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Imprese e Mercati,Domande a risposta Multipla, Panieri di Economia e Gestione Delle Imprese

Domande a Risposta Multipla di Imprese e Mercati, all'interno trovate tutte le domande a risposta multipla di questo esame dell'anno accademico 2023/2024 del Professore Guido Iannacone. Università telematica E-campus.

Tipologia: Panieri

2022/2023

In vendita dal 02/01/2025

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Imprese e Mercati
Guido Iannacone
Anno 2023/2024 Università Telematica E-Campus
In un mercato di concorrenza perfetta
sono molto numerosi sia i compratori che i venditori
sono molto numerosi solo i venditori
sono numerosi solo i compratori
la numerosità dei compratori dipende dal numero di prodotti perfetti
sostituti disponibili sul mercato
nel lungo periodo le imprese in concorrenza perfetta riescono a
realizzare:
solo un profitto normale
solo un profitto normale
una perdita
un extraprofitto
In un mercato di concorrenza perfetta
i prodotti venduti sono standardizzati
i prodotti venduti sono differenziati
i prodotti venduti sono perfetti complementi
non viene commercializzato un tipo specifico di prodotto
In un mercato di concorrenza perfetta
le imprese hanno come fine ultimo quello della massimizzazione del
profitto
le imprese hanno come fine ultimo quello minimizzazione del profitto
le imprese hanno come fine ultimo quello della convergenza del profitto
nessuna delle precedenti alternative è corretta
in un mercato di concorrenza perfetta:
non esiste asimmetria informativa
esiste asimmetria informativa
l'asimmetria informativa è funzione del prodotto venduto
l'asimmetria informativa a diversi gradi di configurazione
il paradigma SCR è attributo:
alla scuola di Harwad
al pensiero keynesiano
ai classici
ai neoclassici
rientra all'interno della struttura del mercato
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Imprese e Mercati Guido Iannacone Anno 2023/2024 Università Telematica E-Campus In un mercato di concorrenza perfetta  sono molto numerosi sia i compratori che i venditori  sono molto numerosi solo i venditori  sono numerosi solo i compratori  la numerosità dei compratori dipende dal numero di prodotti perfetti sostituti disponibili sul mercato nel lungo periodo le imprese in concorrenza perfetta riescono a realizzare:  solo un profitto normale  solo un profitto normale  una perdita  un extraprofitto In un mercato di concorrenza perfetta  i prodotti venduti sono standardizzati  i prodotti venduti sono differenziati  i prodotti venduti sono perfetti complementi  non viene commercializzato un tipo specifico di prodotto In un mercato di concorrenza perfetta  le imprese hanno come fine ultimo quello della massimizzazione del profitto  le imprese hanno come fine ultimo quello minimizzazione del profitto  le imprese hanno come fine ultimo quello della convergenza del profitto  nessuna delle precedenti alternative è corretta in un mercato di concorrenza perfetta:  non esiste asimmetria informativa  esiste asimmetria informativa  l'asimmetria informativa è funzione del prodotto venduto  l'asimmetria informativa a diversi gradi di configurazione il paradigma SCR è attributo:  alla scuola di Harwad  al pensiero keynesiano  ai classici  ai neoclassici rientra all'interno della struttura del mercato

 la numerosità dei venditori e degli acquirenti  la politica dei prezzi  efficienza economica  equità secondo l'approccio SCR:  i comportamenti delle imprese si modellano sulla struttura di mercato in cui operano  i comportamenti delle imprese si modellano solo in funzione dei risultati economici conseguiti  i comportamenti delle imprese prescindono dalla struttura del mercato  i comportamenti delle imprese prescindono dalle dimensioni del mercato l'approccio SCR  nasce per comprendere la relazione che esiste tra condizioni del mercato e prestazioni realizzate dall’impresa  nasce per comprendere solamente le condizioni del mercato  nasce per comprendere solo le prestazioni delle imprese  nessuna delle precedenti alternative è corretta rientra all'interno della struttura del mercato:  la differenziazione del prodotto  la politica dei prezzi  efficienza economica  equità secondo l'approccio SCR è un indicatore di performance:  il pieno impiego  le barriere all'entrata  la strategia del prodotto  gli investimenti in impianti secondo l'approccio SCR è un indicatore di performance:  l'equità  la politica dei prezzi  la strategia del prodotto  la diversificazione produttiva la scuola di Chicago sostiene che:  il potere di mercato derivante dallo sfruttamento di posizioni monopolistiche è solo temporaneo  il potere di mercato derivante dallo sfruttamento di posizioni monopolistiche è duraturo  il potere di mercato derivante dallo sfruttamento di posizioni monopolistiche è prima temporaneo e poi duraturo

