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Riassunto Inclusive Education, Sintesi del corso di Pedagogia

Riassunto Inclusive Education di Angelo Lascioli

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 26/07/2020

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Lascioli – Inclusive Education
Forme diritto di istruzione studenti con disabilità:
1. approccio unidirezionale
2. approccio multi-direzionale
3. approccio bidirezionale
Approccio unidirezionale Italia “modello dell’integrazione”
Modelli d’educazione speciale (paradigmi interpretativi):
- paradigma “normalità/specialità” (percorsi di normalità e percorsi speciali in scuole speciali)
- paradigma “socializzare = normalizzare” (percorsi di istruzione unidirezionali)
- paradigma “tutti uguali / tutti diversi” (problemi di funzionamento – condizione di bisogno speciale
che può essere vissuta da chiunque)
Stato avanzamento lavori:
1) legge n. 118 del 1971 (l’istruzione riguardante la scuola dell’obbligo deve avvenire per tutti gli
alunni nelle classi normali della scuola pubblica)
2) legge n. 517 del 1977 (insegnante di sostegno – chiusura di fatto delle scuole speciali)
Si è modificata l’immagine sociale della persona disabile in positivo.
L’integrazione è un processo complesso che non può derivare dalla sola presenza dell’insegnante di
sostegno.
Si fa integrazione scolastica solo se l’azione educativa che vede coinvolti gli alunni con disabilità si colloca
dentro uno sfondo più ampio di quello scolastico (“progetto di vita”).
In Italia il sistema d’integrazione risulta dipendente da una risorsa straordinaria (insegnante di sostegno)
che è disponibile solo se un sistema di valutazione esterno ne stabilisce la necessità (certificazione di
handicap) sulla base di indicatori che non dipendono da criteri pedagogici/didattici, escludendo di fatto gli
insegnanti dalla lettura dei bisogni educativi speciali.
A tale carenza hanno in parte compensato:
3) Direttiva MIUR 27 dicembre 2012
4) Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013
La disabilità non è più concepita come mera conseguenza di una condizione di salute, ma espressione
dell’interazione tra fattori diversi di tipo bio-psico-sociale (nuova definizione OMS ICF 2001 – conseguenza o
risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e i fattori
ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l’individuo).
Le emergenze del presente hanno a che fare con due tipologie di problemi:
- pensare a percorsi di vita adulta per tutti coloro che non potranno mai avere una vita indipendente
- pensare a percorsi di autonomia per persone che non hanno disabilità così gravi
Vanno ripensati i progetti educativi (PEI) concependoli come percorsi per la vita adulta, con uno sguardo
attento alle competenze oggi necessarie per inserirsi nel mondo del lavoro.
L’azione più efficace nei confronti della disabilità è la prevenzione (OMS). Il modello del funzionamento,
centrato sull’analisi delle performance, consente di riconoscere precocemente condizioni di bisogno
speciale prima che si configuri una condizione di disabilità.
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Lascioli – Inclusive Education

Forme diritto di istruzione studenti con disabilità:

  1. approccio unidirezionale
  2. approccio multi-direzionale
  3. approccio bidirezionale Approccio unidirezionale  Italia “modello dell’integrazione” Modelli d’educazione speciale (paradigmi interpretativi):
  • paradigma “normalità/specialità” (percorsi di normalità e percorsi speciali in scuole speciali)
  • paradigma “socializzare = normalizzare” (percorsi di istruzione unidirezionali)
  • paradigma “tutti uguali / tutti diversi” (problemi di funzionamento – condizione di bisogno speciale che può essere vissuta da chiunque) Stato avanzamento lavori:
  1. legge n. 118 del 1971 (l’istruzione riguardante la scuola dell’obbligo deve avvenire per tutti gli alunni nelle classi normali della scuola pubblica)
  2. legge n. 517 del 1977 (insegnante di sostegno – chiusura di fatto delle scuole speciali) Si è modificata l’immagine sociale della persona disabile in positivo. L’integrazione è un processo complesso che non può derivare dalla sola presenza dell’insegnante di sostegno. Si fa integrazione scolastica solo se l’azione educativa che vede coinvolti gli alunni con disabilità si colloca dentro uno sfondo più ampio di quello scolastico (“progetto di vita”). In Italia il sistema d’integrazione risulta dipendente da una risorsa straordinaria (insegnante di sostegno) che è disponibile solo se un sistema di valutazione esterno ne stabilisce la necessità (certificazione di handicap) sulla base di indicatori che non dipendono da criteri pedagogici/didattici, escludendo di fatto gli insegnanti dalla lettura dei bisogni educativi speciali. A tale carenza hanno in parte compensato:
  3. Direttiva MIUR 27 dicembre 2012
  4. Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 La disabilità non è più concepita come mera conseguenza di una condizione di salute, ma espressione dell’interazione tra fattori diversi di tipo bio-psico-sociale (nuova definizione OMS ICF 2001 – conseguenza o risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l’individuo). Le emergenze del presente hanno a che fare con due tipologie di problemi:
  • pensare a percorsi di vita adulta per tutti coloro che non potranno mai avere una vita indipendente
  • pensare a percorsi di autonomia per persone che non hanno disabilità così gravi Vanno ripensati i progetti educativi (PEI) concependoli come percorsi per la vita adulta, con uno sguardo attento alle competenze oggi necessarie per inserirsi nel mondo del lavoro. L’azione più efficace nei confronti della disabilità è la prevenzione (OMS). Il modello del funzionamento, centrato sull’analisi delle performance, consente di riconoscere precocemente condizioni di bisogno speciale prima che si configuri una condizione di disabilità.

