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Esperimenti su apprendimento latente in animali, in particolare su ratti e cani, e il concetto di condizionamento classico di Pavlov. Tolman e Honzik dimostrano l'esistenza dell'apprendimento latente attraverso esperimenti con labirinti, mentre Pavlov studia il condizionamento classico attraverso esperimenti su cani e il fenomeno dell'estinzione e recupero spontaneo. Il testo illustra come l'apprendimento latente e il condizionamento classico sono importanti per l'apprendimento fisiologico e motorio.
Tipologia: Appunti
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L’apprendimento è alla base della nostra esistenza di uomini che vivono nel mondo. Per sua natura l’apprendimento è esperienziale, e si intendono le esperienze passate e presenti, per questo noi impariamo sempre. Però non si può parlare di un processo unico e universale ma bisogna distinguerne diversi: 1) Apprendimento latente: in alcuni casi ci troviamo ad affrontare forme di apprendimento latente, implicito, in cui ci troviamo a imparare qualcosa senza accorgercene. Tolman e Honzik hanno dimostrato l’esistenza dell’apprendimento latente facendo degli esperimenti sui ratti; essi dovevano percorrere un labirinto e trovare la via d’uscita. I ratti venivano divisi in 3 gruppi:
Si tratta di quei processi che prevedono l’associazione tra esperienze diverse ma in qualche modo connesse. Il maggior rappresentante è Pavlov che con i suoi esperimenti sui cani studiò il condizionamento classico.
Pavlov era un fisiologo russo, studiano il comportamento animale si accorse che i cani salivavano non solo vedendo il cibo ma anche al rumore dei passi di Pavlov che si avvicinava loro per dargli da mangiare. Egli si convinse che la reazione dei cani era dovuta a una forma di apprendimento (condizionamento classico) per la quale i cani avevano imparato che al rumore dei passi dell’uomo seguiva la presentazione del cibo. Egli decise di confermare l’ipotesi attraverso un esperimento: collegò alla ghiandola salivare dei cani un tubicino che controllava l’emissione della saliva. Suonò il campanello e dopo qualche secondo presentò della carne da mangiare. Questa associazione venne ripetuta più volte e ogni giorno il tempo trascorso tra il suono del campanello e la presentazione del cibo era lo stesso. I cani reagirono, ben presto iniziando a salivare appena sentivano il campanello, inoltre anche quando non veniva presentata la carne essi salivavano ogni volta che sentivano il campanello. Era avvenuto il condizionamento classico. Il campanello è lo stimolo condizionato, il cibo lo stimolo incondizionato , la salivazione al suono del campanello la risposta condizionata e la salivazione alla vista del cibo è la risposta incondizionata. Il condizionamento classico prevede l’associazione ripetuta di stimolo incondizionato e stimolo condizionato che porta lo stimolo condizionato a determinare una risposta condizionata. Però l’acquisizione della risposta condizionata è reversibile, in questo caso si parla di estinzione per identificare il processo che si verifica quando si smette di presentare lo stimolo condizionato insieme allo stimolo incondizionato. Col tempo scompare la risposta condizionata. Nell’esempio di Pavlov si continua a presentare il suono del campanello ma senza il cibo, in breve tempo si verifica l’estinzione e il cane non aumenta più la sua salivazione al suono del campanello. Pavlov notò che se al processo di estinzione seguivano dei giorni di riposo, tornando a presentare lo stimolo condizionato si ripresentava la risposta condizionata questo fenomeno venne definito recupero spontaneo ; in questa fase se viene presentato un rinforzo, il riapprendimento sarà molto veloce, segno che è molto difficile eliminare completamente gli effetti del condizionamento. Inoltre Pavlov studiò la reazione temporale nella successione tra SC e SI il condizionamento è particolarmente efficace quando lo SC precede di circa mezzo secondo lo SI; meno buona, invece, è la presentazione simultanea. Con questo esperimento Pavlov aveva avviato lo studio dell’ apprendimento associativo, fondato sull’associazione fra due o più stimoli fra loro diversi questa associazione non avviene sulla base della somiglianza ma della contiguità temporale e spaziale nella connessione fra stimoli e risposte. Lo psicologo comportamentista Watson era riuscito a dimostrare che il condizionamento classico può spiegare l’insorgere di paure, sentimenti ed emozioni anche nei bambini. Nel 1920 egli condusse un esperimento con un bambino di pochi mesi di nome Albert: il bambino era seduto tranquillo, davanti a lui passava un ratto bianco ma il bambino non mostrava paura anzi sembrava incuriosito. In un secondo momento replicava la situazione, ma all’apparire del ratto faceva un rumore assordante e questa volta il bambino piangeva. La reiterazione di questa associazione ha portato il piccolo Albert a sviluppare una vera e propria fobia non solo dei ratti ma anche di tutto ciò che glieli ricordava. La reazione di paura del piccolo Albert anche di fronte ad una maschera o di un peluche che somigli a un ratto, spiega il fenomeno di generalizzazione Quando a uno stimolo condizionato
Inoltre bisogna distinguere tra rinforzi continui e rinforzi parziali; Skinner dimostrò come nel caso del rinforzo parziale (presentato di tanto in tanto), l’apprendimento sia più forte rispetto alla presentazione continua del rinforzo. Questo perché nel caso di una presentazione continua del rinforzo può manifestarsi un processo di assuefazione che determina un indebolimento della risposta.
orari e nei giorno che preferisce, è un insegnamento centrato sull’allievo; ma ha anche degli aspetti negativi, come un minore coinvolgimento dell’allievo, e in certi casi una scarsa efficacia dal punto di vista della motivazione.