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Apprendimento latente e condizionamento: Tolman, Honzik e Pavlov, Appunti di Psicologia Generale

Esperimenti su apprendimento latente in animali, in particolare su ratti e cani, e il concetto di condizionamento classico di Pavlov. Tolman e Honzik dimostrano l'esistenza dell'apprendimento latente attraverso esperimenti con labirinti, mentre Pavlov studia il condizionamento classico attraverso esperimenti su cani e il fenomeno dell'estinzione e recupero spontaneo. Il testo illustra come l'apprendimento latente e il condizionamento classico sono importanti per l'apprendimento fisiologico e motorio.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 27/08/2020

Naomi552.
Naomi552. 🇮🇹

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Capitolo 6
Apprendimento
L’apprendimento è alla base della nostra esistenza di uomini che vivono nel mondo. Per sua natura
l’apprendimento è esperienziale, e si intendono le esperienze passate e presenti, per questo noi
impariamo sempre. Però non si può parlare di un processo unico e universale ma bisogna
distinguerne diversi:
1) Apprendimento latente: in alcuni casi ci troviamo ad affrontare forme di apprendimento latente,
implicito, in cui ci troviamo a imparare qualcosa senza accorgercene. Tolman e Honzik hanno
dimostrato l’esistenza dell’apprendimento latente facendo degli esperimenti sui ratti; essi dovevano
percorrere un labirinto e trovare la via d’uscita. I ratti venivano divisi in 3 gruppi:
- i ratti del gruppo A non ricevevano alcun premio nel caso riuscissero a uscire dal labirinto;
- i ratti del gruppo B ricevevano una ricompensa alla fine di ogni prestazione;
- i ratti del gruppo C non ricevevano nulla fino all’11esimo giorno dell’esperimento; a quel punto
veniva dato loro una ricompensa e le loro prestazioni miglioravano immediatamente.
Questo risultato dimostra che i ratti del gruppo C hanno appreso in maniera latente il percorso del
labirinto nel corso dei primi 11 giorni. L’effetto di questo apprendimento è venuto fuori solo nel
momento in cui è stata data loro la ricompensa. Tolman e Honzik così hanno scoperto che i ratti
riescono a costruirsi delle mappe cognitive che li facilitano nel trovare la soluzione più semplice. La
stessa cosa avviene negli essere umani; l’apprendimento latente è importante per l’uomo in quanto
non permette solo un’economia delle energie aiutandoci a trovare le soluzioni più semplici, ma
anche di svolgere altri compiti mentre apprendiamo. Pensiamo alle abilità che entrano a far parte
della memoria procedurale.
2) Apprendimento fisiologico: è l’apprendimento che riguarda il nostro organismo, si tratta di uno
strumento che abbiamo a disposizione per sopravvivere e mantenerci in uno stato di buona salute
fisica. Funziona che le informazioni da cui parte sono costituite da segnali somatosensoriali che invia
il nostro organismo; generalmente questo è regolato da meccanismi automatici, tuttavia però
possiamo intervenire tramite norme di condotta consapevoli che con il tempo portano al mutare del
nostro funzionamento fisiologico.
Connesso all’apprendimento fisiologico è l’apprendimento motorio; in questo caso si tratta delle
conoscenze procedurali che sono alla base di molte attività che svolgiamo in maniera automatica.
Rientra nelle caratteristiche di un apprendimento fisiologico l’apprendimento respiratorio: l’essere
umano nasce con l’abilità innata di respirare ma è anche vero che può essere appresa. Si tratta della
respirazione che viene usata nello yoga, nel pilates o per gli esercizi di preparazione alla recitazione.
In questi casi, la respirazione automatica che usiamo tutti i giorni, diventa consapevole; l’uomo
impara a respirare abbassando e alzando la pancia e usando il diaframma, rilassando il più possibile
la muscolatura e migliorando la propria capacità di concentrazione.
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Capitolo 6

