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Imagery debate risposta sintetica, Appunti di Psicologia Cognitiva

Una possibile risposta alla domanda su Imagery debate

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 27/02/2025

aurora-dantonio
aurora-dantonio 🇮🇹

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IMAGERY DEBATE
Il pensiero è una rappresentazione mentale, che può presentarsi sotto forma di parola o
immagini. Le immagini mentali sono uno dei formati con cui si espleta il pensiero. Si ricorre,
cioè, alla rappresentazione mentale di un oggetto, un evento o un’azione. Scuole di pensiero
differenti hanno espresso interpretazioni differenti circa le immagini mentali, andando a
configurare quello che ha preso il nome, in letteratura, di imagery debate. “Imagery” si riferisce
all’attività di generazione, esplorazione e trasformazione delle immagini mentali, mentre
“debate” indica il dibattito che si è creato intorno ad esso. Le ipotesi maggiormente indagate
sono due, quella proposizionale e quella analogica (o pittorialista).
Secondo la prima, il pensiero viene condotto interamente in formato proposizionale (info
verbali e non verbali), simbolico ed astratto, e il ricorso alle immagini mentali non sarebbe
necessario. Le immagini mentali sono codificate in forma proposizionale piuttosto che fisica.
Principale sostenitore: Pylyshyn. Secondo questo autore l’attività immaginativa non è un
processo cognitivo e tutte le informazioni provenienti dal mondo esterno sono codificate in un
unico formato, quello proposizionale. Questa visione va a negare la funzionalità delle immagini
mentali.
Per la seconda (analogico-computazionale) e i suoi sostenitori Paivio eKosslyn, invece, il
pensiero farebbe costante ricorso alle immagini mentali nella rappresentazione e l’elaborazione
delle informazioni. Nel farlo, secondo Paivio, si avvarrebbe di due codici, uno a codifica verbale,
e uno a codifica figurale (per immagini). I due sistemi, secondo questa teoria, possono
funzionare indipendentemente l’uno dall’altro e anche in parallelo, rappresentando e
organizzando le informazioni secondo diverse strutture di rappresentazione.
Secondo Kosslyn le immagini sono conservate in formato visuale, distribuite su un ipotetico
schermo, chiamato Visual buffer.
Il dibattito, iniziato qualche decennio fa, non vede nessuna delle due posizioni prevalere
sull’altra. A favore e sfavore di entrambe si sono pronunciati molti studiosi. Sicuramente
rappresenta una delle questioni centrali della psicologia cognitiva, da sempre interessata ad
identificare e studiare le modalità di espressione del pensiero, e l’imagery debate ha fornito un
interessante spunto per l’avanzare delle ricerche, in entrambe le direzioni del dibattito.

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IMAGERY DEBATE

Il pensiero è una rappresentazione mentale, che può presentarsi sotto forma di parola o immagini. Le immagini mentali sono uno dei formati con cui si espleta il pensiero. Si ricorre, cioè, alla rappresentazione mentale di un oggetto, un evento o un’azione. Scuole di pensiero differenti hanno espresso interpretazioni differenti circa le immagini mentali, andando a configurare quello che ha preso il nome, in letteratura, di imagery debate. “Imagery” si riferisce all’attività di generazione, esplorazione e trasformazione delle immagini mentali, mentre “debate” indica il dibattito che si è creato intorno ad esso. Le ipotesi maggiormente indagate sono due, quella proposizionale e quella analogica (o pittorialista). Secondo la prima, il pensiero viene condotto interamente in formato proposizionale (info verbali e non verbali), simbolico ed astratto, e il ricorso alle immagini mentali non sarebbe necessario. Le immagini mentali sono codificate in forma proposizionale piuttosto che fisica. Principale sostenitore: Pylyshyn. Secondo questo autore l’attività immaginativa non è un processo cognitivo e tutte le informazioni provenienti dal mondo esterno sono codificate in un unico formato, quello proposizionale. Questa visione va a negare la funzionalità delle immagini mentali. Per la seconda ( analogico-computazionale ) e i suoi sostenitori Paivio e Kosslyn , invece, il pensiero farebbe costante ricorso alle immagini mentali nella rappresentazione e l’elaborazione delle informazioni. Nel farlo, secondo Paivio, si avvarrebbe di due codici, uno a codifica verbale , e uno a codifica figurale (per immagini). I due sistemi, secondo questa teoria, possono funzionare indipendentemente l’uno dall’altro e anche in parallelo, rappresentando e organizzando le informazioni secondo diverse strutture di rappresentazione. Secondo Kosslyn le immagini sono conservate in formato visuale, distribuite su un ipotetico schermo, chiamato Visual buffer. Il dibattito, iniziato qualche decennio fa, non vede nessuna delle due posizioni prevalere sull’altra. A favore e sfavore di entrambe si sono pronunciati molti studiosi. Sicuramente rappresenta una delle questioni centrali della psicologia cognitiva, da sempre interessata ad identificare e studiare le modalità di espressione del pensiero, e l’imagery debate ha fornito un interessante spunto per l’avanzare delle ricerche, in entrambe le direzioni del dibattito.