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INFORMATICA (CORSO PROGREDITO) (INF/01), Sintesi del corso di Fondamenti di informatica

sintesi del corso di informatica

Tipologia: Sintesi del corso

2024/2025

Caricato il 17/03/2026

barbara-gentile-7
barbara-gentile-7 🇮🇹

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Riassunto teoria
Introduzione all’informatica
Il corso esplora i sistemi informativi con un approccio multidisciplinare:
1. Organizzativo: Esamina come la tecnologia impatta sui processi aziendali.
2. Business: Analizza come i sistemi informativi trasformano o creano nuovi modelli di
business.
3. Tecnologico: Introduce tecnologie emergenti come il cloud computing, il 5G e
l'Internet of Things.
4. Etico: Approfondisce questioni etiche, come il digital divide e l'impatto
dell'automazione sul lavoro.
Le origini dell’informatica
Fondamenti storici:
Euclide, III secolo a.C.: sviluppa metodi a passi simili agli algoritmi.
Al-Khwarizmi, matematico persiano (800 d.C.): introduce il concetto di
algoritmo.
Pionieri della tecnologia:
1831: Joseph Henry inventa il relé, base per il calcolo binario.
1834: Charles Babbage immagina un calcolatore programmabile.
1847: George Boole crea l’algebra booleana, il linguaggio della logica.
1888: William Seward Burroughs si dedicò alla realizzazione di una macchina
calcolatrice in grado di semplificare il lavoro manuale dei contabili e fondò
una società per produrre le sue macchine calcolatrici
1906: Lee Dee Forest inventò il triodo, più performante del relè
1929: Vladimir Kosma Zworykin più il precursore della televisione con la sua
invenzione del tubo catodico
1936: Konrad Zuse costruisce la Z1, primo calcolatore digitale.
Come si è sviluppata l’informatica
1. Prima metà del ’900:
Le scoperte si concentrano su calcoli complessi (es. Z3 di Zuse, 1941) e
calcolatori avanzati come il SSEC di IBM (1948).
2. Anni ’60: Le tecnologie si combinano (telecomunicazioni, elettronica e software),
creando l’ICT moderna. I primi utenti sono grandi aziende e banche.
3. Anni ’70:
Nascita dei linguaggi di programmazione più semplici, che rendono
accessibile lo sviluppo di software a più persone.
Si diffondono i primi programmi commerciali.
4. Anni ’80:
Arrivano i PC di IBM e il Macintosh di Apple, che portano l’informatica nelle
case.
Nascono i primi sistemi operativi user-friendly (es. MS-DOS).
5. Anni ’90:
Windows 3.1 introduce un’interfaccia grafica intuitiva.
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Riassunto teoria

Introduzione all’informatica

Il corso esplora i sistemi informativi con un approccio multidisciplinare:

  1. Organizzativo: Esamina come la tecnologia impatta sui processi aziendali.
  2. Business: Analizza come i sistemi informativi trasformano o creano nuovi modelli di business.
  3. Tecnologico: Introduce tecnologie emergenti come il cloud computing, il 5G e l'Internet of Things.
  4. Etico: Approfondisce questioni etiche, come il digital divide e l'impatto dell'automazione sul lavoro.

Le origini dell’informaticaFondamenti storici: ○ Euclide, III secolo a.C .: sviluppa metodi a passi simili agli algoritmi. ○ Al-Khwarizmi, matematico persiano (800 d.C.) : introduce il concetto di algoritmo. ● Pionieri della tecnologia:1831: Joseph Henry inventa il relé, base per il calcolo binario. ○ 1834: Charles Babbage immagina un calcolatore programmabile. ○ 1847: George Boole crea l’algebra booleana, il linguaggio della logica. ○ 1888: William Seward Burroughs si dedicò alla realizzazione di una macchina calcolatrice in grado di semplificare il lavoro manuale dei contabili e fondò una società per produrre le sue macchine calcolatrici ○ 1906 : Lee Dee Forest inventò il triodo, più performante del relè ○ 1929 : Vladimir Kosma Zworykin più il precursore della televisione con la sua invenzione del tubo catodico ○ 1936: Konrad Zuse costruisce la Z1, primo calcolatore digitale.

Come si è sviluppata l’informatica

  1. Prima metà del ’900: ○ Le scoperte si concentrano su calcoli complessi (es. Z3 di Zuse, 1941) e calcolatori avanzati come il SSEC di IBM (1948).
  2. Anni ’60: Le tecnologie si combinano (telecomunicazioni, elettronica e software), creando l’ICT moderna. I primi utenti sono grandi aziende e banche.
  3. Anni ’70: ○ Nascita dei linguaggi di programmazione più semplici, che rendono accessibile lo sviluppo di software a più persone. ○ Si diffondono i primi programmi commerciali.
  4. Anni ’80: ○ Arrivano i PC di IBM e il Macintosh di Apple, che portano l’informatica nelle case. ○ Nascono i primi sistemi operativi user-friendly (es. MS-DOS).
  5. Anni ’90: ○ Windows 3.1 introduce un’interfaccia grafica intuitiva.

