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Riassunto Storia del paesaggio agrario italiano Emilio Sereni, Sintesi del corso di Geografia

Riassunto ragionato e schematico del volume di Sereni

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021
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Caricato il 26/06/2021

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STORIA DEL PAESAGGIO AGRARIO ITALIANO - Emilio Sereni
Premessa sull’opera
Autore
Storico e partigiano italiano; figura eclettica attivo nel periodo della resistenza, di famiglia ebraica e per un
po’ fuggito a Parigi, per poi rientrare per organizzare la resistenza.
Ministro nel governo De Gasperi; storico e intellettuale di spessore che ha declinato la sua azione in una
direzione applicativa e non solo politica
Patrimonio librario ceduto e conservato nell’Archivio Cervi in provincia di Reggio Emilia
Nell’Istituto Cervi si promuovono anche ricerche e studi sul paesaggio: luogo importante per la riflessione
sul paesaggio agrario
Opera
Realizzata nel 1955, ma non pubblicata subito; pubblicata solo nel 1972
La scrittura di quest’opera avviene nel momento in cui l’Italia viene sorvolata da veicoli che servono a
fotografare il paesaggio italiano nel 1954-5: c’è la possibilità di cogliere la situazione che Sereni aveva sotto
gli occhi, scrivendo
Questa documentazione, disponibile per tutto il territorio italiano nel periodo coevo alla scrittura, ci permette
di definire l’assetto del paesaggio agrario
Il Registro dei Paesaggi Agrari Storici, istituto nel 2012, chiede per riconoscere un paesaggio agrario come
storico di verificare la permanenza di elementi a partire dal volo 1954-5 (punto ad quem): è storico ciò che si
è confermato fedele rispetto alla situazione del 1954-5
—> punta alla conservazione del paesaggio
Paesaggio agrario
Il titolo rende evidente l’influenza
A) della scuola francese (Les Annales), ispirata alla storia del paesaggio agrario di Marc Bloch e che
riguarda in senso stretto l’assetto produttivo: il paesaggio agrario è più importante rispetto a quello rurale
(approccio marxista: più attento alle strutture economiche)
Questa riflessione pone l’accento sull’assetto produttivo, trasformando la casa rurale in azienda, centro
di produzione
B) delle riflessioni di Lucio Gambi in Critica ai concetti geografici di paesaggio umano: divide il
paesaggio fisico dal paesaggio umano, liberandola dagli approcci deterministici che vedano il paesaggio
solo come effetto di determinati fisiche, climatiche
Lucio Gambi sposta la riflessione sulla dimensione storica: dalla dimensione visibile, osservabile a
quella invisibile, corrispondente alla riflessione e ai documenti storici: quello che l’uomo ha fatto al
paesaggio e che può essere ricostruito solo attraverso lo spoglio delle fonti
Dal determinismo fisico —> al determinismo storico (paesaggio condizionato dalle diverse forme di
colonizzazione da parte dell’uomo)
Fonti
-studi degli istituti giuridici
-Opere letterarie (trattati sull’agricoltura, toponomastica, linguistica storica)
-Iconografia
-Storia delle tecniche agrarie (no mappe catastali: non sono facilmente accessibili e in più Sereni non si
fissa sulla forma del paesaggio, preferisce capirne le dinamiche; mappe catastali sono fotografie, mentre
all’autore interessa capire come si arriva a determinare quell’assetto)
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Scarica Riassunto Storia del paesaggio agrario italiano Emilio Sereni e più Sintesi del corso in PDF di Geografia solo su Docsity!

