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Shiva: Mito, Ascetismo e Liberazione, Sintesi del corso di Storia Mediorientale

Una panoramica del mito di shiva, dalla sua origine preistorica a sua divenuta religione predominante in india durante il primo medioevo. Viene descritto il ruolo di shiva come signore e liberatore, il concetto di liberazione e la pratica di yoga. Anche le scuole shaiva e virashaiva e le loro pratiche. Il mito di shiva è presentato come una alternativa al veda, con una forte componente ascetica e erotica.

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 01/08/2019

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chiara-ghioni 🇮🇹

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7. SHIVA ASCETA EROTICO
origine forse preistorica
sigilli di mohonjo daro che rappresentano forse uno shiva signore degli animali e uno shiva
grande yogin, insieme a dei linga
mito (in antitetesi al Veda) più antico di shiva è la distruzione del sacrificio di daksha. shiva si
presenta come il corrispettivo del vedico Rudra, era lasciato fuori dalle città, rappresentava
disgrazia e cattiva fortuna
nel primo medioevo diventa la religione predominante in india, furono costruiti templi e
statue, sezioni shivaiche nel mahabharata, era spesso associata a un ascetismo rigoroso
shiva incenerisce kama (amore) con il fuoco yogico, poi lo riporta in vita (erotismo come
generatore di vita)
pratiche fisiche connesse a sistemi teologici sofisticati
pashupatasutra; Lakunin (avatara di shiva)
il primo sviluppò cinque temi per la cessazione della sofferenza: schiavitù (l’uomo è schiavo
delle illusioni e dell’attaccamento, il vero signore shiva insieme al rituale adatto, ovvero il
ripetere le formule sacre e la meditazione e canto e riso, portano alla liberazione, mukti);
signore e liberatore; liberazione (cosa è); rituale; liberazione finale
shiva siddhanta: il signore (pati); l’uomo schiavo (pashu); il legame che lo rende tale (pasha)
per liberarsi servono: conoscenza (vidya); riti (kriya); ascesi (yoga); virtù (carya)
shiva è “essere e conoscenza”
secondo il siddhanta non ci sono suoi avatara, ma guru inviati per guidare le anime fuori dal
samsara
5 attività del dio: dare la grazia, disilludere, distruggere, conservare l’esistenza, dare inizio
alla creazione
l’uomo è reso schiavo dal karman (che causa il samsara), Maya (illusione) e anava
(esistenza atomistica concentrata sull’ego
l’iniziazione porta alla liberazione, serve la conoscenza (vidya, dell’anima, del mondo e del
signore, è conoscenza liberatrice trasmessa dai guru) che a sua volta presuppone lo yoga,
che richiede una vita pura
liberazione= manifestazione del divino nell’uomo (ottenibile in vita), diventare un tutt’uno con
shiva ed essere al di là del bene e del male
scuola shaiva del kashmir: la realtà, shiva, shakti e la loro unione sono nell’uomo, la
liberazione nel riconoscimento di questo. shiva è beatitudine e la si ottiene con il
riconoscimento. “schiavi di shiva” e lotta per “diventare shiva” e riconquistare la propria
natura universale
scuola virashaiva: “eroi shaiva”, Basava ne fu riformatore nel XII sec, lo trasformò in un
movimento missionario attivo per riforme sociali e l’abolizione delle caste, con il linga appeso
al collo, il corpo è un tempio dedicato al dio, il corpo viene inumato e non cremato
ascetismo shaiva: pratiche yogiche e ascetiche, gruppi con addestramento marziale, Naga
(nudi e cosparsi di cenere), Aghura (vicino i campi di cremazione, si dice mangino cadaveri)
tranne nei casi estremi sopracitati, i devoti di shiva assomigliano molto a quelli di vishnu
santi che composero inni e poesia, ancora recitati
probabilmente alcuni di loro erano persecutori religiosi (aspetto collerico di shiva)
i templi shaiva avevano un interno austero, un linga disadorno, poi muri esterni e sale
riccamente decorati con episodi dai testi o con santi shaiva o con la famiglia del dio (parvati,
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7. SHIVA ASCETA EROTICO

