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WE Ali i ve am “MA Urata 20 pe risolvere classi generali di probi im ematiche, negli algoritmi appaiono °C ETCÌÒ, coy | fl go il valore non € specificato a priori | Variabili. ossi. a viene an W i a » : | è dl | SU 0 » , ‘al 10, non ; A 00° conferenza per un particolare valore de ON È scritto i Re fa 8° ile diametro D cl diam Per calcol Le da jabile i Stro: funziona ted 4 per qual- vi, gol” a riabile è uno spazio d ig unat® > 40 di memoria 3 (1; } ci reche PUÒ cambiare durante Trama, © associato un nine È Un p E) Lt: (0) rec i PU, valo | | p _farmatiche 4 OBN! variabile viene VOR " gegio” nio del “ostile desti c viene allocato (cioè ris | gf n pella Ri riabile dunque è ‘nato a contenere il dato, rhinel ‘No spazio L, q varie come Che costitriieca è of! Un una scatola SU cui é Scrit a a il va- to nom e della d. ile: " ; | fi grab valore è il contenuto della scatola (figur dg a(fC e a da” le pen!” NÉr computer ciò che Importa di 11.8). pilo gamo Bic, Jato moment d , una variabile non è il ( pr Li ha in ogD! DS Li N n: "pina | esecuzione. Ci nome, bensi il Figura 11.8 Una variabile get di ogn! algoritmo 1S0gna inizializzare le variabili. ci è Come una scatola contenen- d' in? gl odotto come dato di input, oppure assegnato con oè far sì che abbiano te un: dato che può carmbiare peli . variabile può poi cambiare nel corso dell'a] una specifica istruzione) nel tempo A. Jo! di Ul adibiti algoritmo, i J‘ tante invece è Di gugio ‘una costa uno spazio di si maria un 9 pazio di memoria il cui valore, pil non cambia Mal. una vol- 3 jzzat0» g° i : Do a circonferenza, per esempio PEOISRI ; |porit®® della CIS > mai modi pio, pigreco e una costante: il conten Jo jodim moria non sara Mal modificato durante l’esecuzione del _ spa? viral (i Di el programma. } » . suone ragioni per usare negli algoritmi costanti simboliche, invece fp di ed is ere > ori numerie! espliciti. P "E esempio, nel calcolo della lunghezza della circonferen pro” ebbe semplicemente scrivere la formula come L + 3,14 * D. Ma introdurre | ‘ i +1 AR o . d a di pigreco È più elegante dal punto di vista formale, e inoltre può rivelarsi utile per C ragioni importanti si aivuole estendere | Gori i ; pr calcoli che coinvolgono x (come trovare l'area teneramente por 00 il volume del S due 1 iO D), sl evita di dover riscrivere ogni volta Qual è la differenza tra una | :l rischio di commettere errori; variabile e una costante? lore diverso per la costante (per esempio 3,141592 in- A pumero, MATT, ves decide poi di usare un valore c r la cos di. 14, così da ottenere UN risultato più preciso), basta cambiarlo in una sola «nuzione, quella che assegna :1 valore alla costante pigreco. ‘assegnazione dei valori ‘smbolo della freccia Verso sinistra (©) indica l'operazione di assegnazione: alla varia- he2 $ a cnistra della freccia si assegna :l valore indicato a destra della freccia. peo Assegnare un valore a una variabile significa sovrascrivere con il nuovo valore EI renuto nello spazio di memoria della variabile. | “quello che era precedentemente con |'e linguaggi di programmazione l'assegnazione di solito è rapp i; bituati nelle formule ‘daguaglianza, =, Non si tratta però dell'uguaglianza a cui e B hanno lo stesso valore», Y 5 ice: l'istruzione A = B non significa < le variabili A eche ha B». i .