STORIA DEL PAESAGGIO AGRARIO ITALIANO - Emilio Sereni

Premessa sull’opera

Autore Storico e partigiano italiano; figura eclettica attivo nel periodo della resistenza, di famiglia ebraica e per un po’ fuggito a Parigi, per poi rientrare per organizzare la resistenza. Ministro nel governo De Gasperi; storico e intellettuale di spessore che ha declinato la sua azione in una direzione applicativa e non solo politica Patrimonio librario ceduto e conservato nell’Archivio Cervi in provincia di Reggio Emilia Nell’Istituto Cervi si promuovono anche ricerche e studi sul paesaggio: luogo importante per la riflessione sul paesaggio agrario Opera Realizzata nel 1955, ma non pubblicata subito; pubblicata solo nel 197 2 La scrittura di quest’opera avviene nel momento in cui l’Italia viene sorvolata da veicoli che servono a fotografare il paesaggio italiano nel 1954-5: c’è la possibilità di cogliere la situazione che Sereni aveva sotto gli occhi, scrivendo Questa documentazione, disponibile per tutto il territorio italiano nel periodo coevo alla scrittura, ci permette di definire l’assetto del paesaggio agrario Il Registro dei Paesaggi Agrari Storici, istituto nel 2012, chiede per riconoscere un paesaggio agrario come storico di verificare la permanenza di elementi a partire dal volo 1954-5 (punto ad quem): è storico ciò che si è confermato fedele rispetto alla situazione del 1954- 5 —> punta alla conservazione del paesaggio Paesaggio agrario Il titolo rende evidente l’influenza A) della scuola francese (Les Annales) , ispirata alla storia del paesaggio agrario di Marc Bloch e che riguarda in senso stretto l’assetto produttivo: il paesaggio agrario è più importante rispetto a quello rurale (approccio marxista: più attento alle strutture economiche) Questa riflessione pone l’accento sull’assetto produttivo, trasformando la casa rurale in azienda, centro di produzione B) delle riflessioni di Lucio Gambi in Critica ai concetti geografici di paesaggio umano: divide il paesaggio fisico dal paesaggio umano, liberandola dagli approcci deterministici che vedano il paesaggio solo come effetto di determinati fisiche, climatiche Lucio Gambi sposta la riflessione sulla dimensione storica: dalla dimensione visibile, osservabile a quella invisibile, corrispondente alla riflessione e ai documenti storici: quello che l’uomo ha fatto al paesaggio e che può essere ricostruito solo attraverso lo spoglio delle fonti Dal determinismo fisico —> al determinismo storico (paesaggio condizionato dalle diverse forme di colonizzazione da parte dell’uomo) Fonti

- studi degli istituti giuridici

- Opere letterarie (trattati sull’agricoltura, toponomastica, linguistica storica)

- Iconografia

- Storia delle tecniche agrarie (no mappe catastali: non sono facilmente accessibili e in più Sereni non si

fissa sulla forma del paesaggio, preferisce capirne le dinamiche; mappe catastali sono fotografie , mentre all’autore interessa capire come si arriva a determinare quell’assetto)

Rischi Autore mette in guardia rispetto ad una errata riflessione sul tema del paesaggio:

  • (^) Questioni terminologiche: Sereni importa nel mondo italiano quelle che sono le classificazioni terminologiche che Marc Bloch e altri studiosi in francia avevano utilizzato per il paesaggio francese Importare una terminologia nell’ambito italiano ha il vantaggio di dare un’etichetta classificatoria chiarificatrice, ma dall’altro lato rischia di importare un’etichetta che non si addice al territorio italiano Es. Casa a Corte: si incasellano fenomeni economici, di organizzazione agraria diversa, solo sulla base della forma a quadrato dell’edificio principale dell’azienda agricola; la forma non è ab origine cosi definita, ma è una forma allungata che man mano si chiede e aggiunge alla forma patronale che è allungata, semplice, tutta una serie di annessi rustici che sono sostanzialmente delle stalle per l’allevamento bovino (che si diffonde dal 6-700) La forma che si fa risalire, per sole similarità morfologiche, a un’epoca antica che può essere dell’economia legata all’ordinamento monastico, ha in realtà qualcosa che in epoca medievale e antica non esisteva: si tratta semplicemente dell’evoluzione di un’organizzazione capitalistica della campagna Possiamo avere forme uguali, con una genesi diversa: per cui è rischioso tipizzare in funzione della morfologia perché alla base c’è una diversa evoluzione Es. definizione di campi chiusi : la tipologia dei campi chiusi, rispetto ai campi aperti (openfield vs bocage) rimandano a istituti giuridici diversi: una proprietà collettiva della terra da un lato, campi aperti con rotazione dei terreni, e dall’altro un’organizzazione privata dei terreni che è quella dei campi chiusi o del bocage e rimanda anche ad un diverso rapporto tra agricoltura e allevamento Il problema è associare queste categorie a spazi in cui si sono prodotti risultati simili, ma con processi e con ragioni che non sono le stesse
  • (^) Dimensione orizzontale > verticale Mette in evidenza una peculiarità del mondo e del paesaggio mediterraneo ovvero la dimensione veriticale del paesaggio, rispetto alla dimensione prettamente verticale dello stesso diffusa nel mondo francese e nord europeo Paesaggio mediterraneo si sviluppa anche in verticale e ha più livelli di coltura
  • (^) Rischio di ipostatizzazione del paesaggio Rischio che negli studi sul paesaggio “il morto catturi il vivo” e cioè che il passato predomini sul presente, nel senso che quello che è stato ereditato dal passato in qualche modo condizioni in maniera eccessiva la dinamicità del presente, imbrgliandola in categorie che tolgono vitalità al paesaggio Rischio di Anteporre l’analisi dei tipi a quella delle funzioni Invita ad evitare il rischio di una stanca ripetizione di forme già date

“Paesaggio non come fatto, ma come farsi di genti vive”