Apprendimento

L’apprendimento è alla base della nostra esistenza di uomini che vivono nel mondo. Per sua natura l’apprendimento è esperienziale, e si intendono le esperienze passate e presenti, per questo noi impariamo sempre. Però non si può parlare di un processo unico e universale ma bisogna distinguerne diversi: 1) Apprendimento latente: in alcuni casi ci troviamo ad affrontare forme di apprendimento latente, implicito, in cui ci troviamo a imparare qualcosa senza accorgercene. Tolman e Honzik hanno dimostrato l’esistenza dell’apprendimento latente facendo degli esperimenti sui ratti; essi dovevano percorrere un labirinto e trovare la via d’uscita. I ratti venivano divisi in 3 gruppi:

  • i ratti del gruppo A non ricevevano alcun premio nel caso riuscissero a uscire dal labirinto;
  • i ratti del gruppo B ricevevano una ricompensa alla fine di ogni prestazione;
  • i ratti del gruppo C non ricevevano nulla fino all’11esimo giorno dell’esperimento; a quel punto veniva dato loro una ricompensa e le loro prestazioni miglioravano immediatamente. Questo risultato dimostra che i ratti del gruppo C hanno appreso in maniera latente il percorso del labirinto nel corso dei primi 11 giorni. L’effetto di questo apprendimento è venuto fuori solo nel momento in cui è stata data loro la ricompensa. Tolman e Honzik così hanno scoperto che i ratti riescono a costruirsi delle mappe cognitive che li facilitano nel trovare la soluzione più semplice. La stessa cosa avviene negli essere umani; l’apprendimento latente è importante per l’uomo in quanto non permette solo un’economia delle energie aiutandoci a trovare le soluzioni più semplici, ma anche di svolgere altri compiti mentre apprendiamo. Pensiamo alle abilità che entrano a far parte della memoria procedurale. 2) Apprendimento fisiologico: è l’apprendimento che riguarda il nostro organismo, si tratta di uno strumento che abbiamo a disposizione per sopravvivere e mantenerci in uno stato di buona salute fisica. Funziona che le informazioni da cui parte sono costituite da segnali somatosensoriali che invia il nostro organismo; generalmente questo è regolato da meccanismi automatici, tuttavia però possiamo intervenire tramite norme di condotta consapevoli che con il tempo portano al mutare del nostro funzionamento fisiologico. Connesso all’apprendimento fisiologico è l’ apprendimento motorio; in questo caso si tratta delle conoscenze procedurali che sono alla base di molte attività che svolgiamo in maniera automatica. Rientra nelle caratteristiche di un apprendimento fisiologico l’ apprendimento respiratorio: l’essere umano nasce con l’abilità innata di respirare ma è anche vero che può essere appresa. Si tratta della respirazione che viene usata nello yoga, nel pilates o per gli esercizi di preparazione alla recitazione. In questi casi, la respirazione automatica che usiamo tutti i giorni, diventa consapevole; l’uomo impara a respirare abbassando e alzando la pancia e usando il diaframma, rilassando il più possibile la muscolatura e migliorando la propria capacità di concentrazione.

Apprendimento associativo

Si tratta di quei processi che prevedono l’associazione tra esperienze diverse ma in qualche modo connesse. Il maggior rappresentante è Pavlov che con i suoi esperimenti sui cani studiò il condizionamento classico.

