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Il Selfie Del Mondo - Marco d'Eramo (Riassunto), Sintesi del corso di Sociologia

riassunto che ripercorre la linea teorica dell'autore in modo sintetico

Tipologia: Sintesi del corso

2017/2018

Caricato il 08/02/2018

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valeria-giavazzi 🇮🇹

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RIASSUNTO IL SELFIE DEL MONDO (D'ERAMO)
CAPITOLO 1: La più importante industria del secolo
Il turismo è diventato sempre più importante nella nostra società, anche se ancora oggi si pensa sia
un concetto sovrastrutturato alla realtà. Si può parlare di età del turismo. Per esser stata denominata
così si possono dare due ragioni:
-Per la prima volta nella storia umana, la causa scatenante la fine di un impero, è stata una
rivendicazione di turismo. Infatti la catena di eventi che ha portato alla caduta del muro di Berlino
nell'89 con la decisione delle autorità ungheresi di eliminare la frontiera con l'Austria. Il governo
della germania orientale chiuse le frontiere con l'ungheria ma decine di migliaia di rischieste di
visto, di persone in attesa avanti al muro, nella speranza di passare a occidente ha costretto l'unione
sovietica(iperpotenza militare) a concedere i visti turistici, inoltrando quel processo che avrebbe
portato alla sua disgregazione.
Ancora, elemento di centralità del turismo è anche il terrorismo, in quanto, vittime di questo
fenomeno spesso e volentieri sono località turistiche, in virtù della loro rappresentanza simbolica.
-Seconda ragione che permette di classificare l'età contemporanea come “età del turismo” è la
portata dei ricavi derivanti dal turismo stesso; infatti il turismo genera introiti che arrivano a coprire
circa il 10% del pil nazionale in molti paesi. Basti pensare che genera il 9% dei posti di lavoro
globale. Oltre a questi dati, dovrebbero poi essere tenuti in considerazione gli introiti di strutture
alberghiere, ristorazione, trasporti turistici, costruzione strade, l'edilizia, industrie di souvenir, guide
turistiche ecc.
Proprio perchè il turismo necessita di una infrastruttura così pesante, le Nazioni Unite, ha
evidenziato la necessità di controllare le emissioni di CO2( 5% delle emissioni totali è
rappresentato dal trasporto turistico).
Il via al turismo come lo conosciamo oggi, nasce nell'800 grazie ai trasporti e alle comunicazioni,
ma è nel 900 che la nostra società è diventata turistica.
Un tempo non esisteva la figura del turista, bensì del viaggiatore. Viaggiatore che era facente parte
di qualche aristocrazia. Man mano che si svolgeva l'inseguimento temporale di Bourdieu, che
veniva delineata, in senso dispregiativo, la figura del turista, man mano che il viaggio si estendeva
dalla aristocrazia alla borghesia, e dalla borghesia al proletariato. E con il campeggio che si aprono
le porte al turismo di massa, ovvero quando anche gli operai diventano turisti; e con essi che il
turismo diventa un'industria a tutti gli effetti.
Dalla fine del 500 che si parlava di ciò che sarebbe diventato il grand tour,dedicato ai rampolli della
nobiltà. Grand tour, significava girarsi l'Italia, in quantochi non la visitava si sarebbe trovato in uno
stato d'inferiorità. In quanto la conoscenza del territorio italiano a quel tempo rappresentava
requisito necessario all'aristocrazia nel rapportarsi ai suoi pari.
L'editoria europea ha sfornato nei secoli precedenti al decollo del turismo una serie di “guide
turistiche” differenti da quelle che possono essere pocket book di Murray dell'800 o Michelin e
Lonely Planet del 900, in quanto prima la guida dava per scontate le mete, visto che le si davano per
scontate, e si limitavano a dare buoni consigli comportamentali per i viaggiatori. Infatti le guide
turistiche di oggi, propongono mete e costi.
Il numero dei viaggiatori internazionale, che nel 1950erano 25,3 milioni è aumentato a dismisura
sino ad oggi che è di 1 miliardo 186 milioni, senza considerare il turismo interno.
CAPITOLO 2:La fogna più bella del mondo.
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RIASSUNTO IL SELFIE DEL MONDO (D'ERAMO)