Condizioni di salute  componenti biologiche Fattori ambientali  componenti sociali Fattori personali  componenti psichiche Qualità di vita  percezione dell’individuo della sua propria posizione di vita nel contesto culturale e valoriale nel quale si trova a vivere, e in relazione agli obiettivi, alle aspettative, agli standard e agli interessi personali N.B. Persone con disabilità comparabili possono manifestare livelli di benessere diversi. Sono soprattutto le abilità sociali di adattamento comportamentale, adattamento sociale e adattamento personale che possono innalzare il livello di qualità di vita. Il modello dell’Inclusive Education ha origine sovranazionale ed extraparlamentare. La sua applicazione non è identica in ogni Paese. Risulta essersi modificato il significato delle parole “normalità” e “specialità”. Dichiarazione di Salamanca  i sistemi educativi, per soddisfare la domanda educativa, sono chiamati a sviluppare una pedagogia centrata sul singolo alunno (child-centred pedagogy), rispondendo in modo flessibile alle esigenze di ciascuno Normale specialità:

  • tutti gli studenti sono diversi
  • anche gli studenti speciali hanno bisogni normali
  • anche gli studenti normali hanno bisogni speciali Il termine speciale denota tutti quei bisogni degli alunni che rinviano a difficoltà di sviluppo e di apprendimento, temporanee o permanenti, che possono manifestarsi a prescindere da una condizione di disabilità. La disabilità è un problema di funzionamento e non la semplice conseguenza di un deficit (OMS ICF 2001). Tra i problemi di funzionamento ve ne sono alcuni che hanno direttamente a che fare con i contesti di apprendimento (BES – Bisogni Educativi Speciali). Tipologie di BES (Ianes):
  • BES che si generano nelle condizioni fisiche
  • BES che si generano nelle strutture e nelle funzioni corporee
  • BES che si generano nelle attività personali
  • BES che si generano nella partecipazione sociale
  • BES che si generano nei fattori ambientali
  • BES che si generano da fattori personali Il modello da utilizzare per il monitoraggio deve essere ispirato all’ICF e fornire alla scuola il profilo di funzionamento degli alunni e l’analisi del contesto. L’approccio ai BES non deve assumere valore diagnostico (non si va a caccia di sintomi e disturbi – rischio di labelling). L’Inclusive Education riguarda non solo gli studenti in situazione di handicap, ma ogni e qualsiasi alunno suscettibile di esclusione.
  1. prima di ricercare nuove risorse, operare nella direzione di convertire verso l’inclusione quelle disponibili (no logiche di emergenza, analizzare i contesti di apprendimento, promuovere collaborazione, valorizzazione delle risorse umane, apertura verso il territorio …)
  2. riposizionare al centro il ruolo della didattica (mediazione tra programmazione e contesto – la didattica diviene inclusiva se aperta al contesto, offerta formativa progettata attorno all’alunno)
  3. far divenire più inclusiva la didattica ordinaria (apprendimento cooperativo, motivazione, mappe concettuali, forma mentis inclusiva ….) Forma mentis del docente inclusivo 4 valori essenziali:
  • valore della diversità
  • valore educativo dell’aspettativa
  • valore della collaborazione e del lavoro di gruppo
  • valore dell’aggiornamento professionale personale continuo La forma mentis deriva da una postura interiore (atteggiamento dell’interiorità del docente attraverso cui la sua soggettività entra in contatto con la soggettività dei suoi studenti).