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Inchiesta, Sondaggi e Questionari, Sintesi del corso di Metodologia Delle Scienze Sociali

Metodologia della ricerca sociale, con prof.ssa Amaturo

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 23/09/2019

mariacarandente010697
mariacarandente010697 🇮🇹

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INCHIESTA,SONDAGGI E QUESTIONARI
(LEZIONE 9)
Unità 1: Inchiesta campionaria e sondaggio
(video)
Le tecniche intrusive nella ricerca sociale
In precedenza abbiamo fatto riferimento alle tecniche di ricerca non intrusive, ovvero tecniche che nel recuperare dati
per rispondere agli obiettivi di ricerca iniziali e finalizzate alla costruzione della nostra base empirica non intrudono
direttamente nella vita dei soggetti indagati. In questa unità saranno, invece, presentate le tecniche intrusive nella ricerca
sociale nell’ambito dell’approccio standard.
Si tratta di tecniche che si affidano all’interrogazione diretta dei soggetti che costituiscono il nostro oggetto di
studio, intrudendo nella loro quotidianità per interrogarle sulle questioni che riteniamo rilevanti ai fini della nostra
indagine. Tale modalità di costruzione della base empirica è comune, però, sia all’approccio standard che a quello non
standard.
Le tecniche intrusive nella ricerca sociale/2
Ciò che differenzia gli stili resta ancora il grado di formalizzazione della procedura e di strutturazione degli strumenti di
rilevazione. Se nell’approccio non standard o qualitativo l’obiettivo della tecnica dell’intervista è quello di comprendere le
motivazioni dell’agire umano e le interpretazioni della realtà, l’interrogazione nell’approccio standard si prefigge lo scopo
di costruire variabili da inserire in una matrice dei dati, per risalire, attraverso l’analisi delle loro relazioni, a possibili
generalizzazioni.
Questa particolarità fa sì che grande interesse sia rivolto alle tecniche e agli strumenti di interrogazione (il questionario)
e alle modalità di selezione dei soggetti da interrogare (campionamento). Se lo scopo è quello di formulare
generalizzazioni è necessario garantirsi che gli individui effettivamente ascoltati rappresentino adeguatamente la
popolazione oggetto di studio. Pertanto, quando si fa riferimento all’interno dell’approccio standard all’interrogazione, più
comunemente, ci si riferisce all’inchiesta campionaria o survey.
Inchiesta campionaria o survey: una definizione
L’inchiesta campionaria è uno tra i modi di fare ricerca sociale più diffuso nell’approccio standard che consiste nel:
rilevare informazioni interrogando;
gli stessi individui oggetto della ricerca;
appartenenti ad un campione rappresentativo;
mediante una procedura standardizzata di interrogazione;
allo scopo di studiare le relazioni esistenti tra le variabili.
Inchiesta campionaria o survey
Un tale grado di strutturazione porta con sé inevitabili implicazioni:
1. L’unità d’analisi è sempre l’individuo.
2. Si usano tecniche di campionamento di tipo statistico per ridurre tempi e costi dell’interrogazione.
3. Vi è invarianza dello stimolo vale a dire che tutti i soggetti dovranno rispondere alle stesse domande
formulate nello stesso modo e nella stessa sequenza al fine di rendere comparabili le risposte. Tuttavia un
problema di fondo resta e attiene all’affidabilità del comportamento verbale. Infatti restano aperte le questioni
della comprensione effettiva dell’intervistato rispetto alle nostre domande e il fatto che la sua risposta possa
discostarsi, consapevolmente o inconsapevolmente, dallo suo stato effettivo sulla proprietà che stiamo
indagando.
4. Viene effettuata un analisi delle relazioni esistenti tra le variabili. Ciò significa che la survey origina da una
precisa impostazione teorica, e questa caratteristica segna il confine tra inchiesta e sondaggio, la cui finalità,
come vedremo in seguito, è l’esplorazione o la descrizione di un fenomeno più che l’approfondimento delle
relazioni causali che generano tale fenomeno.
Il sondaggio d’opinione
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Scarica Inchiesta, Sondaggi e Questionari e più Sintesi del corso in PDF di Metodologia Delle Scienze Sociali solo su Docsity!