-* è priva di senso: NON | ‘xa programmazione, invece, l'istruzione sigN! = olo di un'unità». ‘ yseremo sempre x # FITINI mus INIZIAR Lal epg° ra » » a Le variabili e la loro posizione I" memor! ‘no fisicamente posizionati ! corre sapere dove siano Per programmare non OC rtance pero capire dati nel computer; è iMpo varabile e il suo indirizzo, cioè Supponiamo per esempio Y che contengono rispettivamente | valori 10 e 2 | | ; ‘nè far sì che il va- qui a fianco. Vogliamo scambiare il loro conte lore che si trova in memoria all indirizzo di x viceversa (swapping in inglese). | | | seremo l'istruzione di assegnazione, ma dobbiamo fare attenzione a non a» nessun valore. , E rinne Y — X: se lo facessimo, copie- n ra 1 PI ma perderemmo alcontempo dei Bava Lo scam ì I { I due var cn Va a Y il valore di X, come desiderato, nella memoria del cam. il vecchio valore di Y, che verrebbe SOVrascritto. Il procedimento da seguire è simile a quello per scambiare il conte- Dute nuco di due bortiglie, una piena d’acqua e una di vino: OCCOrTe una terza boctiglia in cui travasare il liquido. Per il nostro problema occorre utilizz RAM, quello della variabile Z, come schemat 1. per prima cosa si copia In Z il valore di X; 2. poi si copia in X il valore di Y; 3. infine si copia in Y il valore di Z. L i SUIT : a sequenza delle istruzioni di assegnazione sarà dunque quella mo- craca in basso nella figura: prima Z-X, poi X Y, infine YT-Z. are un terzo indirizzo nella izzato nella figura 11.9: Mu INIZIARE A PROGRAMMARE azione di secondo grado Trovare le soluzioni, o radici, di una eq ne (vero e falso) richiedono ;j : di una selezio Vediamo adesso un caso in cui entrambi i rami di en = 0, le radici o solu- Per un'equazione di secondo grado che ha la forma 42° + bx + € = Ug zioni sono dare dall'espressione: - b+ vb? — 4ac Sia 5 2a Le due radici dell'equazione, x, e x,, si ottengono applicando la formula una volta con il segno «più» e un'altra con il segno «meno», là dove compare il simbolo è L'espressione sorco la radice quadrata, A = 6° — 4ac, si chiama discriminante perché, a seconda del suo valore, ci sono due soluzioni, oppure una sola, o nessuna. Esisrono radici reali soltanto se il discriminante A = 4° — 4ac è maggiore o uguale a zero. Se invece 4 < 0, la radice quadrata non si può calcolare e non ci sono soluzioni reali. Prima di eseguire il calcolo delle radici, bisogna quindi fare un controllo sul valore del iscriminante A (questo simbolo è la lettera greca «Delta» maiuscola). È Un possibile algoritmo è descritto dal diagramma di flusso della figura 11.11. ; a 5; ser ALGORITMO PER TROVARE LE RADICI DI UN'EQUAZIONE DI 2° GRADO i. Leggiitre coefficienti a be c. Figura 11.11 UNO fir gramma di flusso pe' ui soluzione di un'equazio” secondo grado. bet tr -_ n gni Wa renere, fra le azioni condizionate, ulteri A teriori sotto-sele»: 11 SOtto-selez; Monroe 201 Pr. ; Rage dr È Me 9 9a N Gi ra | I }a 47 I af Î é ik #% | ”» ii Ad 4a DIÉ ( 0 Cha da Spe pi e. Re, ; “LL MA £ 5 ; Pi dA ACE ove sa TOSO ve Figura 11.12 Selezioni nidificate ammesse e vietate. Figura 11.13 Un diagramma di flusso con una selezione nidificata. X ph) * Ne € di secondo grado, puo esse- Pr anui us re una selezione idi Li leggi il coefficiente a. E: La” inferiore del diagramma — leggiil coefficienteb Aire spe) icitato tutti i casi pos —— pg: ve pi leggi il coefficiente co l'inizio del diagramma di flusso è immutato la seconda selezione è annidata nella prima