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Infermieristica area pediatrica, Sbobinature di Pediatria

Il presente file vuole spiegare l'assistenza al paziente pediatrico e le principali patologie: INTRODUZIONE, CHI E’ IL BAMBINO?, PRESA IN CARICO DEL BAMBINO, VALUTAZIONE E MONITORAGGIO DEI PV CLINICI E DI CRESCITA, QUANDO UN BAMBINO NASCE (ADATTAMENTI DEL NEONATO, BAGNETTO, MECONIO, ITTERO), SCREENING MALATTIE METABOLICHE, GESTIONE CORDONE OMBELICALE - ALLATTAMENTO, BRONCHIOLITE, GASTROENTERITE, SKIN CARE, GESTIONE DELLA TERAPIA FARMACOLOGICA IN AMBITO PEDIATRICO, NUTRIZIONE ENTERALE (SONDINO NASO-GASTRICO - PEG), DIABETE MELLITO, DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE, EMERGENZA PEDIATRICA - PBLSD - OSTRUZIONE CORPO ESTRANEA, PREVENZIONE CADUTE - EMOCOLTURE - PRELIEVO CAMPIONE URINA - EPIGLOTTITE

Tipologia: Sbobinature

2024/2025

In vendita dal 07/06/2026

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INFERMIERISTICA CLINICA IN AEREA PEDIATRICA
CONSIDERAZIONI
1. un bambino non può essere considerato un piccola adulto. L’età non è solo un
numero…in ambito pediatrico l’età può corrispondere a competenze che ci possono
dire quali sono i segnali di crescita, se è in linea con lo sviluppo, ci aiuta
nell’assistenza nell’identificare segni e sintomi.!
2. Relazione—> relazione sia con bimbo e famiglia…la relazione cambia con l’eta del
bambino usando linguaggi dierenti, terminologie dierenti, gioco.!
3. Tutto in famiglia—> pz pediatrico è unico pz che nasce, cresce e si assiste
sempre in famiglia. Per famiglia si intende quel gruppo di persone che hanno una
determinata autorità sul bimbo (medico legali) e che di esso si prendono cura.!
4. Fluidi corporei—> a partire dall’età neonatale fino alla adolescenziale,
l’organizzazione dei fluidi corporei è dierente rispetto a quello dell’adulto. Uno
scompenso dei fluidi può portare ad esito infausto del bimbo stesso.!
Il bambino non è un adulto in miniatura perchè, dal punto di vista fisiologico:!
-dierenze anatomiche e fisiologiche !
-incapacità di comunicare sintomi—> bimbo piange!
-segni aspecifici—> per es. assume posizioni antalgiche diverse da quelle dell’adulto!
-mancanza di autonomia nei bisogni di base
-reazioni diverse alla malattia
-maggiori vulnerabilità ad errori terapeutici—> terapia personalizzata (misurata in
base al peso)!
-necessità di un approccio clinico assistenziale diverso
Dal punto di vista relazionale:!
-bisogno della mamma accanto
-bisogni specifici
-competenze relazionali e comunicative limitate—> a seconda del mancato sviluppo
o patologie dello sviluppo!
-mancanza di esperienza—> bimbo impara per tentativi ed errori!
-può essere oppositivo
-è una mente assorbente—> ci guarda, osserva ed apprende!
INFERMIERISTICA PEDIATRICA: non è una specialità dell’infermieristica ma una
disciplina assistenziale generale con una sua specifica che si applica e svolge in un
determinato stadio della sviluppo dell’uomo. Opera dagli 0 anni fino ai 18. E’ una
scienza autogena. L’infermiere pediatrico può assistere pz fino al 18 anno di vita.!
ETA’ PRESA IN CARICO PEDIATRA: fino ai 14. !
PROFILO INFERMIERE
quale infermiere può prestare assistenza ai bambini ? 2 sono i profili:!
-INFERMIERE PEDIATRICO—> è un professionista che possiede una laurea
specifica in infermieristica pediatrica che lo abilita a fornire assistenza infermieristica
a bambini e adolescenti fino ai 18 anni; non può agire sull’adulto.!
-INFERMIERE GENERICO SPECIALIZZATO—> È un infermiere generico che ha
conseguito una specializzazione post-laurea in assistenza pediatrica, come un
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INFERMIERISTICA CLINICA IN AEREA PEDIATRICA

CONSIDERAZIONI

  1. un bambino non può essere considerato un piccola adulto. L’età non è solo un numero …in ambito pediatrico l’età può corrispondere a competenze che ci possono dire quali sono i segnali di crescita, se è in linea con lo sviluppo, ci aiuta nell’assistenza nell’identificare segni e sintomi.
  2. Relazione —> relazione sia con bimbo e famiglia …la relazione cambia con l’eta del bambino usando linguaggi differenti, terminologie differenti, gioco.
  3. Tutto in famiglia —> pz pediatrico è unico pz che nasce, cresce e si assiste sempre in famiglia. Per famiglia si intende quel gruppo di persone che hanno una determinata autorità sul bimbo (medico legali) e che di esso si prendono cura.
  4. Fluidi corporei —> a partire dall’età neonatale fino alla adolescenziale, l’organizzazione dei fluidi corporei è differente rispetto a quello dell’adulto. Uno scompenso dei fluidi può portare ad esito infausto del bimbo stesso. Il bambino non è un adulto in miniatura perchè, dal punto di vista fisiologico :