INCHIESTA,SONDAGGI E QUESTIONARI

(LEZIONE 9)

Unità 1: Inchiesta campionaria e sondaggio

(video)

Le tecniche intrusive nella ricerca sociale

In precedenza abbiamo fatto riferimento alle tecniche di ricerca non intrusive, ovvero tecniche che nel recuperare dati per rispondere agli obiettivi di ricerca iniziali e finalizzate alla costruzione della nostra base empirica non intrudono direttamente nella vita dei soggetti indagati. In questa unità saranno, invece, presentate le tecniche intrusive nella ricerca sociale nell’ambito dell’approccio standard. Si tratta di tecniche che si affidano all’interrogazione diretta dei soggetti che costituiscono il nostro oggetto di studio, intrudendo nella loro quotidianità per interrogarle sulle questioni che riteniamo rilevanti ai fini della nostra indagine. Tale modalità di costruzione della base empirica è comune, però, sia all’approccio standard che a quello non standard.

Le tecniche intrusive nella ricerca sociale/

Ciò che differenzia gli stili resta ancora il grado di formalizzazione della procedura e di strutturazione degli strumenti di rilevazione. Se nell’approccio non standard o qualitativo l’obiettivo della tecnica dell’intervista è quello di comprendere le motivazioni dell’agire umano e le interpretazioni della realtà, l’interrogazione nell’approccio standard si prefigge lo scopo di costruire variabili da inserire in una matrice dei dati, per risalire, attraverso l’analisi delle loro relazioni, a possibili generalizzazioni. Questa particolarità fa sì che grande interesse sia rivolto alle tecniche e agli strumenti di interrogazione (il questionario) e alle modalità di selezione dei soggetti da interrogare (campionamento). Se lo scopo è quello di formulare generalizzazioni è necessario garantirsi che gli individui effettivamente ascoltati rappresentino adeguatamente la popolazione oggetto di studio. Pertanto, quando si fa riferimento all’interno dell’approccio standard all’interrogazione, più comunemente, ci si riferisce all’inchiesta campionaria o survey.

Inchiesta campionaria o survey: una definizione

L’ inchiesta campionaria è uno tra i modi di fare ricerca sociale più diffuso nell’approccio standard che consiste nel:

  • rilevare informazioni interrogando;
  • gli stessi individui oggetto della ricerca;
  • appartenenti ad un campione rappresentativo;
  • mediante una procedura standardizzata di interrogazione;
  • allo scopo di studiare le relazioni esistenti tra le variabili.

Inchiesta campionaria o survey

Un tale grado di strutturazione porta con sé inevitabili implicazioni :

1. L’unità d’analisi è sempre l’individuo.

2. Si usano tecniche di campionamento di tipo statistico per ridurre tempi e costi dell’interrogazione.

3. Vi è invarianza dello stimolo vale a dire che tutti i soggetti dovranno rispondere alle stesse domande

formulate nello stesso modo e nella stessa sequenza al fine di rendere comparabili le risposte. Tuttavia un problema di fondo resta e attiene all’ affidabilità del comportamento verbale. Infatti restano aperte le questioni della comprensione effettiva dell’intervistato rispetto alle nostre domande e il fatto che la sua risposta possa discostarsi, consapevolmente o inconsapevolmente, dallo suo stato effettivo sulla proprietà che stiamo indagando.

4. Viene effettuata un analisi delle relazioni esistenti tra le variabili. Ciò significa che la survey origina da una

precisa impostazione teorica, e questa caratteristica segna il confine tra inchiesta e sondaggio, la cui finalità, come vedremo in seguito, è l’esplorazione o la descrizione di un fenomeno più che l’approfondimento delle relazioni causali che generano tale fenomeno.

