














Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto diviso in più paragrafi del libro il vuoto centrale Massimo Recalcati— quando un’istituzione si ammala, quali sono i discorsi che circolano all’interno dell’associazione, la sua esperienza con Jonas
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
1 / 22
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!















E’ una raccolta di cinque discorsi che Recalcati pronuncia durante più conferenze in occasione delle Giornate nazionali di Jonas, istituzione di psicologi fondata da lui e altri Riprende Lacan nel seminario XVII per spiegare come riconoscere se un’istituzione è in salute oppure è ammalate e lo fa mostrando la base, l’indispensabilità della presenta di tutti e quattro i discorsi lacaniani ma soprattutto, spiegandoci la tecnica da loro adottata affinché tutto funzioni al meglio, affinché quindi tutti e quattro i discorsi continuino a circolare senza arrivare mai alla fissità di uno solo, senza far si che Jonas si ammali Di cosa parla Recalcati nei suoi interventi durante le varie giornate del Jonas?: 1-Urbino: c’è malattia istituzionale quando c’è irrigidimento e fissità discorsiva Quando i discorsi non girano C’è salute invece quando i quattro discorsi circolano, non c’è la tirannide di uno solo 2-Rapallo: accento sulla malattia istituzionale come distorsione etica: c’è malattia istituzionale quando la responsabilità si confonde con la proprietà C’è salute quando esiste una responsabilità che rifiuta la proprietà 3-Pavia: pensare il rapporto tra istituzione e pulsione , la cui pulsione di morte è quella più pura L’istituzione come freno al godimento Il campo istituzionale deve contenere la spinta pulsione cioè la tendenza al godimento dissipato della pulsione di morte Solo limitando la spinta pulsione c’è possibilità di patto, di legame sociale Dunque Recalcati cosa fa? Parte dal Seminario XVII di Lacan per ricostruire una teoria delle istituzioni, del loro funzionamento del loro disfunzionamento Aggiunge anche attraverso una rilettura di Psicologia delle masse note su Freud Non è solo un fare teorico ma anche pratico, ispirandosi e riflettendo sull’istituzione da lui fondata, Jonas
Dobbiamo considerare l’istituzione come un soggetto tenendo dunque conto dei suoi sintomi, dei suoi punti di divisione, dei suoi disfunzionamenti (effetto scacco) Capire dunque in quale discorso l’istituzione è inscritta Definendola soggetto intendiamo dire che in ciascuna istituzione c’bin gioco un desiderio fondamentale E inoltre nasce proprio da un desiderio singolare-collettivo C’è una causa, un oggetto piccolo a che fonda l’istituzione e che dovrebbe essere il desiderio proprio di questa ma, a volte, accade che l’istituzione si allontani, si separi da esso; lo rigetta come oggetto causa lasciando prevalere fenomeni identificatori di tipo immaginario Spesso accade che l’oggetto piccolo a venga sostituito dall’oggetto potere Il potere è la pseudo-causa Affinché l’istituzione stia bene e sia generativa deve mantenere un legame stretto con il desiderio, con a
a S S/ soggetto diviso, avrà sempre una mancanza che è ciò che genera il desiderio Ogni cosa ha in se un vuoto centrale che va conservato perché è importante così impartente questo vuoto? perché è ciò che genera il nuovo S1 Significante padrone, non conosciamo ma è parte di noi S2 significanti legati ad S1 che partecipano alla catena/logica insita in me , è il significante conosciuto a oggetto di godimento/ mancante
La struttura di elementi che tenta di tenere insieme la dimensione del significante a quella del godimento E’ quindi ciò che permette la relazione sociale/legame sociali Tutti noi corrispondiamo ad un discorso