○ Tim Berners-Lee crea il World Wide Web (WWW), avviando l’era di Internet accessibile.

  1. Dal 2000 in poi: ○ Amazon, Google, Facebook rivoluzionano il modo di fare business e comunicare.

INFORMATICA : significa combinare informazione e automazione. L’ICT ( information and communication technology ) è la disciplina che si occupa delle tecnologie usate per raccogliere, elaborare e comunicare informazioni, estese poi ai media digitali (ICMT).

SOFTWARE DI SISTEMA

  1. SISTEMA OPERATIVO : assicura il corretto funzionamento del computer; permette di eseguire le app; gestisce le risorse del computer; presiede alle operazioni di input e output
  2. UTILITY : integrano e completano le operazioni del sistema operativo (diagnostici, installazioni, driver di periferiche…) ➔ il SOFTWARE APPLICATIVO permette all’utente di svolgere attività specifiche. Si possono dividere in categorie sulla base delle funzionalità: produttività, personale (es. Office), comunicazione (es. Skype), intrattenimento, socializzazione…. Inoltre, può essere libero, privato, di dominio pubblico, open source, freeware….

LE INFRASTRUTTURE DI RETE : l’insieme di apparecchiature che consente ai computer di comunicare fra loro attraverso lo scambio di dati e informazioni per mezzo di un mezzo trasmissivo, ovvero via cavo (coassiale, telefonico, usb, fibra ottica) o via onde radio (wireless networks). Le prestazioni delle reti dipendono da molti fattori, prima fra tutti il mezzo trasmissivo. Ma come funzionano le reti? secondo le modalità stabilite dai PROTOCOLLI DI COMUNICAZIONE —> il modello OSI ( Open System Interconnection ) definito dalla ISO ( International Organization for Standardization ) è lo standard di riferimento per la progettazione e la realizzazione delle reti. E’ composto da 7 livelli gerarchici, ognuno con un protocollo di comunicazione.

I NUOVI PARADIGMI: ● CLOUD COMPUTING insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse hardware e software distribuite in remoto. Ci sono 3 TIPI di cloud: ➔ Pubblico accessibile a chiunque lo acquisti ➔ Privato esclusivo di un’azienda/organizzazione

ASSET COMPLEMENTARI E INVESTIMENTI IN IT

Gli asset complementari sono i beni necessari per trarre valore da un investimento primario (es. per trarre valore dalle automobili sono necessarie le autostrade). L’investimento in IT non produce valore se non è sostenuto da altre risorse, strutture e modelli comportamentali e organizzativi (es. del fax).

LE 5 SFIDE DEI SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI:

1. SFIDA DEGLI INVESTIMENTI : Come trarre valore dai propri SI? → l’azienda per trarre valore deve: progettare, produrre, vendere e contorllare. Tuttavia, manca un metodo consolidato per l’IT value 2. SFIDA DELLA STRATEGIA : Come utilizzare efficaciemente l’IT? → A volte l’azienda non è al passo con il cambiamento tecnologico. Dunque, potrebbero essere necessari: cambiamento di approccio, nuovi modelli di business, innovazione organizzativa, cambiamenti culturali, sviluppo delle competenze… 3. SFIDA DELLA GLOBALIZZAZIONE: Come operare in un ambiente economico globale? → i sistemi informativi devono supportare sia la la produzione che la vendita su scala globale 4. SFIDA DELL’INFRASTRUTTURA IT: Come affrontare i rapidi cambiamenti tecnologici? →le aziende devono sviluppare un’infrastruttura di IT in grado di supportare i loro obiettivi considerando i rapidi mutamenti tecnologici e di contesto. Dunque, è necessario svincolarsi dalle piattaforme poco adatte all’innovazione 5. SFIDA DELL'ETICA E DELLA SICUREZZA : Come assicurarsi che i propri SI vrngano utilizzati in maniera eticamente e socialmente responsabile? → è la sfida della responsabilità e del controllo: è necessario gestire i problemi etici e sociali introdotti dai SI e dal global networking (es. privacy, perdita dei posti di lavoro, computer crime…)