- differenze anatomiche e fisiologiche

- incapacità di comunicare sintomi —> bimbo piange

- segni aspecifici —> per es. assume posizioni antalgiche diverse da quelle dell’adulto

- mancanza di autonomia nei bisogni di base

- reazioni diverse alla malattia

- maggiori vulnerabilità ad errori terapeutici —> terapia personalizzata (misurata in

base al peso)

- necessità di un approccio clinico assistenziale diverso

Dal punto di vista relazionale :

- bisogno della mamma accanto

- bisogni specifici

- competenze relazionali e comunicative limitate —> a seconda del mancato sviluppo

o patologie dello sviluppo

- mancanza di esperienza —> bimbo impara per tentativi ed errori

- può essere oppositivo

- è una mente assorbente —> ci guarda, osserva ed apprende

INFERMIERISTICA PEDIATRICA : non è una specialità dell’infermieristica ma una disciplina assistenziale generale con una sua specifica che si applica e svolge in un determinato stadio della sviluppo dell’uomo. Opera dagli 0 anni fino ai 18. E’ una scienza autogena. L’infermiere pediatrico può assistere pz fino al 18 anno di vita. ETA’ PRESA IN CARICO PEDIATRA : fino ai 14. PROFILO INFERMIERE quale infermiere può prestare assistenza ai bambini? 2 sono i profili:

- INFERMIERE PEDIATRICO —> è un professionista che possiede una laurea

specifica in infermieristica pediatrica che lo abilita a fornire assistenza infermieristica a bambini e adolescenti fino ai 18 anni; non può agire sull’adulto.

- INFERMIERE GENERICO SPECIALIZZATO —> È un infermiere generico che ha

conseguito una specializzazione post-laurea in assistenza pediatrica , come un

master. La sua formazione di base è in infermieristica generale, e la specializzazione gli fornisce competenze aggiuntive per lavorare con i pazienti pediatrici. Ha una formazione più ampia che comprende pz. adulto e pediatrico. Il profilo professionale dell’infermiere è il Dm 739/1994. CHILD AND FAMILY CENTERED CARE Si tratta di un approccio all'assistenza sanitaria che riconosce l'importanza di coinvolgere attivamente sia il bambino che la sua famiglia nel processo di cura. Alcuni aspetti chiave di questo modello assistenziale sono:

- CENTRALITA’ DELLA FAMIGLIA : La famiglia è considerata il principale punto di

riferimento per il bambino e viene riconosciuta come un partner essenziale nel processo di cura.

- COLLABORAZIONE : Gli operatori sanitari lavorano in stretta collaborazione con la

famiglia per prendere decisioni informate riguardo all'assistenza del bambino, anche se viene considerato come presenza transitoria.

- RISPETTO E INDIVIDUALITA’ (negoziazione) : Vengono rispettate le esigenze

individuali del bambino e della sua famiglia , tenendo conto delle loro preferenze, valori e credenze.

- INFORMAZIONE E SUPPORTO : La famiglia riceve informazioni chiare e complete

sulla condizione del bambino, sulle opzioni di trattamento e sulle risorse disponibili.

- EMPOWERMENT : La famiglia viene incoraggiata a partecipare attivamente alla

cura del bambino , acquisendo competenze e fiducia nelle proprie capacità. Questo per dire che si passa da una famiglia che entra in ospedale “ignorante” nell’assistenza al bimbo, fino ad arrivare ad un momento in cui la famiglia è completamente immersa nel processo assistenziale e l’infermiere è solamente una figura di supporto perchè la famiglia ha raggiunto un livello di conoscenza e pratica sufficiente da essere autonoma. ATRAUMATIC CARE Modalità dell’erogazione dell’assistenza infermieristica che consiste nell’includere, in ogni attività assistenziale, una costante attenzione a prevenire o eliminare ogni stress fisico e psichico nel bambino ospedalizzato e nella sua famiglia. In ogni singolo atto dobbiamo sempre chiederci se quello che stiamo per fare può essere fatto in modo meno traumatico per il bambino. DETERMINANTI FISICI DI STRESS

- dolore (iniezioni, cambio medicazioni, prelievi)

- immobilita o costrizione (contenzioni, obbligo di riposo a letto)

- perdita del sonno

- alterazione del ritmo nell’eliminazione

- digiuno prolungato

COME MINIMIZZARE LO STRESS FISICO?

Per i prelievi ematici e terapie endovenose magari coordinare gli interventi da compiere per evitare buchi inutili, usare un ago più sottile, inserire un CVC se necessari più prelievi o somministrazioni, cercare punti meno dolorosi; per il digiuno pre-operatorio si risolve limitandolo più possibile; per rumori e luci si cerca di ridurli il più possibile.

