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Schopenhauer: Filosofia, Volontà e Liberazione dal Dolore, Appunti di Filosofia

La filosofia di arthur schopenhauer, concentrandosi sulla sua teoria della volontà di vivere, il suo pessimismo e la sua ricerca di liberazione dal dolore. Le influenze di platone, kant e l'illuminismo sul pensiero di schopenhauer, e come egli si distacca dall'idealismo di hegel. Viene anche discussa la sua critica all'ottimismo e la sua visione della vita come un ciclo di dolore e desiderio. Una panoramica completa del pensiero di schopenhauer, evidenziando i suoi concetti chiave e le sue implicazioni filosofiche.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 07/04/2025

alessio-795
alessio-795 🇮🇹

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Vita
Ha provato la via accademica
Si arrabbia con Hegel
muore
Le radici culturali
Schopenhauer si pone come punto di incontro tra diverse filosofie:
Platone, Kant, l’illuminismo, il romanticismo, l’idealismo e la spiritualità
indiana.
Di Platone lo attrae soprattutto la teoria delle idee, intese come forme
eterne sottratte dalla caducità delle cose terrene;
Da Kant deriva l’impostazione soggettivistica della gnoseologia;
Dall’illuminismo lo interessano il filone materialistico e quello
dell’ideologia;
Da Voltaire trae la tendenza demistificatrice nei confronti delle
credenze tramandate;
Dal Romanticismo trae alcuni temi fondamentali del suo pensiero,
come il tema dell’infinito e dell’irrazionale, e l’importanza della musica
e dell’arte, Dal romanticismo trae inoltre il motivo del dolore, ma
mentre il romanticismo mostra una tendenza ottimistica,
Schopenhauer presenta una visione pessimistica della realtà
Schopenhauer ha una visione critica nei confronti dell'idealismo,
specialmente dell'idealismo trascendentale di Kant e dell'idealismo
assoluto di Hegel, che la indica come “filosofia delle università”, che
non è al servizio della verità, ma di interessi volgari quali il successo e
il potere; Vuole rivendicare la libertà della filosofia, per questo critica
la divinizzazione dello stato da parte di Hegel;
Un ruolo importante riveste la filosofia dell’antico oriente, e in questo
ambito Schopenhauer:
oÈ stato il primo filosofo occidentale a tentare di recuperare alcuni
temi del pensiero Orientale, di cui ammirava la sapienza;
oFa spesso uso di immagini e di espressioni suggestive;
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Scarica Schopenhauer: Filosofia, Volontà e Liberazione dal Dolore e più Appunti in PDF di Filosofia solo su Docsity!

Vita Ha provato la via accademica Si arrabbia con Hegel muore Le radici culturali Schopenhauer si pone come punto di incontro tra diverse filosofie: Platone, Kant, l’illuminismo, il romanticismo, l’idealismo e la spiritualità indiana.  Di Platone lo attrae soprattutto la teoria delle idee, intese come forme eterne sottratte dalla caducità delle cose terrene;  Da Kant deriva l’impostazione soggettivistica della gnoseologia;  Dall’illuminismo lo interessano il filone materialistico e quello dell’ideologia;  Da Voltaire trae la tendenza demistificatrice nei confronti delle credenze tramandate;  Dal Romanticismo trae alcuni temi fondamentali del suo pensiero, come il tema dell’infinito e dell’irrazionale, e l’importanza della musica e dell’arte, Dal romanticismo trae inoltre il motivo del dolore, ma mentre il romanticismo mostra una tendenza ottimistica, Schopenhauer presenta una visione pessimistica della realtà  Schopenhauer ha una visione critica nei confronti dell'idealismo, specialmente dell'idealismo trascendentale di Kant e dell'idealismo assoluto di Hegel, che la indica come “filosofia delle università”, che non è al servizio della verità, ma di interessi volgari quali il successo e il potere; Vuole rivendicare la libertà della filosofia, per questo critica la divinizzazione dello stato da parte di Hegel;  Un ruolo importante riveste la filosofia dell’antico oriente, e in questo ambito Schopenhauer: o È stato il primo filosofo occidentale a tentare di recuperare alcuni temi del pensiero Orientale, di cui ammirava la sapienza; o Fa spesso uso di immagini e di espressioni suggestive;