E’ un continuo ripetere E’ un sapere disincarnato L’S2 consente a questo sapere di depositarsi e di diventare scolastico tu devi imparare un qualcosa che è così, che è legge e dunque il soggetto deve semplicemente impararlo Non è d per se del tutto esclusivo, non esclude lo studio per desiderio di sapere Il desiderio di sapere, di fondo non è altro che una mancanza che abbiamo dentro e che vogliamo colmare pur sapendo che non sarà mai del tutto completa Come si supera questo passaggio? Passando dall’S Non si può ridurre tutto il sapere a S Il discorso universitario, scolastico rischia così di produrre noia, mortificazione del desiderio di sapere Questo discorso fa si che il sapere equivalga al valore e cioè al potere Non ci interessa avere il contenuto della verità ma possederlo Così si realizza il potere Però c’è da ricordare sempre che il sapere non è una proprietà, non deve aumentare il potere di chi lo "possiede" ma deve darlo, deve offrirlo e ve farlo circolare il discorso dell’analista — a S/ S2 S E’ il discorso orientato dall’oggetto piccolo a Il suo compito è quello di salvaguardare l’irriducibilità e la singolarità del soggetto del desiderio L’oggetto a è quello che l’isterica aspira senza mai poterlo cogliere Quando si incontra a non si rimuove (come invece avviene nel discorso del Padrone) ma questo segnala un colmo di singolarità L’incontro con a comporta un esperienza di solitudine radicale discorso più profondo, più soggettivo, dove sei un io isolato nella tua singolarità Questi quattro discorsi sono dei freni alla pulsione di morte sono sostanzialmente ciò che aiuta a generare il godimento Il discorso è operativo se separati soggetto dal godimento della pulsione di morte Freni istituzionali al godimento
I problemi dell’istituzione nascono dalla fissazione discorsiva: quando uno dei quattro discorsi diventa l’unico, c’è dunque fissata discorsiva nel senso che quel singolo discorso predomina su tutti gli altri Dunque un istituzione sta male quando prevale un discorso sulla circolazione tra i discorsi Far circolare i discorsi significa mantenere l’istituzione in sintonia con il desiderio, mantenere quindi l’istituzione in buona salute facendola crescere, significa mantenere in vita la sua spinta pulsione Perché questo? Perché ogni discorso, nel collettivo, è indispensabile per ragioni diverse e singolari il discorso del padrone—> è essenziale perché, se non ci fosse un capo non ci sarebbe la nascita il discorso dell’isterica—> se non ci fosse i problemi non verrebbero mai sollevati e, senza critica non ci sarebbe nemmeno crescita e miglioramento ma solo staticità e malcontento il discorso dell’Universita—> se non ci fosse l’aspettò burocratico e scritto che tutti devono seguire ci sarebbe caos il discorso dell’analista—> perché se ci dimentichiamo che ognisingolo componente dell’istituzione è una singolarità allora sarebbe tutto inanimato e disumano
Quella casella non deve mia essere occupata da nessuno, solo così è un vuoto operativo Nel suo atto di fondatore ogni fondatore deve svanire lentamente nell’atto dissolvendosi in esso Non ci si deve identificare con la propria istituzione Dunque, per custodire questo vuoto deve esserci necessariamente un atto etico= una testimonianza= testimoniare che la responsabilità della guida di un istituzione non deve essere in alcun modo installare padronanza ma solo avere responsabilità esperienza Jonas non c’è stato padrone— è nata dall’irresponsabilità creativa del discorso dell’isterica e dal discorso dell’analista che ha implicato un tempodi solitudine e di separazione prima di crearla esisteva solo il loro desiderio ma non c’era sede, non c’era niente di fisso, è venuto tutto da se nel mezzo Non c’è stato quindi un atto di fondazione padronale