COME SI PUO PREVENIRE IL DOLORE DA PROCEDURA?

Farmaci :

- anestetici locali —> EMLA pomata che riduce il dolore associato a sutura di ferite,

inaclunamento venoso. Tempo di contatto di almeno 60min prima di fare effetto.

- analgesici

- ansiolitici

- sedativi —> benzodiazepine (midazolam) usato come ansiolitico sia come sedazione;

breve durata azione e preferito a tanti altri farmaci

- combinazione tra questi

Somministrati per differenti vie di somministrazione. I farmaci più utilizzati per il dolore sono:

- barbiturici

- oppioidi

- ketamina

- propofol

METODI NON FARMACOLOGICI : sono metodi di supporto all’attività di cura del dolore che devono essere appropriati per età e situazione. Possono essere:

- di supporto e relazione (sostengono e danno forza al bambino e famiglia)

- cognitivi (influenzano i pensieri del bambino)

- comportamentali (modificano i comportamenti)

- fisici (interessano il sistema sensoriale)

Queste tecniche non farmacologiche le possono adottare genitori addestrati, personale sanitario, volontari, psicologi. METODI FISICI

- contenimento dolce—> abbraccio

- wrapping

- carezze/tocco

- suzione non nutritiva

- esercizio fisico

- fisioterapia

SCALE OGGETTIVE DI VALUTAZIONE DEL DOLORE

Il professionista deve usare strumenti oggettivi per tracciare il dolore; La valutazione del dolore è una tappa essenziale per garantire al pz di ricevere cure adeguate.

  1. SCALA FLACC (da sapere bene!!!) —> è una scala comportamentale per valutare il neonato e il bambino in età pre-verbale al di sotto dei 3 anni. Valuta 5 elementi:

- ESPRESSIONE VOLTO —> se neutro oppure fa smorfie

- GAMBE —> se posizionate normalmente oppure si agita o scalcia

- POSIZIONAMENTO E MOVIMENTI DELLE GAMBE E DEL CORPO —> posizione

normale oppure si contorce o rigido

- PIANTO —> assente oppure piagnucola o è costante

- CONSOLABILITA ’—> da rilassato a non consolabile

A ciascuno di questi elementi viene attribuito un valore da 0 a 2; punteggio minimo è 0 ; punteggio massimo è 10 ; i punteggi dei singoli items vanno dal meno grave (0) al più grave (2). Se il bimbo è SVEGLIO , lo si osserva per un arco di tempo che va da 1min a 5min ; si osservano le gambe e il corpo non coperti da lenzuola, la reattività, la tensione o il tono muscolare; se necessario attuare interventi consolatori. Se il bimbo DORME , lo osservo per circa 5min ; osservo il corpo e le gambe non coperti da lenzuola; toccare il corpo e valutare la tensione e il tono muscolare. Da evitare assolutamente l’interpretazione soggettiva del dolore; attenzione a distinguere la posizione di veglia rilassata dalla rigida per presenza di ipotetico dolore cronico.

  1. SCALA WONG-BAKER (faccine) —> strumento di autovalutazione dell’intensità del dolore adatta per bambini a partire dai 3 anni di età ; Si basa su una serie di facce che esprimono diverse intensità di dolore, dal sorriso al pianto, permettendo al bambino di indicare quella che meglio rappresenta il proprio dolore. .
  2. SCALA CHEOPS —> utilizzata per l’analisi del dolore post-operatorio per bambini dai 3-7anni; ITEMS: pianto, faccia, parola, dorso, tatto, gambe.
  3. SCALA PIPP (dolore neonati prematuri) —> usata in TIN e vede il comportamento del bambino ; punteggio di 4 Item da 0 a 3.
  4. SCALA CPOT —> pz intubato PROBLEMATICA SCALE DI VALUTAZIONE DEL DOLORE Purtroppo c’è uno scarso utilizzo delle scale di valutazione del dolore perchè magari il professionista ha avuto una scarsa formazione, convinzione a “sentimento” di oggettivare il dolore. Per legge va attuata almeno 2 volte al giorno, ma meglio ad ogni turno. RAPPORTO DOLORE-ANSIA : piu ansia ho piu questa incide sul dolore; DIRITTI DEL BAMBINO IN OSPEDALE Sono stati stipulati 15 diritti che il bambino ha in ospedale per garantirgli la miglior assistenza e cura possibile.

alterata. Il bambino appena ricoverato viene fatta la scala MUST quando la sua età supera quella adolescenziale…se parliamo di bimbi da 0-12 si attua la PYMS-ITA —> scala che osserva se il bimbo è a rischio malnutrizione. Questa scala prevede: il CALCOLO DEL BMI (peso/altezzax2), PERDITA DI PESO RECENTE , RIDUZIONE DELL’APPORTO ALIMENTARE (ultima settimana), VALUTARE SE RICOVERO O PATOLOGIA DI ACCESSO INFLUENZANO LA MALNUTRIZIONE. Punteggio 0 (monitoraggio di routine), Punteggio 1 (monitoraggio più frequente), Punteggio > (problema collaborativo con dietista).