Il sondaggio d’opinione

Il termine sondaggio deriva dal francese sondage che a sua volta deriva dalla parola sonde ovvero sonda, ma anche dallo spagnolo sondar, sincope del verbo latino sub-undare e indica quell’azione di ricerca compiuta per mezzo di strumenti e dispositivi utilizzati per fare emergere ciò che non è osservabile in superfice. Nell’ambito della ricerca sociale il termine è utilizzato in senso figurativo per indicare un’esplorazione compiuta per indagare ciò che non appare direttamente, come ad esempio un atteggiamento, un pensiero o un opinione, che per poter essere esplorato necessita di stimoli precisi. I primi sondaggi si fanno risalire all’epoca vittoriana in Gran Bretagna, e finalizzati a indagare la qualità della vita degli abitanti delle città britanniche. Questi si sono poi ampiamente diffusi prima negli Stati Uniti e poi in Europa soprattutto nel campo della politica e del marketing con il diffondersi dei concetti di pubblico e consumo di massa.

Tipi di sondaggi A seconda delle finalità che si pone, il sondaggio può essere:

1. Conoscitivo : ha come obiettivo lo studio dettagliato di certe tematiche individuate in frammenti di realtà ben

precisi e delineati (ad esempio un sondaggio sull’opinione dei giovani rispetto alla politica).

2. Previsivo : ha lo scopo di prevedere gli sviluppi futuri di un fenomeno (ad esempio, sempre in campo elettorale,

si può fare riferimento ai sondaggi sulle intenzioni di voto).

3. Deliberativo : è più una tecnica che un tipo specifico e si colloca a metà tra l’esperimento e la costruzione

dell’opinione pubblica. L’obiettivo principale di un sondaggio deliberativo è quello di creare un’opinione pubblica informata e capace di deliberare consapevolmente su questioni politiche. Prevede venga estratto un campione casuale sottoposto poi ad un sondaggio riguardante uno specifico tema politico; i soggetti sono poi invitati a discutere periodicamente della medesima questione suddivisi in piccoli gruppi e coordinati da un moderatore. Le conclusioni registrate di volta in volta vengono confrontate con le opinioni di esperti del settore o di leader politici. Sulla base di questi confronti, il campione sondato mette a punto una deliberazione comune sul tema sotto ripresa televisiva. In ultima istanza viene effettuata un’ulteriore rilevazione delle opinioni tramite sondaggio per capire come siano mutate queste ultime.

Differenze con l’inchiesta e pseudo-sondaggi Fino al 1980 il termine sondaggio è stato impropriamente accostato a quello di survey per la comunanza tra queste due tecniche di fondarsi su alcuni elementi di base come:

  • (^) il ricorso al campionamento;
  • l’impiego di domande poste oralmente;
  • la standardizzazione delle domande e delle risposte;
  • l’inserimento di queste in matrice dei dati;
  • (^) la produzione di misure quantitative;
  • il ricorso ad analisi statistica.

Solo di recente si è sentita l’esigenza di chiarire bene cosa si intende con il termine sondaggio a causa della crescente diffusione di quelli che sono stati definiti pseudo-sondaggi in conseguenza dello sviluppo delle nuove tecnologie. Di fatti, molto spesso, vengono spacciati per sondaggi quelle rilevazioni d’opinioni in cui è il rispondente ad autocandidarsi come tale. Esempio ne sono i numerosi presunti sondaggi lanciati durante dibattiti nelle trasmissioni televisive ai quali rispondere inviando un sms.

Le caratteristiche degli pseudo-sondaggi In questi i rispondenti non vengono selezionati secondo procedimenti campionari, pertanto non rappresentano la totalità dei cittadini italiani ai quali sono rivolti, ma solo una limitata parte degli spettatori di quella determinata trasmissione che condividono almeno quattro elementi comuni:

  • l’aver visto quella trasmissione;
  • l’essere particolarmente attenti al tema oggetto d’indagine;
  • l’essere capaci di inviare sms;
  • l’avere credito sul telefonino. Questo inficia enormemente i risultati raccolti, ed essi non possono in alcun modo essere riferiti all’intera popolazione: ad esempio non potremmo mai attribuire a tutti gli italiani le opinioni politiche di un particolare gruppo di rispondenti auto-selezionatisi.