CAPITOLO 1: La più importante industria del secolo

Il turismo è diventato sempre più importante nella nostra società, anche se ancora oggi si pensa sia un concetto sovrastrutturato alla realtà. Si può parlare di età del turismo. Per esser stata denominata così si possono dare due ragioni:

-Per la prima volta nella storia umana, la causa scatenante la fine di un impero, è stata una rivendicazione di turismo. Infatti la catena di eventi che ha portato alla caduta del muro di Berlino nell'89 con la decisione delle autorità ungheresi di eliminare la frontiera con l'Austria. Il governo della germania orientale chiuse le frontiere con l'ungheria ma decine di migliaia di rischieste di visto, di persone in attesa avanti al muro, nella speranza di passare a occidente ha costretto l'unione sovietica(iperpotenza militare) a concedere i visti turistici, inoltrando quel processo che avrebbe portato alla sua disgregazione.

Ancora, elemento di centralità del turismo è anche il terrorismo, in quanto, vittime di questo fenomeno spesso e volentieri sono località turistiche, in virtù della loro rappresentanza simbolica.

-Seconda ragione che permette di classificare l'età contemporanea come “età del turismo” è la portata dei ricavi derivanti dal turismo stesso; infatti il turismo genera introiti che arrivano a coprire circa il 10% del pil nazionale in molti paesi. Basti pensare che genera il 9% dei posti di lavoro globale. Oltre a questi dati, dovrebbero poi essere tenuti in considerazione gli introiti di strutture alberghiere, ristorazione, trasporti turistici, costruzione strade, l'edilizia, industrie di souvenir, guide turistiche ecc.

Proprio perchè il turismo necessita di una infrastruttura così pesante, le Nazioni Unite, ha evidenziato la necessità di controllare le emissioni di CO2( 5% delle emissioni totali è rappresentato dal trasporto turistico).

Il via al turismo come lo conosciamo oggi, nasce nell'800 grazie ai trasporti e alle comunicazioni, ma è nel 900 che la nostra società è diventata turistica.

Un tempo non esisteva la figura del turista, bensì del viaggiatore. Viaggiatore che era facente parte di qualche aristocrazia. Man mano che si svolgeva l'inseguimento temporale di Bourdieu, che veniva delineata, in senso dispregiativo, la figura del turista, man mano che il viaggio si estendeva dalla aristocrazia alla borghesia, e dalla borghesia al proletariato. E con il campeggio che si aprono le porte al turismo di massa, ovvero quando anche gli operai diventano turisti; e con essi che il turismo diventa un'industria a tutti gli effetti.

Dalla fine del 500 che si parlava di ciò che sarebbe diventato il grand tour,dedicato ai rampolli della nobiltà. Grand tour, significava girarsi l'Italia, in quantochi non la visitava si sarebbe trovato in uno stato d'inferiorità. In quanto la conoscenza del territorio italiano a quel tempo rappresentava requisito necessario all'aristocrazia nel rapportarsi ai suoi pari.

L'editoria europea ha sfornato nei secoli precedenti al decollo del turismo una serie di “guide turistiche” differenti da quelle che possono essere pocket book di Murray dell'800 o Michelin e Lonely Planet del 900, in quanto prima la guida dava per scontate le mete, visto che le si davano per scontate, e si limitavano a dare buoni consigli comportamentali per i viaggiatori. Infatti le guide turistiche di oggi, propongono mete e costi.

Il numero dei viaggiatori internazionale, che nel 1950erano 25,3 milioni è aumentato a dismisura sino ad oggi che è di 1 miliardo 186 milioni, senza considerare il turismo interno.

CAPITOLO 2:La fogna più bella del mondo.

Quando il turismo fu inventato, non somigliava a quello moderno

Infatti questa differenza la si può dedurre dalle mete visitate dai turisti. Nel 1867 con l'esposizione universale le fogne di parigi divennero un'irresistibile attrattiva. Nonostante il fetore, le signore erano entusiaste dell'esperienza del viaggio nel sotto-mondo di Dostoevskij.