• riposo —> un sonno alterato può comportare squilibri a livello di ormoni (cortisolo)

portando a stress il bimbo (irascibilità, pianto inconsolabile);

• comunicazione —> descrive la lingua che il bimbo comprende meglio ; senza una

comunicazione opportuna ed efficace può essere compromessa la presa in carico del bimbo; a tale scopo le strutture pediatriche esiste un servizio per le famiglie straniere adatto a far comprendere al meglio il processo assistenziale al bimbo ( servizio ECO-voice ); consiste in una chiamata al telefono o in presenza.

• organi di senso —> un bimbo deve essere valutato nella sua totalità, quindi negli

organi di senso (vista, tatto, udito, olfatto, gusto). Vista e udito ci devono far pensare subito ad un RISCHIO CADUTA.

• osservazione dei presidi —> se il bimbo accede già con dei presidi (CV, sondino,

PEG, etc..) fondamentali per il controllo delle infezioni; i genitori saranno molto più esperti nella gestione di questi presidi e supporteranno il personale infermieristico.

• eliminazione/igiene —> essenziale perchè il bimbo, fino alla prima infanzia, non ha

controllo sfinteri, quindi dipende dal pannolino; nella migliore delle ipotesi il genitore è autonomo, nel peggiore il genitore non sa come approcciarsi e qui interviene infermiere che coopera col genitore insegnandoli. Ci potrebbero essere delle patologie che prevedono degli interventi mirati per l’evacuazione. Chiedere sempre l’ultima evacuazione/minzione e controllare o chiedere sempre le caratteristiche sia di urine che feci.

• termoregolazione —> eventuale presenza di febbre e convulsioni. La tecnica

WRAPPING , utilizzata nei lattanti, consiste nell’avvolgere il bimbo in un telo per riscaldarlo.

• mobilità —> componente essenziale dello sviluppo del bimbo e di benessere; viene

chiesto il tono muscolare del bimbo, se la mobilità è in linea con l’età; prevede 2 componenti: FISICA e COGNITIVA. Un’alterazione della mobilità aumenta il rischio di lesioni da pressione ( valutabile con SCALA GLAMORGAN );

• respirazione —> valutare come il bimbo respira, se emette suoni, se già prende una

terapia, il colorito della cute. Quando non è possibile fare l ’ i n t e r v i s t a E ’ N E C E S S A R I O CERCARE DI REPERIRE TUTTE QUESTE INFORMAZIONI DA ALTRE FONTI (es. cartella clinica, pediatra di famiglia). Effettuare e n t r o 2 4 h d a l l ’ i n g r e s s o l a v a l u t a z i o n e i n f e r m i e r i s t i c a pediatrica.

SCALA GCS PEDIATRICA

- APERTURA OCCHI

- RISPOSTA VERBALE

- RISPOSTA MOTORIA

CUT-OFF per intubazione è 7-8. Valore minimo 3 , Valore massimo 15. SCALA GLANMORGAN (rischio lesioni da pressione)

- SCOPO —> identificare precocemente i bambini a rischio di sviluppare lesioni da

pressione.

- DESCRIZIONE —> la scala valuta:

- Mobilità : capacità del bimbo di cambiare posizione autonomamente o con

assistenza.

- Perfusione tissutale : condizioni che influenzano l’afflusso di sangue ai tessuti.

- Percezione sensoriale e neurologica : capacità del bambino di percepire il dolore o

il disagio e di reagire ad esso.

- Nutrizione : stato nutrizionale del bambino.

- Umidità cutanea

- Frizione/strofinamento : forza di strofinamento o scivolamento sulla cute.

- Dispositivi medici : presenza di dispositivi medici (CV, AVP) che possono esercitare

una pressione localizzata. VALUTAZIONE E MONITORAGGIO DEI PV CLINICI A COSA SERVONO I PV? servono a valutare le condizioni fisiche e generali dello stato di salute del bimbo raccogliendo dati oggettivi e soggettivi; COSA FARE PRIMA E DOPO LE PROCEDURE DI MISURAZIONE? igiene delle mani , prestare attenzione alla sicurezza del bimbo , temperatura adeguata nella stanza , far rimuovere alla madre o altri i vestiti e il pannolino.

1. PRESSIONE ARTERIOSA La pressione è direttamente proporzionale all’età. Prima di tutto, scegliere il manicotto della pressione della misura più adeguata ; se il manicotto è troppo piccolo può dare dei valori più alti mentre uno più grande de valori troppo bassi. Una volta scelto, lavarsi le mani e scegliere il sito per la misurazione; ATTENZIONE a non usare mai siti di lesioni cutanee, ustioni, accessi venosi periferici, fistole che potrebbero venire lesionati. Poi ricordarsi solo i vari passaggi della misurazione manuale della pressione. REGOLA PER RICORDARSI I VALORI PRESSORI