Condizionamento classico di Pavlov

Pavlov era un fisiologo russo, studiano il comportamento animale si accorse che i cani salivavano non solo vedendo il cibo ma anche al rumore dei passi di Pavlov che si avvicinava loro per dargli da mangiare. Egli si convinse che la reazione dei cani era dovuta a una forma di apprendimento (condizionamento classico) per la quale i cani avevano imparato che al rumore dei passi dell’uomo seguiva la presentazione del cibo. Egli decise di confermare l’ipotesi attraverso un esperimento: collegò alla ghiandola salivare dei cani un tubicino che controllava l’emissione della saliva. Suonò il campanello e dopo qualche secondo presentò della carne da mangiare. Questa associazione venne ripetuta più volte e ogni giorno il tempo trascorso tra il suono del campanello e la presentazione del cibo era lo stesso. I cani reagirono, ben presto iniziando a salivare appena sentivano il campanello, inoltre anche quando non veniva presentata la carne essi salivavano ogni volta che sentivano il campanello.  Era avvenuto il condizionamento classico. Il campanello è lo stimolo condizionato, il cibo lo stimolo incondizionato , la salivazione al suono del campanello la risposta condizionata e la salivazione alla vista del cibo è la risposta incondizionata. Il condizionamento classico prevede l’associazione ripetuta di stimolo incondizionato e stimolo condizionato che porta lo stimolo condizionato a determinare una risposta condizionata. Però l’acquisizione della risposta condizionata è reversibile, in questo caso si parla di estinzione per identificare il processo che si verifica quando si smette di presentare lo stimolo condizionato insieme allo stimolo incondizionato. Col tempo scompare la risposta condizionata. Nell’esempio di Pavlov si continua a presentare il suono del campanello ma senza il cibo, in breve tempo si verifica l’estinzione e il cane non aumenta più la sua salivazione al suono del campanello. Pavlov notò che se al processo di estinzione seguivano dei giorni di riposo, tornando a presentare lo stimolo condizionato si ripresentava la risposta condizionata  questo fenomeno venne definito recupero spontaneo ; in questa fase se viene presentato un rinforzo, il riapprendimento sarà molto veloce, segno che è molto difficile eliminare completamente gli effetti del condizionamento. Inoltre Pavlov studiò la reazione temporale nella successione tra SC e SI  il condizionamento è particolarmente efficace quando lo SC precede di circa mezzo secondo lo SI; meno buona, invece, è la presentazione simultanea. Con questo esperimento Pavlov aveva avviato lo studio dell’ apprendimento associativo, fondato sull’associazione fra due o più stimoli fra loro diversi  questa associazione non avviene sulla base della somiglianza ma della contiguità temporale e spaziale nella connessione fra stimoli e risposte. Lo psicologo comportamentista Watson era riuscito a dimostrare che il condizionamento classico può spiegare l’insorgere di paure, sentimenti ed emozioni anche nei bambini. Nel 1920 egli condusse un esperimento con un bambino di pochi mesi di nome Albert: il bambino era seduto tranquillo, davanti a lui passava un ratto bianco ma il bambino non mostrava paura anzi sembrava incuriosito. In un secondo momento replicava la situazione, ma all’apparire del ratto faceva un rumore assordante e questa volta il bambino piangeva. La reiterazione di questa associazione ha portato il piccolo Albert a sviluppare una vera e propria fobia non solo dei ratti ma anche di tutto ciò che glieli ricordava. La reazione di paura del piccolo Albert anche di fronte ad una maschera o di un peluche che somigli a un ratto, spiega il fenomeno di generalizzazione  Quando a uno stimolo condizionato

Inoltre bisogna distinguere tra rinforzi continui e rinforzi parziali; Skinner dimostrò come nel caso del rinforzo parziale (presentato di tanto in tanto), l’apprendimento sia più forte rispetto alla presentazione continua del rinforzo. Questo perché nel caso di una presentazione continua del rinforzo può manifestarsi un processo di assuefazione che determina un indebolimento della risposta.

