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Riassunto del libro il vuoto centrale di Massimo Recalcati
Tipologia: Sintesi del corso
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Recalcati per esporre la sua teoria si appoggia alla dottrina lacaniana dei quattro discorsi esposta nel Seminario XVII Il rovescio della psicoanalisi=dottrina psicoanalitica del funzionamento o del disfunzionamento istituzionale. Il discorso equivale al legame sociale. Lacan isola quattro discorsi (quattro modi possibili del legame sociale), più precisamente son 4+1 dove il +1 è il discorso del capitalista=pulsione di morta pura (discorso che distrugge la possibilità stessa dei discorsi, trasforma tutto in una mera risorsa da consumare. Tutti gli altri discorsi sono dei freni alla pulsione di morte, sono dei freni alla dimensione dissipativa e nichilistica del godimento. Tutti e quattro, con efficacia e stili diversi, sono dei freni “istituzionali” al godimento. Il lavoro proposto in questo saggio è di applicare questa dottrina alla vita dell’istituzione. Domanda : Quando un’istituzione respira, funziona e agisce male e quando, invece, un’istituzione respira, funziona e agisce male? Quando un’istituzione si ammala e quando, invece, si mantiene in salute? Risposta : Un’istituzione è tanto più sana quanto più riesce a far girare tutti e quattro i discorsi e si ammala, tanto più si identifica ad un solo discorso. Adesso analizziamo da vicino i quattro discorsi:
tende a scompensarsi nella ricerca di un nuovo Padrone perché l’isterica senza un padrone si sente niente. La sua critica rischia di risultare inconcludente.
Lacan non è solo quello di mostrare che tra i sessi non esiste armonia-non esiste rapporto sessuale- che il non-rapporto è la condizione di fondo del godimento, ma è innanzitutto quello di come ricostruire o concepire un legame sullo sfondo inaggirabile di questa impossibilità. Una volta mostrato che il godimento tende all’Uno e non è segno del desiderio dell’Altro, com’è possibile costruire un legame con l’Altro che tenga conto di questa tendenza all’Uno? Secondo Freud il femminile è radicalmente alternativo all’istituzione, è antagonista per essenza all’esistenza della comunità, ciò che conta per le donne sono solo le particolarità, la molteplicità infinita della particolarità, dei nomi propri. Il pensiero femminile è un pensiero del singolare, non dell’Universale. Lacan ripensa questa asocialità della donna assegnandole però tutt’altro statuto, nel suo insegnamento possiamo estrarre una doppia anima del femminile: nella famosa Nota sul bambino sostiene che la madre è un Altro che sa prendersi cura del particolare, che sa rendere le sue cure non anonime, che sa animarle di un interesse particolareggiato. Tuttavia, Lacan insiste sull’eterogeneità che separa la femminilità dalla maternità, le due cose non coincidono. La femminilità è il luogo dell’eccesso che l’essere madre non è in grado di assorbire. Come l’eccesso femminile può virare verso un’erotica vitale del campo istituzionale? La pulsione può diventare pulsione di morte, oppure può dare luogo a una soddisfazione nuova. (SeminarioXX tavole della sessuazione) Nella s essuazione maschile tutto ruota attorno all’idea che esista un’eccezione, un Uno che si sottragga alla Legge universale che vale per tutti e che è la Legge della castrazione. Deve esserci un Uno sottratto alla Legge, alla cui volontà tutti gli altri membri dell’istituzione sono sottoposti. L’eccezione fonda l’insieme assicurando una direzione, un orientamento. L’istituzione funziona solo se esiste un luogo che faccia eccezione al collettivo, ma che non sia riempito da nessun Padrone (re, padre, tiranno, leader). Nella sessuazione femminile è l’eccezione a costituire la regola, è l’eccezione dell’una per una che la sessuazione femminile incarna. Abbiamo qui un'istituzione non ideologica, che non assicura un'identità stabilità, che si fonda sul primato dell’eccezione singolare, l’eccesso trova il suo posto nella forma della diffusione orizzontale dell’eccezione. Il sintomo maggiore di una sessuazione maschile è che il vuoto centrale risulti ostruito e l’eccezione non è più una funzione logica, ma coincide con il leader di turno (esempio scuola di Lacan, dove tutti avevano paura di esprimersi davanti a lui, la paura di parlare esprime sempre un eccesso di personificazione dell’Uno). Il sintomo del femminile è quello dello smembramento, della devastazione. C’è qualcosa del femminile che tende potentemente verso la particolarizzazione assoluta del legame. L’eccesso non deve essere piegato o normalizzato, ma deve trovare il suo posto e può trovarlo solo nella misura in cui chi ha la responsabilità di governo della nostra Associazione, a livello nazionale come a livello locale, consente la sua canalizzazione senza censure, senza porre divieti, senza insistere troppo sulle burocrazie e sulle procedure impersonali. Un’istituzione sufficientemente sana è sempre tendenzialmente al femminile poiché fa dell’eccezione una regola, del rispetto della particolarità più particolare del soggetto una regola universale, sovvertendo in questo modo l’idea che l’eccezione sia solo ciò che infrange l’universalità della regola. Questo significa mettere al centro del campo istituzionale la particolarità di ciascuno e l’idea che non può esserci comunità senza impossibilità del comune. Un’istituzione sul lato femminile rispetta meglio il vuoto centrale.
Se noi vogliamo privilegiare la sessuazione sul lato femminile come stiamo cercando di fare nella nostra pratica istituzionale, come rendere questa scelta non devastatrice? Come abitare l’eccesso senza fare dell’eccesso la devastazione della nostra vita associativa? Due diverse definizioni di istituzione :