—> es. tavolo di Alesa I sec. a.C. : c’è un’organizzazione dello spazio, ma non geometrica, rigorosa: ci sono siepi, muri che separano gli spazi: spazi chiusi che vengono votati alla coltivazione, cosi come la presenza di colture arboree (dimensione marginale o accessoria ma che è tuttavia presente nel mondo mediterraneo: verticalità della produzione agricola : ulivo e albero da frutto non è accessibile ad animali ad esempio): attenzione a piani diversi che devono essere complementari La colonizzazione greca è il primo tentativo di organizzare schematicamente il paesaggio agrario: applica uno schema ortogonale che viene, di volta in volta, adattato alle contingenze, alle situazioni e specificità dell’ambiente mediterraneo

SINCRETISMO ETRUSCO

Organizzazione agricola dell’Italia centrale e settentrionale Sereni si sofferma su un aspetto importante e innovativo: La coltivazione della vite Non che essa fosse assente nel passato (prime testimonianze dal Caucaso e che si diffondano in Europa attraverso la civiltà greca), ma qui c’è una novità: coltura della vita a tralcio lungo —> Mentre nel mondo classico greco la vite è coltivata ad alberello, per ragioni climatiche c’è necessità nei terreni più umidi del nord Italia di alzare affinché l’uva non subisca i danni dell’eccessiva umidità —> rumpus: festone, vigneto è il rumpotinetum o arbustum gallicum - Gallia cisalpina, pianura padana- che è la vite maritata a sostegno vivo (pioppo, acero, olmo) in Etruria, Capua, Pianura Padana —> contrapposizione alla vite a palo secco o ad alberello che è assestante in area mediterranea, o in linguadoca Con questo sistema c’è lo strutturarsi di quella che viene definita per la prima volta Coltura promiscua : consociazione di vite, alberi/frutteti e campo di cereali con continue variazioni di assetto La cultura promiscua viene portata avanti fino a metà 80 0

CONQUISTA ROMANA (cap. 4-11)

Sistematico piano di colonizzazione

Riporta la citazione di Goethe «seconda natura che opera a fini civili » (Le tecniche costruttive, a Roma,

assunsero tanta importanza da risultare come una seconda natura ) —> Assetto completamente diverso da quello ereditato dai popoli che i romani hanno incluso nel loro territorio; —> Anche quella natura mantiene le sembianze ereditate (boschi, pascoli, zone non sottoposte a coltivazioni agricole) quella diventa comunque una natura organizzata in funzione di una produzione

Quella che Cicerone chiama “natura altera”: orientata in funzione produttivistica

Sviluppo senza precedenti di strade, colonie agrarie, assetto idraulico : favorite da manodopera schiavistica e piani ciclopici (con una propria inerzia) Centuriazione : regolazione geometrica di campi coltivati che venivano assegnati ai coloni —> gratifica per i soldati che complivano opera di conquista Ars gromatica ( limitatio ):

Ci sono usi diversi all’interno della centuria: es. infondo parchi comuni, boschi rendono più complessa una struttura regolare che poggia su: Cardo e decumano come assi principali (N-S) su questi si innesta la suddivisione del terreno in centuriae di 2400 piedi (710 mt.), 50 ha circa Ma non tutto era limitatio : si è attribuita alla suddivisione geometria un’eccessivo spazio, ma in realtà non tutto era diviso in questi termini, perché hanno un ruolo importante, come spazio integrante della colonia, anche i compascua (legnatico e pascolo) Essi sottolineano le discontinuità morfologiche e si adattavano alle aree collinari, fluviali, rendendo il disegno della colonia molto più complesso e irregolare di quello che si evince dalle immagini geometriche e rigide Evidentemente queste aree che vengono lasciate libere non sono solo funzionali alla colonia agraria, ma sono legate anche alla necessità di salvaguardare delle preesistenze Di questa opera di centuriazione si era un po’ persa la memoria nel corso dei secoli, tanto che questa presenza di un disegno che risale a epoca romana viene riconosciuto nell’ 800 , con gli studi sulla zona dell’Istria e della pianura padana —> E’ dalla seconda metà dell’800 che si inizia a studiare l’assetto della colonia agraria di epoca romana, ma in quell’epoca, tra fine 800 e prima metà del 900 si applica uno schema estremamente rigido di centuriazione (si cercano porzioni in cui lo schema è ben applicato), rendendo molto più rigida l’azione romana di pianificazione agraria —> Questo approccio rigido che vede l’attività romana solo laddove c’è una precisa geometria, è stato deostruito a partire dagli anni ’80-’90 del Novecento; in particolare: Misurare la terra: centuriazione e coloni nel mondo romano —> si deostruisce questa idea grazie ad una più precisa verifica dei testi

