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Intervista Margherita Hack, Guide, Progetti e Ricerche di Religione

Intervista Margherita Hack che tratta principalmente il rapporto tra religione intesa come fede e la scienza

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2023/2024

Caricato il 14/05/2025

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Intervista doppia a Margherita Hack e Polkinghorne
Giornalista: È possibile che scienze e fede convivano?
Margherita Hack: credo di sì, anche se operano su piani completamente diversi.
Polkinghorne: la scienza e la teologia forniscono una diversa tipologia di conoscenza: la prima è
quantitativa e la seconda è qualitativa, tuttavia lo scienziato e il teologo lavorano entrambi a partire
da una fede, da una sorta di fiducia nell’affidabilità razionale della nostra comprensione
dell’universo. Questo è possibile perché, pur lavorando su piani diversi, si integrano a vicenda.
Giornalista: Che cos’è la scienza e come procede?
Margherita Hack: La scienza procede sulla base di esperimenti e di osservazioni da cui si cercano
di ricavare le leggi generali che governano il nostro universo, il nostro pianeta, il nostro corpo e la
vita.
Polkinghorne: La scienza chiede come le cose si verificano, ma non fa domande sul significato o
lo scopo di esse. Coloro che pensano che essa dica tutto hanno un’arida visione della vita.
Giornalista: Da cosa nasce, secondo te, la fede?
Margherita Hack: Quando si resta stupefatti di fronte alla complessità della vita, ci si chiede
“perché il mondo è così?”, ”Com’è possibile che da una zuppa di particelle elementari si sia potuto
arrivare a forme di vita così complesse come il cervello?” La risposta secondo me più semplice è
quella di pensare ad un essere superiore, Dio, che ha creato il mondo. Credo che Dio sia
un’invenzione dell’uomo per spiegare tutto ciò che la scienza non sapeva e non sa ancora
spiegare. Inoltre, poiché a tutti dispiace morire, piace l’idea che ci sia un’altra vita dopo la morte,
che si possa credere nell’aldilà.
Polkinghorne: la religione ha fatto qualcosa per la scienza: ha preparato l’ambiente intellettuale
nel quale la scienza può progredire. In virtù della concezione cristiana della creazione, ci
aspettiamo che il mondo sia ordinato perché il Creatore è razionale; desideriamo e consideriamo
giusto conoscere direttamente la realtà, osservarla, perché l’ha creata Dio
Giornalista: Come è mutato il ruolo della fede con il progresso della scienza?
Margherita Hack: Con il progresso della scienza la fede cambia: pensiamo all’antichità, quando
era misterioso l’alternarsi del giorno e della notte. Gli antichi pensavano il sole fosse una divinità e
che andasse a dormire la sera si svegliasse la mattina. Tutti i fenomeni naturali erano misteriosi e
venivano spiegati attraverso le divinità. Piano piano con l’osservazione e gli esperimenti si è
iniziato a capire le ragioni per il quale determinati fenomeni accadono. La scienza è andata
progredendo e allo stesso tempo l’immagine della divinità è andata cambiando, arrivando all’idea
di un Dio unico, creatore. L’idea di Dio è cambiata molto, è diventato qualcosa di astratto,
spirituale, con il progredire della scienza.
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Intervista doppia a Margherita Hack e Polkinghorne