Il velo di Maya

Il punto di partenza della filosofia di Schopenhauer è la distinzione kantiana tra “ fenomeno ” e “ noumeno ”, ma con Kant vi è una differenza sostanziale:  Per Kant, il fenomeno era la realtà accessibile alla mente umana, mentre il noumeno era un concetto limite, inteso come il fondamento della realtà fenomenica  Per Schopenhauer il fenomeno è illusione e sogno, ovvero ciò che l’antica tradizione indiana chiamava “velo di Maya”, mentre il noumeno è quella realtà che si nasconde dietro l’ingannevole trama del fenomeno e che il filosofo vuole scoprire. Il Fenomeno  Nel criticismo kantiano il fenomeno è l’oggetto della rappresentazione, che in quanto cosa materiale esiste anche fuori della coscienza;  Il fenomeno di Schopenhauer è la rappresentazione soggettiva, cioè che esiste solo nella nostra coscienza individuale. La rappresentazione ha due aspetti fondamentali e inseparabili, la cui distinzione costituisce la forma generale della conoscenza: da una parte c’è il soggetto rappresentante, dall’altra c’è l’oggetto rappresentato; per questo soggetto e oggetto sono due facce della stessa medaglia. Schopenhauer per questo pensava che sia il materialismo che l'idealismo avessero torto:  Il materialismo è errato perché vuole negare il soggetto riducendolo all’oggetto o alla materia (il materialismo dà troppa importanza alla materia e trascura il soggetto)  L’ idealismo (di Fichte) è errato in quanto vuole negare l’oggetto riducendolo al soggetto (ridurre il finito nell’infinito) (l'idealismo dà troppa importanza al soggetto e trascura l'oggetto) Sulle orme del criticismo, Schopenhauer ritiene che la nostra mente presenta delle forme a priori :

Per esprimere questo concetto, Schopenhauer usa diverse immagini, come il rapporto tra l’uomo e lo strumento, tra il cavaliere e il cavallo, tra il fabbro e il martello. La volontà di vivere non è soltanto la radice noumenica dell’uomo, ma è anche l’essenza segreta di tutte le cose. Caratteristiche e manifestazioni della volontà di vivere La volontà di vivere presenta caratteristiche opposte alla rappresentazione; la volontà è:  inconscia , in quanto non è direttamente accessibile alla nostra coscienza razionale  unica , perché è l'essenza fondamentale e universale che permane tutta l'esistenza  eterna e indistruttibile , in quanto esiste al di fuori dello spazio e del tempo; essa è presente in ogni momento e in ogni luogo.  una forza libera e cieca , ossia un'energia o un impulso incausato e senza scopo. Miliardi di esseri vivono solo per vivere e per continuare a vivere. Questa è l’unica verità sul mondo, anche se gli uomini hanno cercato di postulare un Dio grazie al quale trovare un senso alla propria vita. Ma Dio non può esistere e l’unico assoluto è la volontà stessa. Schopenhauer ritiene che la volontà di vivere si manifesti nel mondo attraverso due fasi:  Nella prima, la volontà si oggettiva in un sistema di forme immutabili, senza spazio e tempo, che egli chiama “idee”  Nella seconda, la volontà si oggettiva nei vari individui del mondo naturale, tra gli individui e le idee sussiste un rapporto di copia- modello, per cui i singoli esseri risultano essere semplici riproduzioni di un prototipo che è l’idea.

Il mondo naturale si struttura secondo una serie di “gradi”, il grado più basso è costituito dalle forze generali della natura, poi vi sono le piante, gli animali, e infine gli uomini, nel quale la volontà diviene pienamente consapevole....

Il Pessimismo

Affermare che l’essere è la manifestazione di una volontà infinita equivale a dire che la vita è dolore. Infatti, volere significa desiderare e desiderare significa trovarsi in uno stato di tensione per la mancanza di qualcosa. Siccome nell’uomo la volontà è più cosciente, proprio l’uomo risulta il più mancante fra gli esseri, destinato a non trovare mai appagamento definitivo.  Ciò che gli uomini chiamano “ godimento ” (fisico) e “ gioia ” (psichico) non è altro che una cessazione di dolore, in quanto per esserci il piacere è necessario che ci sia uno stato precedente di dolore (Leopardi); per questo il dolore, identificandosi con il desiderio, è un dato primario e permanente, il piacere è solo una funzione derivata del dolore  Schopenhauer pone come terza situazione di base dell’esistenza umana la noia , la quale subentra quando viene meno il desiderio. Per questo motivo Schopenhauer afferma che “La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando attraverso l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia”. La sofferenza universale Poiché la volontà di vivere si manifesta in tutte le cose come un desiderio inappagato, il dolore non riguarda solo l’uomo, ma investe ogni creatura.  Tutto soffre: dal fiore appassito per mancanza d’acqua all’animale ferito.