- SISTOLICA : da 1 a 7 anni—> età + 90 ; da 8 a 18—> (2 x età) + 83

- DIASTOLICA : da 1 a 5 anni—> 56 ; da 6 a 18 anni—> età + 52

- NEONATO—> >60-90/40-

- LATTANTE—> simile

- PRIMA INFANZIA—> 85-100/45-

- SECONDA INFANZIA—>90-110/50-

- TERZA INFANZIA—>95-120/55-

- ADOLESCENZA—>120/

• iperpiressia—> >

• ipotermia—> <35,

DOVE SI MISURA? orale, ascellare, rettale, timpanica; da preferire timpanica e ascellare. TIPI DI TERMOMETRO : non si utilizza più quello a mercurio ma si utilizza l’elettrico o a infrarossi. Anche la temperatura segue un RITMO CIRCADIANO ovvero varia in modo prevedibile nel corso delle 24 ore, seguendo un ciclo giornaliero. Questo ritmo è regolato dall'orologio biologico interno del corpo, situato nell’ipotalamo. Raggiunge il suo punto più basso durante la notte ed il suo punto massimo durante il pomeriggio. TIPI DI FEBBRE :

- INTERMITTENTE : La temperatura alterna picchi febbrili a periodi di temperatura

normale (apiressia).

- REMITTENTE : La temperatura oscilla durante il giorno, con variazioni superiori a

1°C , ma non torna mai ai valori normali sotto i 37°C.

- CONTINUA : La temperatura rimane costantemente elevata, con variazioni

giornaliere minime (inferiori a 1°C).

- SUB-CONTINUA : si alternano momenti irregolari di febbre alta a momenti di

apiressia.

- ONDULANTE : La temperatura aumenta gradualmente per alcuni giorni, poi

diminuisce gradualmente , per poi risalire nuovamente.

- FEBBRICOLA : Un lieve aumento della temperatura corporea, generalmente

inferiore a 38°C. IMPORTANTE!! la febbre, nel bimbo, è un meccanismo di difesa —> aumenta per proteggere l’organismo da virus e batteri che possono prendere la via parenterale (sangue). Merita comunque di essere trattata per il disagio del bimbo. COME GESTIRE LA FEBBRE? linee guida ci dicono che è inutile somministrare paracetamolo/ibuprofene/antipiretici dopo un vaccino per ridurre l’insorgenza della febbre perchè insorgerebbe, forse, comunque e per prevenire convulsioni. CONVULSIONI : contrazioni involontarie di alcuni muscoli volontari. Possono essere causate da infezioni virali, tumori, emorragie cerebrali, disturbi del metabolismo (ipoglicemia), alcolismo acuto o cronico, assunzione di droghe. E NEI BAMBINI? si presentano nei bambini sani, tra i 6 mesi e i 5 anni di vita ; possono comparire quando la febbre sale rapidamente (a volte compaiono prima della febbre); di

Per pesare un BAMBINO , se questo è in grado di stare in piedi da solo, si pesa sulla normale bilancia; putacaso dovesse rifiutarsi di staccarsi dalla mamma, si attua il sistema della DOPPIA PESATA , ovvero prima mamma+bambino poi mamma da sola. REGOLA PESO : 2 x (età + 4)

2. LUNGHEZZA / ALTEZZA

- LUNGHEZZA : se il bambino ha meno di 2 anni , viene

posizionato supino e la misurazione viene fatta con il PAIDOMETRO. Il corpo del bimbo deve essere esteso per ottenere una misurazione accurata.

- ALTEZZA : nei bambini più grandi e negli adolescenti viene

misurata l’altezza grazie allo STATIMETRO ; il bambino deve essere messo in una posizione eretta guardando avanti con nuca, spalle, sedere, talloni appoggiati al muro. COME SI VALUTA SE IL BAMBINO E’ IN LINEA CON LO SVILUPPO? attraverso le CARTE PERCENTILI , ovvero strumenti grafici che valutano la crescita dei bimbi, confrontando le loro misure (peso, lunghezza/altezza). I risultati finali che queste carte danno sono stati studiati grazie al rilevamento di milioni di campioni—> questo per dire che permettono di confrontare le misure individuali di un bambino con quelle tipiche per la sua età e sesso e verificare il corretto sviluppo ed individuare precocemente eventuali problemi di crescita. UNITA’ DI MISURA : percentile. Il percentile indica la posizione di un bambino rispetto ad altri 100 bambini della stessa età e sesso ; È importante osservare la curva di crescita nel tempo, piuttosto che un singolo valore isolato; Una crescita costante lungo una determinata curva percentile è generalmente un buon segno, anche se la curva è al di sotto o al di sopra della media; Variazioni brusche della curva possono indicare un problema.

