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Il paesaggio costiero, Sintesi del corso di Geografia

riassunto del paesaggio costiero

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 06/02/2024

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Il paesaggio costiero
La costa è la linea di contatto tra il mare e la terraferma. Può essere bassa e sabbiosa, formata da
dune di sabbia o da aree umide, come le lagune, oppure alta e rocciosa, formata dalle propaggini
di catene montuose che danno a vita a insenature, dette golfi o baie.
Le coste sono modellate dalla continua azione di due forze contrapposte: l’erosione, che asporta la
roccia, e la sedimentazione, che la deposita.
L’Italia ha un territorio formato da una penisola che si protende nel mare Mediterraneo, da due
grandi isole (Sicilia e Sardegna) e da circa 400 isole minori. I suoi 7.600 chilometri di costa
presentano caratteristiche molto articolate, con una prevalenza delle coste basse e sabbiose.
Come quelle del mar Adriatico, che si estendono dal Golfo di Trieste, lungo la laguna di Venezia,
fino al mar Ionio, interrotte dai promontori del Conero e del Gargano. Le coste del mar Ligure e del
Tirreno sono invece alte e rocciose e presentano molti golfi, come quello di Genova e di Napoli, e
numerosi promontori, come l’Argentario.
In Sardegna si trovano coste a falesia con pareti di roccia quasi verticali. Le differenze tra i tipi di
coste dipendono dalla profondità dei fondali: il mare Adriatico è profondo meno di 200 metri,
mentre il Tirreno arriva quasi a 4.000 metri.
Il Mediterraneo lambisce le coste a sud dell’Europa. Il mare ha avuto un ruolo importante nello
sviluppo dei popoli. La pesca ne ha garantito la sopravvivenza e, attraverso gli scambi commerciali,
il benessere di molte civiltà.
Oggi dal mare si estraggono petrolio e gas naturale e il turismo di massa si è aggiunto al
commercio. Lo sfruttamento eccessivo, i disastri ambientali e la distruzione del paesaggio rischiano
però di comprometterne il delicato equilibrio
== Leggete il dossier Spiagge indifese di Legambiente consultabile al seguente link: https://
www.legambiente.it/sites/default/files/docs/legambiente_dossier_spiagge_indife-
se.pdf (Classroom)

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Il paesaggio costiero

La costa è la linea di contatto tra il mare e la terraferma. Può essere bassa e sabbiosa, formata da dune di sabbia o da aree umide, come le lagune, oppure alta e rocciosa, formata dalle propaggini di catene montuose che danno a vita a insenature, dette golfi o baie. Le coste sono modellate dalla continua azione di due forze contrapposte: l’erosione, che asporta la roccia, e la sedimentazione, che la deposita. L’Italia ha un territorio formato da una penisola che si protende nel mare Mediterraneo, da due grandi isole (Sicilia e Sardegna) e da circa 400 isole minori. I suoi 7.600 chilometri di costa presentano caratteristiche molto articolate, con una prevalenza delle coste basse e sabbiose. Come quelle del mar Adriatico, che si estendono dal Golfo di Trieste, lungo la laguna di Venezia, fino al mar Ionio, interrotte dai promontori del Conero e del Gargano. Le coste del mar Ligure e del Tirreno sono invece alte e rocciose e presentano molti golfi, come quello di Genova e di Napoli, e numerosi promontori, come l’Argentario. In Sardegna si trovano coste a falesia con pareti di roccia quasi verticali. Le differenze tra i tipi di coste dipendono dalla profondità dei fondali: il mare Adriatico è profondo meno di 200 metri, mentre il Tirreno arriva quasi a 4.000 metri. Il Mediterraneo lambisce le coste a sud dell’Europa. Il mare ha avuto un ruolo importante nello sviluppo dei popoli. La pesca ne ha garantito la sopravvivenza e, attraverso gli scambi commerciali, il benessere di molte civiltà. Oggi dal mare si estraggono petrolio e gas naturale e il turismo di massa si è aggiunto al commercio. Lo sfruttamento eccessivo, i disastri ambientali e la distruzione del paesaggio rischiano però di comprometterne il delicato equilibrio == Leggete il dossier Spiagge indifese di Legambiente consultabile al seguente link: https:// www.legambiente.it/sites/default/files/docs/legambiente_dossier_spiagge_indife- se.pdf (Classroom)