Studi sui gromatici veteres

« Secundum locum habent mensurae» (Igino gromatico):

introduce l’idea di una centuriazione come figura complessa ("centuriazione morbida") L'applicazione di questo schema agrario rigido avveniva senz’altro rigorosamente, laddove possibile, ma ci sono tre livelli di adattamento di questo schema: a) Secundum naturam (morfologia e pendenza): cardo e decumani si adattano secondo la morfologia, tenendo in considerazione pendenze, fiumi (al posto della posizione secundum coeli- leggi astronomiche) b) Secundum locum (luoghi religiosi, preesistenze, consuetudini…): non è più solo la dimensione fisica ma è qualcosa di più complesso, ha a che fare con caratteristiche della presenza umana, della dimensione antropoica Igino gromatico fa riferimento alla dimensione religiosa c) Secundum necessitatem (ampiezza della colonia e numero assegnatari, ricenturiazioni successive…): non si centuriava una colonia agraria senza una reale esigenza di assegnazione di terreni a cittadini romani; aspetto interessante perché la centuriaizone avviene in base alla necessità (ampiezza della colonia è proporzionale al numero degli assegnatari) e questo presuppone una stratificazione di intervento da parte dei romani (non è pianificata ab origine come noi la ereditiamo ma è un disegno sedimentato attraverso diversi interventi)

CRISI IMPERIALE (V-X secolo d.C.)

Crisi esterna e crisi interna (rivolte sociali) Questi processi hanno radici ben più profonde e intrinseche alla società romana, già ridotta ad uno stato di instabilità economica e dilaniata da profonde crisi sociali. Il successo delle invasioni resterebbe incomprensibile, se non s’intendesse come esse si intrecciano con l’opposizione e con le rivolte degli schiavi e dei coloni; quindi le barbarie dei popoli, saranno sentite come un sollievo per le masse degli oppressi e degli sfruttati Tre paesaggi:

  • Ruderi della città che muore: anticipa la decadenza vera e propria che seguirà le invasioni (rimarrà a lungo evidente e verrà ripreso dal gusto paesaggistico romantico)
  • Campagne agrarie nei dintorni della città
  • Campi aperti e silvae nelle zone più esterne e periferiche La centuriazione che abbiamo ereditato dall’epoca romana se si è mantenuta è perché non è mai stata del tutto abbandonata: c’è una contrazione della coltivazione, ma non è stata inficiata la struttura originaria della colonia A lungo si è pensato che la centuriazione fosse stata distrutta da cataclismi sociali e climatici che avrebbero reso imperfetto un disegno originariamente integro, mentre ad oggi si è ridotta l’importanza delle invasioni barbariche Per molti secoli, il rudere e la città morta diventeranno elementi caratteristici e integranti del paesaggio agrario italiano. Il rudere e la città morta testimonieranno un’antica civiltà urbana ed agricola, i cui agenti non cessano di operare nella società; infatti nei pressi delle cadenti mura cittadine si conserveranno comunque, alcune forme di paesaggio agrario: piantagioni arboree, campi ad erba. Quindi, al paesaggio dei ruderi e delle città morte, risponde un paesaggio pastorale agricolo, con campi aperti alla caccia e al pascolo, senza forme definite.

MEDIOEVO Crisi dell’impero romano non è dovuto solo alle invasioni barbariche ma è un’implosione interna Dal punto di vista della storia ambientale, fino a qualche tempo fa si era sottovalutata la fase fredda che ha dominato i secoli alto medievali e che hanno avuto una grande importanza per i cambiamenti del paesaggio Premessa: Sereni fa grande uso di fonti iconografiche dalle quali deduce informazioni relative all'assetto agrario Lo stesso autore si pone una domanda: esiste un nesso tra paesaggio pittorico e paesaggio reale? Il gusto pittorico risente dell’organizzazione del paesaggio agrario? Per certi versi questo è possibile, per altri questo tipo di ricerca può essere fuorviante: sono sicuramente indizi di cambiamento di un gusto pittorico che è anche effetto di un cambiemtno nell’organizzazione sociale e politica e dell’assetto produttivo agrario Inizio: Sant’Apollinare in Classe: buon pastore Passaggio da lineamenti strutturali del paesaggio agrario a elementi singoli e scollegati (alberi, animali, arbusti): elementi che parlano di una rottura dell'assetto agrario ereditato dalla centuriazione romana Sereni sottovaluta che queste dinamiche erano già in corso ed erano dovute a fattori concomitanti: a) Crisi e implosione imperiale b) Incursioni e invasioni c) Raffreddamento climatico

ETÀ FEUDALE (cap. 13-25)

Fenomeni salienti:

  • Disgregazione di un paesaggio agrario organizzato e delimitato: interna oltre che esterna perché le campagne si spopolano e c’è uno svuotamento di quella che è la presenza della piccola proprietà nelle aree di centuriazione
  • Abbandono delle campagne e dell’insediamento sparso porta alla^ fine della manutenzione : dal paesaggio agrario all’incolto, al bosco, all’acquitrino/palude; degrado complessivo
  • Prevalenza dell’allevamento brado (suini nei querceti) sull’agricoltura intensiva e arboricoltura (vite, ulivo), utilizzo estensivo (ritorno ai campi aperti e al pascolo libero)
  • Diffusione della fauna selvatica (orso, cinghiale, lupo) e incremento della caccia (ad uso alimentare) L’età feudale si rappresenta in raffigurazioni di scene di caccia in aree arbustive
  • Aspetto importante è^ il cambiamento della produzione cerealicola,^ dipendente dal cambiamento del clima: le coltivazioni di frumento cedono il passo a cereali “inferiori” ma più resistenti al clima