3. CIRCONFERENZA CRANICA Deve essere misurata ad intervalli regolari fino al secondo anno di vita. Alla nascita va da 32-35cm fino a 45-47 cm l’anno. Nel primo anno di vita il cranio cresce molto velocemente per poi rallentare progressivamente. COME SI FA? ricordiamoci sempre di informare di ciò che stiamo per fare…si avvolge l’apposito metro da circonferenza carina intorno alla testa in corrispondenza della prominenza sovra orbitale (appena sopra le sopracciglia), si passa sopra le orecchie. CRANIO ALLA NASCITA : Le ossa del cranio del neonato non sono completamente fuse tra loro , ma sono separate da giunzioni fibrose chiamate SUTURE. In corrispondenza delle suture, si trovano delle aree membranose più ampie , le FONTANELLE , che consentono una certa flessibilità al cranio. RUOLO SUTURE : Consentono l'espansione del cranio per accogliere la rapida crescita del cervello. TIPI DI SUTURE :

- sagittale

- metopica

- coronale

PROBLEMATICA SUTURE : solitamente le suture hanno un tempo fisiologico in cui si fondono e stabilizzano la scatola cranica ; ci sono però alcune condizioni dove le suture si fondono prematuramente ( CRANIOSINOSTOSI ), limitando la crescita del

cranio e alterandone la forma. Le diverse forme di craniosinostosi prendono il nome dalla sutura interessata:

- SCAFOCEFALIA : La sutura sagittale si fonde prematuramente, causando un cranio

allungato e stretto.

- TRIGONOCEFALIA : La sutura metopica (che corre dalla fronte al naso) si fonde

prematuramente, causando una fronte triangolare e una cresta ossea al centro della fronte.

- PLAGIOCEFALIA : Una delle suture coronali (che corrono da un orecchio all’altro) si

fonde prematuramente, causando un cranio asimmetrico.

- BRACHICEFALIA : Entrambe le suture coronali si fondono prematuramente,

causando un cranio corto e largo. SCAFOCEFALIA TRIGONOCEFALIA PLAGIOCEFALIA

4. CIRCONFERENZA TORACICA / ADDOMINALE

- TORACICA : viene misurata fino al compimento del primo anno di vita ; si avvolge il

metro intorno al torace del bambino, sotto alle ascelle e sulla linea dei capezzoli.

- ADDOMINALE : si avvolge un metro all’altezza dell’ombelico.

Tendenzialmente la circonferenza carica e toracica sono pressoché identiche fino al primo anno di vita; successivamente la toracica supera quella cranica. PRIMISSIMO APPROCCIO AL BAMBINO (anche in EMERGENZA) Quando ci troviamo in una condizione in cui un bambino sta male, bisogna valutare in pochi secondi se la situazione è grave oppure no; questo l’infermiere lo può stabilire grazie al TRIANGOLO DI VALUTAZIONE PEDIATRICA —> uno strumento di valutazione rapida , utilizzato in medicina d’emergenza, per valutare lo stato fisiologico di un bambino. È stato sviluppato per fornire una valutazione visiva e uditiva immediata , senza necessità di contatto fisico , senza utilizzare strumenti , permettendo di identificare rapidamente i bambini in condizioni critiche. COSA VALUTA?

- ASPETTO : Riflette lo stato di coscienza e l'interazione del bambino con l’ambiente.

Si valutano parametri come il tono muscolare, l'interattività, la consolabilità, lo sguardo e il linguaggio.

- tra le 24 e 28 sett. le cellule degli alveoli si differenziano in TIPO 1 , deputate allo

scambio gassoso , e TIPO 2 , per la produzione e la riserva di surfactante.

- Dalla 28 alle 32 settimane , la produzione di SURFACTANTE (sostanza che riduce la

tensione superficiale a livello alveolare) aumenta in modo considerevole per aiutare la capacità di espansione polmonare e garantire gli scambi gassosi al momento della nascita. Maggiore è la pre-maturità, maggiori saranno gli interventi invasivi respiratori. Durante la vita fetale (quando il bambino è ancora nell'utero materno), i polmoni del feto non svolgono la funzione di scambiare ossigeno e anidride carbonica con l'aria, poiché l'ossigeno viene fornito dalla placenta. In questo periodo, i polmoni sono pieni di un liquido polmonare fetale. Questo liquido serve a mantenere i polmoni espansi e favorire la loro crescita. COSA SUCCEDE PRIMA DELLA NASCITA? avviene una serie di cambiamenti ormonali che innescano un processo di riduzione di questo liquido polmonare e un aumento del riassorbimento. Il liquido inizia ad essere spostato dagli alveoli allo spazio interstiziale dove verrà assorbito dal sistema linfatico ed entrerà nel circolo; in più durante il travaglio , la compressione del torace del feto aiuta a “ spremere ” ulteriormente questo liquido dalle vie aeree. PERCHE’ E’ IMPORTANTE? Questa riduzione del liquido è fondamentale perché prepara i polmoni a contenere aria anziché liquido. Se una quantità eccessiva di liquido rimanesse nei polmoni alla nascita, il neonato potrebbe avere difficoltà respiratorie. COSA INNESCA IL PRIMO RESPIRO? Al momento del parto, il bambino passa da un ambiente acquatico a uno aereo. Vari stimoli tra cui:

- Stimoli sensoriali —> Il neonato passa da un ambiente caldo, buio e acquatico a uno

più freddo, luminoso e rumoroso. Il contatto con l'aria fredda stimola i recettori cutanei.

- Stimoli chimici —> Alla nascita, con l'interruzione della circolazione placentare,

diminuisce l'apporto di ossigeno e aumenta l'anidride carbonica e l'acidità nel sangue del neonato. Questi cambiamenti chimici stimolano il centro respiratorio nel tronco encefalico.

