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Inquinamento dispensa , Dispense di Geotecnica

Esame di tecnologia dei cicli produttivi dispensa sull'inquinamneto

Tipologia: Dispense

2016/2017

Caricato il 10/03/2017

luisan1
luisan1 🇮🇹

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BENZENE
Il benzene è un idrocarburo aromatico strutturato
ad anello esagonale ed è costituito da 6 atomi di
carbonio e 6 atomi di idrogeno (formula C
6
H
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).
Il benzene a temperatura ambiente si presenta
come un liquido incolore che evapora all’aria
molto velocemente. E' caratterizzato da un
odore pungente e dolciastro.
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Scarica Inquinamento dispensa e più Dispense in PDF di Geotecnica solo su Docsity!

BENZENE

Il benzene è un idrocarburo aromatico strutturato

ad anello esagonale ed è costituito da 6 atomi di

carbonio e 6 atomi di idrogeno (formula C 6 H 6 ).

Il benzene a temperatura ambiente si presenta

come un liquido incolore che evapora all’aria

molto velocemente. E' caratterizzato da un

odore pungente e dolciastro.

BENZENE

Le principali cause di esposizione al

benzene sono il fumo di tabacco, le

combustioni incomplete del carbone e del

petrolio (dei quali è un costituente

naturale), i gas esausti dei veicoli a

motore e le emissioni industriali (gli usi

industriali del benzene, inclusi la

produzione di plastiche e resine sintetiche,

causano spesso il rilascio di vapori

contenenti questo inquinante).

IPA

IPA: IDROCARBURI

POLICICLICI AROMATICI

E’ una classe numerosa di

composti organici tutti

caratterizzati strutturalmente

dalla presenza di due o più

anelli aromatici condensati fra

loro.

Il più semplice è il naftalene.

IPA

Si formano nel corso delle combustioni

incomplete di prodotti organici come il

carbone, il petrolio, il gas o i rifiuti; in

alcuni casi si impiegano nella produzione

di coloranti, plastiche, pesticidi.

Assunzione degli IPA nell’uomo Un apporto importante avviene attraverso l’atmosfera. Un contributo significativo deriva dalla dieta. Questi composti, infatti, si formano anche durante la cottura dei cibi a temperature troppo elevate (cibi grigliati, affumicati) I vegetali a foglia larga, come lattuga e spinaci, possono rappresentare una fonte ancora più rilevante di IPA cancerogeni, per la deposizione di tali sostanze, trasportate con l’aria sulle foglie durante la crescita. Contribuiscono significativamente anche i cereali consumati allo stato grezzo.

PARTICOLATO ATMOSFERICO

Spesso il particolato rappresenta l’inquinante a

maggiore impatto ambientale nelle aree urbane,

tanto da indurre le autorità competenti a disporre

dei blocchi del traffico per ridurne il fenomeno.

Le particelle sospese sono sostanze allo stato

solido o liquido che, a causa delle loro piccole

dimensioni, restano sospese in atmosfera per

tempi più o meno lunghi; le polveri totali sospese

o PTS vengono anche indicate come PM

(Particulate Matter).

PARTICOLATO ATMOSFERICO

Il particolato di origine antropica è dovuto:

  • (^) all’utilizzo dei combustibili fossili (riscaldamento

domestico, centrali termoelettriche, ecc.);

  • (^) alle emissioni degli autoveicoli;
  • (^) all’usura dei pneumatici, dei freni e del manto

stradale;

  • (^) a vari processi industriali (fonderie, miniere,

cementifici, ecc.).

Da segnalare anche le grandi quantità di polveri

che si possono originare in seguito a varie

attività agricole.

PARTICOLATO ATMOSFERICO A prescindere dalla tossicità, le particelle che possono produrre degli effetti indesiderati sull’uomo sono sostanzialmente quelle di dimensioni più ridotte, infatti nel processo della respirazione le particelle maggiori di 15 micron vengono generalmente rimosse dal naso.

PARTICOLATO ATMOSFERICO Il particolato dei fumi e delle esalazioni provoca una diminuzione della visibilità atmosferica; allo stesso tempo diminuisce anche la luminosità assorbendo o riflettendo la luce solare. Negli ultimi 50 anni si è notata una diminuzione della visibilità del 50%, ed il fenomeno risulta tanto più grave quanto più ci si avvicina alle grandi aree abitative ed industriali. Le polveri sospese favoriscono la formazione di nebbie e nuvole, costituendo i nuclei di condensazione attorno ai quali si condensano le gocce d’acqua. Di conseguenza favoriscono il verificarsi dei fenomeni delle nebbie e delle piogge acide, che comportano effetti di erosione e corrosione dei materiali e dei metalli.