Ciò è verificabile non solo nell’ambito della società, ma anche in quello della natura, dove vige la cosiddetta “legge della giungla”. Schopenhauer formulerà quindi un ateismo filosofico che verrà ripreso da Niche  Il rifiuto dell’ ottimismo sociale: Schopenhauer critica anche la tesi della naturale bontà e socievolezza dell’uomo, secondo lui infatti i rapporti umani sono regolati dal conflitto e dal tentativo di sopraffazione reciproca; di conseguenza gli uomini vivono insieme non tanto per simpatia o innata socievolezza, ma soprattutto per bisogno. Lo Stato invece nasce proprio per difendere e regolamentare gli istinti aggressivi degli individui.  Il rifiuto dell’ ottimismo storico: Un altro aspetto della dottrina di Schopenhauer è costituito dalla polemica contro ogni forma di storicismo. Schopenhauer ridimensiona la portata conoscitiva della storia, affermando che essa non è una vera e propria scienza, in quanto, anziché utilizzare concetti e leggi generali, si limita a catalogare l’individuale. Gli storici hanno perso di vista l’uomo, cadendo nell’illusione che, di epoca in epoca, gli uomini mutino; infatti, il destino dell’uomo presenta delle caratteristiche immutabili. La storia, quindi, è soltanto il fatale ripetersi di un medesimo dramma, che si ripeterà infinite volte nel mondo. Per questo l’autentico compito della storia sarà quello di offrire all’uomo la coscienza di sé e del proprio destino.

Le vie della liberazione dal dolore

Per Schopenhauer la vita è sostanzialmente dolore e afferma che l’uomo si rende gradualmente conto che non vuole l’esistenza, a causa del dolore che la costituisce; tuttavia, egli rifiuta e condanna il suicidio per due motivi:

 Il suicidio è un atto di forte affermazione della volontà stessa, in quanto il suicida anziché negare la volontà, nega piuttosto la vita  Il suicidio sopprime soltanto una manifestazione fenomenica della volontà di vivere, e lascia intatta la cosa in sé, quindi pur morendo in un individuo, la volontà di vivere rinasce in mille altri. La risposta al dolore nel mondo sta invece nella liberazione della stessa volontà di vivere, che è stata raggiunta da alcuni individui eccezionali che in tutti i tempi hanno intrapreso il cammino della liberazione di sé stessi dalla volontà di vivere. Schopenhauer vuole dimostrare che la voluntas, quando sopraggiunge la coscienza di sé, diventa noluntas, ossia negazione progressiva di sé stessa, Ossia è con la presa di coscienza del dolore e con il disinganno di fronte alle illusioni dell’esistere che prende avvio il cammino di liberazione dell’individuo. Questo cammino per la liberazione dal dolore dell’uomo attraversa tre fasi: l’arte, la morale e l’ascesi. L’arte Mentre la conoscenza scientifica ha a che fare con le forme dello spazio e del tempo, ed è assoggettata dalla volontà, l’arte è conoscenza libera e disinteressata, che contempla le idee, ossia le forme pure delle cose. Per questo suo carattere contemplativo l’arte sottrae l’individuo alla catena infinita dei bisogni e dei desideri, quindi l’arte è catartica, perché grazie ad essa l’uomo contempla la vita, elevandosi al di sopra della volontà. Tra le arti spicca:  La tragedia, che rappresenta il dramma della vita  La musica, poiché si pone come immediata rivelazione della volontà a sé stessa; la musica si configura come l’arte più profonda capace di metterci a contatto con le radici stesse della vita.

Il primo gradino dell’ascesi è costituito dalla castità perfetta , che libera dalla prima manifestazione della volontà, ossia l’impulso alla generazione della specie; si concretizza attraverso la rinuncia ai piaceri, l’umiltà, il digiuno, la povertà, il sacrificio e l’auto macerazione, (manifestazioni tipiche dell’ascetismo). Se la volontà fosse vinta anche in un solo individuo, essa perirebbe tutta, in quanto è una sola, e l’intero mondo può essere redento. La soppressione della volontà di vivere è l’unico vero atto di libertà che sia possibile all’uomo. Mentre nei mistici del cristianesimo l’ascesi si conclude con l’estasi, che è l’ineffabile stato di unione con Dio, nel misticismo ateo di Schopenhauer il cammino verso la salvezza raggiunge il nirvana buddista , ovvero l’esperienza del nulla , che si configura come la negazione del mondo stesso. Secondo un punto di vista molto diffuso tra i critici, la teoria dell’ascesi costituisce la parte più debole e contradditoria del sistema di Schopenhauer:  Ad esempio, Schopenhauer non ha mai attuato la via dell’ascesi