E’ passaggio di discorso perché in entrambe c’è perdita di padronanza, perdita di consistenza immaginaria l’amore è un incontro che produce un effetto di svuotamento dell’identità, di apertura all’Altro, di indebolimento del proprio attaccamento all’Io Questa perdita di padronanza, in psicanalisi, è laddove c’è l’evento del soggetto inconscio La contingenza dell’incontro ci obbliga a compiere un cambiamento e dunque un passaggio di discorso Lacan, parlando dell’amore ci invita a non confondere la responsabilità con la proprietà Se la responsabilità si confonde con la proprietà non può esserci passaggio di discorso possibile e dunque l’istituzione necessariamente si ammala L’amore è una responsabilità priva di proprietà Non posso possedere l’altro se lo amo Il godimento dell’Uno non può prescindere dal legame con l’altro Nell’organizzazione niente viene garantito al fondatore, nonna privilegio e non ha nemmeno permanenza
Quando c’è uno scacco istituzionale? Quando non c’è possibilità del passaggio di discorso La forma prevalentemente dello scacco è la sensazione diffusa che qualcosa non vada, non funzioni—c’è ripetizione, inerzia, individualismo, routine. L’istituzione che sa lavorare sullo scacco è un’istituzione che vede la sua mancanza, il suo problema, il suo fallimento ed fin grado di lavorare si esso E’ quindi l’istituzione che rivolta le difficoltà in occasioni di trasformazione La figura dello scacco è bifronte: -esperienza di fallimento= è sempre manifestazione di una verità perché annuncia la venuta all’essere del soggetto dell’inconscio—->cadute traslate in passaggi di discorso serve vivere la crisi -esperienza dell’incontro-Amore=ogni passaggio di discorso ha a che fare con l’esperienza dell’amore Il passaggio di discorso una definizione di amore perché si deve poter dire quello che va e quello che non va Si tratta SEMPRE di cedere una quota di godimento Uno per poter accedere all’incontro con l’Altro Il passaggio di discorso viene espresso in due modi: ⁃ (^) esperienza di sovversione Quando avviene un passaggio di discorso non siamo più gli stessi di prima,è in atto una trasformazione
In ogni istituzione nasce questo problema: "Cosa resta della spinta della pulsione di morte e qual’è il suo desino?" La malattia istituzionale non è solo cristallizzazione discorsiva ma deve sserepensataanche come considerazione del grado di ospitalità che essa sa offrire all’eccesso femminile, all’eccesso del godimento dell’Altro Per Recalcati la malattia istituzionale vi è quando l’eccesso del femminile viene escluso dal discorso e non inglobato qual’è il problema? —> discrepanzatra vuoto centrale e godimento alle sue fissazioni particolari In Lacan delinea questo come il rapporto tra S/ e oggetto piccolo a Il vuoto centrale non può donare il godimento, nn può assorbire la tendenza alla fissazione località del godimento L’istituzione non è solo l’esperienza dell’ideale Il transfert dilavarono spegna mai del tutto transfert particolari Il legame sociale trova una resistenzaalivello della struttura che non può essere trascurata o superata Il freno al godimento non significa trasformare ogni istituzione in Chiesa L’istituzione ideale non esiste La de-totalizzazione deve essere considerata come una risorsa Il difetto, la mancanza non costituisce un difetto irrimediabile ma un punto di svolta, la condizione per un’apertura
Il freno al godimento L‘unità del campo istituzionale non deve implicare nessuna totalizzazione L’unità dell’Uno non può essere altro che una totalità permanentemente de- totalizzata L’istituzione ideale non esiste La de-totalizzazione non deve essere considerato un difetto da superare ma una risorsa Il vuoto centrale non è l’indice dell’Uno senza sostanza De-sostantificare l’Uno non coincide con de-realizzarlo L’identità di Jonas è quella nomadica dello sciame SI favorisce una politica democratica della contaminazione e non una paranoica della purificazione e del consolidamento della propria identità Una volta mostrato che il godimento tende all’Uno non è segno del desiderio dell’Altro come si può costruire un legame con l’Altro che tenga conto della tendenza all’Uno?