Infatti il processo di de-odorizzazione avvenne nel XX sec.

Altri luoghi turistici erano considerati gli obitori e le galere.

Oggi un'esperienza del genere è immaginabile. Infatti, neanche volendo si può più entrare in una prigione funzionante.

L'800 fu anche un secolo avido di conoscere il lato selvaggio dell'umanità, infatti, era da poco iniziata la deportazione degli indigeni dalle loro terre, verso l'Europa. Esempio fu la venere ottentotta, ovvero una ragazza di origini khoikhoi, la quale bellezza suscitava una curiosità ossessiva. Il suo nome era Saartjie Baartman. In generale venne fuori quell'attrattiva dell'esotico delle nuove terre che in poco tempo ha formato attrattive quali zoo aperti al pubblico.

Zoo, purtroppo, anche umani. Il primo in questo senso fu Geoffroy de Saint-Hilarire, che cercando attrattiva che risanasse le sue finanze; così nel 1877 organizzò due spettacoli etnologici presentando nubiani ed esquimesi ai parigini. Spettacolo che ebbe molto successo.

Idea frutto della formulazione di zoo umano data da Joseph-Marie de Gèrando.

Ultima manifestazione di questa pagina nera del turismo è data nel 1958 a Bruxelles, col villaggio congolese.

Ultima attrattiva ottocentesca oggi evitata è data da Mark Twain, col suo libro Innocents Abroad, resoconto della crociera a bordo del Quaker City, la prima organizzata negli Stati Uniti per visitare il vecchio continente(1867).

Egli fu un creatore, definitore e un esemplare prototipo del turista. Fu lui a raccontare della visita agli obitori, cosa oggi impensabile appunto.

Infatti al giorno d'oggi vediamo che è mutato il panorama delle mete, in quanto nell'800 il turismo era agli albori.

Gli zoo si sono declassati per effetto del turismo stesso, inffatti si preferisce andare a vedere gli animali nel loro habitat naturale e non artificiale. Questo era un modo per viaggiare senza muoversi, pratica non scomparsa del tutto, infatti, il Beijing World Park, che dal 1993 offre 109 monumenti in scala ridotta.

Bisogna dire che le tendenze verso il primitivo non sono assopite, a dimostrazione, Bernice M.Goetz, che a Pevas, villaggio peruviano sul Rio delle Amazzoni, ha visto attivisti indios togliersi i vestiti e dipingersi la pelle solo per l'arrivo di National Geographic del mercoledì.

Il primitivo e macabro oggi come attrattiva viene diluita in tv e film.

Il viaggio e la tv, condividono il fatto di essere esperienze visive, infatti, si vedano tutti quei turisti al riparo dagli odori e rumori dei luoghi visitati all'interno del loro pullman, guardando dal finestrino come appunto se fosse uno schermo.(Jonh Urry)

CAPITOLO 3: TripAdvisor firmato Mark Twain.

Quale è l'utilità del viaggiare? La risposta a questa domanda ci viene data da Johnson in una lettera del 1773: L'utilità del viaggiare è di regolare l'immaginazione per mezzo della realtà, e invece di pensare come le cose possono essere, vederle come sono.

Basta la ricerca del confronto dell'immaginario con la realtà per giustificare tutto l'investimento che richiede diventare un turista? Questa questione era liquidata con il disprezzo per il gregge di turisti.

Successivamente, con l'aumento dei flussi dei turisti, la domanda che ci si pone, va cercata intorno al concetto di attrazione turistica.

Cosa crea una attrazione turistica?

Il turismo si articola e si segmenta in diversi turismi specializzati.

Innanzitutto vi è il turismo d'affari, infatti, per una città come parigi, la città più visitata al mondo, il turismo d'affari generava circa il 39,9% dei pernottamenti alberghieri. Negli Stati Uniti hanno generato 295 miliardi di fatturato.

Non sempre il turismo d'affari è tanto trasparente, infatti molti viaggi nelle Barbados, nelle isole Cayman, in Svizzera ecc. (paradisi fiscali).

Vi sono vari tipi di turismi specializzati, contiguo al turismo congressuale, quello legato ai festival.