CATEGORIZZAZIONE DEI SISTEMI INFORMATIVI

  1. SISTEMI DI ELABORAZIONE DELLE TRANSAZIONI (TPS: transaction processing systems ): sono i sistemi operativi di base che supportano il livello operativo dell’azienda: gli utenti sono il personale operativo e i supervisori. Serve per

automatizzare le attività routinarie e standardizzate (es. pagamenti, registrazioni fatture, inserimento ordini, calcolo degli stipendi…)

  1. SISTEMI DI GESTIONE DELLE INFORMAZIONI (MIS: management information system s): servono il livello manageriale dell’azienda: gli utenti sono i middle manager. Creano report e offrono accesso online alle prestazioni correnti e ai dati storici dell’azienda, con un orientamento quasi esclusivamente sui dati interni. Servono principalmente per la pianificazione, il controllo e il supporto delle decisioni manageriali (es. report sulle vendite, andamento del fatturato, andamento dei costi…)
  2. SISTEMI DI SUPPORTO ALLE DECISIONI (DSS: decision support systems ): servono il livello manageriale dell’Azienda: gli utenti sono i manager di staff e i professionisti. Offrono sistemi di supporto a prendere decisioni, che sono uniche, in rapido cambiamento e difficilmente specificabili in anticipo. Spesso è anche detto sistema di business intelligence, impiegano informazioni tratte da fonti esterne, come ad esempio i prezzi correnti delle azioni o i prezzi dei prodotti concorrenti. Ha una maggiore potenza analitica rispetto agli altri sistemi: utilizzano modelli di analisi dei dati e/o condensano grandi quantità di informazioni. Sono progettati in modo tale che l’utente possa direttamente lavorare sui dati, perciò sono applicativi e altamente interattivi.
  3. SISTEMI DI SUPPORTO DIREZIONALE (ESS: Executive support systems ): Rispondono alle necessità del livello strategico delle aziende: gli utenti sono il top e il senior manager. Riguardano decisioni non di routine, che richiedono valutazioni e conoscenze approfondite. Sono progettati per incorporare dati legati ad eventi esterni (come, ad esempio, dati dei concorrenti o nuove leggi) e traggono (confronto e analisi) dai sistemi di MIS e DSS. Sono diversi dagli altri sistemi informativi in quanto non sono progettati per risolvere specifici problemi, ma un’ampia varietà e possono scegliere tra diverse modalità di calcolo e rappresentazione (es. quali attività si dovrebbero svolgere nei prossimi 5 anni? come si stanno comportando i concorrenti? quali acquisizioni strategiche fare?)

LE APPLICAZIONI AZIENDALI Un’applicazione aziendale è una piattaforma software in grado di automatizzare (totalmente o parzialmente) i processi che abbracciano più funzioni e livelli organizzativi. Un’applicazione è INTEGRATA se consente ai dati di fluire automaticamente dai processi operativi ai livelli gerarchici, riduce l’intervento umano nel processo, mette in comune i dati consentendo l'accesso ad altre applicazioni aziendali.

GLI EFFETTI DELLA TECNOLOGIA SUL BUSINESS E SULL’ORGANIZZAZIONE

L’azienda deve essere consapevole che i sistemi informativi e l’evoluzione tecnologica possono generare vantaggio competitivo e aperta per riuscire ad ottenerlo. I REQUISITI MANAGERIALI: ● un manager deve sapere come i sistemi informativi possono impattare l’azienda ● deve decidere quali realizzare, cosa devono fare e come saranno implementati ● deve prendere e gestire i cambiamenti indotti in azienda dagli investimenti IT (= CHANGE MANAGEMENT) L’INFLUENZA DELL’IT SULLE AZIENDE ● l’impatto con le routine aziendali : l’IT automatizza le routine aziendali rendendole più efficienti. Ne conseguono: minori costi, minori tempi di esecuzione, migliore qualità dei prodotti e miglior servizio al cliente ● cambia la dinamica del lavoro : Con la diminuzione dei costi della tecnologia, queste tendono a sostituire sia la forza lavoro (= problema etico) che edifici e macchinari ● cambia le dimensioni dell’azienda : l’IT aiuta l’azienda a ridurre le proprie dimensioni riducendo i costi di transazione (es. acquisti sul mercato esterno) ● cambia i costi interni di gestione : riduce i costi di acquisizione e analisi delle informazioni e, di conseguenza, riduce i costi di agenzia (= rende la supervisione più facile) ● riduce le gerarchie : grazie alla distribuzione delle informazioni. Ciò aumenta anche l’efficienza dei manager ● favorisce la flessibilità : grazie all’indipendenza dalla posizione geografica, alla distribuzione digitale delle informazioni, all’accesso in tempo reale e all’appiattimento delle strutture