Regolamentazione in merito a sondaggi Proprio per ovviare ad un tale uso smodato e scientificamente poco corretto, come anticipato, è stato emanato un regolamento che disciplina il settore dei sondaggi e prescrive le direttive metodologiche da seguire per la loro realizzazione.

permette di ricorrere a dei codici alfanumerici per identificare le risposte in modo da facilitare l’immissione in matrice e l’analisi dei dati.

  • (^) Domande aperte : sono quelle che non prevedono risposte pre-codificate e alle quali l’intervistato può rispondere liberamente. Si ricorre a questo tipo di domande quando non si vuole o non si può classificare a monte in una serie di alternative pre-codificate le possibili risposte, perché non si conoscono approfonditamente le possibili alternative o perché si vogliono cogliere sfumature soggettive. Per rendere comparabili i risultati raccolti, le risposte verranno chiuse in una fase successiva e dunque codificate ex-post. Per rispondere a questo tipo di domande è richiesta maggiore riflessività al soggetto e per tanto esse ben si prestano anche alla rilevazione di questioni particolarmente sensibili e delicate, ed è frequente che siano poste tra le domande finali del questionario.

Tipi di domande

  • Domande semi-aperte : si hanno quando ad una classificazione prestabilita si aggiunge in coda la categoria residuale "altro", chiedendo all’intervistato di specificare. Sono funzionali al fine di agevolare il soggetto qualora non si riconosca in nessuna delle alternative di risposta presentate.
  • Domande in batterie che compongono una scala: solitamente utilizzate per la rilevazione di opinioni e atteggiamenti, richiedono maggiore impegno cognitivo e capacità di collocazione del soggetto rispetto ai continua indagati.

La successione delle domande Molto importante è l’ordine in cui le domande vengono poste. Come prime si tende a posizionare le domande socio- anagrafiche di base, ossia tutte quelle informazioni che vengono rilevate in ogni genere di ricerca, indipendentemente dal tema oggetto d’analisi e dagli scopi della ricerca stessa (ad esempio il genere, l’età, il titolo di studio, l’occupazione). Trattandosi di questioni poco delicate, l’intervistato sa esprimere velocemente il proprio stato sulla proprietà indagata. Tale stratagemma è utile anche al fine di creare un clima disteso e rilassato che consenta di affrontare anche altri tipi di argomenti. Le questioni delicate vengono generalmente toccate verso la fine del questionario, questo al fine di evitare di compromettere la compilazione dell’intero questionario andando a toccare l’emotività di chi ci risponde. L’unico rischio è di non ottenere risposte a tali quesiti poiché richiedono maggiore rilessione e tempi più lunghi di risposta. Schema d’ordine tipico seguito nella redazione di un questionario.

La formulazione delle domande Esistono vari tipi di informazione che con un questionario ci si propone di rilevare. È fondamentale che le domande seguano un ordine logico per argomentazioni toccate e non impongano al nostro intervistato salti di continuità tra un argomento e l’altro. Nella formulazione delle domande, inoltre, andrebbero sempre tenuti in considerazione alcuni spunti che aiutano a limitare distorsioni e aumentano di conseguenza l’attendibilità del nostro strumento di rilevazione. Nelle slide successive si darà spazio alla discussione delle distorsioni più comuni nelle quali si può incorrere quando si lavora con i questionari; prima però di addentrarci in questa discussione è bene precisare che per la complessità del processo di costruzione di un questionario e per la sensibilità e delicatezza richieste oltre la competenza tecnica e pratica, è buona norma, una volta messo a punto lo strumento, che esso sia sottoposto ad un pre-test. Si tratta di una sorta di collaudo, sia dello strumento di rilevazione, sia delle modalità di rilevazione, che consiste nella somministrazione da parte del ricercatore di una prima versione del questionario, o di una parte di esso, per comprendere se le domande sono ben formulate e correttamente comprese, se il ventaglio previsto di risposte risulta esaustivo e se ci sono degli aspetti e delle situazioni che non sono stati considerati nella messa a punto dello strumento. Questo pre-test solitamente viene effettuato su un piccolo sotto-campione, appartenente alla popolazione oggetto di indagine, estratto esattamente con le stesse procedure con le quali verrà poi estratto il campione dell’intera indagine, per consentire una comparazione diretta sugli effetti dello strumento di rilevazione sulla popolazione realmente oggetto d’analisi, ma anche per l’eventuale utilizzo dei dati raccolti in pre-test tra i dati effettivi della ricerca.

Distorsioni Come anticipato, l’ unità d’analisi principale delle procedure intrusive di rilevazione è l’individuo. Proprio per questa caratteristica ci sono alcune regole ben precise che è necessario seguire per limitare le possibili distorsioni che si possono verificare intervistando un individuo. Le distorsioni riscontrabili possono intervenire in diverse fasi del processo di costruzione e somministrazione dello strumento. In particolare si possono distinguere:

1. Distorsioni tipicamente imputabili al soggetto;

2. Distorsioni tipicamente imputabili alla struttura del questionario;

3. Distorsioni tipicamente imputabili alla presenza del ricercatore.

Distorsioni imputabili al soggetto Sono distorsioni tipicamente imputabili al soggetto:

  • La stanchezza , che può riguardare sia l’intervistato che lo stesso intervistatore;
  • La difficoltà di comprensione , che può essere imputabile al livello culturale di chi risponde (di cui il ricercatore dovrebbe tenere conto durante la costruzione del questionario), ma talvolta anche alla stessa struttura del questionario (come si vedrà nella slide successiva);
  • La resistenza verso alcuni argomenti , generalmente argomenti intimi di estrema sensibilità a cui può essere difficile che l’intervistato voglia rispondere in maniera sincera;
  • L’ effetto memoria , che può sussistere quando è l’intervistatore a leggere la domanda e le alternative di risposta. Se le domande e le alternative sono molto lunghe è facile che l’intervistato distolga l’attenzione e risponda a caso.

Distorsioni imputabili alla strutturazione del questionario Al fine di limitare le distorsioni tipicamente imputabili alla struttura del questionario è bene tenere a mente alcuni essenziali consigli pratici:

  • Usare di un linguaggio semplice , non di nicchia, comprensibile e adeguato;
  • Tenere cura della l unghezza delle domande , meglio se brevi perché più capaci di tenere alto il livello di attenzione dell’intervistato;
  • Non usare un numero di alternative di risposta troppo elevato, che potrebbe distogliere l’attenzione dell’intervistato;
  • Non usare espressioni in gergo , slogan o definizioni ambigue;
  • Non usare parole dal connotato negativo o formulazioni tendenziose ;
  • Evitare domande sintatticamente complesse (come la doppia negazione): il rischi è di confondere l’intervistato;
  • Fare attenzione alle domande con risposta non univoca e alle domande discriminanti;
  • Evitare focalizzazione nel tempo ed eccessivo richiamo alla memoria;
  • Fare attenzione alle domande per le quali forte diventa la tentazione a cadere nella desiderabilità sociale delle risposte.

Distorsioni imputabili alla presenza del ricercatore Tra le distorsioni tipicamente imputabili alla presenza del ricercatore si possono annoverare:

  • (^) Acquiescenza : comportamento remissivo messo in atto quando il soggetto non si oppone e accetta la volontà altrui, rispondendo sempre in maniera positiva;
  • Acquiescence response set : conseguenza dell’effetto stanchezza, che si verifica generalmente nelle batterie di domande perché il lettore, conoscendo in anticipo le alternative, tende a rispondere in maniera meccanica senza prestare troppa attenzione al significato delle affermazioni. Una sorta di controllo di tale effetto potrebbe essere introdotto con l’inserimento in batteria di domande a polarità invertita.