In Italia si contano 1600 mostre e 1200 festival.

Legato agli eventi vi è anche il turismo sportivo, come per le Olimpiadi, il superbowl negli Usa, o la finale di Chanpions.

Altro turismo rilevante e quello religioso. IN Twain già il termine pellegrinaggio appare 18 volte. Il turismo religioso è l'archetipo di tutti i turismi.

Ogni anno la World Tourism Organization, ha stimato che 300 milioni di persone ogni anno visitano i luoghi di culto nel mondo.

Nesso tra pellegrinaggio e turismo è data da Pomian, il quale dice che l'uomoaccantona oggetti dall'uso utilitaristico e li rende sacri, per tramandarli ai posteri. Gli oggetti sacralizzati sono le opere d'arte, monumenti sculture ecc. Mentre nel passato si sacrificava un dio, oggi in quella necessaria relazione con il mondo dell'invisibile, oggi si sacrificano le future generazioni.

Turner nota che la componente del sacro la si ricerca anche nelle più anonime spiagge affollate. In quanto ogni pellegrino è un turista e ogni turista è un pellegrino.

Esistono mete temporanee come la tomba di lady D.

Poi vi è anche il turismo sessuale, che porta in paesi come la Thailandia, dove una ragazza su 5 lavora nell'industria del sesso.

Ancora altro turismo emergente è quello medico, anche se come pratica era diffusa sin dall'antichità. Oggi si può dire che è l'effetto dell'economia sul settore medico. Infatti vengono commercializzati viaggi in località col solo fine di fare una fuga dallo smog.

Le strutture fanno campagne pubblicitarie come fossero centri balneari, vantandosi di alberghi servizi e personale.

Negli altimi è nato pure il turismo della morte, ovvero del suicidio assistito, in paesi come la Svizzera che dal 1998 assiste le persone ad “accompagnarle nell'aldilà”.

CAPITOLO 5: Breve intromissione dei terrologhi.

Infine vi è il turismo obbligatorio. Esempio sono le gite scolastiche, che insegnano a noi moderni come essere turisti. Le gite non sono obbligatorie, ma certo non frequentarle avrebbe significato sentirsi emarginati.

In Francia sono addirittura le scuola ad organizzare intere settimane bianche per gli studenti.

Dai satelliti si notano spostamenti che si possono definire rituali, in quanto si alternano a vari periodi dell'anno. Per esempio notiamo che le grandi città non sono quasi mai situate sulla costa, bensì nell'entroterra. Quelli che l'autore chiama esoscheletri metallici, in quanto fenomeni come la pirateria, l'alta umidità e salsedini che rovinano le infrastrutture, creano problematiche non indifferenti. Oggi invece vede vita nei mesi estivi, con una concentrazione altissima, infatti nell'esoscheletro rimane solo qualche fantasma. Mentre le coste sono sito di complessi residenziali di scarsa fattura che accolgono le centinaia di migliaia di turisti tutte le estati.

Nel contatto con gli indigeni africani, che vivevano nudi, anche gli europei hanno piano piano assorbito la moda, tanto che oggi una cosa temuta dall'aristocrazia come l'abbronzatura, simbolo di appartenenza al basso rango, è diventato un business vero e proprio con le lampade.

Interessante la visione di Hirsch ne I limiti sociali allo sviluppo, in cui sostiene che lo sviluppo ha un limite, non per il numero di risorse illimitate, ma perchè se tutti vogliono andare in montagna, la montagna stessa non ci sarà più ma sarà diventata una periferia urbana.

Teoria analoga al disgregamento di Bordieu.

CAPITOLO 6: Tourist city

Lucy Lippard osserva che il turismo sembra essere diventato un obbligo sociale; questo doppio flusso è particolarmente vistoso nelle città turistiche.

Si distinguono tre tipi di città turistiche:

-stazioni turistiche costruite espressamente per il consumo dei visitatori.

-città che pretendono un'identità culturale e storica.

-città convertite

In senso lato sono turistiche le città il cui numero di turisti supera di gran lunga il numero dei suoi abitanti. Ciò comporta differenze enorme nei servizi disponibili, in quanto, città turistiche avranno servizi pensati per il turista, mentre, quelle non turistiche hanno servizi pensati per i residenti.

