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NASCITA DELL'ASSISTENZA INFERMIERISTICA
L'assistenza infermieristica moderna inizia a prendere forma nel XVI secolo. Dal punto di vista scientifico questo è il secolo della specializzazione delle scienze. La classe medica richiede una nuova figura che si occupa dell'assistenza e si delinea la necessità sociale di una nuova figura assistenziale. L'assistenza infermieristica ha un senso per l'uomo ed ha un senso per l'umanità, ovvero assume un suo significato per ogni individuo che incontra, per la sua cultura e per la sua storia personale, i suoi valori e il suo vivere. L'assistenza infermieristica, quindi, non può essere fatta in senso assoluto ma ci sono delle condizioni esterne che la influenzano:
- Sistema culturale ed accademico
- cultura professionale di provenienza Si presuppone quindi una scelta prima come uomini e poi come infermieri. L'assistenza infermieristica non può essere definita in senso disciplinare puro. Il passaggio dal sapere culturale al sapere disciplinare è stato un passaggio graduale che ha richiesto il transito: stadio della teoria - stadio della filosofia
- La teoria deve guidare la prassi infermieristica: le teorie emergenti in questo stadio non vengono usate per guidare la ricerca e la pratica ma per guidare l'insegnamento. Inoltre, visto che nessuna teoria si interessa di tutti gli aspetti dell'assistenza infermieristica gli infermieri le evitano, le ignorano o si rifiutano di usarle. Alla fine degli anni 80 il concetto di disciplina o scienze infermieristica viene introdotto nel dibattito scientifico generale.
- Con il passaggio allo stadio della filosofia viene accettata la diversità epistemologica e viene legittimato il bisogno di porsi interrogativi etici logici ed epistemologici. Questo stadio segna la maturità accademica a cui consegue un aumento di iscritti correlati allo sviluppo dei concetti con un orientamento tutto particolare verso la pratica. La riflessione filosofica sull'assistenza infermieristica permette quindi di raggiungere la consapevolezza di ciò che l'infermiere fa: solo con lo studio della struttura e del pensiero infermieristico si arriva alla comprensione della disciplina infermieristica all'interno del dibattito scientifico. Le premesse epistemologiche “episteme” = conoscenza vera contrapposta alla doxa intesa come conoscenza derivante fondamentalmente dalle opinioni. Il termine “epistemologia” significa discorso, pensiero in merito alla CONOSCENZA VERA. Campi di applicazione dell’epistemologia sono: - Chiarire quali sono i concetti basilari in cui si articola il discorso scientifico - Classificare le diverse discipline scientifiche e i fondamenti delle varie scienze - Definire i rapporti intercorrenti tra la scienza da una parte e le altre forme di cultura conoscitiva, come ad esempio l’arte. Lo scienziato infermiere è colui che è in possesso delle specifiche competenze disciplinari e deve applicare le regole epistemologiche al proprio insieme conoscitivo.
LA DISCIPLINA INFERMIERISTICA
Giugni: le discipline indicano la capacità mentale mediante le quali la materia si è costituita. Ciascuna ha una struttura, una procedura e uno specifico linguaggio. Bruner: la struttura di una disciplina è data dai suoi concetti chiave e dai suoi principi organizzatori La disciplina è un ramo del sapere che possiede una propria struttura e linguaggio e può avere due strutture:
- struttura concettuale o sostanziale: indica l'insieme di concetti, costrutti e teorie che costituiscono il bagaglio conoscitivo della disciplina e che guidano la pratica. Questa è composta da un insieme di modelli concettuali, ovvero un'elaborazione teorica che guida il pensiero e l'azione di una disciplina. Nella disciplina infermieristica questi vengono elaborati all'interno di una cornice filosofica detta METAparadigma cioè punto di riferimento, impalcatura. I modelli concettuali e universali della disciplina su cui le teoriche si basano, sono composti da:
uomo ambiente salute e malattia assistenza infermieristica
- Struttura sintattica: insieme di procedure di indagine e metodi di verifica adottati dalla disciplina. L’assistenza infermieristica è una disciplina La disciplina è un ramo del sapere, una materia di studio e ambito di applicazioni pratiche, che possiede una sua struttura e un suo linguaggio specifico. In quanto campo strutturato di conoscenze, la disciplina deve avere:
- Un campo materiale che sia oggetto di studio
- Un metodo
- Uno scopo
- Un campo di applicazione
- Una giustificazione storica È per questo che l’assistenza infermieristica si configura come disciplina in quanto:
- il campo materiale e l’OGGETTO di studio sono costituiti dall’UOMO con l’ottica di rispondere ai suoi bisogni specifici di salute; è questa particolare ottica che consente di formulare teorie e di differenziarle tra loro
- il METODO è costituito dal processo di assistenza infermieristica
- lo SCOPO è consentire all’uomo di raggiungere l’autonomia rispondendo ai suoi bisogni
- il CAMPO DI APPLICAZIONE è costituito da tutte le strutture sanitarie e sociali che si occupano della salute
- la DISCIPLINA INFERMIERISTICA è giustificata da condizioni sociali e storiche che ne hanno caratterizzato lo sviluppo COS’È UNA DISCIPLINA? Una disciplina ha un campo materiale di studio. Analizza il campo materiale attraverso un’ottica definita. Definisce un suo quadro concettuale. Presenta condizioni operative concrete per la sua sperimentazione. Ha una sua connotazione sociale e storica. Il campo materiale è l’oggetto di interesse di una disciplina. L’ ottica è la modalità con cui una disciplina mette a fuoco un campo materiale per produrre conoscenza. Il campo materiale dell’infermieristica è l’uomo visto con l’ottica dei bisogni di assistenza. Attribuire un nome significa rendere distinguibile sul piano concettuale un oggetto rispetto ad oggetti simili: significa toglierlo dalla realtà indefinita per dargli un identità. Attribuire dei nomi a dei problemi è il primo necessario passo per renderli riconoscibili e identificabili. Gli INFERMIERI hanno bisogno di denominare i problemi infermieristici. È per questo che dal 1975 i problemi infermieristici sono stati individuati e classificati dal SISTEMA NANDA-NOC-NIC. L’insieme di queste tre catalogazioni rappresenta il primo tentativo sistematico di dare una definizione organica e standardizzata al sapere e alla pratica infermieristica. Attraverso questi tre strumenti è possibile arrivare alla definizione di piani standard da utilizzare, verificare ed aggiornare continuamente nella pratica.
NURSING
Il Nursing è l'uso del giudizio clinico nell'erogazione della cura, per consentire alle persone di migliorare, mantenere o recuperare la salute, affrontare i problemi e realizzare la migliore qualità di vita possibile, qualsiasi sia la malattia o l’incapacità, fino alla morte. LE CARATTERISTICHE DEL NURSING Uno scopo del nursing è quello di promuovere la salute, la guarigione, la crescita e lo sviluppo e prevenire la malattia, il danno e l'incapacità. Gli interventi del nursing riguardano il conferire potere alle persone, aiutandole a realizzare, mantenere o recuperare l'indipendenza.
Queste dimensioni possono essere raggruppate in tre categorie
- Bio-fisiologica: patrimonio genetico, sesso, età, funzionamento degli organi, anatomia
- Psicologica: influenza delle emozioni
- Socio-culturale: struttura sociale, cultura corrispondente alla struttura sociale I BISOGNI Diversi sono gli studiosi che hanno fornito una spiegazione al concetto di bisogni ma tutti considerano la persona un insieme integrato, strutturato e motivato a soddisfare questi bisogni. I bisogni sono stati descritti da Maslow attraverso una piramide suddivisa in 5 categorie di bisogni in base alla priorità.
- Bisogni fisiologici
- Bisogni di sicurezza e di protezione
- Bisogno di affiliazione
- Bisogni di autostima e di stima
- Bisogni di autorealizzazione La persona essendo un sistema aperto, è in costante interazione con il suo ambiente. Il cambiamento nella persona o nell’ambiente può determinare come conseguenza uno squilibrio o una disorganizzazione. Lo squilibrio tra persona e ambiente determina l’alterazione dello stato di salute e quindi l’insorgenza di una malattia. La salute pertanto è legata all’interazione delle persone con l’ambiente. Con il termine salute si intende quindi ASSENZA DI MALATTIA. Con il termine malattia invece si intende uno stato nel quale la funzionalità fisica, emotiva, intellettuale di un individuo è in qualche modo compromessa o indebolita rispetto ad un’esperienza precedente. La salute e la malattia possono essere considerate un continuum , che va da un polo di salute ottimale a uno di malattia fino ad arrivare alla morte. Può essere spiegata da un punto di vista:
- Oggettivo = deviazione della normalità dei parametri fisiologici dell’organismo
- Soggettivo = sentirsi male, sentimento La malattia è una quindi una condizione di alterato equilibrio tra uomo e ambiente che si traduce in una alterazione dei parametri fisiologici oggettivi (SEGNI) che si manifestano in stati di alterazione percepiti soggettivamente (SINTOMI). Si possono definire tre modelli di malattia che sono:
- PRIMITIVO = fenomeno magico-religioso all’interno del proprio gruppo sociale
- BIOMEDICO = si occupa più della malattia che della salute e la considera in base ad alterazioni osservabili o no. La malattia consiste in una lesione organica che induce il cattivo funzionamento del corpo
- COMPORTAMENTALE = la malattia è considerata il risultato di comportamenti e stili di vita. La persona portatrice di malattia è quindi portatrice di BISOGNI e necessità, ma anche di potenzialità e risorse in qualche modo influenzabili dall’attività dell’infermiere. Il bisogno è infatti una necessità, una mancanza che una persona avverte e ha caratteristiche diverse. L’esistenza del bisogno è quindi la condizione necessaria per l’assistenza, ovvero un ambito di attività accomunate dalla finalità di perseguire il massimo beneficio per l’assistito, tramite: sostituzione , sostegno e sviluppo di sue funzioni ed abilità.
Per questo l’assistenza infermieristica si basa sui concetti di “to cure, to care” , curare e prendersi cura. Attraverso questo atteggiamento si soddisfa il bisogno dell’assistito. CONCETTO DELLA COMPETENZA Ogni professionalità richiede una specifica competenza capace di garantire risposte adeguate e corrette ai BISOGNI. La competenza specifica è una condizione necessaria per assumere la responsabilità di un intervento di assistenza professionale. Ad ogni professionista si richiede una specifica competenza CONOSCENZE GENERALI Patrimonio di nozioni personali possedute^ SAPERE CONOSCENZE TECNICHE Patrimonio di nozioni-abilità possedute rispetto ad un preciso campo di conoscenza (aspetti sanitari, amministrazione, ecc.)
SAPER FARE
CONMPORTAMENTALE e ORGANIZZATIVO Strumenti per concretizzare e tradurre in risultati le conoscenze possedute. Caratteristiche individuali in grado di influenzare atteggiamenti e comportamenti
SAPER ESSERE
MIGLIORAMENTO
CONTINUO
Ogni professionista per rafforzare e migliorare le proprie competenze deve partecipare alla “vita Professionale e culturale”
SAPER DIVENIRE
CONCETTO DI PROFESSIONE
Per definizione si intende una “occupazione in cui la conoscenza è utilizzata nella sua applicazione per risolvere i problemi altrui o nell’esercizio di un’arte basata su di essa”. Per essere definita professione deve avere:
- UNA TEORIA SISTEMATICA = organizzata in un sistema coerente
- UN’AUTORITA’ PROFESSIONALE = un riconoscimento derivante dalla conoscenza specifica, competenza tecnica, autonomia e responsabilità
- SANZIONI DELLA COMUNITÀ = possibilità di esercizio con titoli accademici e abilitazione
- UN CODICE DEONTOLOGICO = regole di comportamento stabilite dalla professione
- UNA CULTURA PROFESSIONALE = valori, norme, regole Nella specifica attività dell’infermiere, confluiscono due aspetti fondamentali:
- Problema Collaborativo = interdipendenza con l’attività diagnostico-terapeutica del medico
- Sviluppo del Processo Diagnostico = attività autonoma di cui solo l’infermiere è direttamente responsabile Il riconoscimento dell’esclusiva competenza è il fondamento della professionalizzazione dell’assistenza infermieristica. In Italia viene datato alla fine degli anni ’80 il concetto di disciplina o scienza infermieristica che entra nel dibattito scientifico generale. L’INFERMIERISTICA può quindi essere vista come professione. Fu proprio la Meleis, un’infermiera statunitense a descrivere le varie tappe evolutive che hanno caratterizzato l’identità professionale e il campo di azione proprio dell’infermieristica. Ogni stadio afferma il ruolo dell’assistenza infermieristica nella società attraverso l’esplicitazione dei requisiti scientifici della disciplina infermieristica. 4 sono le tappe evolutive professionalizzanti:
- Stadio della PRATICA = periodo che precede ogni forma di teoria infermieristica, coincide con il “FARE” dell’infermiere
- Stadio della FORMAZIONE ed ORGANIZZAZIONE = periodo in cui si definiscono norme e standard da utilizzare nell’insegnamento e nella gestione
- Stadio della TEORIA = periodo in cui inizia la produzione di teorie e modelli concettuali. conoscenza Comportamentali e organizzative generali tecniche capacità
PROTOCOLLI
I protocolli sono una formalizzazione di un insieme di azioni fisiche, mentali e verbali con le quali l’operatore raggiunge un determinato obiettivo. È un documento scritto dove sono individuati: obiettivi, risorse, procedure, motivazioni, standard di risultato e indicatori di verifica. I protocolli indicano lo scopo di un’attività e permette la riproducibilità del metodo di lavoro indipendentemente dalla persona che lo sta svolgendo. Il protocollo possiede due strutture che sono la sostanza, cosa scrivere e la forma, come scrivere, e serve a:
- prevenire errori e deviazioni
- ottenere uno standard di prestazione al di là del professionista che lo esegue
- conservare il saper fare degli operatori
- contenere il proliferare di documentazioni
- formare ed informare tutti i soggetti coinvolti nel processo assistenziale
- determinare in modo chiaro le responsabilità Le 4 regole per un protocollo:
- descrivere tutto quello che si deve fare
- agire in conformità a quanto descritto
- verificare che si operi come descritto
- documentare tutto quello che si è fatto PROCEDURE La procedura è una modalità definita per eseguire un’attività. È una descrizione dettagliata delle azioni che si compiono per eseguire una specifica attività. È un documento espresso in forma scritta, avente lo scopo di eseguire un intervento secondo criteri di correttezza finalizzati ad un obiettivo. EBN EBM EBP L’assistenza sanitaria si basava sui principi di efficienza (economicità) e su quelli di efficacia (adeguatezza delle prestazioni). È proprio da qui che nasce il movimento evidence-based il quale svolge un ruolo fondamentale nella realizzazione del Governo Clinico e su cui si basa la medicina e il nursing. La MEDICINA e il NURSING basate sulle prove di efficacia costituiscono quindi il substrato su cui realizzare l’evidence-based health care , ossia un’assistenza in cui le migliori prove di efficacia, l’esperienza dei professionisti e la partecipazione dell’utente mirano a garantire prestazioni di qualità. EBN l’Evidence Based Nursing è il processo attraverso il quale l’infermiere assume la decisione clinica più giusta basandosi sulle recenti ricerche ed evidenze scientifiche. Il processo EBN è composto da:
- definizione del problema
- conversione delle aree di incertezza
- ricerca della letteratura
- critica della letteratura
- integrazione della pratica clinica delle conoscenze apprese
- rivalutazione continua EBM l’Evidence Based Medicine ha un’importanza rilevante nella costruzione del Governo Clinico ed è un approccio rivolto a gestire il sistema sanitario nazionale e i bisogni dei cittadini EBP l’Evidence Based Practice è lo strumento che serve a contrastare errori clinici sistematici che nascono da un processo di decision making sbagliato.
FLORENCE NIGHTINGALE
Florence Nightingale è considerata la paladina dell’assistenza infermieristica moderna. Iniziò la sua attività, quando nel 1854 decise di partire per la Crimea per andare a soccorrere i soldati feriti in guerra negli ospedali militari.
Scesa sul campo, denuncia subito le condizioni indecenti nelle quali si trovano i malati, in stato di abbandono e in condizioni davvero poco igieniche. Così iniziò a riportare e pubblicare tutta una serie di rapporti innovativi sui metodi per l’approccio all’assistenza sanitaria:
- sottolineò l’importanza di mantenere ottime condizioni igieniche, per evitare il propagarsi di malattie
- annotava il numero di soldati morti a causa di malattie prevedibili e il numero di soldati morti invece per le ferite riportate o per incidenti. Questo le permetteva di elaborare delle statistiche e sintetizzarle in grafici. Seguendo queste accortezze, la Nightingale riuscì a ridurre la percentuale di mortalità da infezione o altre malattia dal 42% al 2%. Tutto questo impegno non rimase fine a sé stesso infatti mise a punto il primo metodo per la formazione delle infermiere istituendo, nel 1860, la “Nightingale Training School”. Per la prima volta nella storia, quello dell’infermiere venne riconosciuto come un mestiere a tutti gli effetti: le infermiere diplomate erano subito richieste dagli ospedali, pertanto la scuola ebbe un ruolo formidabile nello sviluppo del Nursing.
PROCESSO DI NURSING
Le prestazioni assistenziali non possono più essere improvvisate ma vanno pensate e programmate. Non a caso l’assistenza infermieristica, anche grazie alla Nightingale, si basa su pianificazione, gestione e valutazione degli interventi e degli obiettivi assistenziali. È grazie al processo di Nursing che l’infermiere inizia ad agire in autonomia (solo in parte). Il processo di nursing è quindi un’attività deliberata e intellettuale che in maniera scientifica e sistematica agisce come un mezzo con la quale viene “spiegata” l’attività infermieristica.
- DELIBERATO si intende un processo meditato e intenzionale
- INTELLETTUALE in quanto razionale e concettuale
- ATTIVITA’ poiché è una condizione di agire, cambiare e comportarsi
- MANIERA SCIENTIFICA E SISTEMATICA in quanto fa riferimento al problem solving Per quanto riguarda l’autonomia e la responsabilità dell’infermiere, entra in gioco l’articolo 3 del decreto Balduzzi, il quale si preoccupava di stabilire i confini di responsabilità professionale e della gestione del rischio clinico. Questo articolo annunciava che: “l’esercente le professioni sanitarie che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche non risponde penalmente ai danni in caso di dolo o colpa lieve”. Quest’articolo verrà poi aggiornato e sostituito dalla successiva legge GELLI-BIANCO , la quale ammette che il professionista sanitario risponderà penalmente anche in caso di colpa lieve. Chiarisce anche che ci si deve attenere alle buone pratiche solo in caso di mancanza di linee guida. Riguardo il processo di nursing, tutte le diverse teorie su cui si fonda il modello infermieristico, hanno uno stesso scopo ovvero far raggiungere al paziente l’autonomia in modo tale che sia in grado di soddisfare i propri bisogni. I concetti fondamentali sono quindi la centralità della persona assistita, il recupero e l’attivazione delle risorse del paziente al fine di raggiungere l’autocura. AUTONOMIA = capacità del soggetto di perseguire obiettivi di necessità e di qualità di vita, tenuto conto del suo stato di salute. AUTOCURA = è definita come produzione di azioni sistematiche e deliberate che, attuate in modo continuo ed efficace, regolano l’integrità, lo sviluppo ed il funzionamento umano e sono necessarie per la continuità della vita. L'intervento infermieristico, quindi, deve offrire alla persona la possibilità di partecipare alla promozione e al mantenimento della propria salute e deve aiutarlo a trarre il massimo beneficio dalle sue capacità di gestire la salute. La presenza o l'assenza della capacità di autocura vanno sempre viste all'interno delle sfere fisica, mentale e sociale dell'individuo. Il deficit di autocura insorge quando le capacità di cura di sé non sono sufficienti, quindi la persona non è in grado di prodursi le azioni di autocura. Ciò spiega la necessità dell'assistenza infermieristica.
ATTEGGIAMENTI PROPRI DEL PENSIERO CRITICO
Onestà intellettuale che comprende empatia intellettuale e costanza; l’infermiere si forma e chiede supervisione, ogni qualvolta ne senta la necessità. Curiosità intellettuale ovvero fiducia nella ragione; è un atteggiamento di indagine che porta a farsi domande.
PROCESSI COMPLESSI
I processi complessi si basano su analisi e analisi critica.
PROCESSO DI ASSISTENZA
- ACCERTAMENTO
- DIAGNOSI INFERMIERISTICA
- PIANIFICAZIONE
- ATTUAZIONE INTERVENTI
- VALUTAZIONE
ACCERTAMENTO
L'accertamento è la raccolta sistematica dei dati riguardanti l'assistito volta a determinarne le condizioni di salute e lo stato funzionale. Tramite l'accertamento possiamo identificare i problemi di salute, pianificare l'assistenza, valutare i risultati conseguiti dall'assistenza eseguita. L'obiettivo è quindi quello di avere un quadro generale delle condizioni del paziente, attuali e passate e di come è possibile aiutarlo. L'accertamento è un processo continuo che interviene durante tutte le fasi del processo. Esistono 4 tipi di accertamento:
- Accertamento iniziale
- Accertamento mirato
- Ri-accertamento
- Accertamento d’emergenza 1. ACCERTAMENTO INIZIALE L'accertamento iniziale è effettuato alla presa in carico dell'assistito. Viene chiamato anche accertamento all'ammissione ed è attuato nel momento in cui il paziente entra nella struttura sanitaria. processo cognitivo con il quale si compone il materiale informativo e se ne identificano le relazioni esistenti. utilizzata per individuare quali informazioni sono essenziali in una situazione. Questa analisi è impiegata nel problem solving e decision making. processo con il quale si stabilisce l'azione più adeguata a produrre un risultato atteso. attività mentale finalizzata a identificare un problema e trovarne la sua soluzione. Il processo di nursing è una forma di problem solving. Insieme formano il processo decisionale che è parte essenziale della risoluzione del problema. Componenti: PROBLEM FINDING Insieme di procedimenti in grado di scoprire l'esistenza di un problema. PROBLEM SHAPING Insieme di procedimenti in grado di definire meglio un problema complesso. PROBLEM SETTING Insieme di procedimenti in grado di configurare il problema riconosciuto. PROBLEM TALKING Insieme di procedimenti in grado di descrivere e spiegare il problema.
Gli scopi sono quelli di valutare lo stato di salute del paziente, identificare tutti i modelli fisiologici ed offrire un database completo per valutare i suoi cambiamenti di salute.
2. ACCERTAMENTO MIRATO L’accertamento mirato raccoglie dati su un problema già identificato durante il precedente accertamento. Spesso l’infermiere esegue l'accertamento sul paziente per un problema specifico e contemporaneamente eroga assistenza infermieristica. 3. RI-ACCERTAMENTO Il ri-accertamento determina lo stato di un problema già identificato. È un confronto dello stato attuale del paziente con i dati precedentemente ottenuti. La nuova raccolta, quindi, viene confrontata con la precedente. 4. ACCERTAMENTO D’EMERGENZA L'accertamento d'emergenza si effettua in situazioni di pericolo per la vita. In questo caso la tempestività è l'elemento essenziale per identificare e intervenire nei problemi di salute dei pazienti. Spesso le difficoltà del paziente riguardano problemi alle vie aeree, alla respirazione e alla circolazione. Anche un repentino cambiamento nel concetto di sé (pensieri di suicidio), nei ruoli o nelle relazioni (conflitti sociali che sfociano in atti violenti) possono innescare un’emergenza. L’accertamento d’emergenza è centrato su pochi modelli essenziali di salute, perciò non è completo. FONTI DELL’ACCERTAMENTO Con il termine fonte di intendono qualsiasi oggetto o materiale che fornisce dati validi e significativi sullo stato e sui bisogni dell’assistito. Le fonti dei dati dell’accertamento possono essere:
- Primarie – ovvero la persona assistita. Le informazioni raccolte dal paziente sono considerate le più affidabili (a meno che non ci sia un alterato livello di coscienza, dolore, intervento chirurgico appena eseguito, malattie acute o età)
- Secondarie – dati secondari, non ottenuti dal paziente. Se il paziente è considerato inaffidabile, confuso o soffre di condizioni fisiche o mentali che alterano il pensiero e la memoria, si ricorre a fonti secondarie come: persone vicine all’assistito, familiari o amici, altri operatori sanitari (medico di base) o documentazione sanitaria di periodi passati. I dati forniti dalle fonti possono essere:
- Quantitativi ( Es. Il numero di episodi di vomito nel periodo considerato )
- Qualitativi ( Es. Le preferenze e le scelte relative allo stile alimentare ) Altre fonti sono rappresentate dalla documentazione clinica. LUOGHI DELL’ACCERTAMENTO I dati possono essere raccolti in qualsiasi contesto di assistenza. L'importante è programmare un momento adeguato a garantire il comfort fisico della persona. L'ambiente deve essere tranquillo e riservato in modo da permettere la discussione di informazioni personali. Per prevenire imbarazzi durante l'esame, l'infermiere può chiedere ai familiari di lasciare la stanza. LE 4 FASI L’accertamento si compone di 4 fasi:
- OSSERVAZIONE = è un qualcosa di più del semplice guardare, vengono sfruttati i sensi. Il primo senso è la vista: rilevare come appare il paziente se mostra segni di stress o di assenza di comfort. Il secondo senso è l'olfatto: gli odori del corpo indicano sia il funzionamento delle ghiandole sebacee, sia il livello di pulizia del paziente, un alito cattivo potrebbe essere indice di infezione polmonare o di cattiva igiene orale. Udito: l’ascolto attivo da parte dell’infermiere è importante poiché rivolge l’attenzione a colui che parla, ovvero il paziente che così non si sente in difficoltà. L’altro senso è il tatto usato per salutare, per offrire rassicurazione, ma anche per eseguire una prima valutazione della temperatura corporea, dell'umidità cutanea e per rilevare presenza di calore o freddezza.
La VALUTAZIONE iniziale e la DIAGNOSI sono cruciali per la PIANIFICAZIONE di interventi infermieristici autonomi volti a raggiungere risultati di salute desiderabili dalla persona assistita. Nelle diverse fasi del processo di assistenza l’assistito comprende i propri PROBLEMI di SALUTE e i propri PUNTI di FORZA (supportato nel care, healing ed empowerment). LE DIAGNOSI INFERMIERISTICHE COSTITUISCONO IL LINGUAGGIO DELLA DISCIPLINA. Una terminologia universalmente condivisa aiuta la comunicazione, migliora le performance e fornisce un importante “indice di qualità”. Per questo entra in gioco la TASSONOMIA, ovvero un sistema di classificazione e standardizzazione della conoscenza infermieristica. Per dimostrare l’unicità e la specificità dell’Assistenza Infermieristica è necessario utilizzare un linguaggio proprio e codificato e assumere regole e principi ben precisi. È proprio per questo che nascono i vari sistemi di classificazione del nursing. NANDA – North American Nursing Diagnosis Association La Nanda è un'associazione americana nata nel 1982 dedita alla definizione e standardizzazione delle diagnosi infermieristiche. Ad oggi ci avvaliamo di tre linguaggi che possiamo usare separatamente o collegati fra loro che prendono il nome di tassonomia NNN:
- NANDA
- NIC = Nursing Interventions Classification.
- NOC = Nursing Outcomes Classification. La tassonomia NANDA è una delle tassonomie più importanti che ci permette di identificare, classificare e descrivere tutte le possibili diagnosi infermieristiche. Permette la descrizione del problema in modo universale grazie all'uso di un linguaggio standardizzato che aiuta la comunicazione tra professionisti. Ogni diagnosi è associata ad un codice e questo viene rimosso se la diagnosi viene cancellata. La tassonomia NANDA presenta tre livelli:
- 13 domini
- 47 classi
- 267 diagnosi infermieristiche La struttura di ciascuna diagnosi infermieristica NANDA si compone di un insieme di elementi utili ad un linguaggio condiviso:
- Titolo = descrizione sintetica che descrive lo stato di salute dell'assistito, indicata con un codice
- Definizione = fornisce una descrizione chiara e precisa del concetto diagnostico, delinea il significato della diagnosi e la differenzia dalle diagnosi simili
- Caratteristiche definenti = sono i segni e sintomi che indicano la presenza del problema, per una diagnosi, ne sono sufficienti 2 o 3 per avvalorarla
- Fattori di rischio = fattori che aumentano la suscettibilità di un individuo o una comunità rispetto ad un problema/malattia
- Fattori correlati = sono i fattori/agenti che hanno causato o contribuito a far insorgere il problema
- Popolazioni a rischio = gruppi di persone che condividono caratteristiche che rendono ogni membro suscettibile ad un particolare problema/malattia
- Condizioni associate = diagnosi mediche, procedure diagnostiche/chirurgiche, dispositivi medico/chirurgici o terapie farmacologiche Esempio di diagnosi NANDA e le sue composizioni Titolo : mobilità compromessa – codice 00085 Definizione : limitazione nel movimento autonomo di uno o più arti Caratteristiche definenti : difficoltà a girarsi, diluizione dell’esecuzione articolare Fattori correlati : ansia, diminuzione del controllo della massa muscolare
PIANIFICAZIONE
La pianificazione è un'attività che coinvolge il processo decisionale, il processo critico e la creatività e consiste nell' identificazione degli obiettivi assistenziali e nella scelta degli interventi. L'obiettivo della pianificazione infermieristica dell'assistenza è l'uso migliore delle risorse disponibili, al fine di aiutare la persona a raggiungere i risultati attesi. La pianificazione prevede due momenti:
- Definizione di una diagnosi e dei problemi collaborativi con successiva organizzazione in base alle priorità d’intervento. Alta priorità quando occorre una gestione immediata per evitare conseguenze negative sullo stato del paziente Media e bassa priorità quando possono essere rimandate senza che lo stato dell’assistito venga compromesso
- Identificazione e prescrizione degli interventi infermieristici per il contenimento e la risoluzione dei problemi di salute. Gli interventi infermieristici sono azioni il cui scopo è assistere il paziente ad affrontare con successo i problemi e a raggiungere dei risultati positivi in termini di benessere. L’identificazione degli obiettivi da raggiungere, si ottengono tramite i NOC. NOC – Nursing Outcomes Classification La tassonomia NOC è una classificazione dei risultati (outcomes) applicabili all’individuo e ai soggetti bisognosi di interventi infermieristici ed è caratterizzata da cinque livelli:
- 7 DOMINI
- 34 CLASSI
- 540 RISULTATI
- INDICATORI
- SCALE DI MISURAZIONE. Tutti e cinque i livelli sono stati codificati per l’uso nella pratica clinica infermieristica. Questa struttura aiuta gli infermieri a identificare i risultati da applicare nella loro pratica clinica. Il risultato è uno stato, un comportamento o una percezione di un individuo o una comunità, che viene misurato attraverso un continuum in risposta a uno o più interventi infermieristici. L'uso dei risultati degli assistiti al fine di valutare l'assistenza sanitaria è iniziato durante la guerra di Crimea, quando Florence Nightingale ha registrato e analizzato le condizioni dell'assistenza sanitaria e i risultati degli assistiti. Gli obiettivi sono risultati attesi reali che si possono misurare; la scelta dell’obiettivo determina anche la scelta della valutazione, ovvero si stabilisce il periodo entro cui si valuterà se il risultato è stato raggiunto. L’Obiettivo è quindi il risultato che ci si aspetta di ottenere. Per ricordare le caratteristiche di un obiettivo ben definito viene utilizzato l’acronimo SMART: Specific (Specifico) Measurable (Misurabile) Achievable (Raggiungibile) Realistic (Realistico) Time - constrained (Con una data limite) Molte fonti fanno diventare l’acronimo SMARTER aggiungendo: Ethical (Etico) Recorded (Registrato) In base alla decisione dei risultati che si vogliono ottenere si scelgono gli interventi da fare attraverso i NIC. NIC – Nursing Intervention Classification I NIC sono la classificazione standardizzata degli interventi infermieristici attuati dagli infermieri. La tassonomia NIC è costituita da 3 livelli:
MODELLI FUNZIONALI E DISFUNZIONALI DI MARJORY GORDON
Nel 1982, è diventata la prima Presidente di NANDA ( North American Nursing Diagnosis Association ), l'associazione nordamericana per la Diagnosi Infermieristica. È stata la principale investigatrice su progetti di ricerca riguardanti il processo infermieristico e le diagnosi infermieristiche. Secondo la Gordon, tutti gli esseri umani hanno in comune certi modelli funzionali che contribuiscono alla loro salute , qualità della vita e realizzazione. Tali modelli comuni sono il centro di interesse dell’accertamento infermieristico. La descrizione e la valutazione dei modelli di salute permettono all’infermiere di identificare i modelli che sono funzionali (punti di forza) e quelli che sono disfunzionali (DIAGNOSI INFERMIERISTICHE). Con “ Modello ” Gordon intende un insieme di comportamenti , che si ripetono nel corso del tempo e che relazionandosi fra loro formano l’unicità e la complessità di ogni singola persona. I Modelli Funzionali della salute non costituiscono un modello teorico, ma servono essenzialmente a raccogliere i dati. Gordon propone che l’infermiere ripartisca i dati raccolti in 11 diverse aree e poi le valuti per determinare se il modello sia funzionale o non funzionale per la persona. La struttura dei Modelli funzionali di Gordon ha carattere olistico e va applicata alla persona. I modelli di Gordon orientano gli infermieri nella raccolta dati, contribuiscono a determinare lo stato di salute, la qualità di vita e la realizzazione della persona e sono modelli funzionali che tutti gli esseri umani condividono. L'infermiere utilizza questi modelli durante l’anamnesi: grazie ad essi è in grado di identificare i punti di forza e le disfunzioni. I Modelli Funzionali della salute prendono origine dall’interazione persona-ambiente. Questi sono influenzati da fattori biologici, culturali e sociali. Un particolare modello deve essere valutato nel contesto degli altri modelli e del suo contributo alla funzionalità complessiva di quell’assistito. Un modello funzionale diventa modello disfunzionale quando vi è un problema di salute reale o potenziale. 11 MODELLI FUNZIONALI DELLA SALUTE
1. Modello di percezione e di gestione della salute Descrive il modello di salute e di benessere percepito dall’assistito, il modo in cui l’assistito gestisce la salute e lo stato di salute in rapporto alle attività di promozione della salute. 2. Modello nutrizionale e metabolico Descrive i modelli dell’assunzione di alimenti solidi e di liquidi; include anche informazioni inerenti lesioni tissutali e capacità di guarigione, condizioni della cute, capelli, unghie e mucose. 3. Modello di eliminazione Descrive i modelli della funzione escretoria (intestino, vescica e cute) e i mezzi e le abitudini che la persona adotta (frequenza di eliminazione o lassativi). 4. Modello di attività e di esercizio fisico Descrive il modello di esercizio fisico, attività fisiche, tempo libero, attività di vita quotidiana, sport e fattori che interferiscono con l’attività fisica. 5. Modello di riposo e sonno Descrive i modelli di sonno, di riposo e di rilassamento; la percezione della qualità e della quantità di sonno e riposo, del livello di energia, oltre agli ausili per dormire come farmaci o abitudini notturne. 6. Modello cognitivo e percettivo Descrive la percezione delle funzioni sensoriali, dell’orientamento nello spazio e nel tempo e le capacità funzionali cognitive. 7. Modello di percezione di sé – concetto di sé Descrive il modello del concetto di sé e comprende gli atteggiamenti verso sé stessi, la percezione delle proprie capacità, l’immagine corporea, l’identità, il modello emozionale generale, la postura e il linguaggio. 8. Modello di ruoli e di relazioni Descrive la percezione dei principali ruoli e delle responsabilità nella situazione di vita attuale dell’assistito. Comprende inoltre la soddisfazione o i conflitti in ambito familiare, sul lavoro o nelle relazioni.
9. Modello di sessualità e di riproduzione Descrive l’attività sessuale della persona in relazione al suo stadio di sviluppo, valuta la percezione della persona della propria salute sessuale, lo stadio riproduttivo della donna (pre-post menopausa), ed eventuali problemi. 10. Modello di coping e tolleranza allo stress Descrive il modo generale di affrontare le situazioni, la capacità di resistere alle sfide e di gestire lo stress. 11. Modello di valori e di convinzioni Descrive i valori, gli obiettivi e le convinzioni che guidano le scelte. Comprende ciò che viene percepito come importante nella vita e qualunque conflitto relativo alla salute. La struttura del modello funzionale della salute per l’accertamento richiede un adattamento delle domande da porre e dei particolari da osservare nel caso di neonati, bambini o preadolescenti. Strumenti fondamentali sono quindi percezione – intuizione – deduzione. Gli assistiti in condizioni critiche non sono in grado di rispondere ad un accertamento completo. Durante la fase critica della malattia, gli obiettivi principali sono la stabilizzazione dei processi fisiologici o psicologici e la prevenzione di ulteriori complicanze.
LYNDA JUALL CARPENITO
È riconosciuta a livello mondiale come la creatrice del modello bifocale (1983), della pratica clinica, che pone il paziente al centro dell'attenzione. Inoltre, Carpenito ha sottolineato l'importanza della figura dell'infermiere e come il loro lavoro è diverso da quello del medico ed essenziale per il paziente. Secondo la Carpenito, nessuna altra disciplina ha delle basi conoscitive così ampie, come l’Infermieristica. L’infermiere non opera da solo e spesso la gestione dei problemi di salute degli utenti lo chiama a collaborare con altri specialisti. Pertanto, ci sono situazioni cliniche, non descrivibili con diagnosi infermieristiche, ma che richiedono comunque interventi assistenziali di natura infermieristica. Il Modello Bifocale dell’attività clinica permette di identificare le 2 situazioni cliniche nelle quali l’infermiere interviene nella sua pratica professionale:
- DIAGNOSI INFERMIERISTICA = Sono giudizi clinici riguardanti le risposte della persona, della famiglia o della comunità a problemi di salute attuali o potenziali. Le diagnosi infermieristiche costituiscono la base sulla quale scegliere gli interventi infermieristici per raggiungere dei risultati di cui l’infermiere è responsabile.
- PROBLEMA COLLABORATIVO = Sono determinate COMPLICANZE fisiologiche che gli infermieri controllano e valutano per rilevarne la comparsa o una modificazione. Gli infermieri gestiscono i problemi collaborativi come interventi di prescrizione medica o infermieristica volti a ridurre al minimo le complicanze di determinati eventi. Secondo Carpenito le situazioni dove l’infermiere interviene, possono essere raggruppate in 5 categorie:
- Fisiopatologiche (per es. IMA, personalità borderline, ustioni)
- Correlate a trattamenti (per es. terapia anticoagulante, dialisi, arteriografia)
- Personali (per es. processo del morire, divorzio, trasferimento)
- Ambientali (per es. scuola troppo affollata, scale senza corrimano etc.)
- Correlate a fasi maturative (per es. pressioni da parte del gruppo dei coetanei, ruolo genitoriale, invecchiamento) METAPARADIGMA DELLA CARPENITO
- LA PERSONA = può essere una persona, un gruppo o una comunità. Ha capacità di autoguarigione ed è in continuo rapporto con l’ambiente. Prende decisioni secondo le proprie priorità, ha valore e dignità propri, è un tutto unico in cerca di equilibrio ed è un esperto della propria salute
- LA SALUTE = viene definita dalla persona, la quale ne ha la responsabilità; è uno stato dinamico, in continuo mutamento ed è l’espressione del livello ottimale di benessere
I teorici dei BISOGNI sono stati il primo gruppo di infermieri a pensare di dare all’assistenza un ordine concettuale. Affrontano questo concetto di bisogno basandosi sulle loro esperienze e i loro pensieri, facendo così assumere al bisogno una declinazione diversa in ogni teoria. È una corrente di pensiero disciplinare che sostanzia oggetto, metodo e scopo attorno al concetto di bisogno. Le autrici che hanno contribuito maggiormente a questa scuola sono Henderson, Orem e Cantarelli.
- FOCUS è concentrato sui problemi e le funzioni degli infermieri
- ESSERE UMANO è un essere dinamico che ha tutta una serie di bisogni
- PAZIENTE è persona che ha difficoltà a soddisfare un bisogno
- ORIENTAMENTO è la malattia e il malessere
- RUOLO INFERMIERE è quello di soddisfare i bisogno necessari del paziente La scuola dell’INTERAZIONE È una corrente di pensiero disciplinare che concretizza oggetto, metodo e scopo attorno al fondamento del cambiamento legato all’interazione e alla relazionale. Le autrici che hanno contribuito maggiormente a questa scuola sono King , Orlando e Leininger.
- FOCUS è l’interazione tra infermiere e paziente; la malattia è vista come un'esperienza
- ESSERE UMANO è portatore di bisogni che talvolta hanno un significato in base alle proprie esperienze ed è un essere che interagisce
- PAZIENTE- è un essere indifeso che cerca risposte
- ORIENTAMENTO è la malattia e il malessere
- RUOLO INFERMIERE è quello di aiuto internazionale, come agente terapeutico La scuola dei RISULTATI È una corrente di pensiero disciplinare che concretizza oggetto, metodo e scopo attorno al risultato della prestazione infermieristica verso la salute e al divenire. Le autrici che hanno contribuito maggiormente a questa scuola sono Rogers e Roy.
- FOCUS è il risultato dell’assistenza, gli obiettivi sono l’omeostasi del paziente e la ricerca dell'equilibrio e della stabilità
- ESSERE UMANO è colui che si adda e sviluppa
- PAZIENTE è una persona con mancanza di adattamento
- ORIENTAMENTO è la malattia e il malessere
- RUOLO INFERMIERE è quello di regolatore esterno e viene visto come un meccanismo
SCUOLA DEI BISOGNI VIRGINIA HENDERSON Virginia Henderson sviluppa la sua teoria per definire lo scopo unico dell'assistenza infermieristica, ovvero quello di assistere l’individuo sano o malato nello svolgimento di tutti quegli atti che lo porteranno alla guarigione o ad una morte serena. La teoria si concentra sull'importanza di incrementare l'indipendenza del paziente per accelerarne il processo di recupero in ospedale. La sua teoria è basata sul concetto del bisogno : i bisogni da lei individuati hanno componenti biologiche, psicologiche, sociologiche e spirituali. Individua 14 bisogni fondamentali, ovvero 14 punti da soddisfare per un'assistenza ottimale del paziente. Possiamo notare una correlazione con la gerarchia dei bisogni di Maslow. METAPARADIGMA I 4 grandi campi di cui la Henderson si occupa nella sua teoria sono:
- LA PERSONA = è l’individuo sano o malato che necessita di assistenza, per poter perseguire la propria salute o incamminarsi verso una morte tranquilla
- L'AMBIENTE = è quel luogo dove l’infermiere aiuta il malato a evitare pericoli e a proteggersi, ma in più protegge anche altre persone dai pericoli della malattia A un livello superiore delle teorie e dei modelli concettuali si colloca il metaparadigma , che consiste nella cornice filosofica dell’intera disciplina e dei suoi valori di fondo. Il metaparadigma di una disciplina è generalmente uno solo ed è l’insieme più astratto dei vari modelli della disciplina ovvero la persona, l’ambiente, la salute/malattia e l’assistenza infermieristica. Questi modelli sono tutti collegati per raggiungere un obiettivo, ovvero il soddisfacimento dei bisogni e delle necessità dell’assistito.
- LA SALUTE = La salute è la qualità della vita ed è fondamentale per il funzionamento umano. Richiede indipendenza e interdipendenza. Lo sviluppo della salute è più importante della cura dei malati. Gli individui raggiungeranno o manterranno la salute se avranno la forza, la volontà e la conoscenza necessarie
- IL NURSING = è assistere il malato a giungere alla guarigione o ad una morte serena. DOROTEA OREM Dorotea Orem è l’autrice della teoria del self-care : secondo la teorica e questo modello, ciò che spinge l'uomo a chiedere l'intervento dell'infermiere è la condizione di deficit della cura di sé. Secondo Orem, infatti, l'infermiere deve agire solo nel momento in cui l'assistito non è in grado di gestirsi. Per la Orem l'infermieristica ha come:
- Oggetto, il bisogno dell'uomo, ovvero tutti quegli atti di cura di sé al fine di sostenere la vita e la salute e di favorire la guarigione da malattie e traumi.
- Obiettivo, il superamento delle limitazioni dell'uomo che causano incapacità di prendersi cura di sé. METAPARADIGMA
- LA PERSONA = è il paziente, il quale ha diverse potenzialità di apprendimento, è soggetto alle forze della natura ed è in grado di apprendere la cura di sé.
- L'AMBIENTE = vive in un sistema integrato insieme alla persona, dove la persona ha varie opportunità di svilupparsi e crescere. L'ambiente esiste nelle sue varianti fisica e psicosociale e può interferire in modo positivo o negativo nella vita, nella salute e nel benessere dell'assistito.
- LA SALUTE = è lo stato di integrità dell'individuo in tutte le sue parti ed è la capacità di vivere nell'ambiente, raggiungendo l'autorealizzazione del proprio potenziale umano.
- IL NURSING = è un servizio che promuove il paziente quando è incapace di mantenere per sé stesso una sufficiente qualità di cura a scopo terapeutico. Il concetto chiave per la Orem è l'autocura , la quale prevede la produzione di azioni sistematiche che regolano l'integrità strutturale, lo sviluppo e il funzionamento umano e sono necessarie per il continuo della vita. La teoria del self-care è costituita da un insieme integrato di tre teorie specifiche:
- Teoria della cura di sé = sono tutte quelle attività quotidiane svolte in modo indipendente per mantenere il benessere personale.
- Teoria del deficit di cura di sé = è collegata a problemi di salute che ostacolano l'impegno negli atti di cura di sé: la persona necessita quindi di aiuto. Il deficit di cura di sé può essere parziale o totale in base all'estensione del problema.
- Teoria dei sistemi di assistenza infermieristica = è un insieme di azioni che l'infermiere compie per l'assistito per soddisfare le richieste di cura. I sistemi con cui si applica sono tre: Totalmente compensatori = l'infermiere compensa la totale incapacità del paziente. Parzialmente compensatori = l'infermiere attua solo alcune cure in quanto l'assistito è in grado di provvedere ad altre cure per conto proprio. Educativi o di supporto = il paziente effettua la cura di sé e l'infermiere, controlla, educa e provvede ad una spiegazione solo se necessario. In conclusione, l’assistenza infermieristica secondo il modello della Orem è basata sui sistemi di assistenza rivolti alle persone con deficit di cura di sé. La sua teoria è composta da tre teorie tra loro connesse, che vengono applicate dall'infermiere per promuovere la cura di sé in un paziente con lo scopo di progresso, mantenimento e riabilitazione verso la salute e il benessere. MARISA CANTARELLI Marisa Cantarelli e la prima teorica italiana dell'assistenza infermieristica e fu colei che sviluppò il modello delle prestazioni infermieristiche nel 1997. Secondo il suo pensiero, l'infermiere svolgeva il suo lavoro seguendo uno schema predefinito: agiva incentrando le sue attività sull'organizzazione piuttosto che sull'assistenza alla persona. E per questo che il suo modello teorico delle prestazioni infermieristiche si centra invece sui bisogni dell’assistito e sull'assistenza e prestazione infermieristica.