E’ un nome dell’eccesso, del reale Ecco perché Lacan accosta all’Altro sesso l’eteros La femminilità una versione dell’eccesso, dell’ingovernabile Non una versione della pulsione ordinata dal fallo E’ invece la dimensione eccessiva della pulsione Il Seminario XX: sforzo di concepire il problema del legame partendodalla sensazione femminile Il problema di Lacan è: -mostrare che tra i sessi non esiste armonia, che il non rapporto è la condizione di fondo del godimento -ricostruire o concepire un legame sullo sfondo inaggirabile dell’impossibilità dell’esistenza del rapporto sessuale Una volta mostrato che il godimento tende all’Uno e non è segno del desiderio dell’Altro come si può ricostruire un legame con l’Altro che tenga conto di questa tendenza dell’Uno? Freud ritiene che la donna: -sia priva di super-io -sia regolata da un eros che non è quello universale, della Civiltà ma un eros soggettivo, al singolare
Allora la domanda da porsi è: come far si che questo lato femminile dell’istituzione, questa forza possa animare il campo istituzionale anziché ostacolarne l’esistenza? come l’eccesso femminile può virare verso un’erotica vitale del campo istituzionale? L’istituzione non può dunque rifiutare l’eccesso pulsionale perché altrimenti diventerebbe paranoia Da qui si aprono due possibilità: 1-l’eccesso può diventare pura pulsione di morte 2-l’eccesso può dare luogo ad un’espansione del vitale del campo istituzionale tavolette della sessuazione che Recalcati riprende come teoria della Comunità: come si può costruire un legame sociale sullo sfondo dell’impossibilità strutturale del rapporto sessuale? Jonas è un istituzione da un lato donne dall’altro uomini uomini: ha in se l’attaccamento narcisistico all’ideale che offre compattezza e uniformità es.divisa militare donne: la parte femminile ha in se la cura per l’eccezione, l’amore per l’eccezione, rende l’eccezione la regola Il femminile può portare quindi con se una spinta degenerativa, devastatrice, legata strettamente alla pulsione di morte( perché? perché sta nell’eccesso) però è essa che permette la moltiplicazione degli oggetti piccoli a e dunque alla localizzazione plurale cosa fa Jonas? hanno fatto in modo di presidiare il vuoto centrale e non si sono mai eccessivamente interessati di cosa accadesse nelle altre sedi Perché? Hanno reso operativo un principio radicale delega della responsabilità
Hanno avuto fede in una vitalità pulsionale del loro campo istituzionale che li ha sempre superati e fatti sentire un po in ritardo Non c’amai stato un governo dall’alto della generativi produttiva della Comunità Jonas Hanno avuto fede nel desiderio deciso di ciascuno senza pretendere di incanalare energia L’eccesso non va mai piegato o normalizzato ma deve trovare il suo posto e come può trovare il suo posto? nella misura in cui chi ha la responsabilità governo della nostra Associazione consenta la sua canalizzazione senza censurerà senza porre divieti, senza insistere troppo su burocrazie e procedure impersonali
come si può rendere l’eccesso femminile che abita un istituzione viva il suo non-tutto fallico generativo? Come non rendere la scelta di privilegiare la sensazione sul lato femminile devastatrice? Come possiamo abitare l’eccesso senza renderla devastatrice della vita istituzione di Jonas? Partiamo con il definire l’istituzione in due modi: -(Lacan)—>un’istituzione ha come finalità fondamentale quella di mettere a freno il godimento limitando la dimensione senza-legge del godimento per permettere un legame, per consentire l’accesso a unplusgodere generativo Che risultato si otterrebbe? Massa senza mente di cui parla Bion riferendosi al fascismo Da un lato l’istituzione ha bisogno di un limite , della negativizzazione del godimento -(Deleuze)—> l’istituzione non è una mera delimitazione di un campo già costituito ma un movimento di espansione del campo che sia cioè un modello positivo dell’azione, una forza che de-territorializza Jonas è stat una forza che ha de-territorializzato il campo della psicoanalisi in Itali a Però nb— è solo il freno al godimento mortale che rende possibile il plusgodere per tenere insieme queste due definizioni non dobbiamo aver paura degli effetti di quest’espansione di campo