Anche gli edifici stessi mutano, basti pensare alle chiese che un tempo avevano l'ingresso gratuito per ovvi motivi, mentre oggi si stanno convertendo sempre più come attrazioni turistiche.

Nelle città turistiche, solitamente i residenti abbandonano il centro, per adibire i propri locali a mo di pensioni e b&b, per poi spostarsi in periferia.

Il turismo viene promosso dalle città per compensare la deistrundializzazione. In linea con l'idea post-moderna di turismo.

Città come Venezia iniziarono a diventare attrattiva per tutta la nobiltà europea già 4 secoli fa col carnevale veneziano.

Se il turismo è un'industria i turisti sono il suo mercato, e le città cercano di accaparrarsi una fetta.

I tre elementi del turismo urbano sono: Città – industria turistica – il turista

Le città turistiche vengono standardizzate, ed in una regione si sviluppa un riarredo urbano tale che ovunque vai trovi lo stesso tipico, caratteristico arredo regionale.

La rete di città turistiche si reinventa anche perchè il turista è in cerca dell' autentico, marcato e quindi messo in scena. (MacCannel)

Idea di Goffman ,connessa con la ricerca dell'autentico messo in scena, è quella per cui nellaciviltà moderna, nelle relazioni interpersonali, ogni persona si presenta agli altri costruendo la propria rappresentazione che cambia a seconda dei contesti e degli interlocutori, quindi esponendosi su un palcoscenico. Ogni città quindi deve avere la sua teatralità. Come roma deve avere la sua romanità, Parigi corrisponde a ciò che un americano immagina che sia.

Il turista insegue l'autenticità e il “backstage” in maniera continua e ciclica, perchè col passaggio del turista l'autentico diventa messa in scena.

Il rapporto tra gli autoctoni e i visitatori è dupllice in quanto, gli autoctoni imparano dal turista quanto il turista ricava da loro. Il rapporto dipende anche dagli autoctoni, i quali possono avere introiti diretti e indiretti sul turismo e questo può alterare la percezione del turista.

La città fu fondata otto secoli fa da una popolazione tibetana, i Naxi.

Fino agli anni '80 erano una popolazione rurale, ma Pechino decise di farla diventare un polo d'attrazione nel quadro di sviluppo delle regioni povere e disagiate. Grazie ai fondi ottenuti grazie al label dell'unesco la città fu ricostruita edificando alloggi moderni in gusci antichi. La finalità turistica era evidente.

Caso eclatante fu il complesso di Mu, costruendo una riproduzione immaginaria dimezzata di una residenza che probabilmente non esiste.

Città che non sarebbe mai stata capace di ospitare milioni di turisti, dato che han costruito una nuova città piena di grattaceli tutta intorno a quella vecchia.

Ora, il premio di world haritage gli fu dato perchè: Lijiang è un'eccezionale città antica situata in uno splendido panorama che esprime l'armoniosa fusionedi differenti tradizioni culturali per produrre un paesaggio urbano di eccezionale qualità.

Ora, nulla di tutto ciò è stato conservato, né il panorama, ne l'armoniosa fusione di differenti culture.

Di qui il discorso sull'abuso del termine autenticità da parte dell'Unesco.

La nostra mania nel conservare le rovine proviene dal romanticismo. La rovina nasce come fattore del pittoresco, quindi come elemento artistico. Poi con l'illuminista per eccellenza Diderot, che introduce la poetica delle rovine. Egli scrive: si è colpiti solo dall'idea della potenza eclissata dei popoli che hanno eretto simili edifici. Non con la magia del pennello.

Quindi in lui già appare l'elemento cruciale della rovina, ovvero la malinconia che gli è associata.

Elemento che cade con Goethe che dice che il continente del futuro non ha rovine. Poi mutato nel futuro anteriore di Reavis in cui in futuro ci saranno pellegrini che proveranno nostalgia per un tempo che per loro è passato remoto mentre per noi è futuro.

Dunque la rovina come specchio in cui lo spettatore rimira la propria cultura classica.