in un mercato di concorrenza perfetta:  i prodotti venduti sono standardizzati  i prodotti venduti sono differenziati  i prodotti venduti sono perfetti complementi  non viene commercializzato un tipo specifico di prodotto l'impresa che opera in un mercato di concorrenza perfetta si confronta con:  una domanda perfettamente elastica  una domanda analestica  una domanda a tratti analestica  nessuna delle precedenti alternative è corretta le imprese che operano in un mercato concorrenziale nel breve periodo possono:  realizzare un profitto o una perdita  realizzare un profitto  realizzare una perdita  nessuna delle precedenti alternative è corretta in un mercato di concorrenza perfetta nel breve periodo la curva di domanda individuale dell'impresa è:  uguale alla curva di ricavo marginale  uguale alla curva di costo marginale  uguale alla curva di costo medio totale  uguale alla curva di costo medio variabile nel mercato di concorrenza perfetta gli operatori sono:  price teker  price maker  price maker o price taker in funzione del prodotto venduto  price maker o price taker in funzione del prodotto venduto nel mercato di concorrenza perfetta, al prezzo determinato dal mercato:  non esiste eccesso di offerta e di domanda  non esiste eccessi di offerta ma esiste eccesso di domanda  non esiste eccesso di domanda ma esiste eccesso di offerta  è impossibile raggiungere l'equilibrio tra domanda e offerta in un mercato di monopolio:  è presente un unico venditore e molti compratori  sono presenti molti venditori e molti compratori  sono presenti molti venditori e un unico compratore

 nessuna delle precedenti alternative è corretta in un mercato di monopolio:  funzione di domanda dell'impresa e del mercato coincidono  la funzione di domanda dell'impresa non coincide con quella di mercato  la funzione di domanda del mercato non coincide con quella dell'impresa  nessuna delle precedenti alternative è corretta in un mercato di monopolio:  esistono notevoli barriere all'entrata  non sono presenti barriere all'entrata  le barriere all'entrata possono essere superate  nessuna delle precedenti alternative è corretta in un mercato di monopolio:  il bene fornito è unico e senza sostituti  il bene fornito è complementare  il bene fornito è sostituibile  il bene fornito è omogeneo il monopolista:  entrambe le risposte  può decidere il prezzo al quale vendere il bene fornito  è price maker  nessuna delle precedenti alternative è corretta in un mercato di concorrenza monopolista:  non esistono barriere all'ingresso e all'uscita dal mercato  le barriere all'entrata sono insormontabili  le barriere all'entrata possono essere superate  le barriere in uscite sono alte in un mercato di concorrenza monopolista:  entrambe le risposte  non esistono barriere all'ingresso  non esistono barriere in uscita  nessuna delle precedenti alternative è corretta in un mercato di concorrenza monopolista:  i beni offerti sono differenziati  i beni offerti sono complementare  i beni offerti sono omogenei  i beni offerti sono caratterizzati da diversi gradi di omogeneità

