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Il Case Management: Un Approccio Multidisciplinare all'Assistenza Infermieristica, Tesine universitarie di Infermieristica

il ruolo del case manager in ambito sanitario

Tipologia: Tesine universitarie

2020/2021

Caricato il 04/02/2021

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DiFuria_18 🇮🇹

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MAURIZIO DI FURIA
MODULO 1
IL RUOLO DEL CASE MANAGER
21/11/2020
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MAURIZIO DI FURIA

MODULO 1

IL RUOLO DEL CASE MANAGER

INDICE

    1. INTRODUZIONE…………………………………………………………………….. pag.
    1. IL CASE MANAGEMENT…………………………………………………………... pag.
    1. FORMAZIONE, COMPETENZE E RUOLO DEL CASE MANAGER…………. pag.
    1. IL CASE MANAGEMENT E I MODELLI ORGANIZZATIVI INNOVATIVI… pag.
    1. CONCLUSIONI………………………………………………………………………. pag.
    1. BIBLIOGRAFIA……………………………………………………………………… pag.

 Insieme di fasi logiche e processo di interazione tra i servizi di un sistema di enti, che assicura che l’utente riceva le prestazioni necessarie in modo efficace, efficiente, a costi giusti (McKenzie et al 1989).  Modello organizzativo assistenziale che ha lo scopo di provvedere alla qualità delle cure, aumentare la qualità della vita, diminuire la frammentazione e contenere i costi dell’assistenza (ANA 1988). Nel 1993 venne definito dalla Case Management Society of America come uno strumento collaborativo in grado di direzionare processi di valutazione, pianificazione, implementazione, monitoraggio e di valutazione finale che mette i servizi in grado di soddisfare i bisogni di salute delle persone attraverso la comunicazione e la facilitazione all’accesso delle risorse disponibili perseguendo esiti finali di efficacia e qualità. Non si tratta quindi di una professione ma di un insieme di competenze e di pratiche specializzate che attingono al bagaglio formativo e di esperienza di diverse aree professionali; non avendo una stretta specificità professionale, il Case Manager può essere appannaggio di diverse figure professionali. FORMAZIONE, COMPETENZE E RUOLO DEL CASE MANAGER Chiariamo a questo punto quale è il percorso formativo del Case Manager, quali sono le competenze ed abilità e quali sono le dimensioni in cui si configura il suo ruolo. Il Case Manager è considerato una figura professionale rilevante nella pratica clinica avanzata. E’ un professionista che fornisce e/o coordina i servizi sociali e sanitari, per una gestione clinica di un target di popolazione di utenti (ad es. pz. terminali ed anziani) dall’ammissione alla dimissione, creando un modello unico di assistenza centrato sul singolo paziente, garantendo la continuità delle cure. Per lo svolgimento di questo ruolo deve essere richiesta una formazione di tipo avanzato. Le competenze di pratica clinica avanzata che elevano al ruolo di Case Manager includono:  la comprensione del modello organizzativo assistenziale,  la conoscenza di una specifica popolazione di pazienti,  e diagnosi cliniche correlate e i trattamenti medici,  conoscenze sulla gestione delle risorse, sull’uso dei piani di assistenza, dei protocolli e delle linee Guida;  il riconoscimento dell’importanza del concetto di “advocacy” del paziente e della continuità assistenziale. Per quanto concerne il ruolo del Case Manager, Chiari &Santullo (2001) affermano che esso ha una dimensione clinica, manageriale, e finanziaria. Il ruolo clinico consiste accertamento dei problemi

dei pazienti e delle loro famiglie ogni qualvolta questi si presentino,classificandoli in problemi reali o potenziali e valutando le condizioni fisiche, psicosociali ed emotive del paziente. Successivamente, per far fronte alle necessità del paziente e per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e degli esiti attesi, in collaborazione con gli altri membri del team interdisciplinare, si dedica allo sviluppo di un piano assistenziale “personalizzato”. Il Case Manager quale esperto clinico, dedica parte del proprio tempo al giro visita, al fine di promuovere una pratica di tipo collaborativo e multidisciplinare. Questo consente il mantenimento delle abilità cliniche, permette di migliorare direttamente l’integrazione dei servizi e una migliore realizzazione degli obiettivi e dei bisogni dei pazienti descritti nel piano assistenziale. Nel suo ruolo manageriale, il Case Manager ha la responsabilità di facilitare e coordinare l’assistenza dei pazienti durante la loro presa in carico. Il Case Manager gestisce l’assistenza pianificando le modalità di trattamento e gli interventi necessari per soddisfare le necessità dei pazienti e delle loro famiglie. Determina, in collaborazione con il team interdisciplinare, gli obiettivi del trattamento e la durata del soggiorno o della degenza. Identifica non più di tre obiettivi prioritari e prevede quando i membri del team dovrebbero essere presenti, considerando la peculiarità del paziente e i suoi bisogni. Inoltre, valuta continuamente la qualità dell’assistenza fornita e le conseguenze dei trattamenti mediante l’analisi degli esiti attesi. Nel suo ruolo manageriale, il Case Manager deve essere in grado di garantire la continuità delle cure seguendo il paziente nei diversi setting clinici e rendendo accessibili, ad ogni persona che si occupa del paziente, le informazioni sul suo stato di salute in modo tale da garantire un’assistenza quanto più possibile personalizzata e specialistica. Pertanto, il Case Manager diviene una figura di riferimento per l’assistito lungo un continuum che va dall’ammissione al follow-up a domicilio. Nella sua dimensione finanziaria, in collaborazione con i medici e con gli altri membri del team, il Case Manager assicura che i pazienti ricevano cure adeguate e mantiene l’allocazione delle risorse più adatte per la lunghezza della degenza o del soggiorno. Agisce per evitare qualsiasi duplicazione inutile o frammentazione dell’attività programmata, in modo da produrre la migliore allocazione e il migliore consumo di risorse e inoltre garantisce l’appropiatezza delle cure. Il Case Manager ha anche una importante funzione di educatore sia nei confronti dell’equipe assistenziale sia nei confronti del paziente e della sua famiglia.

Infermieri case manager in questo modello solitamente non seguono i pazienti all’esterno della struttura ospedaliera. 2) Modello dall’ospedale alla comunità: gli infermieri case manager si occupano di persone ad alto rischio, dal ricovero per acuti all’assistenza continua nel territorio. 3) Modello territoriale: gli infermieri case manager assistono gli individui principalmente a domicilio o in setting di comunità. Nella letteratura Internazionale è dimostrato l’impiego di Infermieri Case Manager: In ospedali e strutture riabilitative e a lunga degenza al fine di fornire coordinamento e supervisione dei servizi necessari ai pazienti ricoverati e di monitorare le risposte ai pazienti ai protocolli di trattamento dal ricovero alla dimissione. Negli ambulatori e nelle organizzazioni per la continuità delle cure al fine di coordinare la continuità dell’assistenza primaria della popolazione di pazienti con condizioni a rischio o croniche quali, ad esempio, le gravidanze ad alto rischio, malattie cardiovascolari, diabete e asma. Le assicurazioni (sanitarie, per il risarcimento dei lavoratori e per l’invalidità, per i danni personali a seguito di incidenti automobilistici) per identificare i bisogni sanitari associati alle domande di indennizzo per malattie o danni, al fine di coordinare l’accesso a risorse appropriate e con un adeguato rapporto costo efficacia e al fine di monitorare il processo di recupero fino alla massima ripresa o al massimo miglioramento possibile. Dalla letteratura analizzata emerge che per assumere i ruoli di un “abile” e “competente” Case Manager è necessario sviluppare delle specifiche abilità: Abilità interpersonali: Comunicazione, diplomazia, Assertività, Collaborazione, Negoziazione. Abilità professionali: Saper trasmettere, saper accettare. Abilità personali: Saper porre in ordine di priorità, saper delegare (o meglio attribuzione di responsabilità), creatività, Autodisciplina. Abilità basate sulle conoscenze: Pensiero critico, problem solving, saper ricercare. IL CASE MANAGEMENT E I MODELLI ORGANIZZATIVI INNOVATIVI Attraverso l’adozione del modello organizzativo del Case Management in diverse strutture e contesti assistenziali si è potuto registrare una serie di vantaggi quali un aumentata soddisfazione dei professionisti maggiormente coinvolti nel processo decisionale su scelte condivise, una maggiore soddisfazione dei pazienti, maggiore continuità assistenziale, ridotta durata della degenza, una riduzione del numero dei ricoveri per paziente, una ridotta frammentazione delle cure ed una riduzione dei costi (Barelli, 2006).

Seago, documenta durante una sua revisione che, attraverso uno studio sui pazienti sottoposti ad intervento di protesi d’anca e con patologie polmonari, una riduzione della degenza rispettivamente di 2.1 e 3.5. In un altro studio, che ha comparato più di 700 pazienti assistiti con case management dimostra una riduzione dei ricoveri (53 in meno), delle giornate di ricovero (895 in meno) e della durata della degenza (1.73 giorni più bassa) rispetto ai pazienti seguiti di routine. Altri autori evidenziano tuttavia, come alcune volte può prevalere l’aspetto organizzativo rispetto a quello clinico da parte del Case manager. CONCLUSIONI In conclusione si può affermare che, dopo un’attenta analisi della letteratura selezionata non emerge un modello organizzativo esemplare e universalmente valido cui orientarsi, ma piuttosto la ricerca e l’integrazione di diverse soluzioni adatte a quel contesto e a quei pazienti. I modelli organizzativi orientati alla presa in carico (Primary Nursing, Case management) sollecitano sia una differenziazione delle responsabilità (scelte organizzative) sia una differenziazione delle competenze (scelte di progetto professionale) ed è per questo motivo che negli ambienti con modelli organizzativi orientati alla presa in carico si percepisce una maggiore soddisfazione dei pazienti (assistenza personalizzata), maggiore autonomia e controllo sulla pratica, migliori risultati sui pazienti e sulla struttura (appropriatezza delle cure), maggiore soddisfazione da parte degli operatori. La qualità dell’assistenza ai pazienti si raggiunge in ambienti in cui c’è un elevato grado di soddisfazione di pazienti, infermieri e medici. In futuro sarebbe auspicabile l’adozione e il riconoscimento della figura del case manager in tutte le realtà del servizio sanitario nazionale in modo da garantire non solo, un nuovo modello di organizzazione che accompagni e valorizzi l’assistito nel suo percorso di salute e in qualsiasi setting assistenziale soprattutto nell’assistenza domiciliare, ma anche un nuovo modo di pensare, concepire e realizzare l’assistenza e le cure ai cittadini, secondo un approccio multidisciplinare e di cooperazione fra le varie figure professionali con la condivisione di obiettivi quali la qualità delle cure, l’efficienza e l’efficacia delle prestazioni fornite e il contenimento dei costi, in un ottica di appropriatezza delle cure.