Dalla storia di Lijiang si evince anche la diversa concezione dell'autentico vista dai cinesi, che vedono nel restauro un qualcosa che non toglie nulla alla veridicità dell'opera che sia.

CAPITOLO 9: Reimparando da Las Vegas

Le multinazionali stanno bramando per arrivare a capo dell'enigma che sorregge la più grande industria al mondo, ovvero il turismo. E quindi che l'economia del sightseeing dipende da una relazione non economica.

La maggiore industria di cash flow al mondo dipenda da fattori non controllabili, intimorisme gli investitori, che tendono a considerare l'attrattiva come giacimenti culturali, così da poter ridurre il turismo alla dimensione contabile. Non solo, come sottolineato da Sen e Todero è l'unico campodove la commercializzazione estrema porta all'uccisione della gallina dalle uova d'oro.

Questo atteggiamento ludico del post-turista, termine coniato da Maxime Feifer, esiste fin dall'800. Ma non bisogna scordare che questa attività di sightseeing i turisti dedicano l'unico tempo libero a loro disposizione. Ciò che stupisce non è che vogliano divertirsi, ma che allo stesso tempo vogliano anche imparare. Attratti dall'aura dell'autenticità.

Ma vi è un luogo dove le grandi corporation sono riuscite a risolvere questo problema, ovvero Las Vegas, dove l'autenticità che si ricercaè quella radicalmente inautentica.

Fu fondata nel 1905 quando fu messo all'asta un lotto di 45 ettari accanto alla ferrovia Union Pacific, costituitasi un comune autonomo nel 1911, Las Vegas cominciò la sua ascesa nel 1931 quando il Nevada legalizzò il gioco d'azzardo. Periodo in cui la città era monopolizzata da Sammy Davis Jr, Dean Martin e Frank Sinatra, ma alla loro morte negli anni 90 l'epoca dei mitrà tramontò.

Dominate dagli impresari Howard Hughes e Kirk Kerkorian. Il successo di Vegas fu clamoroso e soprattutto duraturo. Si pensi che Las Vega raccoglie 6 turisti per ogni turista che visita Venezia.

Se si pensa ad una città come ad uno strumento allora Vegas ha conseguito i suoi obbiettivi.

Il celebre libro di Venturi, Brown e Izenour del '72 dal titolo Learning from Las Vegas che conferisce all'architettura volgare nuova dignità.

Partono dal concetto di Vitruvio secondo cui l'architettura è stabilità + Comodità + Diletto

E il peculiare linguaggio industriale di Gropius per cui Stabilità + Comodità = Grazia (stile industriale) Le strutture risultavano il nuovo mondo legato alla scienza e alla tecnologia agli occhi del mondo occidentale.

Il prototipo del postmoderno nell'architettura commerciale di vegas, rivaluta superfluo e decorativo.

Il primo, corrisponde a una logica della produzione e dell'efficienza; il secondo, a quella del consumo. Il primo a un funzionamento, il secondo a una seduzione.

A prima vista il turismo può sembrare il settore economico postmoderno per antonomasia, in quanto non solo i fattori determinanti sono extra economici, ma quel che si acquista è immateriale. Ma in realtà il sistemi dei segni è efficiente, derivante dal sistema industriale e della razionalità scientifica nonostante la città è costruita in maniera disordinata.

Quindi moderno e post moderno non si contrappongono ma si intrecciano.

Ma la natura pesantemente industriale del turismo, e non postmoderna, è sottolineata dal fatto che a Las Vegas è l'unico agglomerato degli Stati Uniti che conosca una vera lotta del sindacato, in quanto gli alberghi di Vegas sono gli unici impianti che non possono essere delocalizzati.

Come ogni città che ha basato la sua sussistenza su un solo settore economico, sta da chiedersi se va

verso lo stesso destino di Ditroit.

CAPITOLO 10: Lo zoning dell'anima

Il principio dello zoning ha governato tutta la pianificazione urbana del XX secolo.

Come dice la parola stessa, lo zoning divide la città in zone, ognuna adibita a una funzione diversa.

La prima ordinanza comunale di zoning fu fatta a New York nel 1916, per poi essere imitata in tutte le città.