Crisi e riorganizzazione feudale:

Le invasioni barbariche sono occasioni di riorganizzazione fondiaria

A. Crisi delle città: perdita di egemonia sul territorio circostante (Ambrogio, IV secolo: «semirutarum urbium cadavera»: cadaveri di città semi distrutte); sono già avvenute delle incursioni ma non le vere e proprie invasioni (momento di popolo che riorganizza lo spazio, ri colonizzandolo)

  • Innovazioni tecniche (mulini, argini…)
  • Investimenti e incentivi che si diffondo per favorire la colonizzazione delle aree incolte, attraverso concessioni giuridiche (diritti d’uso, contratti di abitanza, castellanza, usi civici, zone franche, sistema dei mansi…) —> Inizia la frammentazione delle unità produttive signorili, preludio alla loro decadenza politica e alle rivolte antifeudali di età comunale Pastorizia organizzata Vie pastorizie e armentarie Transumanza (Ruggiero Normanno le struttura su grande estensioni tra Abruzzo e Puglia) Esempi: Puglia, Maremma, Agroromano, Sardegna

Preludio ad una rinascita , ad un dissodamento delle zone che erano state abbandonate con la crisi dell’età

imperiale romana Dopo il 1000: segnali di recupero fondiario che sono, di fatto, preludio alla rinascita di età comunale

ETÀ COMUNALE (26-34)

Esempio: Buon Governo di Lorenzetti; certifica un cambiamento avvenuto nelle campagne toscane ed è anche un auspicio, l’invito o comunque la celebrazione del nuovo ruolo delle città nel favorire il miglioramento fondiario nelle campagne Lento passaggio da campagne dominate da rocche sempre più lontane (costituiranno le premesse del «bel paesaggio» toscano) ad una nuova centralità urbana che estende il suo controllo e governo sulla campagna

Nuovi rapporti sociali

Signorie feudali e servitù della gleba cedono il campo alla borghesia comunale e alla piccola proprietà contadina: innalzamento della schiavitù della gleba da un lato e dall’altro un riempirsi di nuove figure sociali che sono quelle della borghesia Fattori determinanti

• Investimenti/dissodamenti^ feudali:^ costituiscono^ premessa^ per^ l’avvio^ di^ un’attività^ produttiva^ più

efficiente in età comunale

• Aumento demografico: maggiore richiesta di derrate

• Optimum climatico: aumento temperature

• Innovazioni tecniche: garantiscono maggiore redditività complessiva

• Nuovi rapporti sociali e investimenti in «opere di sistemazione agraria»:

—> Sereni si sofferma sull’importanza della parola sistemazione —> Dimensione centrale e strategica della manutenzione (unicum italiano) e prende la definizione:

"complesso coordinato di opere complementari utili a perfezionare il regime idrico del suolo agrario, al

fine di assicurare la difesa idraulica del suolo stesso e renderlo atto ad una produzione meno incerta,

più varia e più intensa”

C’è bisogno di un investimento da parte di una classe sociale che è in grado di garantire le condizioni

affinché la popolazione rurale possa tornare a coltivare la terra con maggiore efficacia ed efficenza

Emerge che le opere di sistemazione sono prevalentemente opere di difesa idraulica: doppio lavoro che

avviene nel corso dell’età medievale che:

- Punta, da un lato, ad eliminare l’acqua in eccesso dove ci sono ristagni (bonifica dei terreni

paludosi, in particolare quelle benedettine della bassa pianura)

- Dall’altro, il drenaggio e il deflusso delle zone in cui il rischio è quello opposto dell’erosione, in

zone collinari e montane

Questi fanno sì che nel territorio italiano assuma, nel corso dei secoli, una dimensione strategica e

centrale la manutenzione : non sono opere di coltivazione, ma che precedono la coltivazione e rendono

coltivabile il terreno

Aspetto che caratterizza come fosse un unicum l’impianto europeo

Le opere di manutenzione non sono secondarie ma fondamentali a rendere coltivabile un terreno molto

