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Metodologia della ricerca sociale, con prof.ssa Amaturo
Tipologia: Sintesi del corso
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In precedenza abbiamo fatto riferimento alle tecniche di ricerca non intrusive, ovvero tecniche che nel recuperare dati per rispondere agli obiettivi di ricerca iniziali e finalizzate alla costruzione della nostra base empirica non intrudono direttamente nella vita dei soggetti indagati. In questa unità saranno, invece, presentate le tecniche intrusive nella ricerca sociale nell’ambito dell’approccio standard. Si tratta di tecniche che si affidano all’interrogazione diretta dei soggetti che costituiscono il nostro oggetto di studio, intrudendo nella loro quotidianità per interrogarle sulle questioni che riteniamo rilevanti ai fini della nostra indagine. Tale modalità di costruzione della base empirica è comune, però, sia all’approccio standard che a quello non standard.
Ciò che differenzia gli stili resta ancora il grado di formalizzazione della procedura e di strutturazione degli strumenti di rilevazione. Se nell’approccio non standard o qualitativo l’obiettivo della tecnica dell’intervista è quello di comprendere le motivazioni dell’agire umano e le interpretazioni della realtà, l’interrogazione nell’approccio standard si prefigge lo scopo di costruire variabili da inserire in una matrice dei dati, per risalire, attraverso l’analisi delle loro relazioni, a possibili generalizzazioni. Questa particolarità fa sì che grande interesse sia rivolto alle tecniche e agli strumenti di interrogazione (il questionario) e alle modalità di selezione dei soggetti da interrogare (campionamento). Se lo scopo è quello di formulare generalizzazioni è necessario garantirsi che gli individui effettivamente ascoltati rappresentino adeguatamente la popolazione oggetto di studio. Pertanto, quando si fa riferimento all’interno dell’approccio standard all’interrogazione, più comunemente, ci si riferisce all’inchiesta campionaria o survey.
L’ inchiesta campionaria è uno tra i modi di fare ricerca sociale più diffuso nell’approccio standard che consiste nel:
Un tale grado di strutturazione porta con sé inevitabili implicazioni :
formulate nello stesso modo e nella stessa sequenza al fine di rendere comparabili le risposte. Tuttavia un problema di fondo resta e attiene all’ affidabilità del comportamento verbale. Infatti restano aperte le questioni della comprensione effettiva dell’intervistato rispetto alle nostre domande e il fatto che la sua risposta possa discostarsi, consapevolmente o inconsapevolmente, dallo suo stato effettivo sulla proprietà che stiamo indagando.
precisa impostazione teorica, e questa caratteristica segna il confine tra inchiesta e sondaggio, la cui finalità, come vedremo in seguito, è l’esplorazione o la descrizione di un fenomeno più che l’approfondimento delle relazioni causali che generano tale fenomeno.
Il termine sondaggio deriva dal francese sondage che a sua volta deriva dalla parola sonde ovvero sonda, ma anche dallo spagnolo sondar, sincope del verbo latino sub-undare e indica quell’azione di ricerca compiuta per mezzo di strumenti e dispositivi utilizzati per fare emergere ciò che non è osservabile in superfice. Nell’ambito della ricerca sociale il termine è utilizzato in senso figurativo per indicare un’esplorazione compiuta per indagare ciò che non appare direttamente, come ad esempio un atteggiamento, un pensiero o un opinione, che per poter essere esplorato necessita di stimoli precisi. I primi sondaggi si fanno risalire all’epoca vittoriana in Gran Bretagna, e finalizzati a indagare la qualità della vita degli abitanti delle città britanniche. Questi si sono poi ampiamente diffusi prima negli Stati Uniti e poi in Europa soprattutto nel campo della politica e del marketing con il diffondersi dei concetti di pubblico e consumo di massa.
Tipi di sondaggi A seconda delle finalità che si pone, il sondaggio può essere:
precisi e delineati (ad esempio un sondaggio sull’opinione dei giovani rispetto alla politica).
si può fare riferimento ai sondaggi sulle intenzioni di voto).
dell’opinione pubblica. L’obiettivo principale di un sondaggio deliberativo è quello di creare un’opinione pubblica informata e capace di deliberare consapevolmente su questioni politiche. Prevede venga estratto un campione casuale sottoposto poi ad un sondaggio riguardante uno specifico tema politico; i soggetti sono poi invitati a discutere periodicamente della medesima questione suddivisi in piccoli gruppi e coordinati da un moderatore. Le conclusioni registrate di volta in volta vengono confrontate con le opinioni di esperti del settore o di leader politici. Sulla base di questi confronti, il campione sondato mette a punto una deliberazione comune sul tema sotto ripresa televisiva. In ultima istanza viene effettuata un’ulteriore rilevazione delle opinioni tramite sondaggio per capire come siano mutate queste ultime.
