indicazioni a chi seguirà nel suo lavoro per poter rappresentare correttamente le carte. La Serenissima gli chiede di fare una Carta con tutti i territori della stessa da porre in una sala del Palazzo Ducale

ma si pensa che metterli in evidenza potrebbe poi essere un problema in quanto tutti possono conoscere i suoi territori. Gli viene chiesto quindi di fare delle carte Provinciali da porre in una saletta che non era accessibile a tutti (ci segnala l’importanza strategica delle cartografie ) > Venezia come primo luogo in cui la cartografia assume questo valore. Nb. Beni comunali > posseduti dalle comunità locali, utilizzavano questi terreni per pascolo o a prato, usati dalle comunità locali (uso collettivo), funzione che la Serenissima riconosce e decide di proteggerli da forme di usurpazione (da parte di cittadini che magri decidono di appropriarsi di essi), nel 1574 infatti > Magistratura sopra i Beni comunali > incaricati di redigere e conservare i relativi catastaci (attraverso la cartografia)e concedere e rinnovare le investiture ai comunali rilasciare i loro privilegi. Più tardi con l’idea che questi terreni potessero essere utilizzati meglio la Serenissima decide che non appartengono più di diritto alle comunità a priori ma sono beni che la Serenissima concede alle comunità locali > si crea fenomeno dell’alienazione dei beni comunali (solo nei territori di montagna di mantengono > “Regole” della comunità collettiva) questa alienazione avviene tramite la vendita ad incanto? attraverso delle aste (la Serenissima divide i terreni). Opifici preindustriali > vengono a formarsi in questo periodo a seguito della vendita dei territori comunali, la Serenissima decide di investire in questi opifici che sono fortemente produttivi in quanto ognuno doveva pagare per la concessione dell’affitto di questi (soldi al Veneto > quindi si arricchisce la Serenissima) Nb. Fattore > figura intermediaria tra i patrizi che acquistano i campi e i contadini che li coltivano, nell’800 e ‘900 nel declino della repubblica riescono ad acquistare poi questi terreni che vengono persi dai nobili. Sistemi di irrigazione:

- Canaline cementizie > sistema a scorrimento introdotto nel ‘900 che permetteva di distribuire l’acqua nei campi attraverso delle paratie(campi a seminativo, il Mais per esempio è una coltura molto idrovora) > condotti principali che vanno a buttarsi su condotti secondati che poi arrivano ai campi, esse inoltre in quanto scorrono a fianco dei vecchi fossati, perdendo acqua ed aumentano la biodiversità

- Irrigazione tubolare superficiale o sotterranea > Sistema a risparmio di acqua anche se molto più fragili rispetto alle canaline cementizie Colture: - Mais (importato dal continente americano nel XVI sec e si diffondono a partire dalle grandi tenute del polesine, i primi a coltivarlo sono i patrizi veneziani) - Patate (importate dal continente americano, sono presenti a Padova nel 1591 ma si sono diffuse nel tardo XVII sec) - Coltura promiscua (usata già in età romana, diffusione progressiva per tutta l’età moderna e contemporanea; scomparsa negli anni sessanta e settanta del Novecento) La coltura promiscua:coltura promiscua” > Termine italiano usato a livello internazionale di origine relativamente recente, fu introdotto in ambito statistico nel diciannovesimo secolo per indicare alcuni sistemi agricoli “tradizionali” che associano, sullo stesso campo colture annuali e perenni, in particolare la vite, l’albero e i cereali > questi tre elementi erano associati in modo diverso tra loro a seconda delle tradizioni regionali. Utilizza un principio per cui le varie colture si aiutano tra di loro. Una volta la vite si coltivava in maniera differente, c’era la compresenza di una coltura erbacea , una arborea e una arbustiva (tre produzioni e zero scarti), adesso invece la vite è il prodotto mentre l’erba è considerato scarto (una sola coltura > oggi la coltura promiscua è quasi totalmente scomparsa. La vite può essere coltivata o come vitigno specializzato o promiscuo (ora la coltivazione promiscua è quasi del tutto scomparsa) Emilio Sereni fa una serie di proposte interpretative dei testi classici nei quali si vede già la presenza della vite specializzata che viene introdotta in Italia, Virgilio > vite che si arrampica sull’albero, Plinio > racconta la presenza dell’ Olmo e Ulivo al centro Italia mentre nella pianura padana troviamo altri alberi, a Venezia dice usarsi il Salice Il paesaggio della coltura promiscua (nel ‘900) l’albero da frutta veniva potato a bicchiere e venivano sistemati in file; dagli alberi si coltivava la vite a tendone (attaccate agli alberi) intrecciando i tralci Nella cartografia (a differenza dell’arte) si trovano molte tracce della coltura promiscua nell’età moderna > alberi in sequenza e tra le file si coltivavano cose diverse La letteratura di viaggio spesso viene usata per capire il paesaggio(scritti del Gran tour), Montaigne da descrizioni del fascino del paesaggio ricco e abbondante mentre Lande descrive un paesaggio molto bello con vaste pianure chiese da siepi ed alberi ma parla del fatto che non ci siano molte foreste (ostacolo per le truppe napoleoniche), Burger cerca di comparare il paesaggio italiano con quello inglese (caratteristiche diverse rispetto a quella mediterranea) > vedi testo, lui parla del paesaggio in maniera soggettiva, per lui è un paesaggio obsoleto in quanto lo compara con quello inglese (> la letteratura quindi può essere usata ma comunque dobbiamo sempre intendere un pensiero soggettivo) > qualche decennio (metà dell’800) dopo il sistema della coltura promiscua viene inteso obsoleto anche da agronomi italiani come Alpago Novello. In realtà questo paesaggio si mantiene per tutto il ‘900, poi la fillossera si diffonde rapidamente nei vigneti che erano stati già specializzati (ovvero dove si era già improntati sul sistema inglese che trovava obsoleto la coltura promiscua) utilizzando delle viti che non erano locali ma provenienti dalla Francia, in quanto questa malattia proviene dall’America si cominciano ad utilizzare viti che provengono da questo paese in quanto sono abituate a questa malattia > piede americano (viti americane portate a frutto > come il Clinto),in alcuni casi le viti vengono cambiate ma il sistema rimane lo stesso (piantata classica). Con la rivoluzione verde si arriva alla perdita della coltura promiscua> tra il 40 e il 68 scompare (vedi schema Gambi su Emilia)> essa viene espulsa dalla statistica italiana. Duplice processo di trasformazione in 30 anni: urbanizzazione e semplificazione (campi più grandi > effetto della specializzazione)> nonostante tutto nel nostro territorio sono rimasti dei relitti di coltura promiscua > piantata (gelsi che venivano potati e tra i rami veniva posto un traversino dal quale partivano le viti alternate agli alberi) Urbanizzazione: - Espansione delle città (In Europa: Ottocento industriale, nel Veneto 1920-60)