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Appunti/Dispensa di semntica inglese. Argomenti: Keywords,Key concepts<br />
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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RAIMOND WILLIAMS , negli anni ‘70 del ‘900, ha dato vita ai cutural studies, elaborando un VOCABULARY OF CULTURE AND SOCIETY fatto di KEYWORDS. Le definizioni di NATION-STATE e NATIONALISM di ANDREW EDGAR e PETER SEDGWICK (nel loro testo KEY CONCEPTS ) sono più recenti (della fine degli anni ’90 del ‘900) quindi c’è un divario, un intervallo (gap) di una quindicina d’anni fra i due testi, percui cerchiamo di capire se c’è una differenza sistematica nelle definizioni.
Il termine NATION deriva dal latino NATIONEM , che significava RAZZA , quindi originariamente il senso primario della parola NATION era quello di GRUPPO RAZZIALE. A partire dal 1500, a questo senso primario si sovrappone un uso politico del termine, cioè quello di RAGGRUPPAMENTO POLITICAMENTE ORGANIZZATO. Successivamente, dall’inizio del 1600 NATION cominciò ad essere usato per riferirsi all’ INTERO POPOLO DI UN PAESE.
La parola NATIONALITY , invece, assunse il suo moderno significato politico nel 1700.
Sempre nel 1700 apparse il termine NATIONALIST e nel secolo successivo NATIONALISM.
L’aggettivo NATIONALIST si riferisce ai movimenti promossi da gruppi politici subordinati o da un gruppo che si distingue per una diversa lingua o per una presunta differenza razziale.
La parola NATIONALISM , similmente, si riferisce ad un movimento politico di un Paese sottomesso ad un altro.
Inoltre, si può fare una distinzione fra l’espressione NATIONAL FEELING e quella NATIONALIST FEELENG in quanto la prima ha un significato positivo mentre la seconda ne ha uno negativo poiché si riferisce all’egoistico perseguimento degli interessi di una nazione a spese di quelli di un’altra.
Il termine NATIVE è entrato a far parte del vocabolario inglese prima come aggettivo in quanto derivante dal francese NAIF che in inglese è diventato NAIVE , cioè semplice e naturale (ingenuo, candido). Successivamente è diventato un sostantivo (dal latino NATIVUS e dal francese NATIF ) nel senso di NATURALE O NATO IN UN CERTO LUOGO. A partire dall’800 ha assunto un significato politicamente ed economicamente positivo, indicando un SENSO DI APPARTENENZA (native land, native country). Con il passar del tempo, a causa delle varie conquiste e dominazioni, il termine ha assunto valenza negativa, diventando sinonimo di VILLAIN (SCHIAVO) , cioè l’abitante di un luogo soggetto ad una dominazione politica straniera. La parola native diventa anche sinonimo di “ NON-EUROPEO ” da cui scaturisce un significato di emarginazione sempre più forte. Pertanto native non indicava solo il villain, colui che viveva in campagna, ma anche l’ ABITANTE DI UN LUOGO NON CIVILIZZATO ( perché non europeo ): quest’ultima accezione divenne molto diffusa soprattutto nel periodo del colonialismo e dell’imperialismo ma fu anche molto utilizzata dagli abitanti del nord america sempre con il significato di superiorità. Oggi, però, conserva un significato positivo soprattutto considerando il termine da un punto di vista individuale, in quanto esprime un senso di appartenenza, mentre il significato rimane negativo da un punto di vista collettivo.
Quella di STATO NAZIONALE è una definizione moderna in contrapposizione ad un concetto precedente di NATION , che era più sfumato.
