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Jacques​ ​-​ ​Louis David, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Vita più descrizione delle seguenti opere Il giuramento degli orazi La morte di marat NAPOLEONE BONAPARTE VALICA LE ALPI AL PASSO DEL GRAN SAN BERNARDO

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 10/02/2021

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Jacques - Louis David
David nasce all’estero, in Francia precisamente a Parigi nel 1748. Frequenta l’accademia
delle Belle Arti e farà anche numerosi concorsi che durante il 700 prevedevano un
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Jacques - Louis David

David nasce all’estero, in Francia precisamente a Parigi nel 1748. Frequenta l’accademia delle Belle Arti e farà anche numerosi concorsi che durante il 700 prevedevano un soggiorno a Roma, città più ambita, il cosiddetto Prix De Rome. Si recherà a Roma in due occasioni dal 1775 al 1780 e in un secondo momento dal 1784 al 1785. Avrà, in questo modo, la possibilità di conoscere la pittura di Raffaello, di ammirare i dipinti degli appartamenti pontifici ma gli anche affreschi presenti a Pompei ed Ercolano, a Napoli. Questi soggiorni in Italia miravano dunque alla conoscenza dell’arte classica antica. Dopo essere rientrato a Parigi diventerà il primo pittore di corte dell’imperatore Napoleone Bonaparte, che sarà il protagonista di diverse sue opere. Dopo la caduta di Napoleone fu costretto all’esilio. Il GIURAMENTO DEGLI ORAZI In questo dipinto viene raffigurato un avvenimento storico. Questo periodo è caratterizzato dallo scontro tra Roma, ancora una monarchia, e Alba Longa. Per cercare di evitare lo spargimento di sangue, le due città giungono ad un compromesso: si sarebbero scontrati in duello i fratelli Orazi (rappresentanti di Roma) contro i Curiazi (rappresentanti di Alba Longa). Nel dipinto, sulla parte sinistra, troviamo i tre fratelli Orazi di profilo, che con il braccio destro sollevato, fanno il giuramento alla romana e tenendosi abbracciati l’un l’altro, per sottolineare che il loro intento è comune, pronunciano: “o Roma o morte”. Davanti ai tre fratelli c’è il loro vecchio padre che è posto al centro prospettico dell’interno dipinto, in quanto le linee di profondità prospettiche convergono tutte nella mano del genitore che stringe le tre spade, pronto a consegnare ai figli. Sulla parte destra si vede la presenza di tre donne: la vecchia madre avvolta in un mantello scuro, presagio di lutto, che ha il presentimento che non tutti e tre torneranno vivi da questi duello, che abbraccia i propri bambini, accanto alla quale si vedono due altre figure femminili. Al centro Camilla, sorella dei duellanti, che distrutta dal dolore si allunga verso la cognata, all’estrema destra e anch’essa, devastata, appoggia il proprio capo sulla sua spalla. Ci troviamo all’interno di una domus romana, in un atrio, all’aperto. Sullo sfondo troviamo delle colonne doriche dal fusto liscio che sorreggono degli archi a tutto sesto.

Alle spalle di questo porticato notiamo una zona alquanto buia che presenta sulla destra una porta, che ci suggerisce uno spazio che si sviluppa oltre quella scena. La costruzione prospettica ci viene suggerita dalla pavimentazione costituita da lastre marmoree bianche che circoscrivono dei quadrati fatti in laterizi, mattoni disposti ad opus spicatum. Si tratta di un dipinto tipicamente neoclassico e rispecchia le teoria del Winckelmann il quale affermava che i personaggi dovessero essere rappresentati prima o dopo lo scontro. In questo caso viene rappresentato il momento che precedeva il duello. Il David in quest’opera ha deciso si raffigurare un episodio della mitologia antica. LA MORTE DI MARAT Marat era il presidente del club dei Giacobini, legato al movimento di Robespierre. Soffriva di una malattia epidermica ed era costretto a fare dei lunghi bagni per cercare di placare le sofferenze che si manifestavano sulla cute. Nel dipinto viene appunto raffigurato Marat immerso in questa vasca da bagno che viene trasformata in un vero e proprio studio. Ha inserito una tavola coperta con una tovaglia verde che funge da scrivania e accanto alla vasca vediamo quella che è una cassetta di legno che funge da appoggio per il calamaio, la penna e i foglietti, dove vi è una dedica : “A MARAT, DAVID” che assume l’aspetto di una vera e propria lapide funebre. Marat è stato assassinato a tradimento da una girondina, una certa Carlotthe de Corday che lo pugnala e il David preferisce non rendere omaggio a colei che ha ucciso un personaggio così amato dai parigini di allora. La sua fama era dovuta al fatto che nonostante ricoprisse un rango politico elevato, si comportava con umiltà estrema, messa in risalto dal lenzuolo che pende sulla parte sinistra della vasca rammendato e rattoppato. Marat giace moribondo e regge con la mano sinistra un foglietto sul quale compare il nome della sua assassina, che è riuscito a scrivere prima di spirare, mentre con la mano destra regge ancora la penna d’oca. Il braccio penzoloni rimanda a delle opere precedenti come il Cristo morto della “Pietà di San Pietro” di Michelangelo, “La sepoltura del Cristo” del Caravaggio ma anche la Pala Baglioni di Raffaello. Il fondale è scuro uniforme, di gusto fiammingo, spoglio di elementi, differente dal fondale del dipinto di Paul Baudry, creato successivamente, nel quale vi è la ricostruzione dell’ambientazione reale; troviamo la cartina della Francia, delle mensole con dei libri poggiati sopra, al posto della cassetta di legno la cesta in vimini e viene raffigurata anche la sua assassina. Il David decide di eliminare i cosiddetti distrattori per far focalizzare l’attenzione dell’osservatore sulla scena principale, la morte del Marat.