- Stimoli meccanici —> La compressione del torace durante il passaggio nel canale del

parto e il successivo rilascio al momento dell'uscita contribuiscono a una specie di "rimbalzo" che aiuta a far entrare l’aria. Tutti questi inducono il PRIMO RESPIRO. Questo è un evento fisiologico cruciale e richiede una notevole pressione per superare la tensione superficiale del liquido residuo nelle vie aeree e aprire gli alveoli. Qui entra in gioco il surfactante che riduce la pressione superficiale e impedisce il collasso degli alveoli durante l’espirazione. CIRCOLAZIONE POLMONARE —> Nel feto , i polmoni ricevono solo una piccola quantità di sangue poiché la maggior parte viene inviato alla placenta; ma nel neonato , con l'espansione dei polmoni e l'introduzione di ossigeno nel primo respiro, si verifica una rapida e drastica diminuzione della resistenza nei vasi sanguigni polmonari. Di conseguenza, il sangue inizia a fluire in modo massiccio verso i polmoni, dove può essere ossigenato. COSA OSSERVARE ALLA NASCITA?

- alzarsi e abbassarsi dell’addome piuttosto che il torace (il bimbo respira di pancia

all’inizio).

- fare attenzione che la nostra mano non sia troppo fredda quando la posizioniamo

sull’addome del bimbo per misurare la FR.

- un neonato ha una FR tipica di 35 atti al minuto —> il respiro inizialmente è

superficiale, irregolare nel ritmo e nella profondità. In caso di ostruzione non riescono a respirare con la bocca. SEGNALI DI ALLARME

- FR<30 o >

- alitamento pinne nasali (narici ben dilatate)

- rientramenti del torace

- cianosi

PULIZIA VIE RESPIRATORIE

Quando le vie aeree del neonato sono ostruite dal liquido amniotico, secrezioni o sangue l’avvio della respirazione può risultare difficoltoso. In questo caso vanno aspirati il cavo orale e le narici e sono importanti 2 cose:

- aspirare prima la bocca e poi il naso (per evitare che materiale presente in bocca

possa essere inalato in seguito alla stimolazione dovuta all’aspirazione dal naso)

- effettuare la manovra con delicatezza (per evitare bradicardie o apnee)

PRESSIONE ASPIRAZIONE OTTIMALE : 80-100mmHg con sondino calibro 8-10Ch Effettuare la pressione negativa solamente quando tolgo il sondino per evitare infezioni, bradiaritmie.

2. ADATTAMENTO CARDIOCIRCOLATORIO Quando il bambino inizia a respirare, l'ossigeno entra negli alveoli dei polmoni. Questo aumento di ossigeno provoca la dilatazione delle arterie polmonari , il che significa che si aprono e permettono un maggiore flusso di sangue ai polmoni, preparandoli a funzionare pienamente. Una volta clampato e tagliato il cordone ombelicale, il neonato non riceve più sangue dalla placenta. Questo porta a un aumento delle resistenze sistemiche (la pressione nel sistema circolatorio principale del corpo) e, di conseguenza, a un aumento della pressione nel ventricolo sinistro e nell'atrio sinistro del cuore. Questi cambiamenti di pressione sono fondamentali per la chiusura di due importanti strutture che erano aperte durante la vita fetale e permettevano al sangue di bypassare i polmoni non funzionanti:

- DOTTO DI BOTALLO —> tra l’arteria polmonare e l’aorta, Si

chiude perché la pressione nell'aorta diventa più alta di quella nell'arteria polmonare, invertendo il flusso e causando la sua chiusura funzionale.

- FORAME OVALE —> tra atrio dx e sx, Si chiude perché la

pressione nell'atrio sinistro supera quella nell'atrio destro, spingendo una piccola membrana a chiudere il foro. FC ALLA NASCITA : tra 110 e 180 bpm , ma potrebbe essere anche maggiore ( fino a 220 a causa del pianto ). Con l’aumentare dell’età la FC diminuisce. PA ALLA NASCITA : tra 70-90 mmHg ; tende ad essere elevata subito dopo la nascita per poi ridursi entro le 3 ore successive (42-60 in bimbo di 3 Kg). Si stabilizza sui valori normali entro 4-7gg sui valori presenti al momento della nascita.