accidentato

ETÀ MODERNA (parti V e VI) Età del Rinascimento è un’espressione riduttiva, potremmo definirlo dal 400 al 600: paesaggio di età moderna —> Moderna : per la capacità di introdurre innovazioni dal punto di vista produttivo e delle tecniche agrnonomiche; età di forte cambiamento Età caratterizzata da: a) Espansione dei dissodamenti e riduzione di boschi e incolti, che si erano dilatate in età alto medievale sopratutto Elemento legato all’espansione demografica oltre che alla dimensione economica Si riducono anche gli acquitrini, il maggese e i pascoli b) Modernizzazione delle tecniche con specializzazione di usi agricoli e progressiva riduzione degli usi promiscui/civici: vengono meno i commons, gli spazi a uso collettivo c) Rivoluzione alimentare: scoperta dell’America porta grandi modifiche alla dieta europea e questo comporta un cambiemtno dei paesaggi agrari e un’importante trasformazione dovuta specificamente ad alcuni alimenti come il mais, il pomodoro d) Differenziazione Nord-Centro-Sud: in un’accentuazione dei caratteri identificativi che è maggiore rispetto a quella di età medievale Driving forces: a) Espansione demografica: ha le sue origini anche nei secoli precedenti, nonostante l’episodio della peste nera b) Rinascita commerciale: da economie di sussistenza a produzioni specializzate con una loro collocazione nel mercato (es. vite in Valtellina) c) Estensione proprietà privata a scapito dei beni comuni (prevalenza del profitto industriale) d) Fuga da zone malarigene

NORD (Lombardia, Emilia, Veneto)

Bonifiche del XV e XVI secolo

Continuano e potenziano gli interventi già avviati di comuni e signorie medievali: pianificazione e centralizzazione di forze e mezzi a scala regionale Da questo punto di vista ci sono due elementi importanti di intervento

**1. Arginature, regimazione dei fiumi

  1. Nuovi canali di irrigazione:** distribuzione delle acque dove questa risorsa è carente; garantiscono la possibilità di irrigare i campi e cambiare l’assetto delle coltivazioni es. Sforza (Ducato di Milano): Naviglio pavese es. Repubblica di Venezia: Savi ed Esecutori alle Acque , 1415- —> problema dei Tagli dei fiumi per difesa lagunare (Brenta, Piave, Muson dei Sassi); —> poi si interessa anche del rivolgimento economico, nel momento in cui i traffici si spostano dall’area mediterranea al nuovo mondo, dunque l’interesse principale è quello di bonificare le terre dell'entroterra veneziano: si passa alla costruzione delle Rogge (Piavesella, Brentella): investimenti privati di famiglie veneziane che vengono favorite da questa magistratura Enclosures (campi chiusi, dal XV secolo) La disponibilità d’acqua consente di non dover irrigare i campi, di avere una maggiore disponibilità d’acque, ma anche di avere più erba per l’allevamento bovino

Questo porta a chiudere e appropriarsi di terreni che potevano essere ad uso promiscuo: il fenomeno delle Enclosures si sviluppa anche nel nostro paese e in particolare modo da parte dell’aristocrazia veneziana —> Rotazione sostituisce il maggese Separazione e nuova integrazione tra agricoltura e allevamento —> rotazione sostituisce il maggese: tagli ripetuti di erba e fieno, preludio alle colture foraggere dal Settecento (base dell’allevamento specializzato della bassa pianura lombarda)

Paesaggi della marcita

(prima menzione: XIII secolo, abbazie) Si tratta dello Scorrimento di acque superficiali, in terreni lasciati a prato, nel periodo invernale per ridurre il gelo, perché sono acque superficiali che provengono dalle risorgive che sono acque di una temperatura costante che risponde alla temperatura media annua dell'anno: garantiscono una base foraggera (prati irrigui e gelsi per bachicoltura) Il campo non gela e si consentono dei tagli in più nel periodo primaverile, aumentando la base foraggera I prati irrigui sono una risorsa importante per lo sviluppo dell’allevamento —> Sviluppo protocapitalistico dell’allevamento bovino e della produzione casearia nell’area lombarda Piantata padana Tipologia di cultura che si estende rapidamente in tutto il territorio; questo emerge sulla base di testimonianze letterarie —> Rapida estensione in tutto il territorio (testimonianze di viaggiatori): espansione contrattata nelle aree prossime ai centri urbani dove c’è maggiore investimento

  • (^) Vite a tutore vivo : sistema di file di alberi che sostengono le viti tra i campi di cereali —> consociazione della vite ad un tutore vivo che può essere un albero da frutto, un noce, un olmo: alberi che hanno funzione complementare, a cui si aggiungere il gelso per la coltivazione del baco da seta) associata a colture permanenti/intensive
  • (^) La piantata padana: non solo c’è la consociazione tra vite e tutore vivo, ma questa piantata è associata a culture permanenti intensive: in questo differisce dall’alberata tosco-umbro-marchigiana («prati sugli alberi»), associata al magolato (sistemazioni agrarie meno intensive e a rotazione del maggese) estensivo
  • (^) Colture commerciali specializzate con sistemi a rotazione continua ( con inserimento di nuove culture: viene meno il maggese e si introducono canapa, lino, mais -dall’america-, riso): Prese (assetto agrario del campo con l’intervento di canalizzazione e distribuzione dell'acqua) più ampie e manutenzione organizzata di canali e argini L’ agricoltura padana si caratterizza per:
  • la bonifica idraulica seguita da una prima divisione dei terreni in grandi quadri che vengono, in un secondo momento, divisi in campi regolari
  • la sistemazione idraulica intensiva
  • l‟impianto di colture arboree e arbustive (la piantata) Presenti anche in alcune zone del centro sud come relitti della civiltà etrusca e che richiamano questo schema della piantata N.B.: rimangono tuttavia ancora distese di incolti, brughiere, boschi, acquitrini (manomorta ecclesiastica)