IT E PENSIERO STRATEGICO Il MODELLO DI BUSINESS è l’insieme di attività e decisioni delle aziende che determinano prodotti e servizi offerti, settori di competizione, concorrenti, fornitori e clienti, obiettivi aziendali. Possiamo identificare 3 TIPI DI STRATEGIA

  1. A LIVELLO DI SETTORE : competere o cooperare con le altre aziende del settore? ● partnership informative: quando più aziende, pur rimanendo entità distinte, condividono informazioni per trarne reciproci vantaggi ● cooperazioni di settoresviluppo di un’economia di reteappartenenza a un ecosistema aziendale
  1. A LIVELLO AZIENDALE : in che modo possiamo aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’organizzazione? ● sinergie ● cross selling ● miglioramento delle competenze di base ● valorizzazione degli investimenti ● protezione del capitale intellettuale ➔ queste misure contribuiscono a: ridurre i costi, aumentare le vendite, consolidare la posizione sul mercato, migliorare la qualità e, soprattutto, aumentare il valore aziendale
  2. A LIVELLO DI BUSINESS : in che modo possiamo competere sul mercato? ● diventando più economici (es. riduzione dei costi, dei tempi…) ● differenziando il prodotto/servizio (es. nuovo business, miglioramento o variazioni dei prodotti) ● spostando il focus sulla competizione (es. mercati globali / di nicchia)

Analisi della CATENA DEL VALORE : dove l’IT può avere un impatto strategico ➔ rete del valore : insieme di aziende indipendenti che usano l’IT per integrare le catene del valore e creare insieme un prodotto/servizio

OPPORTUNITA’ E RISCHI DELL’IT ● Opportunità: riduzione dei costi operativi, innovazioni di prodotti/servizi, aumento della produttività, accesso ai mercati globali ● Rischi : difficoltà nel mantenere i vantaggi competitivi acquisiti, rapidi cambiamenti tecnologici, problemi etici e sociali (es. digital divide, privacy, impatti sulla vita personale e lavorativa) LE FUNZIONI SISTEMI INFORMATIVI E GLI UTENTI Un'efficace gestione dell’IT è indispensabile per il successo di un’azienda: la tecnologia, infatti, può cambiare le organizzazioni e le prassi aziendali e creare nuove opportunità, ma bisogna saperla sfruttare e saper gestire i rischi ad essa connessa. L’ ICT GOVERNANCE è l’insieme di responsabilità e processi attraverso cui ci si assicura che l’IT favorisca lo sviluppo delle strategie e degli obiettivi aziendali. Gli obiettivi sono: ● che l’ICT sia allineato con il business e che rappresenti un fattore abilitante in grado di massimizzare i benefici ● che le risorse ICT siano adeguatamente utilizzate ● che i rischi ICT siano adeguatamente individuati, valutati e gestiti

● MERCHANT : mette a disposizione il proprio portare anche (o solo) a terzi per vendere i loro prodotti (es. Amazon) ● DROPSHIPPER : sono “mediatori” che espongono prodotti di terzi, senza gestire magazzino o spedizioni (es. Booking) ● PUBLISHER : pubblicatore/veicolatore di contenuti digitali propri e/o di terzi (es. Youtube) MODELLI DI BUSINESS - BLOG Blogger e influencer monetizzano contenuti tramite pubblicità, affiliazioni o vendita di prodotti MODELLI DI BUSINESS - INDIVIDUAL E’ un singolo che (non avendo un sito proprio) si rivolge a blogger o società per promuovere i propri prodotti e servizi (es. Youtuber, Self publishing, image contribution) ⇩ PRINCIPI CHIAVE DEL BUSINESS DIGITALE : il successo di un modello di business online dipende da diversi fattori: originalità, credibilità (= trasparenza), user experience (= piattaforme user-friendly), contenuti (interessanti e rilevanti per il target) e reputazione.

L’EVOLUZIONE DEL WEB E IL SUO IMPATTO SUL BUSINESS

  1. Web 1.0 (anni ’90): Statico, con contenuti pubblicati da aziende e consumati passivamente dagli utenti. Business: siti di e-commerce e cataloghi online.
  2. Web 2.0 (anni 2000): Dinamico, con contenuti generati dagli utenti e interazione sociale (social network). Business: piattaforme come Facebook e YouTube.
  3. Web 3.0: Personalizzazione avanzata grazie all’intelligenza artificiale, che analizza i dati per offrire esperienze su misura.
  4. Web 5.0 (futuro): Si ipotizza un Web decisionale, con intelligenza artificiale capace di prendere decisioni autonome. ALCUNI ESEMPI DI BUSINESS INNOVATIVI: = NUOVO BUSINESS RIVOLUZIONARIO (NEW TO THE WORLD)eBay : Ha creato il modello C2C all’asta, rivoluzionando la compravendita di oggetti usati. ● YouTube : Ha anticipato l’uso della videocamera del cellulare per raccontare storie, offrendo una piattaforma per creatività e consumo di video. ● Airbnb : Ha sfruttato la sharing economy per trasformare affitti brevi in una catena globale di "hotel" senza possedere stanze. ● Uber : Ha portato la sharing economy alla mobilità urbana, sfidando i taxi tradizionali con una piattaforma innovativa.