 nel lungo periodo ogni impresa produce un output maggiore o minore a quello registrato nel breve periodo secondo la visione di Simon l'impresa è:  uno strumento per la realizzazione degli obiettivi, governata da soggetti che esprimono interessi diversi, anche conflittuali  uno mezzo per la realizzazione degli obiettivi, governata da soggetti che esprimono interessi uguali e non conflittuali  uno strumento per la realizzazione degli obiettivi, governata da soggetti che esprimono interessi uguali e non conflittuali  uno strumento per la realizzazione degli obiettivi libera da soggetti che governano all'interno dell'impresa la risoluzione dei conflitti si ottiene attraverso:  compensazioni finanziarie  il dialogo  la diversificazione produttiva  la politica dei prezzi all'interno di una coalizione i membri attivi:  partecipano all'assunzione delle decisioni in quanto finalizzate al raggiungimento degli obiettivi  non partecipano all'assunzione delle decisioni in quanto finalizzate al raggiungimento degli obiettivi  non partecipano all'assunzione delle decisioni  rinunciano ad un ruolo attivo in cambio di benefici monetari all'interno di una coalizione i membri passivi:  rinunciano ad un ruolo attivo in cambio di benefici monetari  anche a fronte di benefici monetari non rinunciano al loro ruolo attivo  sono trattati come i membri attivi  partecipano all'assunzione delle decisioni in quanto finalizzate al raggiungimento degli obiettivi In un mercato di concorrenza perfetta  sono molto numerosi sia i compratori che i venditori  sono molto numerosi solo i venditori  sono numerosi solo i compratori  la numerosità dei compratori dipende dal numero di prodotti perfetti sostituti disponibili sul mercato nel lungo periodo le imprese in concorrenza perfetta riescono a realizzare:  solo un profitto normale  solo un profitto normale

 una perdita  un extraprofitto In un mercato di concorrenza perfetta  i prodotti venduti sono standardizzati  i prodotti venduti sono differenziati  i prodotti venduti sono perfetti complementi  non viene commercializzato un tipo specifico di prodotto In un mercato di concorrenza perfetta  le imprese hanno come fine ultimo quello della massimizzazione del profitto  le imprese hanno come fine ultimo quello minimizzazione del profitto  le imprese hanno come fine ultimo quello della convergenza del profitto  nessuna delle precedenti alternative è corretta in un mercato di concorrenza perfetta:  non esiste asimmetria informativa  esiste asimmetria informativa  l'asimmetria informativa è funzione del prodotto venduto  l'asimmetria informativa a diversi gradi di configurazione i contratti risultano complessi da comporre a causa:  di razionalità limitata e opportunismo  di razionalità illimitata e opportunismo  di razionalità illimitata e alti livelli di coerenza  di razionalità limitata da un lato e lealtà dall'altro Coase sostiene:  che alcune transazioni tra gli attori economici avvengano nel mercato e alcune all'interno dell'impresa  che le transazioni tra gli attori economici avvengano solo sul mercato  che le transazioni avvengano solo all'interno dell'impresa  che le transazioni tra gli attori economici avvengano solo all'interno dell'impresa secondo Coase l'assetto dell'impresa è definito sulla base:  dei contratti che essa stipula  in funzione della corporate governance  in relazione al numero di manager che in essa operano  sulla base del bene prodotto conviene ricorrere al mercato :

 entrambe le risposte sono corrette  analizzano le interazioni  non considerano la dinamicità del processo produttivo  nessuna delle precedenti risposte in oligopolio, l'interdipendenza strategica:  obbliga le imprese presenti sul mercato ad effettuare le scelte strategiche sulla base delle aspettative di reazione delle concorrenti  non permette alle imprese presenti sul mercato ad effettuare le scelte strategiche sulla base delle aspettative di reazione delle concorrenti  da la possibilità alle imprese presenti sul mercato di non effettuare le scelte strategiche sulla base delle aspettative di reazione delle concorrenti  permette alle imprese presenti sul mercato ad effettuare le scelte strategiche sulla base delle aspettative di reazione delle concorrenti l'oligopolio può essere:  entrambe le risposte sono corrette  cooperativo  non cooperativo  nessuna delle precedenti risposte nel caso di oligopolio non cooperativo:  le imprese pur consapevoli dell'interdipendenza, non sono in grado di assumere decisioni in modo indipendente, senza cercare accordi più o meno palesi  le imprese pur consapevoli dell'interdipendenza, assumo decisioni in modo indipendente, senza cercare accordi più o meno palesi  le imprese non sono interdipendenti e non assumo decisioni in modo indipendente  le imprese pur consapevoli dell'interdipendenza, assumo decisioni collettive in oligopolio, visto che le imprese presenti sul mercato sono poche:  esiste una forte interdipendenza strategica  non esiste interdipendenza strategica  esiste un livello minimo di interdipendenza strategica  nessuna delle precedenti risposte nel modello di Cournot quante imprese sono presenti sul mercato?  2 imprese  3 imprese  una sola impresa di grandi dimensioni  3 imprese, un di grandi dimensioni alla quale fa capo una di grandi dimensioni