Normativa qualità dell’aria

La normativa comunitaria e di conseguenza quella

nazionale si articola su due piani: la qualità

dell’aria e la disciplina delle emissioni in

atmosfera

La prima fissa limiti di accettabilità e requisiti di

qualità per l’aria che respiriamo nelle città e più

in generale sul territorio; la seconda è rivolta al

controllo dell’inquinamento prodotto dalle

aziende e fissa limiti ben precisi per la

concentrazione di un numero rilevante di

parametri misurati ai camini

Altre definizioni

VALORE LIMITE DI EMISSIONE: la concentrazione e/o la massa di sostanze inquinanti nell’emissione degli impianti in un dato intervallo di tempo che non devono essere superate. Possono essere caratterizzate per:

  • concentrazione: rapporto tra massa di sostanza inquinante emessa e volume dell’effluente gassoso
  • flusso di massa: massa di sostanza inquinante emessa per unità di tempo
  • fattore di emissione: rapporto tra massa di sostanza inquinante emessa ed unità di misura specifica di prodotto elaborato o fabbricato

LA NORMATIVA ITALIANA SULLA QUALITA’

DELL’ARIA

Negli ultimi vent’anni il quadro normativo europeo in materia di qualità dell’aria, e conseguentemente quello nazionale attraverso il recepimento delle direttive comunitarie, è stato caratterizzato da una continua evoluzione sia per quel che riguarda la scelta degli inquinanti da monitorare che per l’individuazione dei valori limite di riferimento. Questo è da attribuire a diversi fattori:

  • evoluzione dei processi produttivi o di combustione;
  • introduzione di nuovi combustibili con conseguente emissione di sostanze non ancora considerate;
  • progresso delle ricerche mediche ed epidemiologiche sugli effetti sanitari dell’inquinamento atmosferico;
  • crescita della sensibilità della popolazione in rapporto ai rischi connessi all’inquinamento atmosferico (in particolare quello urbano).

DECRETO MINISTERIALE 02/04/2002 n. 60 Con il DM del 02/04/2002 sono state recepite le direttive 99/30/CE e 00/69/CE riguardanti i valori limite di qualità dell’aria relativi a: SO2, NOx, CO, PM10 e benzene. (per quanto riguarda l’ozono, i nuovi limiti sono indicati nella direttiva 2002/03/CE, mentre per gli IPA si continua a far riferimento al DM 25/11/94 in attesa di una nuova regolamentazione.) Sostanzialmente sono stati fissati per ogni inquinante due tipologie di limiti di qualità dell’aria:

  • limiti a breve termine, con arco di riferimento temporale pari all’ora e al giorno;
  • limiti a lungo termine , con arco di riferimento temporale pari all’anno. Il DM prevede dei margini di tolleranza transitori in relazione ai diversi valori limite ed ai termini entro i quali dovranno essere raggiunti. I margini di tolleranza non sono valori limite, ma rappresentano dei livelli di inquinamento fissati secondo una percentuale del valore limite decrescente in modo continuo anno dopo anno, fina al raggiungimento del valore limite stesso. Questa condizione fornisce una guida per la velocità con la quale i livelli degli inquinanti devono essere ridotti per raggiungere i valori limite fissati. Il superamento del margine di tolleranza in una o più zone è indicativo della necessità di attuare un programma di risanamento.

LA NORMATIVA ITALIANA SULLA QUALITA’ DELL’ARIA I LIMITI DEL DM 02/04/2002 n. 60 E I TERMINI ENTRO CUI DOVRANNO ESSERE RAGGIUNTI inquinante valore limite (numero max d i superamenti p e r anno) periodo di riferimento per il calcolo data alla quale il valore limite deve e s s e re raggiunto SO 2 350 μ g /m 3 – (2 4 sup.) 125 μ g /m 3 – (3 su p .) 20 μ g /m 3 1 ora 24 ore Anno civile 01/01 /20 0 5 01/01 /20 0 5 NO 2 200 μ g /m 3 – (18 sup .) 40 μ g /m 3 1 ora Anno civile 01/01 /20 1 0 01/01 /20 1 0 PM 10 50 μ g /m 3 – (7 sup .) 20 μ g /m 3 24 ore Anno civile 01/01 /20 1 0 01/01 /20 1 0 CO 1 0 m g/m 3 max. d ella media su 8 ore 01/01 /20 0 5 benzene 5 μ g /m 3 Anno civile 01/01 /20 1 0