NUOVO BUSINESS (NEW TO THE WORLD/FIRM)Twitter: Ha rivoluzionato le campagne SMS con notifiche in tempo reale e contenuti interattivi, decretando la fine degli SMS. ● Blablacar: Ha introdotto il carpooling nella sharing economy, facilitando la condivisione di viaggi privati via app.

MIGLIORAMENTO SIGNIFICATIVO DI PRODOTTO/SERVIZIO (NEW TO THE FIRM -
ADDITION TO EXISTING LINES)

Netflix : Ha migliorato radicalmente la TV on-demand, mettendo in crisi Blockbuster e i modelli tradizionali di pay-TV. ● Spotify : Ha trasformato l’ascolto musicale in streaming, offrendo un catalogo universale accessibile ovunque con qualità elevata.

MIGLIORAMENTO DI PRODOTTO/SERVIZIO (IMPROVEMENT)Trivago : Ha ottimizzato la ricerca di prenotazioni online con alternative economiche, pur senza un modello di business forte.

VARIANTI DI PRODOTTO/SERVIZIO (RE-POSITIONING, COST REDUCTION)Sito di booking : Continua ad evolversi con innovazioni incrementali nell’interfaccia e nelle funzionalità per mantenere la leadership.

NEUROMARKETING E’ un’applicazione delle tecniche neuroscientifiche per comprendere come il cervello si attiva di fronte agli stimoli (es. video, immagini, suoni, odori…). BLOCKCHAIN : Database costruito in blocchi o nodi di rete che sono tra loro collegati in modo che ogni transazione avviata sulla rete debba essere validata dalla rete stesse. Ciò garantisce sicurezza e trasparenza nelle transazioni. Si basa sulla crittografia asimmetrica.

Il CLIENTE DIGITALE è infedele, esigente e attento → l’azienda deve riuscire a sviluppare la DIGITAL CUSTOMER EXPERIENCE : ossia, aumentare la soddisfazione del cliente e la sua esperienza all’interno di un ambiente digitale, creare valore e rafforzare la percezione del brand (es. tramite realtà aumentata e tecnologie 3d), incrementare le vendite con proposte commerciali in base al profilo social… La digital customer experience si manifesta tramite 4 FASI :

  1. l’engagement: si scopre il prodotto
  2. il momento 0 della verità: si prende in considerazione l’acquisto
  3. il 1` momento della verità: l’acquisto
  4. il 2`momento della verità: l’esperienza

CDO vs. CIO CDO CIO si focalizza sulla strategica e sull’innovazione digitale

Si focalizza principalmente sull’aspetto tecnico e operativo della tecnologia

PRIVACY E PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI : si rischia di perdere il controllo sulle proprie informazioni personali: l’uso massivo di internet, social media e piattaforme digitali pone questioni sulla gestione dei dati A tutto ciò, si aggiunge l’impatto delle tecnologie sulla salute fisica e mentale degli utenti: DISTURBI FISICI (es. posturali, visivi) , PSICHICI (le dipendenze patologiche, come la nomofobia o il FoMo, o ancora il fenomeno degli Hikikomori) , e COMPORTAMENTALI (Killfie, hater, troll). Altri requisiti riguardano l’ autonomia crescente dei robot e la loro capacità di apprendimento.

LE LINEE GUIDA UE Contengono orientamenti etici per lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Sono 7 gli elementi fondamentali per un’IA affidabile:

  1. Azione e sorveglianza umana (= non devono ridurre l’autonomia umana)
  2. Robustezza e sicurezza (= algoritmi affidabili)
  3. Riservatezza e governance dei dati
  4. Trasparenza
  5. Diversità, non discriminazione e equità (= devono essere accessibili)
  6. Benessere sociale e ambientale
  7. Responsabilità intesa come accountability

CYBERSECURITY I nostri dispositivi elettronici contengono moltissimi dati (es. foto, email, messaggi…) e potrebbero (anche se nel nostro caso è poco probabile) essere vittima di attacchi informatici. Contrastare la cybercriminalità è diverso dal contrastare la criminalità tradizionale. ● gli autori, le motivazioni e i contesti sono molteplici: hacker, cracker, hacktivist, cyber spia, cyber terrorista, cyber combattente ● le modalità di attacco sono molteplici: email account takeover, phishing, credential replay, social engineering, ellegati infetti… ● le tipologie di malware sono molteplici: virus, worms, trojans…

