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Grotta di Elephanta, rappresentazioni del dio Shiva, Ellora
Tipologia: Sintesi del corso
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LA PRESENZA DI SHIVA_ GRANDE TEMPIO RUPESTRE DI SHIVA SULL’ISOLA DI ELEPHANTA metà del 6 secolo dc; presenta a est,nord e ovest ampie aperture sorrette da pilastri; è una grotta trasformata in mandapa con file di pilastri e pareti verticali; pareti verticali situate su lato sud e ai 4 angoli mandapa; quella a sud è arretrata rispetto al mandapa da cui la separa un ardhamandapa; mentre a nord un portico con pilastri conduce alla sala centrale; abbiamo inoltre cappelle che danno sullo spazio interno del tempio.
La sala principale dotata di pilastri, verso ovest abbiamo una cella cubica che costituisce il santuario più interno “casa grembo”. Ciascuno dei 4 lati del garbhagrha ha apertura con una breve gradinata, all’interno linga. Figure di guardiani fiancheggiano le porte. Pilastri della sala allineati lungo asse est ovest in file che conducono a santuario attorno a cui formano corridoio, creano però anche secondo asse direzione nord sud fino a parete sud con le sue 3 cappelle (sadashiva, Shiva ardhanarisvara e Shiva gangadhara). Tempio ha duplice fulcro da un lato il linga nel santuario, dall’altro l ascultura di sadashiva. Altre pareti verticali sono agli angoli e delimitano in particolare il portico a nord in tutte si aprono cappelle racchiuse in cornici rettangolari. Shiva immanifesto risiede nel linga, da li si manifestò e si rivelò agi dei Brahma e Vishnu a volte volto di Shiva è uguale al linga, altre i 4 volti di Shiva inghirlandano il linga (queste forme erano venerate prima che qui fosse scolpita Shiva in forma di linga e di icona).
La parete meridionale la parete a sud comprende tre cappelle. Quella centrale ha immagine di Sadashiva che comprende tre dei volti visibili di Shiva le 3 teste si fondono anche se spicca il volto centrale, questa immagine è una specie di panchamunkha linga dove i quarto volto (sul retro) non è visibile, quinto è inaccessibile alla vista dei mortali. Stando ai testi le 4 teste sono associate alle 4 direzioni, il viso di Mahadeva dovrebbe essere rivolto verso est ma qui è verso nord per esigenze strutturali. Viso di Mahadeva rivela pienezza della conoscenza assoluta, palpebre abbassate, labbra carnose chiuse rilassate nella meditazione, fronte ampia e liscia con sinfonia di gioielli, ciocche di capelli disposte a raggiera in un alta acconciatura, mano sx regge un cedro (frutto ricco di semi), grande torque e collana di perle ornano il petto e cingono tripla curva del collo (accentuano forma di linga), collana inoltre collega all’elemento centrale le teste laterali. A dx mahadeva è il volto di Aghora/ Bhairava ciocche di serpenti e teste di serpenti si uniscono a fiori e foglioline fino ad arrivare a un teschio ovvero il gioiello che corona l’alta acconciatura, in questo volto ricompaiono i piani ricurvi del viso di mahadeva, profilo irascibile rivolto verso un serpente che si erge dalla sua mano, baffi tagliano la guancia piena. Alla sx di mahadeva è il volto di Vamadeva/ Uma dove i lineamenti sono incorniciati da file di minuti riccioli, la dea fa schiudere in mano un fiore di loto, vamadeva è la grande dea, e il fascino appunto di uma comunica la grazia di shiva. Queste tre immagini rappresentano il mistero della coesistenza dell’assoluto insieme alla coppia fondamentale di opposti maschile femminile. Questa scultura occupa cappella centrale, dinanzi a ogni lesena figure di custodi della porta accompagnati da un gana.
Altra cappella della parete sud celebra Shiva Ardhanarisvara , il dio androgino, Shiva si manifesta mentre si appoggia la suo toro, queste due figure dominano scena; il dio androgino indossa corona e torreggia sulle numerose figure, è appoggiato alla mole di Nandin, rotondità dell’unico seno e sinuosità anca sx femminile appaiono ancora più accentuate per via del tribhanga (postura a triplice piegamento); lungo anca sx quella femminile, braccio disteso con cui comunica il proprio essere agli dei. A dx il braccio principale del dio è piegato e poggiato su Nandin, dio e animale formano unità visiva che culmina nella fronte Shiva (Nandin appartiene a Shiva, veicola il dio). Le 4 braccia che partono da spalle tengono a bada gli dei esultanti, mani delle braccia superiori sollevate sono piegate all’interno; la dea regge uno specchio in cui si riflette, il dio non guarda nello specchio distacco compassionevole. Il fondo cappella piena di esseri celesti, scena concepita su 3 sfondi, tutti rivolti verso dio e Nandin; alla base nicchia figlio di Shiva a dx, due fig femminili a sx, occupano parte inferiore composizione e sono tra le più grandi fra la schiera divina. Sopra queste hanno certo spicco Brahma sul loto e Indra su elefante a dx Shiva, mentre a sx della dea abbiamo Vishnu questo secondo registro è occupato da dei sui veicoli. Terzo registro altri esseri celesti non su cavalcature ma volano con la sola forza della loro esultanza.
