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Descrizione della vita dell'artista e delle seguenti opere: IL GIURAMENTO DEGLI ORAZI - BONAPARTE VALICA LE ALPI - IL MARAT ASSASSINATO
Tipologia: Appunti
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JACQUES LOUIS DAVID - La vita Il più grande pittore di fine settecento, inizio ottocento, sarà uno uno dei pittori che si farà carico dell'ideologia illuminista. Inizia a lavorare per il Re di Francia. David prenderà in mano la propria vita, partecipando attivamente alla Rivoluzione francese, amico pittore di Napoleone. Morirà privato di qualsiasi cosa a Bruxelles. Inizia la sua carriera da giovanissimo, allievo di un pittore del Rococò Vern, frequenta l'accademia di belle arti di Parigi (la prima a Firenze, 1561, Vasari). Gli allievi si ispiravano a Michelangelo, Raffaello, Leonardo, come suggerito da Vasari. David si aggiudica il “premio di Roma” che gli permette, tramite una borsa di studio triennale, di studiare a Roma i grandi del passato. IL GIURAMENTO DEGLI ORAZI - JACQUES LOUIS DAVID Nel 1784, finito un anno dopo, l'artista parigino dipinge il giuramento degli orazi. Può essere identificato come dipinto manifesto della pittura neoclassica. L'opera è grande al vero, e rappresenta un episodio della battaglia infinita (non si riusciva a trovare un vincitore) fra romani e albigesi (battaglia di Albalonga), tanto che fu deciso di far duellare 3 fratelli orazi e 3 fratelli curiazi. Vinsero i Romani con un unico superstite. David non scelse di rappresentare la furia dello scontro (di mano Barocca) ma scese il momento del giuramento. David racconta nei minimi dettagli il contesto in cui la scena avviene in un cortile di una domus di architettura di una romana. I vestiti sono come quelli romani antichi, lo spazio è in prospettiva lineare centrica (scuola di Atene di Raffaello), ed il punto di fuga sono le mani del padre, che porta un mantello rosso, al centro che dà le armi, lucenti, ai tre figli, mentre sull'altro lato a bilanciare la composizione ci sono le donne. I figli stanno giurando fedeltà alla famiglia e alla patria con un saluto romano. I tre fratelli sono vestiti di bianco, rosso e blu, i colori della bandiera della Rivoluzione francese, rappresentano il motto “Egalitè Fraternitè Libertè”. Egalitè, sono uguali, non c'è uno che prende il comando, sono allo stesso pari. Fraternitè, sono fratelli, si tengono stretti combattono insieme, l'unione fa la forza. Libertè, stanno combattendo per la libertà e la supremazia di Roma, per non essere vinti dagli albigesi. Le donne, che finora sono state solo un piacere maschile, dee seminude, equilibrano la scena, David gli dà la stessa importanza. Loro piangono, ma non fermano i loro uomini. La madre più anziana protegge nel suo mantello i figli più piccoli. Le altre due sono affrante, sono coscienti che comunque vada, sono destinate a perdere, una di loro è orazia ma ha sposato un curazio, l'altra, il contrario. Sanno che per ottenere un risultato è necessario passare sopra al sentimento personale, non si può guardare al privato. Il Re, che ha commissionato il quadro, non lo capisce, è troppo distante. COSA HA A CHE FARE NAPOLEONE CON DAVID? David diventa primo pittore di corte di Napoleone, lavora per le sue sorelle. Napoleone è il più grande stratega militare della storia, un uomo che dal basso si è costruito una carriera e che sarà molto amato. Napoleone applica i principi della Rivoluzione Francese, ( Libertè, Egalitè, Fraternitè ) apre a tutti il museo del Louvre, perché palazzo e collezione sono del popolo. Lui è europeo. David si troverà molto bene poiché condivide i suoi ideali. BONAPARTE VALICA LE ALPI - JACQUES LOUIS DAVID La scena rappresenta il generale che monta un cavallo bianco, con una criniera dorata, ritto sulle zampe posteriori. La sua agitazione si contrappone con la calma di Napoleone, vestito con pantaloni lunghi ed aderenti a sottolineare il sesso, la sua virilità, ed una giacca con spalline che ricordano il militare, non porta parrucche, lui è stempiato, qui viene ringiovanito. Napoleone si volge allo spettatore ed indica con una mano il destino che lo attende. In primo piano David dipinge delle rocce con l'incisione dei nomi Annibale e Carlo Mano, i grandi del passato e Napoleone, il grande del momento.