molto diverso da quello di un adulto. Alla nascita, può essere intorno a 7 (neutro) , ma tende a scendere rapidamente verso 5 (leggermente acido) nelle prime settimane. Per questo motivo, è essenziale prestare molta attenzione ai saponi che si usano per il bagnetto. È consigliabile usare solo saponi a pH neutro , specifici per neonati, per non alterare l'equilibrio naturale della pelle del bambino e prevenire irritazioni o secchezza. MECONIO Consiste nelle prime feci emesse dal neonato , normalmente nelle prime 24h. Se non avviene entro questo lasso di tempo, potrebbe essere un segnale per cui è necessaria una valutazione medica per escludere eventuali problemi. COMPOSIZIONE —> durante la gravidanza, il feto deglutisce continuamente liquido amniotico. In questo liquido sono presenti cellule che si staccano dalla sua pelle e dal tratto gastrointestinale ( CELLULE EPITELIALI DI SFALDAMENTO ). Queste cellule vengono digerite e si ritrovano nel meconio. COLORE —> nero o verde scuro , dovuto alla produzione della bile nel feto. CONSISTENZA —> collosa ; ODORE —> inodore ; non contiene ancora la flora batterica intestinale responsabile del caratteristico odore delle feci. ATTENZIONE!!! normalmente il meconio viene espulso dopo la nascita, tuttavia in alcuni casi il feto può iniziare ad espellere il meconio già prima della nascita, mentre è ancora in utero o durante il travaglio. Questa condizione si chiama SINDROME DA ASPIRAZIONE DI MECONIO (SAM) —> Se il feto o il neonato inspira questo meconio nei polmoni , può causare una grave infiammazione polmonare, difficoltà respiratorie, ostruzione delle vie aeree e, in casi gravi, necessitare di supporto respiratorio intensivo. È una delle principali preoccupazioni quando si osserva la presenza di meconio nel liquido amniotico durante il parto. ITTERO NEONATALE L’ittero neonatale è una condizione fisiologica caratterizzata dalla colorazione giallastra della pelle. Questa colorazione è dovuta all'accumulo nel sangue della bilirubina. Nel contesto neonatale, è estremamente comune. La BILIRUBINA è un prodotto di scarto derivante dalla normale degradazione dei globuli rossi. Nel corpo, la bilirubina "indiretta" ( non coniugata ), che è liposolubile , deve essere trasformata in bilirubina "diretta" ( coniugata ), che è idrosolubile , per poter essere eliminata. Questo processo avviene principalmente nel fegato. Tuttavia il fegato del neonato, soprattutto nei primi giorni di vita, è ancora immaturo. Ciò significa che gli enzimi necessari per convertire la bilirubina indiretta in bilirubina diretta non sono ancora pienamente efficienti. Di conseguenza questa viene assorbita nel sangue provocando la classica colorazione giallastra della cute. TRATTAMENTO —> la FOTOTERAPIA è il trattamento standard per l’ittero neonatale.

- il neonato viene esposto a una luce speciale (molto spesso blu) che viene assorbita

dalla bilirubina sulla cute.

- questa luce modifica la struttura della bilirubina indiretta, trasformandola in una forma

che è più facilmente idrosolubile e può essere eliminata dal corpo attraverso l'urina e le feci, senza la necessità di essere processata dal fegato immaturo.

- È un trattamento sicuro e non invasivo, con pochi effetti collaterali

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SCREENING MALATTIE METABOLICHE

E’ OBBLIGATORIO E GRATUITO in tutte le regioni italiane; specifichiamo che è obbligatorio informare i genitori della disponibilità gratuita e raccomandata del vaccino, ma alla fine la decisione finale spetta sempre ai genitori. Le malattie principalmente incluse, oltre a tante altre, in questi screening sono:

- IPOTIROIDISMO CONGENITO —> Mancanza o ridotta funzionalità della tiroide alla

nascita. Se non trattato, può causare grave ritardo mentale.

- FENILCHETONURIA —> Un disturbo metabolico che impedisce la corretta

elaborazione di un aminoacido (la fenilalanina ). L'accumulo di fenilalanina può danneggiare il cervello.

- FIBROSI CISTICA —> Malattia genetica che colpisce principalmente i polmoni

aumentando la presenza di secrezioni che impediscono la respirazione. La diagnosi precoce permette di iniziare terapie che migliorano significativamente la qualità e l'aspettativa di vita. QUANDO SI ESEGUE LO SCREENING? Si effettua:

- Almeno dopo 6 pasti di latte —> perchè alcune malattie metaboliche sono legate

all'ingestione e alla metabolizzazione di nutrienti presenti nel latte.

- Non oltre i 7gg di vita —> L'urgenza è dovuta al fatto che l'inizio precoce del

trattamento è cruciale per prevenire danni irreversibili. PRELIEVO SANGUE AL TALLONE

- Si esegue il prelievo di sangue ai lati del tallone ,

perchè relativamente distante dai nervi e dai vasi sanguigni più grandi, riducendo rischio di lesioni.

- Il tallone ha un minor numero di terminazioni

nervose rispetto ad altre aree, rendendo il prelievo meno doloroso per il neonato PROCEDURA PRELIEVO DA TALLONE

- informare genitore

- identificare il bambino mediante braccialetto e doppio controllo con mamma

- preparazione del materiale (pungi dito, garze con asettico, cartoncino spot)

- lavaggio mani e guanti

- effettuare un massaggio delicato nell’aerea di puntura per qualche secondo

- antisepsi della zona di puntura con garza

- pungere con pungi dito la cute del tallone

- pulire con garza sterile la prima goccia

- aiutando con una leggera pressione attorno all’area di puntura, formare una seconda

goccia e adagiarla sul cartoncino

- disinfettare zona puntura