LE NORMATIVE PER IL SOSTEGNO ALLA PROTEZIONE DEI SERVIZI ICT Esistono normative diverse che regolano ambiti diversi, tra queste: ● DIRETTIVA NIS ( Network Information Security ) predispone delle misure per rafforzare il livello di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi ● REGOLAMENTO EIDAS ( Identification , Authentication and trust services ) normativa riguardante l'identificazione elettronica (es. firme, certificati…) ● NIST - Cyber security framework e framework nazionale italiano : Fornisce un quadro completo di tutti gli ausili e best practices che si possono utilizzare nell'implementare e manutenere il framework che un ente governativo o impresa possono definire per governare il proprio impianto di Sicurezza Informatica → in

sintesi, viene schematizzata la struttura del processo di Cyber Security: identify, protect, detect, respond, recover ● LA FAMIGLIA DELLE ISO270XX: insieme di norme internazionali che definiscono gli standard di riferimento per la gestione della sicurezza delle informazioni e dei sistemi informativi ● Oltre alle normative sui pagamenti (es. EBA) e sui mercati finanziari (es. BIS)

DIGITAL FORENSIC (“ disciplina digitale forense ”) È un ambito complesso in espansione che riguarda l'utilizzo di evidenze digitali in sede giudiziale —> Come rendere queste prove traducibili e ammissibili? ● DISK FORENSIC: Se le informazioni erano contenute nei dischi fissi o nei supporti di memoria fissa, allora se ne può produrre una copia e proteggerla tramite hash code che ne garantisce la conformità ● WEB FORENSIC: individuare gli autori di illeciti tramite tracce digitali come, ad esempio, accessi, visualizzazioni, messaggi... è più complesso della disk forensic: coinvolge provider di servizi, è più difficile garantire l'autenticità... ● MOBILE FORENSIC: uno smartphone può contenere numerose prove: foto, video, messaggi, geolocalizzazione...

- monitoraggio : raccogliere feedback e ottimizzare continuamente il sistema. inoltre, identificare, valutare e gestire ipotetici rischi.

3. Quali sono le 5 sfide che i SI pongono ai manager?

Le 5 sfide che i sistemi informativi pongono ai manager sono:

- sfida degli investimenti : Valutare come ottenere valore dagli investimenti nei sistemi informativi. - sfida della strategia : Valutare come utilizzare efficacemente l’IT → Integrare la tecnologia con gli obiettivi aziendali e identificare gli asset complementari necessari per sfruttarla al meglio. - sfida della globalizzazione : Adattare i sistemi informativi per supportare operazioni su scala globale, tenendo conto delle diversità culturali e normative. - sfida dell’infrastruttura : Creare un'infrastruttura IT flessibile in grado di supportare gli obiettivi aziendali considerando i rapidi mutamenti tecnologici e di contesto - sfida dell’etica e della sicurezza : Garantire un uso responsabile ed etico dei sistemi informativi. E’ la sfida della responsabilità e del controllo: è essenziale gestire problemi quali la privacy dei dati, la perdita dei posti di lavoro, i computer crime….

4. La vostra Azienda decide di dotarsi di un sistema di CRM, con il quale

acquisire, detenere e gestire le informazioni sulla propria clientela

acquisita e prospect (ovvero persone che contattano l’Azienda, ad esempio

tramite il call center, dimostrano interesse per i prodotti, ma non sono ancora

clienti). Quali sono, a vostro giudizio, i problemi etici ai quali far fronte e

come agireste? (suggerimento: pensate ai dati sensibili del cliente, alla

sicurezza, ecc.)

I principali problemi etici relativi all'adozione di un sistema di CRM riguardano:

  • gestione dei dati : la gestione deve essere trasparente e rispettosa dei diritti degli utenti, che devono aver compreso quali dati vengono utilizzati e come, e aver dato il consenso
  • privacy e protezione dei dati personali: è necessario che i dati personali dei clienti (es. numero telefonico, email, preferenze di acquisto) siano raccolti, archiviati e utilizzati in modo sicuro
  • sicurezza : I dati raccolti devono essere protetti da accessi non autorizzati, cyber attacchi e perdite accidentali. Per affrontare queste problematiche, l’azienda dovrebbe: adottare politiche di protezione dei dati nel rispetto delle linee guida UE, implementare algoritmi affidabili e sistemi di sicurezza robusti.