nel modello di Cournot le imprese si confrontano con:  un costo marginale nullo  con un ricavo marginale crescente  un costo marginale decrescente  con un costo a tratti crescente e a tratti decrescente nel modello di Cournot le imprese:  decidono in modo simultaneo le proprie strategie  non hanno bisogno di decidere strategie dato il mercato oligopolistico  solo delle volte decidono le proprie strategie  nessuna delle precedenti alternative è corretta il modello di Cournot:  entrambe le risposte sono corrette  presenta una forma specifica di oligopolio  in cui sono presenti solo due imprese  che si confrontano con un costo marginale nullo nel modello di Cournot, individuiamo una sequenza di azioni dove:  tutte vere  l'impresa A, che si trova inizialmente in una posizione di monopolio, fissa il prezzo, determinando così la quantità, in corrispondenza dell'uguaglianza tra costo e ricavo marginale  l'impresa concorrente B entra nel mercato potendo servire la parte di domanda non soddisfatta da A. L'ingresso di questa seconda impresa sul mercato provoca un abbassamento del prezzo  l'impresa A correggerà le sue azioni e al termine dei diversi aggiustamento l'industria convergerà all'equilibrio. il modello di Stackelberg:  tutte vere  è un modello leder-follower  è un modello in cui il primo sceglie la quantità da produrre, che non potrà essere più cambiata  è un modello in cui il follower sceglie dopo aver osservato le mosse del leader il modello di Stackelberg:  si fonda sull'ipotesi che solo una delle imprese in gioco consideri le reazioni del concorrente, a fronte dell'immobilità dell'altra  si fonda sull'ipotesi che due imprese considerano le reazioni del concorrente

 tutte vere  la competizione sul prezzo sembra costringere le imprese a ridurre continuamente il prezzo di vendita  il prezzo di vendita viene ridotto fino ad un valore pari al costo marginale  tutte false nel modello di Bertrand:  la competizione sul prezzo sembra costringere le imprese a ridurre continuamente il prezzo di vendita  la competizione sul prezzo non si ripercuote sul business  la competizione sul prezzo sembra costringere le imprese a ridurre continuamente le quantità vendute  nessuna delle precedenti risposte nel modello di Bertrand:  l'impresa si preoccupa di fissare il prezzo di vendita, senza che ciò comporti cambiamenti di strategia da parte dei concorrenti  l'impresa non fissare il prezzo di vendita perché ciò non comporta cambiamenti di strategia da parte dei concorrenti  l'impresa si preoccupa di fissare il prezzo di vendita ma questo comporta cambiamenti di strategia da parte dei concorrenti  nessuna delle precedenti alternative è corretta l'instabilità dell'equilibrio del modello di Edgeworth è data dal fatto:  che le imprese sono tentate di alzare il prezzo senza perdere tutti i clienti  che le imprese sono tentate di diminuire il prezzo per trovare nuovi clienti  che le imprese non si interessano ai prezzi  nessuna delle precedenti alternative è corretta nel modello di Edgeworth:  tutte vere  nel caso di prezzi particolarmente bassi, questa limitazione impedisce di soddisfare l'intero mercato riducendo ulteriormente il prezzo  una volta raggiunto l'equilibrio, questo è particolarmente instabile  tutte false nei modelli di leadership di prezzo si assume l'esistenza di un'impresa dominante:  che pratica azioni molto aggressive  che grazie al suo potere non agisce sul mercato  che non pratica azioni aggressive ma supporta le imprese emergenti  nessuna delle precedenti risposte nei modelli di leadership di prezzo:

 le imprese follower si confrontano con una funzione di domanda perfettamente elastica in corrispondenza del prezzo deciso dal leader.  le imprese follower si confrontano con una funzione di domanda anelastica in corrispondenza del prezzo deciso dal leader.  le imprese follower si confrontano con una funzione di domanda poco elastica in corrispondenza del prezzo deciso dal leader.  le imprese follower si confrontano con una funzione di domanda infinitamente elastica in corrispondenza del prezzo deciso dal leader. nel modello di Edgeworth:  si introduce un vincolo di capacità produttiva  si introduce un tetto massimo di prezzo  possono essere introdotti sia vincoli sul prezzo che sulla capacità produttiva  nessuna delle precedenti risposte Il cartello è una forma di collusione esplicita mirata ad eliminare o mitigare l’incertezza :  della concorrenza oligopolistica  della concorrenza monopolistica  della concorrenza perfetta  di qualsiasi tipo di concorrenza Il cartello è una forma di collusione:  esplicita  implicita  esplicita o implicita  nessuna delle precedenti risposte in materia di cartello:  si confronta un atteggiamento comune di contrasto normativo in quasi tutti i paesi del mondo  si confronta un atteggiamento diverso di contrasto normativo in quasi tutti i paesi del mondo  non si deriva nulla a livello normativo  nessuna delle precedenti alternative è corretta Il cartello è:  tutte vere  una forma di collusione esplicita  mirato ad eliminare o mitigare l’incertezza della concorrenza oligopolistica  tutte false il cartello è una delle forme più comuni di collusione:

 nelle industrie dove sono presenti poche imprese  dove è più̀ semplice stabilire legami e decidere di colludere  tutte false la collusione è più semplice:  nelle industrie dove sono presenti poche imprese  nelle industrie dove sono presenti molte imprese di grandi dimensioni  il grado di semplicità della collusione non dipende dal numero delle imprese  nessuna delle precedenti alternative è corretta nella collusione:  dato il numero ristretto di soggetti presenti, gli accordi hanno effetti rilevanti sull'equilibrio  dato il numero ampio di soggetti presenti, gli accordi hanno effetti rilevanti sull'equilibrio  dato il numero ristretto di soggetti presenti, gli accordi non hanno effetti rilevanti sull'equilibrio  è impossibile andare a calcolare il numero di soggetti presenti e gli accordi non hanno effetti rilevanti sull'equilibrio l'elemento che spinge verso la collusione:  è la relativa omogeneità̀ del prodotto, che provoca assoluta indifferenza , per il consumatore, nella scelta del soggetto da cui acquistare.  è la differenziazione del prodotto, che provoca nel consumatore differenti livelli di scelta  è la relativa omogeneità̀ del prodotto, che non provoca assoluta indifferenza , per il consumatore, nella scelta del soggetto da cui acquistare.  nessuna delle precedenti risposte il cartello si forma:  tutte vere  quando nell'industria le imprese hanno produzioni omogenee  quando nell'industria le imprese hanno strutture di costo simili  quando nell'industria le imprese sono molto concentrate secondo l'approccio SCR è un indicatore di performance:  il pieno impiego  le barriere all'entrata  la strategia del prodotto  gli investimenti in impianti secondo l'approccio SCR è un indicatore di performance:  l'equità

 la politica dei prezzi  la strategia del prodotto  la diversificazione produttiva la scuola di Chicago sostiene che:  il potere di mercato derivante dallo sfruttamento di posizioni monopolistiche è solo temporaneo  il potere di mercato derivante dallo sfruttamento di posizioni monopolistiche è duraturo  il potere di mercato derivante dallo sfruttamento di posizioni monopolistiche è prima temporaneo e poi duraturo  nessuna delle precedenti alternative è corretta il modello Dasgupta-Stiglitz critica l’esistenza dei nessi unidirezionali mostrati dal paradigma SCR  VERO  FALSO  VERO SOLO SU ALCUNE FORME DI MERCATO  SEMPRE FALSO La scuola di Chicago ritiene che il mercato sia un contesto dinamico dove gli extra-profitti realizzati sono dovuti ad efficienza e/o innovazione e creatività̀, e non a posizioni di rendita. Proprio per questo motivo un eventuale intervento dello Stato nel mercato determina solo inefficienze.  VERO  FALSO  VERO SOLO SU ALCUNE FORME DI MERCATO  SEMPRE FALSO secondo Williamson la possibilità di colludere dipenda da:  tutte vere  capacità di predisporre contratti chiari e completi  incertezza e variabilità̀ ambientale  controllo sul cartello secondo Williamson la possibilità di colludere dipenda da:  tutte vere  sanzioni  incertezza e variabilità̀ ambientale  capacità di predisporre contratti chiari e completi L’osservazione della realtà̀ ci mostra:  una forte instabilità dei cartelli e pochi casi di successo di questo tipo di accordo.