Distorsioni imputabili alla presenza del ricercatore

  • Effetto stanchezza, effetto memoria e response set : bisogna evitare che l’intervistato si annoi e che cominci a rispondere senza riflettere sui quesiti che gli verranno posti. Ciò è frequente se il questionario è troppo lungo, se le alternative di risposta sono prolisse, se le domande sono formulate con un linguaggio complesso. Pertanto diviene fondamentale l’essere sintetici ma chiari nel linguaggio usato: rendere il questionario snello, poiché è meglio raccogliere poche informazioni ma corrette e attendibili piuttosto che estendere troppo il campo d’indagine ma avere di conseguenza dati poco fedeli; prestare attenzione alle modalità di somministrazione che, come vedremo a breve, incidono fortemente anche sui risultati raccolti.
  • Desiderabilità sociale : si determina, nella maggior parte dei casi, quando l’intervista è condotta face-to-face in presenza dell’intervistatore, per cui l’intervistato risponde secondo quelle che pensa siano le risposte più consone alla cultura dominante e ai valori socialmente condivisi. Il problema può essere arginato: se il contesto dell’intervista è quello giusto, se l’intervistato percepisce l’intervistatore non come un giudice ma come neutrale e orientato alla conoscenza, se l’intervistato percepisce adeguatamente che è garantito l’anonimato.
  • Questioni sensibili : come reddito, abitudini sessuali, comportamenti devianti, per le quali difficile è ottenere risposte sincere. Sta alla bravura dell’intervistatore cercare di mettere a proprio agio l’intervistato e creare un clima favorevole alla sincerità sin dall’inizio dell’intervista.

Unità 3: Le modalità di somministrazione e le questioni di adeguatezza

Le modalità di somministrazione del questionario Nel distinguere tra le possibilimodalità di somministrazione di un questionario, vanno tenuti presenti due criteri:

  • la presenza/assenza del ricercatore ( Paper & Pencil );

L’ auto-somministrazione rappresenta la modalità più economica a cui ricorrere, poiché non prevede l’intervento dell’intervistatore e i soggetti hanno il compito di rispondere in autonomia e di restituire il questionario compilato. Anche questa forma di questionario deve essere breve e snella, semplice nella formulazione e compatta nelle struttura. Si possono distinguere tra:

  • rilevazione di gruppo , in presenza di un operatore che distribuisce i questionari, assiste la compilazione e li ritira;
  • rilevazione individuale , che si può dividere in rilevazione con restituzione vincolata (simile alla situazione di gruppo) e rilevazione con restituzione non vincolata (ad esempio questionario postale o via mail).

In generale l’auto-somministrazione presenta due vantaggi :

  • (^) costi contenuti;
  • possibilità di raggiungere un numero elevato di soggetti.

L’auto-somministrazione: svantaggi Tra gli svantaggi , invece, vi sono:

  • Problemi di autoselezione (gran parte dei soggetti selezionati non restituisce il questionario);
  • Errori di non risposta (non c’è alcun obbligo a rispondere a tutte le domande presenti, e molte, quindi possono essere saltate per mancanza di voglia di rispondere, fretta, sensibilità degli argomenti trattati ecc.), e ciò limita le possibilità di generalizzabilità dei risultati.

L’auto-somministrazione digitale: vantaggi e svantaggi

La sua versione digitale prende il nome di C.A.S.I. ( Computer Assisted Self-administrered Interviewing ), in cui è lo stesso

intervistato a utilizzare il computer per la compilazione del questionario. Ne esistono molte varianti che differiscono per

modalità d’accesso:

  • Touch-Tone Data Entry T.D.E., dove l’intervistato risponde alle domande tramite un telefono multifrequenza collegato a un computer digitando le risposte sulla tastiera del telefono;
  • Disck By Mail D.B.M. o Email Survey E.M.S., che è la variante informatica del questionario postale;
  • Web Based Survey W.B.S., con la Computer Assisted Web Interviewing o sistema C.A.W.I., che è la forma di questionario on line, che sfrutta direttamente la Rete, sia per produrre il questionario, sia per somministrarlo e immettere automaticamente i dati in matrice effettuando controlli di validità, plausibilità e coerenza delle risposte in maniera diretta ed automatica.

