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Esame di tecnologia dei cicli produttivi dispensa sull'inquinamneto
Tipologia: Dispense
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Assunzione degli IPA nell’uomo Un apporto importante avviene attraverso l’atmosfera. Un contributo significativo deriva dalla dieta. Questi composti, infatti, si formano anche durante la cottura dei cibi a temperature troppo elevate (cibi grigliati, affumicati) I vegetali a foglia larga, come lattuga e spinaci, possono rappresentare una fonte ancora più rilevante di IPA cancerogeni, per la deposizione di tali sostanze, trasportate con l’aria sulle foglie durante la crescita. Contribuiscono significativamente anche i cereali consumati allo stato grezzo.
PARTICOLATO ATMOSFERICO
PARTICOLATO ATMOSFERICO
PARTICOLATO ATMOSFERICO A prescindere dalla tossicità, le particelle che possono produrre degli effetti indesiderati sull’uomo sono sostanzialmente quelle di dimensioni più ridotte, infatti nel processo della respirazione le particelle maggiori di 15 micron vengono generalmente rimosse dal naso.
PARTICOLATO ATMOSFERICO Il particolato dei fumi e delle esalazioni provoca una diminuzione della visibilità atmosferica; allo stesso tempo diminuisce anche la luminosità assorbendo o riflettendo la luce solare. Negli ultimi 50 anni si è notata una diminuzione della visibilità del 50%, ed il fenomeno risulta tanto più grave quanto più ci si avvicina alle grandi aree abitative ed industriali. Le polveri sospese favoriscono la formazione di nebbie e nuvole, costituendo i nuclei di condensazione attorno ai quali si condensano le gocce d’acqua. Di conseguenza favoriscono il verificarsi dei fenomeni delle nebbie e delle piogge acide, che comportano effetti di erosione e corrosione dei materiali e dei metalli.
VALORE LIMITE DI EMISSIONE: la concentrazione e/o la massa di sostanze inquinanti nell’emissione degli impianti in un dato intervallo di tempo che non devono essere superate. Possono essere caratterizzate per:
Negli ultimi vent’anni il quadro normativo europeo in materia di qualità dell’aria, e conseguentemente quello nazionale attraverso il recepimento delle direttive comunitarie, è stato caratterizzato da una continua evoluzione sia per quel che riguarda la scelta degli inquinanti da monitorare che per l’individuazione dei valori limite di riferimento. Questo è da attribuire a diversi fattori:
DECRETO MINISTERIALE 02/04/2002 n. 60 Con il DM del 02/04/2002 sono state recepite le direttive 99/30/CE e 00/69/CE riguardanti i valori limite di qualità dell’aria relativi a: SO2, NOx, CO, PM10 e benzene. (per quanto riguarda l’ozono, i nuovi limiti sono indicati nella direttiva 2002/03/CE, mentre per gli IPA si continua a far riferimento al DM 25/11/94 in attesa di una nuova regolamentazione.) Sostanzialmente sono stati fissati per ogni inquinante due tipologie di limiti di qualità dell’aria:
LA NORMATIVA ITALIANA SULLA QUALITA’ DELL’ARIA I LIMITI DEL DM 02/04/2002 n. 60 E I TERMINI ENTRO CUI DOVRANNO ESSERE RAGGIUNTI inquinante valore limite (numero max d i superamenti p e r anno) periodo di riferimento per il calcolo data alla quale il valore limite deve e s s e re raggiunto SO 2 350 μ g /m 3 – (2 4 sup.) 125 μ g /m 3 – (3 su p .) 20 μ g /m 3 1 ora 24 ore Anno civile 01/01 /20 0 5 01/01 /20 0 5 NO 2 200 μ g /m 3 – (18 sup .) 40 μ g /m 3 1 ora Anno civile 01/01 /20 1 0 01/01 /20 1 0 PM 10 50 μ g /m 3 – (7 sup .) 20 μ g /m 3 24 ore Anno civile 01/01 /20 1 0 01/01 /20 1 0 CO 1 0 m g/m 3 max. d ella media su 8 ore 01/01 /20 0 5 benzene 5 μ g /m 3 Anno civile 01/01 /20 1 0