origine forse preistorica sigilli di mohonjo daro che rappresentano forse uno shiva signore degli animali e uno shiva grande yogin, insieme a dei linga mito (in antitetesi al Veda) più antico di shiva è la distruzione del sacrificio di daksha. shiva si presenta come il corrispettivo del vedico Rudra, era lasciato fuori dalle città, rappresentava disgrazia e cattiva fortuna nel primo medioevo diventa la religione predominante in india, furono costruiti templi e statue, sezioni shivaiche nel mahabharata, era spesso associata a un ascetismo rigoroso shiva incenerisce kama (amore) con il fuoco yogico, poi lo riporta in vita (erotismo come generatore di vita) pratiche fisiche connesse a sistemi teologici sofisticati pashupatasutra; Lakunin (avatara di shiva) il primo sviluppò cinque temi per la cessazione della sofferenza: schiavitù (l’uomo è schiavo delle illusioni e dell’attaccamento, il vero signore shiva insieme al rituale adatto, ovvero il ripetere le formule sacre e la meditazione e canto e riso, portano alla liberazione, mukti); signore e liberatore; liberazione (cosa è); rituale; liberazione finale shiva siddhanta: il signore (pati); l’uomo schiavo (pashu); il legame che lo rende tale (pasha) per liberarsi servono: conoscenza (vidya); riti (kriya); ascesi (yoga); virtù (carya) shiva è “essere e conoscenza” secondo il siddhanta non ci sono suoi avatara, ma guru inviati per guidare le anime fuori dal samsara 5 attività del dio: dare la grazia, disilludere, distruggere, conservare l’esistenza, dare inizio alla creazione l’uomo è reso schiavo dal karman (che causa il samsara), Maya (illusione) e anava (esistenza atomistica concentrata sull’ego l’iniziazione porta alla liberazione, serve la conoscenza (vidya, dell’anima, del mondo e del signore, è conoscenza liberatrice trasmessa dai guru) che a sua volta presuppone lo yoga, che richiede una vita pura liberazione= manifestazione del divino nell’uomo (ottenibile in vita), diventare un tutt’uno con shiva ed essere al di là del bene e del male scuola shaiva del kashmir: la realtà, shiva, shakti e la loro unione sono nell’uomo, la liberazione nel riconoscimento di questo. shiva è beatitudine e la si ottiene con il riconoscimento. “schiavi di shiva” e lotta per “diventare shiva” e riconquistare la propria natura universale scuola virashaiva: “eroi shaiva”, Basava ne fu riformatore nel XII sec, lo trasformò in un movimento missionario attivo per riforme sociali e l’abolizione delle caste, con il linga appeso al collo, il corpo è un tempio dedicato al dio, il corpo viene inumato e non cremato ascetismo shaiva: pratiche yogiche e ascetiche, gruppi con addestramento marziale, Naga (nudi e cosparsi di cenere), Aghura (vicino i campi di cremazione, si dice mangino cadaveri) tranne nei casi estremi sopracitati, i devoti di shiva assomigliano molto a quelli di vishnu santi che composero inni e poesia, ancora recitati probabilmente alcuni di loro erano persecutori religiosi (aspetto collerico di shiva) i templi shaiva avevano un interno austero, un linga disadorno, poi muri esterni e sale riccamente decorati con episodi dai testi o con santi shaiva o con la famiglia del dio (parvati,

skanda, ganesha con la sua testa d’elefante perchè shiva, preso da un attacco d’ira inizia a falciare teste ad un grande raduno, decapita anche il figlio e rimedia con una testa d’elefante che era lì) statua di shiva “signore della danza” (danza che crea, conserva e distrugge il mondo) ha come cornice un cerchio di fuoco, il samsara, il piede sinistro schiaccia l’uomo del peccato, piede destro sollevato che assorbe il karman dei devoti, il tamburo dal suono salvifico e nell’altra mano il fuoco che distrugge il mondo, ha serpenti nei capelli e una collana di teschi shiva “dalla gola blu”, un giorno dei e demoni frullano l’oceano di latte primordiale per ottenere il nettare dell’immortalità, ma esce fuori un veleno che avrebbe distrutto tutto, shiva lo beve e la sua gola diventa blu, il suo è un intervento salvifico e un sacrificio di se per tutti gli altri.