Differenze con l’inchiesta e pseudo-sondaggi Fino al 1980 il termine sondaggio è stato impropriamente accostato a quello di survey per la comunanza tra queste due tecniche di fondarsi su alcuni elementi di base come:
Solo di recente si è sentita l’esigenza di chiarire bene cosa si intende con il termine sondaggio a causa della crescente diffusione di quelli che sono stati definiti pseudo-sondaggi in conseguenza dello sviluppo delle nuove tecnologie. Di fatti, molto spesso, vengono spacciati per sondaggi quelle rilevazioni d’opinioni in cui è il rispondente ad autocandidarsi come tale. Esempio ne sono i numerosi presunti sondaggi lanciati durante dibattiti nelle trasmissioni televisive ai quali rispondere inviando un sms.
Le caratteristiche degli pseudo-sondaggi In questi i rispondenti non vengono selezionati secondo procedimenti campionari, pertanto non rappresentano la totalità dei cittadini italiani ai quali sono rivolti, ma solo una limitata parte degli spettatori di quella determinata trasmissione che condividono almeno quattro elementi comuni:
Regolamentazione in merito a sondaggi Proprio per ovviare ad un tale uso smodato e scientificamente poco corretto, come anticipato, è stato emanato un regolamento che disciplina il settore dei sondaggi e prescrive le direttive metodologiche da seguire per la loro realizzazione.
permette di ricorrere a dei codici alfanumerici per identificare le risposte in modo da facilitare l’immissione in matrice e l’analisi dei dati.
Tipi di domande
La successione delle domande Molto importante è l’ordine in cui le domande vengono poste. Come prime si tende a posizionare le domande socio- anagrafiche di base, ossia tutte quelle informazioni che vengono rilevate in ogni genere di ricerca, indipendentemente dal tema oggetto d’analisi e dagli scopi della ricerca stessa (ad esempio il genere, l’età, il titolo di studio, l’occupazione). Trattandosi di questioni poco delicate, l’intervistato sa esprimere velocemente il proprio stato sulla proprietà indagata. Tale stratagemma è utile anche al fine di creare un clima disteso e rilassato che consenta di affrontare anche altri tipi di argomenti. Le questioni delicate vengono generalmente toccate verso la fine del questionario, questo al fine di evitare di compromettere la compilazione dell’intero questionario andando a toccare l’emotività di chi ci risponde. L’unico rischio è di non ottenere risposte a tali quesiti poiché richiedono maggiore rilessione e tempi più lunghi di risposta. Schema d’ordine tipico seguito nella redazione di un questionario.
La formulazione delle domande Esistono vari tipi di informazione che con un questionario ci si propone di rilevare. È fondamentale che le domande seguano un ordine logico per argomentazioni toccate e non impongano al nostro intervistato salti di continuità tra un argomento e l’altro. Nella formulazione delle domande, inoltre, andrebbero sempre tenuti in considerazione alcuni spunti che aiutano a limitare distorsioni e aumentano di conseguenza l’attendibilità del nostro strumento di rilevazione. Nelle slide successive si darà spazio alla discussione delle distorsioni più comuni nelle quali si può incorrere quando si lavora con i questionari; prima però di addentrarci in questa discussione è bene precisare che per la complessità del processo di costruzione di un questionario e per la sensibilità e delicatezza richieste oltre la competenza tecnica e pratica, è buona norma, una volta messo a punto lo strumento, che esso sia sottoposto ad un pre-test. Si tratta di una sorta di collaudo, sia dello strumento di rilevazione, sia delle modalità di rilevazione, che consiste nella somministrazione da parte del ricercatore di una prima versione del questionario, o di una parte di esso, per comprendere se le domande sono ben formulate e correttamente comprese, se il ventaglio previsto di risposte risulta esaustivo e se ci sono degli aspetti e delle situazioni che non sono stati considerati nella messa a punto dello strumento. Questo pre-test solitamente viene effettuato su un piccolo sotto-campione, appartenente alla popolazione oggetto di indagine, estratto esattamente con le stesse procedure con le quali verrà poi estratto il campione dell’intera indagine, per consentire una comparazione diretta sugli effetti dello strumento di rilevazione sulla popolazione realmente oggetto d’analisi, ma anche per l’eventuale utilizzo dei dati raccolti in pre-test tra i dati effettivi della ricerca.