5. Il management della vostra Azienda, esaminando i report di andamento

economico, ha notato una certa inefficienza nella gestione dei processi di

fornitura. Decide pertanto di intervenire ed incarica una società di consulenza

di svolgere un’indagine al fine di capire i motivi dell’inefficienza e porvi

rimedio. La società di consulenza presenta un report dove emerge che le

ragioni sono da ricercarsi nell’assenza di un sistema informativo di gestione

dei processi di fornitura (SCM – Supply Chain Management) e suggerisce di

procedere con l’adozione di un sistema informativo adeguato. Voi siete l’IT

Manager, e in questa funzione siete incaricati dal management di trovare la

soluzione. Procedete quindi con la definizione dei requisiti di base di tale

sistema. Sinteticamente, quali sono i requisiti fondamentali che

individuereste? In sostanza, cosa dovrebbe automatizzare il vostro

sistema di SCM?

Un sistema SCM (Supply Chain Management) dovrebbe automatizzare e ottimizzare i seguenti processi: ● Gestione degli ordini : Il sistema automatizza il processo di monitoraggio e gestione degli ordini. Questo consente di comunicare rapidamente gli ordini, tracciarne lo stato in tempo reale e garantire una maggiore efficienza operativa. ● Controllo delle scorte : Il sistema aiuta a mantenere il giusto equilibrio tra domanda e disponibilità, migliorando l’efficienza e riducendo gli sprechi. ● Pianificazione e previsione della domanda : Attraverso l’analisi dei dati e delle richieste dei clienti, il sistema è in grado di prevedere con precisione la domanda futura. Questo permette di pianificare al meglio le attività di produzione, stabilendo quando e cosa produrre, immagazzinare o trasferire. ● Logistica e distribuzione : La piattaforma ottimizza i percorsi di trasporto e le tempistiche di consegna, aiutando a ridurre i costi ● Comunicazione con i fornitori : Questo migliora la coordinazione tra le parti

6. Cos’è la supply chain e come, dove e perché un sistema di SCM (supply

chain management) può automatizzarla?

La supply chain è l'insieme di attività, persone, organizzazioni e risorse coinvolte nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio, dal fornitore iniziale fino al consumatore finale. Un sistema di Supply Chain Management (SCM) automatizza la gestione della supply chain:

  • Dove : tutte le fasi, dalla gestione dei fornitori alla distribuzione finale (gestione degli ordini, controllo delle scorte, pianificazione e previsione domanda, comunicazione con i fornitori, logistica e distribuzione)
  • Come : utilizzo di software per l’automatizzazione di alcuni processi e l’analisi dei dati
  • Perché : permette di ottimizzare il processo di fornitura (es. riduce i tempi, abbassa i costi, migliora la precisione delle previsioni, riduce gli sprechi, e aumenta l'efficienza complessiva, anche grazie al monitoraggio e alla maggiore coordinazione).

7. Che cos’è un’applicazione di Knowledge Management e quali finalità si

propone?

Un’applicazione di Knowledge Management è un sistema che raccoglie tutte le conoscenze e le esperienze presenti in azienda e le mette a disposizione per supportare i processi operativi, gestionali e decisionali. In particolare, in relazione alla conoscenza, si occupa di:

  • acquisizione : tramite raccolta dati e una molteplicità di strumenti
  • archiviazione : raccoglie in un solo luogo documenti e supporti digitali
  • distribuzione : favorisce la condivisione e la collaborazione
  • applicazione della conoscenza: può essere incorporata nelle realtà decisionali manageriali e in importanti processi di business
  • Memorizzazione dei dati: Archiviazione di dati e informazioni in dispositivi di memoria.
  • Input dei dati: Acquisizione di dati tramite dispositivi come tastiere, mouse, sensori, ecc.
  • Output dei dati: Visualizzazione o restituzione di dati tramite monitor, stampanti, o altri dispositivi. - trasmissione dei dati : Condivisione o scambio di dati con altri dispositivi o sistemi tramite reti locali o globali, come internet.

12. Negli ultimi tempi il valore di un’Azienda si è sempre più spostato sulle

competenze distintive, ovvero sulla conoscenza e sulle competenze che

l’Azienda nel corso del tempo ha acquisito. Diventa pertanto fondamentale

salvaguardarle, incentivarle e proteggerle. Come può l’informatica

supportare e proteggere questo valore?

L'informatica può supportare e proteggere le competenze distintive di un'azienda attraverso:

- Sistemi di gestione della conoscenza (KM): i quali raccolgono, archiviano e distribuiscono la conoscenza, oltre a incorporarla nelle realtà decisionali manageriali e nei processi di business. La conoscenza viene, infatti, acquisita tramite raccolta dati e una molteplicità di strumenti, per poi essere conservata in un solo luogo in un sistema che favorisce la condivisione e la collaborazione.

