


Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Questo documento scritto da me sintetizza il complesso periodo del Risorgimento italiano.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
1 / 4
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



L’unificazione d’Italia fu il progetto del XIX secolo, al quale si dedicarono molti personaggi di spicco. Il desiderio di unire il Paese dal punto di vista politico era vivo tra gli italiani già dal tempo dell’occupazione napoleonica, ma dopo il fallimento dei moti insurrezionali degli anni 20 e 31 si capì che non era possibile raggiungere questo obiettivo con la logica delle sette carbonare e delle sommosse locali. Era necessario affrontare il problema in maniera organica e organizzata, diffondendo consapevolezza ed educando ai principi democratici e liberali la popolazione. Il primo ad occuparsi di questi temi fu il genovese Giuseppe Mazzini (1805- 1872), egli rese pubblico e coinvolgente il problema del Risorgimento d’Italia, così venne chiamato il moto di riscossa politica e culturale che avrebbe portato all’indipendenza. Mazzini fu dapprima un carbonaro, ma venne denunciato e imprigionato, in carcere meditò su cosa fare una volta uscito e dopo tre mesi fu libero. Decise di andare in esilio in Francia piuttosto che rimanere in Italia sotto osservazione della polizia. A Marsiglia nel 1831 fondò la Giovine Italia , una nuova organizzazione rivoluzionaria. Il programma si sviluppava su tre punti fondamentali:
I territori tosco-emiliani rifiutarono di ricadere sotto il granduca e chiamarono Garibaldi a comandare i volontari; nel frattempo l’Inghilterra aveva dimostrato di essere dalla parte della causa italiana, dunque Cavour tornò al governo e avviò le trattative con Napoleone III che lo aveva tradito, ma che era sempre più interessato a Nizza e Savoia. Nei territori ribelli venne indetto un plebiscito per decidere sull’annessione al Regno di Sardegna e il 97% della popolazione si mostrò favorevole, dunque Cavour ottenne il favore da parte del re di Francia all’annessione di Toscana, Emilia e Romagna in cambio della cessione di Nizza e Savoia. Il 2 aprile 1860 si riunì il nuovo Parlamento di Torino che contava deputati eletti provenienti da Piemonte, Sardegna, Lombardia, Toscana, Emilia e Romagna. Nel frattempo Garibaldi in Sicilia organizzava la sua spedizione, la popolazione infatti era ormai insofferente verso il regime dei Borboni e mostrava segni di ribellione. Gli esuli siciliani in Piemonte avevano contattato Garibaldi e gli avevano proposto di organizzare i volontari che sarebbero insorti ed appoggiarli anche via mare. La prima insurrezione scoppiò a Palermo, venne subito repressa ma Garibaldi non si fermò e arruolò volontari dalle campagne. Il 6 maggio 1860 partì da Quarto (sobborgo di Genova) la famosa spedizione dei Mille , composta da volontari provenienti da tutta Italia; dopo sei giorni sbarcarono a Marsala, grazie all’appoggio della flotta inglese che sorvegliava il porto. Lo scontro fu duro e cruento, ma i garibaldini ebbero la meglio e i volontari accorsero da tutta l’isola. L’esercitò sbarcò in Calabria e poi entrò a Napoli, a questo punto intervenne l’esercito piemontese che scese nel centro- Italia, mentre Garibaldi combatteva la battaglia del Volturno riuscendo a respingere l’attacco di Francesco II di Borbone. Cavour si affrettò a proclamare un secondo plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna dei territori delle Due Sicilie e il consenso per l’annessione fu schiacciante. Le truppe di Vittorio Emanuele II arrivarono in Campania e il 26 ottobre 1860 Garibaldi andò a Teano dove incontrò il re e lo salutò come re d’Italia. Garibaldi però rimase deluso del trattamento ricevuto, in quanto il re cercò in tutti i modi di allontanarlo dalla scena politica e militare, rifiutò decorazioni e soldi e si ritirò sull’isola di Caprera. L’opera di unificazione però non era ancora conclusa, mancavano Roma e il Veneto. Le Marche e l’Umbria con un plebiscito vennero annesse al Regno e nel 1861in tutte le regioni si tennero le prime elezioni dei deputati al primo Parlamento Italiano, sempre con sede a Torino, costituito da rappresentanti provenienti da tutta la penisola; il 17 marzo 1861 venne proclamata la fondazione del Regno d’Italia sotto la monarchia dei Savoia, Vittorio Emanuele II ne fu il primo re. Lo Stato adottò la bandiera tricolore con lo stemma dei Savoia.