Lo zoning è una singolare forma di razionalità spaziale, una razionalità riduzionista in armonia con la razionalità industriale.

La corrispondenza tra spazio e funzione faceva gioire gli urbanisti del movimento moderno. Lo zoning faceva si di articolare lo spazio e il tempo e quindi modulare la realtà. Lo spazio è il luogo in cui il potere siafferma e si esercita, nel senso di violenza simbolica.

Come scrive Le Corbusier: “Lo zonage è l'operazione fatta su un piano regolatore con lo scopo di attribuire a ogni funzione e a ogni individuo il suo giusto posto”.

Lo zoning doveva inizialmente proteggere gli interessi dei cittadini limitando la speculazione terriera. Ma in realtàsi è rivelato uno dei mezzi più potenti in mano al pianificatore urbano,per operare una vera e propria costruzione politica dello spazio che ha favorito la costruzione di gruppi omogenei a base spaziale; queste per citare le parole di Kenneth Jackson.

La violenza simbolica del riduzionismo razionalista è stato interioizzato da tutti noi, uno zoning dell'anima, per la quale un azioneva bene se fatta in un certo luogo in un dato momento.

Da qui nasce la solitudine urbana vista come un qualcosa di intrinseco, quando in realtà è stato l'esito di una politica. Non si dimentichi che lo zoning diventò una pratica di massa proprio quando era al culmine il panico istigato dalla folla.

Ma la specializzazione di una pratica è un desiderio legittimo dell'uomo, che nel padroneggiare un campo si sente dare soddisfazione e senso alla vita.

Quindi si dovrebbe ripensare il comunismo non come l'eliminazione della specializzazione del lavoro, ma come una specializzazione del lavoro scelta e non subita.

CAPITOLO 12: La brama dell'altro

Si noti che il termine alieno derivi da alienato e intenda qualcuno al di fuori di sé, per poi divenire aggettivo del diverso dell'estraneo, fino alla fantascienza occidentale che lo ha trasmutato nel concetto di extra terrestre. Curioso notare come nelle raffigurazioni dell'alieno vi sia sempre un'antropomorfismo ricorrente. L'opera di Douglas Adams è una parodia spiritosa dell'antropo- e geomorfismo cosmico, dal titolo The Hitchhiker?s Guide to the galaxy, in cui immagina che la terra fosse spazzata via per la costruzione di un'autostrada spaziale.

CAPITOLO 13: Il mondo a disposizione

Che il turismo sia alienato non ci piove, tant'è che nell'800 divenne una sindrome, quella del viaggiatore folle.

Spiegato bene in un racconto di Hacking, nel quale un paziente Dadas, vagabondava fino a che non lo arrestassero. Ma la cosa sorprendente non era tanto la voglia di viaggiare, quanto che lo facesse senza mezzi. In quanto le mete da lui scelte erano le stesse scelte dai borghesi dell'epoca.

Ma alienato il turista lo è anche in senso più letterale, in quanto volontariamente decide di estraniersi dal contesto da lui conosciuto. Il suo è un atto di libertà ma disciplinato. Che cos'è infatti il viaggio organizzato? Esso involve specifiche pratiche culturali che regolano ciò che va visto come è visto la composizione dei gruppi turistici, il comportamento degli individui e del gruppo durante l'esperienza, principio dal quale poi i turisti organizzati vennero definiti gregge.

Ma le critiche che si possono fare al turismo si mostrano poi futili in quanto la società di oggi vuole che per un serio confronto con esso dovrebbe essere trovata in un'attività capace di produrre un rendimento pari/superiore al turismo stesso.

Oggigiorno condizioni come quelle di straniero e indigeno divengono solo situazioni, perchè quasi tutti viaggiamo da un lato e siamo gli indigeni di altri che viaggiano nei nostri natali. Turista e indigeno si sovrappongono anche in contemporanea quando riusciamo a guardare i nostri luoghi con occhio da turista, fino a far sovrapporre lo sguardo del turista con lo sguardo del moderno

Come osservò Foucault di certo non saranno diminuiti i pregiudizi nei confronti degli stranieri ma di certo si ha più gusto nel conoscerli, mettendo luce sul fatto che la fame di mondo derivi dal fatto di avere il mondo a disposizione. Come scriveva Kracauer: “ quando viaggiamo siamo come bambini, tutti presi dalla gioia della nuova velocità, del vagabondare senza vincoli. Il poter disporre degli spazzi ci ha ampliati, somigliamo a conquistadores che non hanno trovato ancora l'agio di occuparsi delle loro conquiste”.