 il problema di massimizzazione del profitto dell'industria è identico a quello della concorrenza perfetta  il problema di massimizzazione del profitto dell'industria è identico a quello del duopolio di Cournot  il problema di massimizzazione del profitto dell'industria è identico a quello della concorrenza monopolista in una configurazione collusiva:  la minimizzazione del costo totale si ottiene suddividendo la produzione totale tra le imprese aderenti al cartello in modo che i costi marginali di ogni impresa si eguaglino  la massimizzazione del costo totale si ottiene suddividendo la produzione totale tra le imprese aderenti al cartello in modo che i costi marginali di ogni impresa si eguaglino  la minimizzazione del costo totale si ottiene suddividendo la produzione minima tra le imprese aderenti al cartello in modo che i costi marginali di ogni impresa si eguaglino  la minimizzazione del costo totale si ottiene suddividendo la produzione totale tra le imprese aderenti al cartello in modo che i costi medi di ogni impresa si eguaglino Un settore produttivo si definisce sulla base:  tutte vere  del numero di imprese presenti, sulle dimensioni di queste  sulle barriere all’entrata esistenti  sul grado di differenziazione del prodotto. Appartengono ad un medesimo settore produttivo :  tutti i prodotti che soddisfano uno stesso bisogno.  tutti i beni, prodotti con le medesime materie prime che soddisfano uno stesso bisogno.  prodotti solo omogenei  prodotti altamente differenziati La sostituibilità̀ è misurata:  attraverso l’elasticità̀ incrociata della domanda.  attraverso l’elasticità̀ incrociata del reddito  attraverso l’elasticità̀ della domanda.  attraverso l'elasticità del prezzo Ad elevati valori di elasticità̀ incrociata:  corrispondono beni strettamente sostituti.  corrispondono beni omogenei  corrispondono beni complementari  corrispondono tutte le tipologie di beni

il grado di concentrazione di mercato è spesso misurato attraverso il test:  SSNIP  INDIPENDENZA  SUI SISTEMI ECONOMICI  nessuna delle precedenti risposte quando si parla di concentrazione settoriale si fa riferimento:  tutte vere  alla popolosità di una determinata industria  ad un'industria situata in un'area geografica definita  tutte false il rapporto di concentrazione:  presenta il limite di non tener conto della numerosità degli operatori e della distribuzione dimensionale delle imprese considerate  presenta il limite di non tener conto della numerosità degli operatori ma solo della distribuzione dimensionale delle imprese considerate  presenta il limite di non tener conto della distribuzione dimensionale delle imprese considerate ma solo della numerosità degli operatori  non presenta limiti l'indice HH:  si basa sulla somma dei quadrati delle quote di mercato di tutte le imprese di un settore  si basa sul rapporto dei quadrati delle quote di mercato di tutte le imprese di un settore  si basa sulla differenza dei quadrati delle quote di mercato di tutte le imprese di un settore  si basa sul prodotto dei quadrati delle quote di mercato di tutte le imprese di un settore il coefficiente di entropia:  è una ponderazione sulla base delle quote di mercato dell'impresa  è una ponderazione sulla base delle quantità prodotte dalle imprese  è una ponderazione sulla base del rapporto tra quote di mercato e quantità prodotte dall'impresa  è la ponderazione dei quadrati delle somme delle quote di mercato di un'impresa la curva di Lorenz:  mostra graficamente la dimensione delle imprese presenti nell'industria  mostra graficamente il numero delle imprese presenti nell'industria  mostra graficamente le quantità prodotte da un'impresa  mostra graficamente i vari livelli di prezzo delle imprese