Nel 1793 David dipinge il Marat assassinato. Il soggetto è il capo dei Giacobini (estremisti della rivoluzione francese), uomo di grande intelletto, di grande serietà, è lui che organizza il “Terrore”. Egli è malato, deve fare dei bagni d'acqua per la pelle, è in casa a svolgere le sue carte quando arriva Charlotte Corday, una girondina, oppositrice dei giacobini, con la scusa di chiedere aiuto per una famiglia in gravi condizioni economiche. Lui la aspetta nella vasca da bagno, coperto, lei con un coltello lo trafigge al cuore. David, appena riceve la notizia della morte del suo amico Marat, corre da lui, gli prende il calco, e gli fa la maschera funebre ( oggi conservata al museo di Francia) come avveniva nell'antica Roma. Il partito dei Giacobini chiede a David di fare un ritratto in memoria di Marat. Il pittore si mette a lavoro, ma i committenti non vorranno mai il dipinto. La ragione effettiva non la conosciamo ma è probabile che la situazione di quei tempi era ormai colma del terrore che Marat aveva disseminato, per questo motivo era diventato una figura scomoda per la politica francese. Il quadro rimarrà in mano a David, che non se ne separa, quando nel 1815 viene esiliato a Bruxelles se lo porterà dietro. Oggi il dipinto è conservato nel museo delle Belle Arti della città. LE CARATTERISTICHE: L'opera è attuale. Il quadro non è grande, ha un taglio intimista, la forma è verticale con la volontà di comprimere la scena soffermandosi sulla testa e parte del corpo del protagonista. I colori sono pochi, con un senso di “caravaggismo” che dà emozione, David elimina qualsiasi elemento decorativo. Marat tiene in mano la lettera ingannevole, insanguinata, e l'assegno scritto destinato alla famiglia bisognosa, l'ambiente è modesto, lui non si era arricchito, c'è un cippo funerario con la dedica, ha una penna in mano. L'assassina non è presente, è vista solo attraverso il coltello insanguinato, David vuole portare la massima attenzione sulla riflessione. Il volto con il turbante, ha una smorfia che corrisponde alla maschera funebre, la testa, riversa, ed il braccio ricordano la Pietà Vaticana, che David ha visto. Perché prendere spunto da un iconografia cattolica se David è laico? Perché paragona Gesù a Marat, entrambi sono morti a tradimento, entrambi volevano aiutare i più deboli, colpiti da chi gli era vicino, e per commuovere e suscitare pathos in chi guarda, utilizza quell'immagine, ben conosciuta da tutti, quella più religiosamente emblematica e allora David se ne impossessa e la trasforma in un'opera contemporanea, non imita la statua ma la prende in considerazione perché suscita pietas. Il Neoclassicismo non è solo razionalità, anche se il Teseo sul Minotauro è riflessivo e aldilà delle emozioni, David vuole esprimere i suoi sentimenti, non li nasconde, vuole trasmettere il suo pensiero e ci riesce, parla con la sua rappresentazione “quanto era buono Marat, quanto la sua assassina era crudele”. Nel 1756 un filosofo inglese Edmund Burke, pubblica un libro “del bello e del sublime” nel quale parla di due categorie: Il bello, ovvero Winkelmann, regole, proporzione, tutto ciò che è perfezione. Ma a noi non piace soltanto ciò che è bello, siamo attratti da un mare in tempesta, anche se ci fa paura, per questo tutte le cose che suscitano sentimento ci piacciono.