Modelli non associativi

  1. L’ insight: Kohler (uno dei fondatori del movimento della Gestalt) teorizzò che l’apprendimento possa avvenire secondo un modello cognitivi legato alla soluzione dei problemi ( problem solving ). Gli animali riescono ad apprendere un comportamento non procedendo per prove ed errori, ma mettendo in atto un processo attivo e intelligente che porta alla soluzione del problema. Questa operazione del tutto improvvisa, viene definita come una sorta di intuizione ( insight ). Un esempio: Kohler proponeva a uno scimpanzé una situazione all’apparenza irrisolvibile, infatti era in una gabbia all’esterno della quale vi era una banana, solo che lo scimpanzé non arrivava a prenderla sentendo il proprio arto. Così lo scimpanzé provava più volte a prenderla, ma non riuscendoci tornava a giocare nella gabbia, nella quale erano stati messi dei bastoni di misure diverse. Nel pieno del gioco, all’improvviso, preso un bastone tenta di avvicinare a se la banana; nel caso in cui il bastone fosse troppo corto ne prendeva uno più lungo. L’apprendimento per insight prevede l’attivazione di processi cognitivi che permettono di arrivare alla soluzione e quando si manifesta si presenta all’improvviso. Si tratta di un tipo di apprendimento comune anche nell’uomo e che risulta essere importante nel processo creativo.
  2. apprendimento sociale: è possibile imparare da e tra i propri consimili. Si parla di imprinting , ovvero un processo di apprendimento precoce che porta i piccoli di una specie a inseguire, la prima figura mobile che incontrano. Il caso più famoso è quello di Lorenz seguito da delle anatre. Egli aveva diviso le uova di oca in modo tale che alcuni piccoli vedessero come prima figura mobile la madre, mentre l’altro gruppo Lorenz. L’esperimento ha dimostrato l’importanza di un periodo critico in cui si manifesta l’imprinting. Per l’anatroccolo il periodo critico è comparso tra le prime 5 e le 25 ore di vita. Il concetto di periodo critico, successivamente definito periodo sensibile dimostra che vi è un periodo in cui le influenze ambientali facilitano l’apprendimento, e questo concetto è stato esteso anche nell’uomo. Per esempio si è osservato che il secondo semestre di vita è decisivo per lo sviluppo di un buon attaccamento con la madre, invece l’età prescolare è decisiva per lo sviluppo e l’apprendimento della lingua materna e delle lingue straniere.
  3. Apprendimento tramite l’interazione sociale: essendo animali sociali è stato ipotizzato che l’apprendimento possa derivare dell’interazione sociale. Oggi si ha la concezione del bambino come soggetto attivo e dotato di capacità cognitive in grado di elaborare ciò che di volta in volta l’ambiente presenta. Il bambino non sviluppa le proprie competenze attraverso una condotta casuale per prove ed errori né come esito unicamente dei processi maturativi geneticamente fondati, ma all’interno di sequenze interattive routinizzate (format). Queste gli permettono di discriminare ciò che è pertinente e rilevante nella propria comunità da ciò che è accidentale.
  4. Apprendimento a distanza ed e-learning: è diventato possibile, grazie alle nuove tecnologie, poter apprendere a distanza attraverso quello che viene definito e-learning ovvero la possibilità di acquisire nuove competenze facendo uso delle risorse online e della nuova tecnologia. I vantaggi, rispetto al metodo tradizionale, sono versatilità in quanto l’allievo può fruire dell’insegnamento negli

orari e nei giorno che preferisce, è un insegnamento centrato sull’allievo; ma ha anche degli aspetti negativi, come un minore coinvolgimento dell’allievo, e in certi casi una scarsa efficacia dal punto di vista della motivazione.

  1. Serious games: sono stati ideati nell’ultimo decennio, sono attività digitali interattive che attraverso la simulazione virtuale consentono ai partecipanti di fare esperienze precise e accurate, in grado di promuovere attraverso il gioco. Oggi i serious games costituiscono una nuova frontiera dell’apprendimento, infatti riescono a coniugare, nello stesso tempo, la validità die contenuti, la grande forza motivazionale (gioco) le opportunità dei mezzi digitali, l’uso delle simulazioni mentali. Sono giochi simulativi virtuali, elaborati da équipe di esperti che trovano nella componente ludica una leva motivazionale, assicurando un’elevata partecipazione e un forte coinvolgimento. L’apprendimento reso possibile, è un apprendimento esperienziale, è imparare facendo. Inoltre i serious games permettono una valutazione dinamica in grado di accertare gli apprendimenti degli individui in tempo reale, nello stesso momento in cui essi eseguono le loro operazioni. Non vi è prima l’apprendimento e poi la valutazione, ma i due processi sono contemporanei consentono una serie di correzioni in itinere.