Bisogna sia ricordare sia rielaborale, serve una rielaborazione soggettiva che quindi implica memoria ma anche oltrepassamento Ogni erede è sempre, a modo suo eretico Il figlio giusto è eretico in quanto prova a soggettivare il debito dal quale proviene: non dimentica l’atto di fondazione ma fa lo rivivere in modi e forme nuove Recalcati aggiunge un sesto discorso incisivo per comprendere il processo dell’ereditare: il discorso della testimonianza Lo statuto di questo discorso non è quello del discorso ma quello dell’ATTO ma se lo statuto della testimonianza fosse un discorso sarebbe il discorso dell'erede
Recalcati scrive una lettera a Jonas, una lettera dal padre al figlio giada quando è venuto alla luce ha adottato enormi responsabilità, ha già ora avuto tante ferite, tante cicatrici Accoglie il dolore, apre sportelli, parla alla città, crea alleanze, sopporta la crisi, nonna aura Ha dieci anni questo bimbo eppure è già saggio come un vecchio Sa he per far guarire le foglie malate occorre che la linfa continui a scorrere Per lavorare con i nostri pazienti dobbiamo essere animati da un plus vita che è prima di tutto una acconsentire alla forza della vita di manifestarsi da dove viene questo bimbo? qual’è il segreto delle sue origini? Quando un padre scrive al proprio bimbo non può che scrivere di sé Non può che fare dono della sua mancanza, sarebbe se no solo una Legge che schiaccia Recalcat, ogni quindici giorni si recava a Parigi dal suo analista per curare la sua nevrosi Alla fine della sua analisi.—> apprese che l’assoluta esposizione dell’amore all’amore assoluto non contraddice la dimensione assoluta della nostra solitudine L’assoluto è un nome lacaniano del reale Per Recalcati poter amare assolutamente significa non proteggersi già dalla dipendenza costituente dell’Altro ma accettare l’insufficienza, la ferita della cassazione, accogliere l’esposizione all’alterità della dona come una beatitudine nuova Lascia la sua vita da dongiovanni per amarne una sola e farlo come assolutamente altra da sé In quel vivere non c’era possibilità per essere padre
Il fantasma che sosteneva il suo desiderio immaginario respingeva la paternità Era ancora un bimbo che non era in grado di compiere il salto nel vuoto dell’incontro dell’amore e della paternità Perché? Il suo era un appello disperato al Padre Il suo ribellismo giovanile voleva incarnare l’Anti-Edipo come liberazione del desiderio dal peso oppressivo della Legge Ma nella sua lunga analisi vide come in questa rivolta emergesse lentamente la sua domanda frustrata di desiderio dell’Altro Suo padre non aveva tempo per lui, non lo ascoltava La rivendicazione della sua libertà voleva solo ricoprire, mascherar la ferita dell’abbandono Iniziò la sua analisi con un sogno riducibile ad una sola immagine —era allo specchio e vide una clivia al posto della sua figura La clivia era la pianta preferita del padre Il padre gli raccontò che la clivia fiorisce solo se le sue radici sono strette, solonrella prigione del suo vaso più soffre per mancanza di spazio più fiorisce, reagisce generando grandi fiori Nel sogno ved che poteva fiorire solo se si piegava alla legge sadica deldovere peri dovere incarnata dalla dedizione del padre peri lavoro Poteva fiorire solo nella rinuncia e nel dolore Ciò che il padre gli insegno era la rinuncia del desiderio La nevrosi di Recalcati si sviluppò come una clivia: solo la rinuncia al godimento rende possibile il godimento Questa è la rinuncia che permette al nevrotico di fare esisterei grande Altro che lo riparerà dalla contingenza illimitata dell’esistenza e dall’angoscia del desiderio dell’Altro Malgrado giovane adolescente si sentiva già un vecchio logorato dalla vita Il suo desiderio restava prigioniero del sogno del desiderio dell’Altro La risvolta disiò fu il suo dongiovannesco estetico A vent’anni dichiarò la morte di Dio e la liberazione dell’anima per la sola vita dei corpi Se il suo dongiovannesco collezionava solo le donne nell’illusione era solo per ripararsi dall’alterità dell’Altro sesso e dal rischio dell’incontro dell’amore Verso fine analisi era una clivia nuova Non ci si può liberare dai significanti che hanno assoggettato la nostra vita ma dobbiamo piuttosto lavorare su quei significanti con il godimento che li impregna per rendere possibile una loro messa i forma inedita Ecco perchè il Nuovo non è mai contrapposto allo Stesso ma è solo la possibilità contingente di una sua torsione singolare La liberazione della psicoanalisi non è una disalienazione mapo avvenire soloper u ritorno soggettivo, una ripresa singolare, nuova degli S dell’alienazione
