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Appunti Universitari di Immunologia e Immunopatologia
Tipologia: Appunti
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dal momento che il sistema immunitario è deputato all'integrità dell'organismo pluricellulare, genera una risposta immunitaria contro i tumori che difenda dalla trasformazione e dalla crescita neoplastica?
originariamente la cellula è completamente materiale self, a seguito dell'accumulo di mutazioni vanno incontro ad un processo di trasformazione neoplastica trasformazione tumorale data da modificazioni genetiche e mutazioni che impattano sui meccanismi di controllo del ciclo cellulare e det un ritmo di divisione cellulare incontrollato (ovviamente il sistema immunitario non può prevenire le trasformazioni) sono mutazioni che accelerano la divisione cellulare, aumentando l'espressione e la funzione dei geni codificanti per le proteine che facilitano la divisione cellulare;
tumori indotti da mutazioni geniche
mutazioni a livello del genoma det l'espressione non fisiologica di proteine, di cui possono variare numero, forma e funzione coinvolte nella regolazione del ciclo cellulare e dell'apoptosi infatti molte mutazioni colpiscono randomicamente le cellule, che però solitamente riguardano proteine che non provocano grandi danni (tramite la morte cellulare programmata o i meccanismi di riparo del DNA); invece nel caso delle proteine che regolano la vita e la morte della cellula (geni critici per il ciclo cellulare) si crea il problema della duplicazione incontrollata della cellula (queste mutazioni si verificano nella minoranza dei casi); mutazioni ricorda: in condizioni fisiologiche oncogeni e oncosoppressori codificano che proteine che regolano rispettivamente la vita (ciclo cellulare) e la morte (apoptosi) della cellula gain of function degli oncogeni: det accelerazione del ciclo cellulare (iperproliferazione)
loss of function degli oncosoppressori: det l'inibizione della morte cellulare programmata (iperproliferazione)
infezioni virali in questo caso la cellule tumorale è chiaramente non self in quanto infettata da un virus
EX papilloma virus HPV, episten-barr virus EBV
evidenza di una risposta al tumore con caratteristiche di memoria e specificità
vi è una memoria immunologica antigene-specifica a carico delle cellule T attiva nel prevenire crescita tumorale
esperimento 1 induzione di un tumore in un topo EX induzione chimica sulla pelle di un tumore localizzato
crescita del tumore prelievo chirurgico delle cellule tumorali
trapianto delle cellule tumorali in diversi topi geneticamente identici
effetti topo che aveva già avuto il medesimo tumore: cellule vengono eliminate (inibizione delle cellule tumorali)
topo che non aveva avuto il tumore: tumore attecchisce maggiormente, cellule proliferano dando origine alla massa tumorale
conclusione
nel primo topo l'organismo ha acquisito un qualcosa che lo protegge, l'ipotesi è che abbia sviluppato cellule della memoria esperimento 2
prelievo delle cellule T CD8+ del primo topo nel secondo topo (quindi il secondo topo, che sviluppa il tumore per la prima volta, ora ha sia le cellule tumorali che i linfociti T)
tumore nel secondo topo non cresce conclusione
immunità innata
cellule NK attivate da: ridotta espressione di MHC sulle cellule tumorali = riduzione dei segnali inibitori alle NK NKG 2 (MIC-A e MIC-B espresse su alcuni tumori) CD 16 (FcγR1) = attivazione risposta citotossica anticorpo-mediata attivazione con IL-2/IL-12 = attivazione LAK (lymphokine-activated killers) FasL (ligand)
macrofagi uccisione diretta (da IFNγ a TNF)
adattativa
CTL attivazione:
diretta da TSA o TAA + MHC DC (che presentano cellule tumorali su MHC I oppure II tramite cross- presentazione)
meccanismi sviluppati dal tumore sviluppando resistenza al sistema immunitario l'applicazione di pressione selettiva alla mutazione det lo sviluppo di resistenza e capacità di evasione dall amutazione stessa
sperimentalmente
esperimento 1 inoculazione del tumore in un topo (1/10)
prelievo del tumore e trapianto in un secondo topo
conclusione nel secondo topo il tumore risulta più aggressivo, perché già nel primo topo era andato incontro ad una serie di mutazioni
esperimento 2 inoculazione del tumore in un topo immunodeficiente (RAG KO)
trapianto del tumore in un topo immunocompetente
conclusione
nel secondo topo il tumore risulta meno aggressivo perché nel topo immunodeficiente mancano linfociti T citotossici, quindi non c'è riconoscimento dell'antigene tumore-specifico, quindi il tumore non ha bisogno di mutare e sviluppare resistenza perché il sistema immunitario stesso non è in grado di sviluppare una risposta
invece i topi immunocompetenti, nonostante non abbiamo mai visto il tumore, innescano una risposta meccanismi molecolari
riduzione dell'espressione di co-recettori B 7 = mancanza di co-stimolazione
espressione di ligandi PD-L 1 = legame PD-L 1 con il recettore PD-1 sui linfociti det soppressione
iperproduizone di citochine immunosoppressive (TGF-β, IL-10) = inibizione dei linfociti
secrezione fattore di vascolarizzazione VEGF = vascolarizzazione del tumore e aumento crescita tumorale
riduzione dell'espressione di MHC = riduzione della probabilità di riconoscimento da cellule T riduizione dell'espressione di proteine coinvolte nell'apoptosi (mutazioni loss-of-function) espressione FasL = legame FasL con recettore Fas sui linfociti T e induzione dell'apoptosi