13. IT e pensiero strategico : quali sono le domande fondamentali per un

manager IT e con quali finalità?

Considerando i tre tipi di strategia, ossia a livello di settore, aziendale e di business, le domande principali sono 3, ognuna che prevede l’utilizzo di strumenti e azioni diverse, rispettivamente:

  • competere o cooperare con le altre aziende del settore? in questo sono previste diverse azioni, che possono essere interconnesse: la creazione di partnership informative, di cooperazioni di settore, lo sviluppo di un’economia di rete e l'appartenenza e un ecosistema aziendale
  • in che modo si possono aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’organizzazione? le possibilità sono diverse: sinergie, cross selling, miglioramento delle competenze di base, valorizzazione degli investimenti e protezione del capitale intellettuale. Tutto ciò permette la riduzione dei costi, l’aumento delle vendite, il consolidamento della posizione sul mercato, una migliore qualità dei prodotti/servizi e, soprattutto, un aumento del valore aziendale
  • in che modo si può competere sul mercato? le risposte a questa domanda sono diventando più economici (riduzione dei costi/tempi…), differenziando il prodotto/servizio (es. nuovo business, miglioramento o variazione dei prodotti/servizi), e spostando il focus della competizione, ad esempio puntando sui mercati globali o di nicchia

14. L’IT oggi è un elemento pressoché imprescindibile per le Aziende. Quali sono

secondo voi i motivi principali per il quali è opportuno investire nell’IT?

La necessità dell’investimento nell’IT deriva dal fatto che i sistemi informativi e l’innovazione tecnologica ad oggi rappresentano un vantaggio competitivo per le aziende. Infatti, l’IT influenza molteplici aspetti, tra cui, in particolare: impatta le routine aziendali rendendole più

efficienti, cambia le dinamiche del lavoro, riduce i costi interni di gestione e le gerarchie e favorisce la flessibilità. Dunque, le opportunità che offre sono: la riduzione dei costi operativi, una maggiore innovazione dei prodotti e/o servizi, un aumento della produttività e l’accesso ai mercati globali.

15. Immaginate di essere stati assunti come Responsabile dei Sistemi Informativi

di un’Azienda. E’ un’Azienda molto tradizionale, con un’alta direzione che

vede l’informatica con un certo scetticismo ed è piuttosto riluttante ad

investirci. In altri termini, la vede come un “male necessario”. Voi sapete che

non è così e, dopo una prima analisi, notate che sarebbero necessari

parecchi interventi. Quali motivazioni portereste all’alta direzione per

convincerli a darvi i mezzi economici (ovvero investimenti)? (ricordate “i

motivi per investire nell’IT”...)

Le motivazioni principali per convincere l’alta direzione a investire nell’IT potrebbero essere:

  • Efficienza operativa: Investire nell’IT consente di automatizzare i processi, ridurre errori e aumentare la produttività, portando a un notevole risparmio sui costi operativi e prodotti/servizi di maggiore qualità
  • Competitività: L'adozione di tecnologie moderne consente di stare al passo con la concorrenza, innovando prodotti e servizi, oltre a consentire l’accesso ai mercati globali. Permette, inoltre, di valorizzare il marchio e migliorare il servizio alla clientela anche grazie a una migliore conoscenza del mercato e dei clienti (acquisiti ed acquisibili)
  • Supporto alle decisioni: Un buon sistema informativo fornisce dati accurati e tempestivi per prendere decisioni strategiche informate.
  • Sostenibilità a lungo termine: Gli investimenti tecnologici sono cruciali per garantire la crescita futura dell’azienda e la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato.

16. Quali sono le tipologie di commercio elettronico? Spiegate le

caratteristiche e a chi si rivolgono.

Ci sono 4 tipologie di commercio elettronico:

  • B2C (business to consumer ): le aziende vendono direttamente ai consumatori finali, che acquistano per uso personale - B2B (business to business) : le aziende vendono ad altre aziende, spesso in quantità all’ingrosso, come nel caso delle forniture industriali o dei prodotti per la rivendita. - C2C (consumer to consumer) : Il commercio avviene direttamente tra i consumatori, spesso tramite piattaforme di terze parti che facilitano le transazioni - C2B (consumer to business) : il consumatore offre un prodotto o un servizio all'azienda, come freelance, designer, fotografi, o sviluppatori.

SCORSO ESAME

1. Che cos’è un modello di business e dove e perché i sistemi informativi

intervengono costituendo un fattore abilitante

Il modello di business è l'insieme delle attività e delle decisioni che definiscono come un'azienda crea, fornisce e cattura valore, determinando: prodotti e servizi offerti, settori di