Gli svantaggi del C.A.S.I. riguarderanno il rapporto degli intervistati con la tecnologia e l’accessibilità alle tecnologie

digitali e/o alla connessione internet (per cui sottostimate restano le popolazioni di anziani e in genere poveri, sovrastimata la fascia di popolazione più giovane).

Conseguenze L’introduzione di tecniche computer assisted ha comportato molti vantaggi in termini di abbattimento dei costi, di maggiore efficienza e velocità di somministrazione dei dati. L’automatizzazione abbatte inoltre i costi di rilevazione relativi alla conduzione e alla raggiungibilità dei soggetti. Sul piano metodologico riduce sia gli errori commessi dall’intervistatore che dall’intervistato, infatti, essa richiede lo spostamento dei controlli dalla fase pre-analisi al controllo in linea, ossia realizzati mentre si procede all’acquisizione dei dati, comportando una notevole diminuzione dei tempi d’indagine e relativo aumento della qualità del dato. Va comunque sottolineato che la scelta di una tecnica in luogo di un’altra deve essere dettata dalle finalità del sondaggio, dalla popolazione di riferimento e dalla sua accessibilità più che dalle esigenze di tempi e costi. Questo perché, sul piano teorico, i vantaggi e gli svantaggi che ciascuna modalità di somministrazione comporta – indipendentemente dall’adozione o meno del computer – sono riconducibili all’intero percorso della ricerca.

Vantaggi e svantaggi delle tecniche di somministrazione

Quale tecnica di somministrazione scegliere? È opportuno effettuare una valutazione in termini di costi-opportunità e decidere la modalità di somministrazione in base agli obiettivi e alle risorse in campo per capire cosa possa essere più o meno realizzabile. L’elemento tempo deve essere sempre considerato congiuntamente al rapporto con i costi, a tempi stretti e costi limitati corrisponde l’utilizzo di interviste telefoniche o auto-somministrate con conseguenze di non scarso rilievo sul tasso di risposta e sulla bontà del campione. La scelta dovrebbe poi essere indirizzata dalla popolazione di riferimento e dall’unità d’analisi, per cui, ad esempio, per una popolazione anziana sarebbe preferibile una rilevazione face-to-face. Infine, buona norma è lasciarsi guidare dall’esperienza del ricercatore, che da sola può aiutare nel condurre scrupolosamente tutte le scelte precedentemente indicate, rendendole il più adeguate possibili rispetto agli scopi dell’indagine ed alle risorse disponibili in termini di costi e tempi.

Quale tecnica di somministrazione scegliere?

Il ruolo del ricercatore L’intervistatore ricopre un ruolo fondamentale nella ricerca sociale; con la sua presenza dovrebbe infatti garantire che le informazioni rilevate siano fedeli alla realtà. Tuttavia, in molti casi è la sua stessa presenza a generare distorsioni che nella pratica possono essere limitate adottando diversi accorgimenti ma principalmente reclutando figure esperte che:

  • sappiano ottenere meno rifiuti nei contatti iniziali;
  • sappiano ottenere tassi più bassi di mancate risposte;
  • sappiano individuare i casi di response set ;
  • sappiano come affrontare le situazioni di imbarazzo, silenzio;
  • sappiano limitare l’influenza che possano avere nella formulazione dei quesiti, tenendo un atteggiamento quanto più oggettivo possibile, facendo attenzione alle espressioni facciali, al tono di voce, alla gestualità;
  • sappia come interagire con i differenti tipi di persone, spronandole quando timide e riservate o, talvolta, placando gli eccessivi slanci quando troppo prolissi e divagativi.