Distorsioni Come anticipato, l’ unità d’analisi principale delle procedure intrusive di rilevazione è l’individuo. Proprio per questa caratteristica ci sono alcune regole ben precise che è necessario seguire per limitare le possibili distorsioni che si possono verificare intervistando un individuo. Le distorsioni riscontrabili possono intervenire in diverse fasi del processo di costruzione e somministrazione dello strumento. In particolare si possono distinguere:
Distorsioni imputabili al soggetto Sono distorsioni tipicamente imputabili al soggetto:
Distorsioni imputabili alla strutturazione del questionario Al fine di limitare le distorsioni tipicamente imputabili alla struttura del questionario è bene tenere a mente alcuni essenziali consigli pratici:
Distorsioni imputabili alla presenza del ricercatore Tra le distorsioni tipicamente imputabili alla presenza del ricercatore si possono annoverare:
Distorsioni imputabili alla presenza del ricercatore
Unità 3: Le modalità di somministrazione e le questioni di adeguatezza
Le modalità di somministrazione del questionario Nel distinguere tra le possibilimodalità di somministrazione di un questionario, vanno tenuti presenti due criteri:
L’ auto-somministrazione rappresenta la modalità più economica a cui ricorrere, poiché non prevede l’intervento dell’intervistatore e i soggetti hanno il compito di rispondere in autonomia e di restituire il questionario compilato. Anche questa forma di questionario deve essere breve e snella, semplice nella formulazione e compatta nelle struttura. Si possono distinguere tra:
In generale l’auto-somministrazione presenta due vantaggi :
L’auto-somministrazione: svantaggi Tra gli svantaggi , invece, vi sono:
L’auto-somministrazione digitale: vantaggi e svantaggi
La sua versione digitale prende il nome di C.A.S.I. ( Computer Assisted Self-administrered Interviewing ), in cui è lo stesso
intervistato a utilizzare il computer per la compilazione del questionario. Ne esistono molte varianti che differiscono per
modalità d’accesso:
Gli svantaggi del C.A.S.I. riguarderanno il rapporto degli intervistati con la tecnologia e l’accessibilità alle tecnologie
digitali e/o alla connessione internet (per cui sottostimate restano le popolazioni di anziani e in genere poveri, sovrastimata la fascia di popolazione più giovane).
Conseguenze L’introduzione di tecniche computer assisted ha comportato molti vantaggi in termini di abbattimento dei costi, di maggiore efficienza e velocità di somministrazione dei dati. L’automatizzazione abbatte inoltre i costi di rilevazione relativi alla conduzione e alla raggiungibilità dei soggetti. Sul piano metodologico riduce sia gli errori commessi dall’intervistatore che dall’intervistato, infatti, essa richiede lo spostamento dei controlli dalla fase pre-analisi al controllo in linea, ossia realizzati mentre si procede all’acquisizione dei dati, comportando una notevole diminuzione dei tempi d’indagine e relativo aumento della qualità del dato. Va comunque sottolineato che la scelta di una tecnica in luogo di un’altra deve essere dettata dalle finalità del sondaggio, dalla popolazione di riferimento e dalla sua accessibilità più che dalle esigenze di tempi e costi. Questo perché, sul piano teorico, i vantaggi e gli svantaggi che ciascuna modalità di somministrazione comporta – indipendentemente dall’adozione o meno del computer – sono riconducibili all’intero percorso della ricerca.
Vantaggi e svantaggi delle tecniche di somministrazione
Quale tecnica di somministrazione scegliere? È opportuno effettuare una valutazione in termini di costi-opportunità e decidere la modalità di somministrazione in base agli obiettivi e alle risorse in campo per capire cosa possa essere più o meno realizzabile. L’elemento tempo deve essere sempre considerato congiuntamente al rapporto con i costi, a tempi stretti e costi limitati corrisponde l’utilizzo di interviste telefoniche o auto-somministrate con conseguenze di non scarso rilievo sul tasso di risposta e sulla bontà del campione. La scelta dovrebbe poi essere indirizzata dalla popolazione di riferimento e dall’unità d’analisi, per cui, ad esempio, per una popolazione anziana sarebbe preferibile una rilevazione face-to-face. Infine, buona norma è lasciarsi guidare dall’esperienza del ricercatore, che da sola può aiutare nel condurre scrupolosamente tutte le scelte precedentemente indicate, rendendole il più adeguate possibili rispetto agli scopi dell’indagine ed alle risorse disponibili in termini di costi e tempi.
Quale tecnica di somministrazione scegliere?
Il ruolo del ricercatore L’intervistatore ricopre un ruolo fondamentale nella ricerca sociale; con la sua presenza dovrebbe infatti garantire che le informazioni rilevate siano fedeli alla realtà. Tuttavia, in molti casi è la sua stessa presenza a generare distorsioni che nella pratica possono essere limitate adottando diversi accorgimenti ma principalmente reclutando figure esperte che: