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preromanticismo in Inghilterra e in Germania, Thomas Gray, Edmund Burke, il giovane Werther, Faust
Tipologia: Appunti
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Nella seconda metà del settecento si iniziano a diffondere le idee illuministe e le poetiche del Neoclassicismo, ma con il Preromanticismo si inizia a sentire aria di cambiamento sia nella sensibilità sia nell’immaginazione letteraria. Vi è una nuova tendenza caratterizzata dall’inquietudine, dall’esaltazione della soggettività e del sentimento, dal gusto per le atmosfere notturne e la natura tempestosa e dal pensiero ossessivo della morte. le due aree geografiche principali del Preromanticismo sono quella anglosassone e quella germanica, in oltre si afferma prevalentemente nel Nord Europa. L’area Anglosassone Una delle manifestazioni principali nell’area Anglosassone è la poesia cimiteriale, testi poetici caratterizzati da atmosfere malinconiche e notturne, il cui tema principale è la meditazione sulla morte e sul tempo. Gli esponenti principali sono gli inglesi Edward Young, che riflette principalmente sulla morte, con l’elegia il lamento , e Thomas Gray, conosciuto per la sua Elegia scritta in un cimitero campestre , un poemetto i cui temi sono:
forse tra i contadini sepolti c’è qualcuno che poteva essere un grande poeta o un importante artista, ma a loro non è stato concesso il sapere, il freddo della povertà ha gelato le loro vocazioni. Però osserva anche che l’umiltà che impedito queste vocazioni ha anche preservato gli spiriti dei poveri dalla corruzione. i semplici contadini hanno affidato delle semplici tombe il compito di farli ricordare ai proprio cari, perché è la natura stessa a dettare agli uomini il desiderio di continuare a vivere negli affetti dei vivi. Nell’ultima parte il poeta prefigura la sua morte; immagina che un altro viandante solitario chieda notizie sulla sua sepoltura e che un anziano contadino ricordi di averlo visto aggirarsi tra le tombe e mostri allo sconosciuto l’epigrafe incisa sulla tomba e con il testo dell’epigrafe si conclude L’elegia. I canti di Ossian L’autore scozzese James Macpherson affermò di aver tradotto un manoscritto di un antico cantore nordico per creare i Canti di Ossian. In realtà egli raccolse antiche leggende scozzesi e irlandesi, rielaborandole, inventando un’età pseudo-medievale in cui si svolgono le vicende guerresche e amorose di Fingal (padre di Ossian). Quest’opera divenne molto importante e le atmosfere furono la cosa maggiormente apprezzata: i sentimenti impetuosi e malinconici, i luoghi selvaggi, la potenza elementare e terrificante della natura, la prevalenza degli ambienti notturni e misteriosi. In Italia si diffusero grazie a Melchiorre Cesarotti, che tradusse la prosa lirica in endecasillabi sciolti. L’amore infelice di Salgar e Colma La parte descritte è un passo appartenente a I canti di Selma (terra di eroi), e racconta la storia di due manti, Salgar e Colma, che appartengono a famiglie nemiche. Una notte Colma decide di fuggire aspettando l’Amato sopra una collina, ma Salgar si scontra con il fratello della fanciulla su di una valle poco distante da Colma; nella lotta restano entrambi uccisi. I versi descrivono l’inquietudine della fanciulla, che attende su di una rupe selvaggia nella notte tempestosa, finché è costretta ad assistere al duello mortale. Gli elementi che rendono l’atmosfera pienamente preromantica sono la tempesta, la notte, la solitudine, la rupe selvaggia, il terrore e la disperazione di Colma, il duello eroico, l’amore infelice e la morte. Edmund Burke Nelle isole britanniche si afferma una nuova idea di bello e grazie ad Edmund Burke si rielabora il concetto di sublime: la bellezza si può contemplare razionalmente ed è
Sturm und Drang si forma il mito dell’individuo geniale, che si distingue perché è dotato di una sensibilità superiore, vivendo ima vita in costante tensione verso orizzonti irraggiungibili. -Attrazione per la natura selvaggia e solitaria, specchio della propria inquieta interiorità. -Antitesi tra individuo e società ed esaltazione dell’autenticità primitiva del popolo, poiché credono soltanto presso i popoli primitivi sia stata realizzata l’armonica conciliazione tra i valori personali e sociali, che consente la felicità. Herder è la mente dello Sturm und Drang, autore di scritti che delineano una concezione della storia in aperta polemica con il proprio tempo e con le idee dell’illuminismo. In Ancora una filosofia della storia per l’educazione dell’umanità egli va contro il cosmopolitismo illuminista, valorizzando l’identità unica di ciascun popolo: ogni cultura ha le proprie caratteristiche