Jonas, come tutti i figli, non è quello ideale All’invio Recalcati lo ha seguito, ha dato a lui per i primi 4 anni poi man mano lo ha lasciato andare A Jonas man mano altri si sono inseriti, coloro che hanno creduto in R Poi è arrivato anche il tempo dell’ambivalenza Questa non può mai essere esclusa (ad eccezione del caso paranoico) Una Comunità non può escluderla ma la elabora, la simbolizza cercando di trasformare l’invidia in gratitudine Il fantasma che accompagna l’ambivalenza verso il fondatore è che egli voglia prendere il posto del Padrone Un atto di fondazione non genera padronanza ma introduce la dimensione della perdita nel momento in cui da vita a ciò che non c’era Qual’è il fine di Jonas—clivia: che da quel poco o niente che si ha si possa far fiorire una vita
Jonas nasce con l’obiettivo do creare una nuova istituzione che si occupi dell’applicazione della psicoanalisi allo studio e alla cura di patologie della contemporaneità come anoressia, bulimia, ecc.. Jonas si occupa della clinica e delle nuove forme di sintomo, clinica del vuoto e delle sue declinazioni plurali e differenziate, clinica in assenza dell’inconscio Jonas vuole approfondire e promuovere una ricerca clinica intorno alla questione del vuoto: mantenere vitalità del desiderio di sapere nel campo della ricerca teorica affinché questa vitalità permetta una nuova domanda di cura Psicanalisi applicata, una clinica della formazione e clinica degli interventi ramificati, sui setting istituzionali e sulle procedure generali della cura Fondazione ci sono 3 operazioni di base: -storicizzazione= tener conto, contemporaneamente della pratica clinica e dell’epoca storica (nella quale ci si trova) -diagnostica storico-discorsiva= I tratti fondamentali dell’epoca contemporanea sono due: ——->è l’epoca delle psicoterapie E’ l’epoca della retorica della parla e del dialogo L’assioma base è " i massimi benefici al minimo sforzo" Le psicoterapie non implicano il reale come impossibile Si tratta invece di restituire un efficienza fantasmatica del soggetto clinica della specializzazione:
La specializzazione offre una concretezza alla clinica della parola dal momento in cui implica la figura dell’esperto come "capo" discorsivo ———>Il discorso del capitalista è il discorso che abita la nostra epoca dove vi è il trionfo dell’oggetto Questo discorso viene visto come rimedio alla mancanza-a-essere che abita il soggetto La mancanza-a-essere diventa un vuoto che esige semplicemente il suo riempimento ———> Negli anni 70 il problema di creare nuove istituzioni era quello di rendere l’analisi accessibile anche al proletariato Oggi l’obiettivo è salvaguardare la possibilità dell’esistenza di una domanda che non sopprima l’inconscio -la terza tesi operativa=costituzione di un istituzione orientata alla clinica della monosintomaticità La clinica di oggi è una clinica della neosegregazione La monosintomaticità è il risultato di una trasformazione sociale che la clinica deve considerare E’ la risposta del soggetto all’inesistenza dell’Altro Il problema è come ridurre la clinica della monosinteticità ad una clinica della specializzazione —> termine medicalistico che produce la questione del soggetto a sintomo Clinica della monosintomaticità non vede l trattamento del sintomo come cura ma permette l’estrazione della questione soggettiva
Chi è Giona?cosa insegna la sua vicenda? Giona è una figura paradossale della contemporaneità Dio gli incaricò di predicare, lui, ebreo, nella città di Ninive (capitale dell’Assiiria) la parola di Dio che è una parola di distruzione—> la città sarebbe stata rasai suolo perché si è allontanata dalla Legge E’ con l’evento di una chiamata che viene dall’Altro , da un luogo che l’uomo non può governare che si apre la parte biblica dedicata a Giona Giona viene svegliato da un imperativo proveniente dall’Altro "Alzati"— allude ad un risveglio La parola dell’Altro non lascia il soggetto tranquillo nell’amministrazione utilitaristica della propria vita Il principio di piacere viene mosso nella sia omeostasi edonistica La chiamata dell’Altro impone al profeta i suo destino increspando la superficie liscia e ordinata dell’Io Questa chiamata equivale a un incontro che rende discontinuo l’automaton della ripetizione Per Lacan è proprio l’irriducibilità di tychè dell’automaton che dobbiamo situare l’incontro del soggetto con il proprio reale