Giornalista : È possibile che scienze e fede convivano? Margherita Hack : credo di sì, anche se operano su piani completamente diversi. Polkinghorne : la scienza e la teologia forniscono una diversa tipologia di conoscenza: la prima è quantitativa e la seconda è qualitativa, tuttavia lo scienziato e il teologo lavorano entrambi a partire da una fede, da una sorta di fiducia nell’affidabilità razionale della nostra comprensione dell’universo. Questo è possibile perché, pur lavorando su piani diversi, si integrano a vicenda. Giornalista : Che cos’è la scienza e come procede? Margherita Hack : La scienza procede sulla base di esperimenti e di osservazioni da cui si cercano di ricavare le leggi generali che governano il nostro universo, il nostro pianeta, il nostro corpo e la vita. Polkinghorne : La scienza chiede come le cose si verificano, ma non fa domande sul significato o lo scopo di esse. Coloro che pensano che essa dica tutto hanno un’arida visione della vita. Giornalista : Da cosa nasce, secondo te, la fede? Margherita Hack : Quando si resta stupefatti di fronte alla complessità della vita, ci si chiede “perché il mondo è così?”, ”Com’è possibile che da una zuppa di particelle elementari si sia potuto arrivare a forme di vita così complesse come il cervello?” La risposta secondo me più semplice è quella di pensare ad un essere superiore, Dio, che ha creato il mondo. Credo che Dio sia un’invenzione dell’uomo per spiegare tutto ciò che la scienza non sapeva e non sa ancora spiegare. Inoltre, poiché a tutti dispiace morire, piace l’idea che ci sia un’altra vita dopo la morte, che si possa credere nell’aldilà. Polkinghorne : la religione ha fatto qualcosa per la scienza: ha preparato l’ambiente intellettuale nel quale la scienza può progredire. In virtù della concezione cristiana della creazione, ci aspettiamo che il mondo sia ordinato perché il Creatore è razionale; desideriamo e consideriamo giusto conoscere direttamente la realtà, osservarla, perché l’ha creata Dio Giornalista : Come è mutato il ruolo della fede con il progresso della scienza? Margherita Hack : Con il progresso della scienza la fede cambia: pensiamo all’antichità, quando era misterioso l’alternarsi del giorno e della notte. Gli antichi pensavano il sole fosse una divinità e che andasse a dormire la sera si svegliasse la mattina. Tutti i fenomeni naturali erano misteriosi e venivano spiegati attraverso le divinità. Piano piano con l’osservazione e gli esperimenti si è iniziato a capire le ragioni per il quale determinati fenomeni accadono. La scienza è andata progredendo e allo stesso tempo l’immagine della divinità è andata cambiando, arrivando all’idea di un Dio unico, creatore. L’idea di Dio è cambiata molto, è diventato qualcosa di astratto, spirituale, con il progredire della scienza.

Polkinghorne : Su molte cose la scienza ha corretto la visione religiosa, e questo è stato vantaggioso per entrambe le parti per aiutare a vedere il mondo più chiaramente. Chi ha fede dovrebbe accogliere la verità da qualunque fonte essa provenga. Non tutta la verità viene dalla scienza, ma gran parte sì. Mi dispiace quando vedo cristiani che voltano le spalle alla scienza. Invece alcuni scienziati ritengono che la fede sia una questione di chiudere gli occhi e stringere i denti, credere a cose impossibili presentate da qualche autorità indiscutibile, un libro infallibile o una chiesa infallibili. Non è nulla di tutto questo. Giornalista : Cosa ne pensi degli scienziati che credono in Dio? Margherita Hack : ritengo che credere in Dio e non sia una questione di fede, non abbiamo modo di dimostrare scientificamente che Dio esiste. Ci sono scienziati credenti, scienziati agnostici, scienziati atei. È una questione che secondo me esula completamente dalla scienza, e gli argomenti “razionali” di cui parla il vescovo di Firenze sono secondo me riflessioni che ognuno di noi può fare sia per credere che per non credere. Quello che noi riusciamo ad osservare è l’evoluzione dell’universo da 10.700.000.000 di anni fa, quando l’universo era una zuppa di particelle elementari ad oggi. Tutto questo può certamente meravigliare, e si può pensare che sia nella natura della materia di aggregarsi dalle forme più semplici alle forme più complesse senza introdurre esseri soprannaturali. La fede, la credenza in Dio, spiega evidentemente la creazione in maniera semplice e chiara. Io credo che fede e scienza resteranno sempre ad operare su due piani separati: ci possono essere scienziati credenti e scienziati non credenti. Polkinghorne : io stesso sono uno scienziato che crede in Dio. Ritengo che Dio sia la risposta alla grande domanda di Leibniz "Perché c’è qualcosa piuttosto che niente?”. Il teismo spiega molto più di quanto spieghi un ateismo riduzionista. Giornalista : Dove risiede, allora, l’etica degli scienziati atei? Margherita Hack : Alcuni credono che gli scienziati non abbiano un’etica, ma in realtà i laici hanno un’etica che può essere riassunta nell’insegnamento di Cristo, che noi non crediamo sia Dio ma una grandissima personalità, il primo socialista della storia, il primo ad essere andato dai più poveri e i più diseredati. Gli insegnamenti che dà, “ama il prossimo tuo come te stesso”, “non fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”, sono insegnamenti validi per tutti, ma l’etica del laico è questa ed è disinteressata, in quanto non si aspetta né la ricompensa del paradiso né la condizione dell’inferno. Ho visto spesso credenti che non rispettano gli insegnamenti di Cristo, che hanno comportamenti discriminatori contro più poveri e più diseredati, contro gli immigrati clandestini. Polkinghorne : gli esperimenti scientifici cercano di eliminare le influenze esterne. Io ritengo che gli scienziati atei siano atipici di ciò che accade in natura, le spiegazioni meccanicistiche del mondo che sono state proposte dovrebbero essere sostituite da una convinzione che la maggior parte della natura è come una nuvola piuttosto che come un orologio.