CENTRO (Toscana, Marche, Umbria)

Paesaggio dei campi a pigola in aree collinari

Pigola : viene da «spigolo», richiama la collocazione geometrica pseudo rettilinea —> pìgola: i campi sono irregolari, posti di spigolo l‟uno con l‟altro, con lati rettilinei ma non paralleli tra loro —> lati rettilinei non paralleli e geometrie irregolari: impulsi individuali della proprietà borghese, senza un piano: mezzadria (intervento di capitali borghesi, affidati ai contadini per la manutenzione, con la divisione dei proventi) Sereni sottolinea che questi campi a pigola sono il prodotto di un investimento e di impulsi individuali senza un vero piano agrario , cosa che è il loro punto di forza e debolezza insieme —> forza: la sua varietà, spontaneità, armonia (accostarsi di forme diverse) —> debolezza: spesso è iniziativa anarchica che non tiene conto del quadro d’insieme (es. problema idraulico) - Dal XVI secolo: prime degradazioni (Leonardo da Vinci)

  • (^) Sono Campi chiusi circondate da siepi vive (fogliame): consente un’integrazione con il pascolo
  • (^) Si sviluppa qui un’Arboricoltura specializzata, che dà vita ad un primo assetto commerciale (oltre la sussistenza: soprattutto viticoltura)
  • (^) Rimane una dimensione non paragonabile a quello della pianura padana (meno acqua): —> rimane il Lavoro a zappa e aratro semplice: sistemazioni «a porche» o «magolato» : —> i campi coltivati sono separati da solchi paralleli, con alberi ai margini del terreno —> sistemazione estensiva a zappa e aratro semplice, con scoli frequenti (in pochi metri c’è una scolina che occupa il 30% superficie, ma consente di ricavare erba e materiale per la concimazione del campo stesso); campi sono un po’ più stretti: 20/30 metri x 100 di lunghezza (Toscana)

Paesaggi a gradoni

Iniziano già in età comunale (XI-XII secolo: Liguria, Toscana, Calabria, Amalfi, Sicilia): dovuta a fame e bisogno di terra, maggiori investimenti delle città verso il contado, assume diverse geometrie e assetti Sistemazioni collinari «a spina»:

  • (^) per traverso
  • (^) cavalcapoggio
  • (^) girapoggio: secondo la linea di eguale quota
  • (^) a serpeggiamento
  • (^) rittochino (prevalente): trasversale, segue la linea di massima pendenza Dacameron parla di Piagge (pendii dolci): forma di colonizzazione che non è sottoforma di terrazzamento o almeno non nella zona fiesolana Boccaccio dice che i pendii digradanti sono dei Ciglioni (colline di accumulo, tufacee) e dice che sono coltivati a ulivi, mandorle, fichi Le piagge che si alternano ai ciglioni sono diversi dai terrazzamenti
  • (^) Ciglioni : colline di accumulo —> minima regolazione idraulica superficiale, nessuna in profondità
  • (^) Terrazzamenti (gradoni, terrazze, fasce, lenze, banche, campi a masiere…) Campi sorretti da muri veri e propri in colline con superfici strutturali (substrato roccioso)

Piccoli adattamenti legati ai sistemi costruttivi del muro che rispondono al tipo di roccia e alla solidità del substrato, ma la regola fondamentale è utilizzare materiali in loco per ridurre la pendenza e per garantire attraverso i muri non solo il sostegno del campo ma anche un sistema drenante Non sono solo la costruzione di muri a secco (drenante, senza uso di malte: necessario per garantire la funzione idraulica del sistema), ma sono anche tutti quei sistemi di collegamento e di drenaggio-flusso che vanno sotto il nome di canali, valli, deflusso ordinato delle acque in zone a forte pendenza Cambiano anche le denominazioni in base alle località, ma rimangono regole fondamentali della lavorazione della pietra a secco, riconosciuta come tecnica di lavorazione armoniosa del paesaggio come patrimonio immateriale Unesco (2018) Bonifiche per colmata Progetti idraulici di Leonardo da Vinci: primo bacino artificiale lungo Arno, Bonifiche che puntano a ridurre le zone acquitrinose di fondovalle

Paesaggio pastorale delle selve

Pascoli nel bosco (querceti e allevamento di suini, tradizione dei norcinai) Uso promiscuo delle selve non esposte a Sud o a più forte pendenza

Nascita del «bel paesaggio»