Un tempo era impossibile da alcune zone solo immaginarsi il concetto di viaggio stesso.

Se si dovesse paragonare il turismo a una qualunque altra forma pratica di massa, si potrebbe inserire nella categoria del self-help, ovvero dell'automiglioramento.

Se non fosse ritenuto tale dalla grande maggioranza dell'umanità, non si spiegherebbe la diligente intransigenza con la quale durante le vacanze i genitori impongono alla loro prole la visita di musei, genitori che nella loro vita quotidiana non si sognerebbero mai di guardare un quadro.

CAPITOLO 14: I menu della vita

Savarin: “dimmi ciò che mangi e ti dirò chi sei”

L'aspetto culinario è uno degli aspetti centrali del turismo, infatti si stima che il viaggiatore dedichi al cibo circa il 30% del suo budget. Per conoscere un'altra cultura non si può prescindere dalla sua cultura culinaria. Poi la frase sopra citata deriva dal fatto che ogni pratica sociale diventa immediatamente segno significante del soggetto che la pratica. Gli indicatori gastronomici, sono tra i migliori per inserire una persona all'interno della società.

Come dice MacCannel: “ il cibo è marker di una cultura, e muta esso stesso in attrattiva turistica e crea a sua volta i propri markers, diventando così un patrimonio.

Così il tema dell'autenticità irrompe anche nel gastronomico dove tutto diventa secondo tradizione, cotto nel forno a legna, sugo della nonna ecc. Anche i sapori tipici si perdono nello smussamento effettuato per renderli più appetibili al palato del turista. E anche qui troviamo la rincorsa incessante della ricerca del sapore vero.

Da qui la nascita delle sagre culinarie, in italia sono più di 34.000.

Il cibo nellecittà viene sempre più reso a portata di bocca, così da identificare la gastronomia con il multiculturalismo.

Infatti il fatto che ad oggi nelle città si può scegliere che tipo di cucina assaggiare la sera, deriva dalla presenza multi-etnica della città.

Queste città insalata sono definite da Amarthia Sen come:”monoculturalismo plurale”, ovvero una società formata da sottosocietà.

Il multiculturalismo come mezzo di imperialismo adottato dal capitalismo per annettere sempre più culture nel suo sistema.

CAPITOLO 15: Forse un giorno

Forse un giorno si chiederanno in che cosa consistesse quell'attività che noi chiamiamo turismo.

L'età del turismo così come è cominciata finirà. Possiamo anche immaginare le motivazioni.

La nostra curiosità non si è smorzata ma si è spostata dal nostro habitat urbano a qualcos'altro. Forse quindi ci stancheremo anche del mondo

La struttura sociale degli ultimi due secoli si è configurata in dispositivi che assicurassero una relazione disciplinare di potere.

Lo zoning traduce in geografia urbana la struttura disciplinare della società, rende spaziale il monopolionesclusivo che ogni istituzione disciplinare esercita sull'individuo, mappa la scansione temporale della vita.

Non a caso lo zoning entra in crisi proprio quando le grandi istituzioni ci entrano. In crisi proprio per l'obbiettivo che si prefigge.

Il fatto è che lo zoning era legato a doppio filo col lavoro a tempo pieno, quindi con la società salariale. Oggi società in declino. In quanto il tempo libero era un tempo usato dalla classe capitalista per incoraggiare e difendere il lavoro salariato dall'impostazione sovietica della divisione dei ruoli, ma col crollo dell'urss divenne anche inutile il compromesso.

Ormai la nostra percezione dello spazio è cambiata, ormai vi sono i multicittadini, persone che settimanalmente, risiedono in più città, e questo e lo stile di vita verso la quale è indirizzata l'èlites.