Infatti, se il termine NATION rimandava a quello di REIGN (cioè regno, reame) e quindi all’idea di possedimento, il senso moderno di STATO NAZIONALE è quello di una COMUNITÀ POLITICA che si differenzia dalle altre comunità politiche in virtù della sua autonomia per quanto riguarda le leggi , le strutture di governo , i confini territoriali , ecc. Inoltre, uno stato nazionale per presentare la propria identità e stabilire una diversità di carattere fortemente politico si avvale di una serie di SIMBOLI che ulteriormente la caratterizzano rispetto alle altre comunità e sottolineano esplicitamente la sua diversità (la bandiera, l’inno nazionale, ecc.).
Il concetto di stato nazionale è legato all’autonomia politica, alle varie norme e codici e ad una relativamente indipendente identità economica: perciò, stato nazionale non è sinonimo di unità etnica, culturale o linguistica ma è una realtà politicamente costruita per definire e caratterizzare l’identità nazionale. Questo ovviamente non significa che non ci sia anche un senso di appartenenza a livello linguistico, religioso, ecc.. Il Galles, la Scozia, sono esempi di nation-states nel senso che, pur possedendo una stessa lingua (anche se sono presenti dei particolarismi linguistici, retaggio del passato) conservano un’identità culturale diversa. Il nation-state è quindi una sovrastruttura di carattere economico e politico, in contrapposizione alla definizione di native.
Il NAZIONALISMO non è semplicemente un fenomeno politico ma anche una questione di identità culturale perché si riferisce ai concetti politici di legittimità (l’essere riconosciuti come nazione), burocrazia (presenza di un sistema giudiziario e di governo) e presenza di confini territoriali ben definiti , ma è anche legato ad elementi etnici , storici e linguistici.
NAZIONALISMO è un termine che per estensione racchiude quello di nazione, o meglio, è un termine costruito su quello di nazione. La maggior rivendicazione dei nazionalisti è quella del diritto all’ AUTONOMIA della nazione e dei cittadini. Un’altra richiesta è quella riguardante la condivisione di un’identità comune basata principalmente (ma non solo) sull’ etnicità e sulla lingua. Le radici del nazionalismo come movimento intellettuale affondano nell’Illuminismo di Rousseau [e la sua teoria del contratto sociale basata sull’idea che i governo devono sempre operare secondo la volontà della popolazione] e nel Romanticismo tedesco: infatti, il concetto di unità nazionale è nato in Germania perché era uno stato che (come l’Italia) non aveva ancora un’unità nazionale ma era divisa in molte realtà locali. Comunque, studi analitici sul nazionalismo possono essere fatti risalire al periodo post-coloniale ma il concetto di nazionalismo rimane ancora poco chiaro, poco preciso : in particolare, gli studiosi sono divisi sulla relativa importanza delle dimensioni politica e culturale. Inoltre, gli studiosi si dividono anche sulla possibilità di distinguere fra nazionalismo “buono” e nazionalismo “cattivo”, cioè tra patriottismo e sciovinismo.
Il termine NAZIONALISMO si modifica a seconda della particolare situazione storica a cui si riferisce. Ad esempio, durante la Rivoluzione Francese l'Inghilterra prese posizione nei confronti della Francia a supporto delle idee della rivoluzione. Nel momento in cui gli inglesi non si riconobbero più in queste idee la rifiutarono in quanto non corrispondeva più al concetto di autonomia che l'Inghilterra portava avanti. Un altro esempio può essere quello del Sudan dove c’e un genocidio in atto poiché, come altri paesi africani, è una nazione che è stata costruita sulla cartina, ragion percui è molto difficile creare una vera identità nazionale in queste terre che sono state riconosciute come nazione ma che in realtà non posseggono nulla per potersi configurare come tali dal momento che i loro confini non sono stati tracciati tenendo conto delle loro particolarità ma solo in base a ragioni di natura economica. Inoltre, vi è l’impossibilità di intervenire dall’esterno in quanto il problema deve essere risolto dall’interno.
Infatti, le qualità comunemente attribuite al genere maschile e femminile sono solo uno stereotipo delle culture occidentali usato per giustificare una società di tipo patriarcale.