Parola paesaggio : attestata in ambito francese prima e italiano dopo tra 4 e 50 0

Parola stessa nasce in questo periodo e la nascita del vocabolo ci dice qualcosa sulla sua importanza a Il bel paesaggio è il prodotto di nuove forze sociali che investono sulla campagna (nuovi ceti possidenti urbani) e coniugano nel tempo:

  • (^) Dimensione tecnica: dissodamento, organizzazione, anche idraulica
  • (^) Dimensione economica: fine della strutturazione tecnica nuova della campagna
  • (^) Dimensione estetica (politica): crescita tra 5 e 700; è strettamente legata alla dimensione politica perché il bel paesaggio serve anche a celebrare il suo proprietario Due declinazioni:

A. Bel paesaggio in Toscana (Toscana,Asolo, colline venete, alcune zone del Lazio)

Armonia di forme, varietà compositiva, “squisita spontaneità individuale”: non c'è una pianificazione agraria che potrebbe essere paragonabile ad una struttura di tipo romana, ad esempio, quanto una serie di interventi individuali che trasformano la campagna per un uso produttivo molto variegato

- (^) pregio: ricchezza compositiva sempre diversa - (^) limite: scarsa pianificazione che può produrre effetti negativi (incapacità di guardare oltre il confine del proprio podere)

B. Bel paesaggio in Veneto

Ordine , regolarità, campagna improntata alla produttività A questi due modelli si aggiunge il: C. Bel Paesaggio della villa all’italiana Centro propulsore della produzione pittorica legata al paesaggio Punto di vista-scorcio dal quale il signore celebra l’ordine della propria tenuta, la piacevolezza di n paesaggio ricco e luogo di svago Dapprima centro esclusivamente economico (villa subordinata alla produttività), poi politico (produttività subordinata alla villa) Variazione che si evince anche dalla diversa struttura delle ville:

  1. Quando i capitali del centro borghese si affacciano sulla campagna hanno l’obiettivo di costruire un centro agricolo si concentrano in investimenti per infrastrutture idrauliche, viarie…
  2. Quando lo sforzo infrastrutturale è compiuto, allora la villa si arricchisce e si abbellisce La produttività va in secondo piano, mentre crescono i giardini, i parchi, le aree di svago —> es. Su 1411 ville venete Patrimonio Unesco: 15 del XIV secolo; 84 del XV secolo; 257 del XVI secolo Es. Paesaggio palladiano: “celebrazione del ruolo e della figura del signore che diventa il dominus della campagna, prima ancora che della campagna in sé” Es. Villa d’Este a Tivoli: I capitali che provengono dal territorio aziendale vengono investire per uno "sfarzo improduttivo

Sereni “Un «bel paesaggio» lo è sempre per gli altri”: anche a partire dagli esempi di età moderna, con la celebrazione del paesaggio di villa, si capisce che si tratta di un simbolo imperialistico per esaltare il ruolo del dominus rispetto alle classi subalterne Connotato politico e critico

Altri paesaggi (a margine)

- (^) Paludi e maremme Paesaggi della caccia e della pesca (spesso riserve del signore): Gran Paradiso, Dolomiti Bellunesi… - (^) Risaie stabili Diffusione da sud a nord delle risaie dal 1500 (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia), successivamente contingentate e bloccate per diffusione della malaria

La scoperta del Nuovo Mondo

Enormi conseguenze sul mondo agricolo: non è la scoperta di una grande ricchezza d’oro, ma dell’

- Eldorado alimentare Nuovi prodotti agricoli (si diffondono tardivamente, tra fine XVI e seconda metà del XVII secolo) che stravolgono la dieta alimentare europea, modificandone l’assetto produttivo: Mais —> Sostituisce i cereali minori (sorgo, miglio, panico): la polenta diventa il nuovo cibo dei poveri: pellagra —> Consente la rotazione mais-frumento-foraggio Ma anche: Patata (Nord Europa), Pomodoro (si diffonde in Europa meridionale, in particolare dalla Spagna al regno di Napoli per una connessione politica), Tabacco (da Caterina de Medici), Fagiolo, zucca, peperone, melanzane.. - solo un Eldorado alimentare? Altre conseguenze importanti:

  • (^) Esclusione dell’Italia dai nuovi traffici internazionali (assetto oceanico e non più mediterraneo)
  • (^) Degrado del paesaggio al centro-sud per concorrenza altre produzioni (riso e seta si spsotano al nord; cotone, canna da zucchero diventano appannaggio dalle colonie d’oltreoceano): si diffondono A. giardino mediterraneo (agrumi, mandorlo, olivi) B. il paesaggio estensivo a campi ed erba (paesaggio pastorale della transumanza): rifeudalizzazione nel periodo della Controriforma: guerre contadine del 1647-1648 (briganti)
  • (^) Gusto barocco per il paesaggio degradato che anticipa il gusto romantico