Terza cappella celebra Shiva Gangadhara , ha per soggetto discesa dal cielo di ganga la dea del fiume. ganga sorella di Parvati e sua rivale, è vista dal triplo busto in su in una figuretta minuscola al di sopra della corona Shiva, discende con vesti al vento, accolta festosamente da dei, da risalto all’aureola e all’aura di Shiva e ne costituisce apice. Alla sx dio Parvati, fra le 2 figure è un piccolo gana con faccia implorante verso Shiva. Alla dx dio inginocchiata figura eroica e devota di Bhagiratha visto di spalle e tre quarti. In questa scultura Shiva sembra aver placato forza di Ganga offrendole i suoi capelli intrecciati su cui si riposa, al tempo stesso Shiva si lascia inondare da cascata di felicità, Shiva abbassa testa in direzione opposta di Parvati, ma tende braccio sx verso di lei il cui corpo oscilla in direzione opposta al dio. A connettere i due sposi non solo il braccio di lui ma ance ritmo del legame formale con cui scultore li raffigura
Le altre cappelle sono scavte nelle mura perimetrali, situate su entrambi lati dei 3 ingressi, scandiscono circumambulazione intorno al santuario del linga.
A dx nella circumambulazione, devoto si trova sulla sx cappella che celebra matrimonio fra Shiva e Parvati nozze non hanno luogo nel palazzo del re Parvata (come nei Purana), qui Parvata scorta sposa verso Shiva, mentre Brahma officia cerimonia. Shiva flessuoso, giovane calmo, braccio dx principale piegato verso Parvati. Volto dea inclinato, le loro mani si stringono. Composizione è conforme ai principi delle cappelle laterali di Sadashiva, differenza che qui secondo ordine è occupato non da esseri celesti su veicoli, ma dalla metà superiore delle figure principali partecipi alla cerimonia Candra la luna (a dx Parvati), Parvataraja accompagna sposa con mano poggiata su braccio figlia. Azione principale a dx Shiva. Lato sx comprende figura accovacciata di Brahma che bada al fuoco, sagoma di Vishnu e altri. Schiere volanti compongono registro superiore.
Lato opposto a cappella nozze rientranza ospita scena di Shiva che uccide il demone Andhaka ; ruolo Parvati nel mito è fondamentale ma qui non sembra essere stata una delle figure principali, sua effige è praticamente distrutta,adesso il solo Shiva sostiene a scena. Nella cappella la nicchia è cancellata da una grande forma liscia e concava rettangolare pelle del demone elefante Nila; con braccia posteriori Shiva solleva pelle elefante come mantello gonfiato da vento. Dei volanti sono relegati al di sopra del margine diritto della grotta formando bordatura esterna. A dx Shiva rientranza rettangolare è interrotta da spada possente che seconda mano dx tiene rivolta verso l’alto. Lunga asta del tridente da cui punta penzola corpo demone attraversava in origine torace del dio.
Cappelle entrata est sono malridotte ma sembrano mancare della grandiosità ideativa delle altre composizioni; sono due nicchie a dx e sx che mostrano Ravana che scuote Kailasa e Shiva nella sua caverna himalayana con Parvati seduta accanto a lui. Differenza con le altre cappelle questi rilievo sono scolpiti in rapporto a un unico sfondo è evidente che sono anteriori.
Cappelle dell’entrata nord, sono orientate verso interno del mukhamandapa (portico). Cappella dedicata a Shiva Yogisvara/ Lakulisa in cui Shiva è lo yogin primordiale, custode dell’energia creativa, è raffigurato assorto nella meditazione, corpo possente gonfio del soffio di vita, seduto gambe incrociate su loto aperto, il fiore su un lungo stelo dritto come un pilastro è simbolo del pilastro cosmico. Un naga o dio serpente su ciascun lato venera il pilastro. Figure che avanzano dai lati sono tenute a bada dalla postura di yogisvara la cui figura virile disciplinata, priva di tensioni domina su tutti altri dei. La scultura è quasi distrutta. Nella cappella di fronte viene celebrato Shiva Nataraja ovvero il signore dei danzatori; figura a otto braccia, in una delle mani dx tiene un ascia dal lungo manico attorno a cui è arrotolato serpente, manico parallelo a inclinazione testa di Shiva; quarto braccio sx sollevato e flesso a gomito regge un panno ripiegato raccolto a svelare l orbita della danza di Shiva si tratta del velo della maya. Il volo esseri celesti è condensato in grappoli di figure, folla di divinità è come ipnotizzata, vediamo il figlio di Shiva e il figlio di Parvati. In queste due cappelle del mukhamandapa la stasi del signore degli yogin fronteggia eterno movimento del signore danzatori.
Lo stile di queste opere d’arte appartiene alla regione del Konkan, intorno a Bombay, sottoposta al patronato della dinastia Kalakuri, devota a Shiva. Questa tradizione raggiunge apice a Elephanata ma continua a creare templi shivaiti scavati nella roccia a Ellora Caverna di Ramesvara (grotta 21) di Ellora abbiamo rilievi mitologici come “Gli ascetismi di Parvati” che sono stati eseguiti poco dopo Elephanta. Questo pannello segue versione dei Varaha Purana, parvati dritta come un pilastro sta vicina a un pilastro architettonico e in mezzo a 4 fuochi (solo due visibili), un quinto fuoco assente nel rilievo la scota, lei conta i grani del rosario, ignorando l’asceta (shiva) che la distrurba. Quetso rilievo racconta storia unificando in narrazione continua i due gruppi ossia i due monumenti significativi a sx parvati, servitore e mendicante; a dx parvati mendicante e shiva. Abbiamo sobrietà scultorea, impassibilità nei volti poco in comune con Elephanta. Immagine di Varahi una delle 7 madri le cui effigi occupano una parete caverna, ha solitamente volto di cinghiale.