e virtù specifiche, uno spirito popolare (volkgeist) e un’autonoma vocazione alla felicità. Herder manifesta predilezione per le società antiche, in cui gli uomini esercitavano i loro compiti in armonia e collettività. Egli allude alle società pastorali e agricole, al medioevo cristiano. L’epoca attuale ha totalmente distrutto al religione, la poesia e le arti, mettendo in primo piano l’ozio, la raffinatezza dei costumi. Herder afferma di preferire la superstizione e l’ignoranza medievale a ciò che invece è oggi il pensiero della società (Lumi del libero pensiero, inibizione degli istinti elementari…) Una delle forme letterarie più praticate dai giovani dello Sturm une Drang è il teatro tragico. Schiller pubblica un dramma di intense passioni, i masnadieri. Il protagonista, Karl Moor, è il tipico ribelle animato da alti ideali, che per il disgusto delle ipocrisie e delle ingiustizie sociali, oltre che per opporsi alla perfidia del proprio fratello, decide di mettersi a capo di una banda di fuorilegge con il proposito di ristabilire la giustizia offesa. L’impresa di Moor è destinata al fallimento: egli capisce che la ribellione di un individuo isolato non può modificare l’ordine costituito nel redimere le ingiustizie del mondo e nella conclusione del dramma, dopo aver ucciso anche la donna amata, decide di suicidarsi. Poi muta la sua decisione e si consegna un povero boscaiolo con 11 figli perché possa riscuotere la taglia sulla sua testa: con questo ultimo gesto di generosità egli prende le distanze dalla banda dei suoi compagni scegliendo di espiare le proprie colpe. Werther L’opera che riproduce pienamente lo spirito dello Sturm und Drang È il romanzo epistolare di Goethe, I dolori del giovane Werther. Il protagonista è un giovane
dominato dalle passioni che non è disposto a venire a patti con le convenzioni sociali; egli si innamora di lotte, una ragazza già promessa in sposa dalla sua famiglia, per ragioni di interesse economico, ad Albert, un giovane dal carattere assennato e prudente, del tutto apposto a quello del nostro protagonista. Lotte si sente però più attratta da Werther E i due finiscono per scambiarsi un bacio. Poiché Werther si rende conto che l’amore che dà senso alla sua vita non è destinato a realizzarsi, decide infine di ribellarsi al suo destino e si suicida. Il successo del romanzo si diffonde rapidamente in Germania: molti giovani si atteggiano e si vestono come il protagonista, esibendo un medesimo comportamento. Lo stesso autore prenderà presto però le distanze da questo modello: le sue opere successive sono caratterizzate da un superiore equilibrio che deriva dal controllo razionale delle forze interiori. Del resto il suicidio del protagonista è la dimostrazione del fallimento del suo slancio vitale: L’identificazione dell’amore come unico senso della vita impedisce al protagonista di trovare una via di uscita alla propria esaltazione passionale e lo conduce all’annientamento di sé. Faust Il Faust e per gote l’opera di tutta la vita. Si tratta di una tragedia inizialmente composta in prosa che viene poi pubblicata in versi. La trama fa riferimento a un’antica leggenda: Faust è un celebre mago, studioso della natura e sapiente, che con constata l’insufficienza del proprio sapere e vende l’anima al diavolo Mefistofele per ottenere in cambio l’autentica conoscenza. Il patto consiste in una sfida: il diavolo condurrà Fausto attraverso le più diverse esperienze della vita e si impadronirà della sua anima nell’istante stesso in cui egli si Riconoscerà appagato da qualche piacere. L’eroismo di Fausto consiste nella sua perenne ricerca e nel tentativo mai abbandonato di superare i propri limiti: la parola chiave che esprime questa ambientazione è il verbo tedesco sostantivo Streben, Che indica il protendersi, lo sforzarsi, l’aspirare a qualcosa di alto, Senza accontentarsi mai. Come il mitico titano Prometeo, che aveva sfidato gli dei rubando loro il fuoco per offrirne la conoscenza gli uomini, Fausto oltrepassa i confini del sapere razionale e cerca di cogliere il senso profondo e segreto della natura e dell’esistenza. Soprattutto nel Urfaust (Faust originale) che non è mai stato pubblicato, si colgono i temi preromantici dell’individuo in lotta con sé stesso e con il mondo e dell’aspirazione a entrare in contatto con le forze vive della natura superando i confini della scienza libresca; nell’opera definitiva per resisteranno i motivi della ricerca di sé e della dell’opposizione alle barriere esterne a Leo, ma alla protesta si affiancherà progressivamente il bisogno di operare in modo concreto. In questo senso la figura di Faust rappresenta quella dell’uomo moderno che rifiuta il sapere