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L'Equivoco della Famiglia: Analisi Sociologica dei Modelli Familiari Contemporanei, Prove d'esame di Sociologia di Genere

Riassunti de il libro "L'equivoco della famiglia" di Chiara Saraceno

Tipologia: Prove d'esame

2018/2019

Caricato il 15/01/2019

Ascigabubule
Ascigabubule 🇮🇹

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L’EQUIVOCO DELLA FAMIGLIA
Di Chiara Saraceno
1.FAMIGLIE. SOSTANTIVO PLURALE
La famiglia è lo spazio fisico, relazionale e affettivo dove l’individuo nasce, cresce e apprende.
Bisogna parlare di famiglie per le moltitudini di trasformazioni della società, dei rapporti sociali, sessuali,
matrimoniali e tra i generi. Le norme familiari sono molteplici, legate all’evoluzione dei tempi ma anche della cultura
di appartenenza. La famiglia è vista secondo logiche contrapposte, da una parte, come nella visione cristiana, la
famiglia è sacra, culla degli affetti, della solidarietà e dall’amore, dall’altra la visione della famiglia di Paltone che per
lui era dannosa per la formazione dell’individuo tant’è che immaginava una società nel suo “De Repubblica” dove i
bambini venivano allevati dalla comunità. Si parla di famiglie spezzate (divorzi e separazioni) e ricostruite (unione tra
persone che avevano contratto un precedente legame).
La famiglia è il luogo in cui tramite il matrimonio viene legalizzata la sessualità basata sull’etero normatività.
I cambiamenti della famiglia:
Rapporti tra le identità di genere: ciò che ci si aspetta venga fatto da uomini e donne
Rapporti tra generazioni: l’invecchiamento della popolazione ha aumentato le speranze di vita portando al
confronto tra generazioni che storicamente non condividevano il medesimo spazio temporaneo. I bambini
diventano soggetti di diritto.
Pluralizzazione occidentale delle forme di famiglia
Messa in discussione dell’eteronormatività, riconoscimento di diverse identità di genere, orientamenti sessuali
e diverse forme di genitorialità anche non biologica
La famiglia diventata sempre più una questione pubblica
È emerso il bisogno di riconoscere i rapporti d’affetto e di cura che nascono al di fuori del matrimonio come il
riconoscimento del figlio del coniuge.
L’amore è visto come il fondamento e la premessa necessaria per il matrimonio. Al termine dell’amore il matrimonio
si conclude. Per Giddens l’amore si basa sulla comunicazione emozionale e poiché può esistere a prescindere dal
genere, normalizza i rapporti omossessuali. Secondo il suo pensiero il fulcro del matrimonio oggi è soddisfatto a
prescindere dal genere di appartenenza cosa che non poteva accadere quando si basava sulla procreazione.
Il matrimonio ha perso la sua immagine di fusione tra i coniugi che oggi rimangono soggetti separati, spesso anche
economicamente. Mantengono sempre più la loro identità e indipendenza rispetto al rapporto, chi non riesce, e spesso
sono le donne, soprattutto dal punto di vista economico rischia di essere vittima di ricatti e di dipendenza dal coniuge
e dalle sue scelte. Una grande innovazione è il fatto che i membri della coppia continuino a vivere per sé stessi anche
dopo il matrimonio: non per i figli e non per il coniuge. Sono consapevoli che i figli cresceranno, che il rapporto
cambierà nelle varie fasi di vita e che potrebbe comunque interrompersi.
FAMIGLIE TRASNAZIONALI: In passato queste coppie partivano già come marito e moglie oppure si incontravano
nel nuovo paese ma facevano parte della medesima etnia oggi, accanto a queste famiglie che comunque sono rimaste
numerose sono presenti anche le coppie miste e le coppie di “autoctoni” e membri della seconda generazione
emigrata. Oggi è più facile per tutti loro mantenere i rapporti e il legame con la loro cultura attraverso i mezzi
tecnologici. È importante citare il diritto al ricongiungimento familiare ma anche al diritto della famiglia nei rapporti
internazionali.
NUOVE SEQUENZE DI FORMAZIONE DELLA FAMIGLIA: il matrimonio non è più un rito di passaggio dalla
giovinezza all’età adulta. Nella società moderna è sempre più una scelta di conferma che avviene quando la coppia già
convive da almeno un anno e ha già figli. Lo si fa per l’esigenza di normalizzare l’unione davanti alla legge ed
ottenere più diritti. Fino al 2016 le coppie conviventi non erano tutelate dalla legge ma oggi i conviventi hanno i
medesimi diritti penali, ospedalieri, di assistenza, di subentro nell’affitto e di riconoscimento del lavoro nell’impresa
familiare (…e tanti altri) delle coppie sposate. Il diritto al mantenimento rimane debole e viene riconosciuto solamente
quanto l’ex partner si trova in una situazione particolarmente difficile e non può ricevere il sostegno die parenti.
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L’EQUIVOCO DELLA FAMIGLIA

Di Chiara Saraceno

1.FAMIGLIE. SOSTANTIVO PLURALE

La famiglia è lo spazio fisico, relazionale e affettivo dove l’individuo nasce, cresce e apprende.

Bisogna parlare di famiglie per le moltitudini di trasformazioni della società, dei rapporti sociali, sessuali, matrimoniali e tra i generi. Le norme familiari sono molteplici, legate all’evoluzione dei tempi ma anche della cultura di appartenenza. La famiglia è vista secondo logiche contrapposte, da una parte, come nella visione cristiana, la famiglia è sacra, culla degli affetti, della solidarietà e dall’amore, dall’altra la visione della famiglia di Paltone che per lui era dannosa per la formazione dell’individuo tant’è che immaginava una società nel suo “De Repubblica” dove i bambini venivano allevati dalla comunità. Si parla di famiglie spezzate (divorzi e separazioni) e r icostruite (unione tra persone che avevano contratto un precedente legame).

La famiglia è il luogo in cui tramite il matrimonio viene legalizzata la sessualità basata sull’etero normatività.

I cambiamenti della famiglia:

  • Rapporti tra le identità di genere: ciò che ci si aspetta venga fatto da uomini e donne
  • Rapporti tra generazioni: l’invecchiamento della popolazione ha aumentato le speranze di vita portando al confronto tra generazioni che storicamente non condividevano il medesimo spazio temporaneo. I bambini diventano soggetti di diritto.
  • Pluralizzazione occidentale delle forme di famiglia
  • Messa in discussione dell’eteronormatività, riconoscimento di diverse identità di genere, orientamenti sessuali e diverse forme di genitorialità anche non biologica
  • La famiglia diventata sempre più una questione pubblica

È emerso il bisogno di riconoscere i rapporti d’affetto e di cura che nascono al di fuori del matrimonio come il riconoscimento del figlio del coniuge.

L’amore è visto come il fondamento e la premessa necessaria per il matrimonio. Al termine dell’amore il matrimonio si conclude. Per Giddens l’amore si basa sulla comunicazione emozionale e poiché può esistere a prescindere dal genere, normalizza i rapporti omossessuali. Secondo il suo pensiero il fulcro del matrimonio oggi è soddisfatto a prescindere dal genere di appartenenza cosa che non poteva accadere quando si basava sulla procreazione.

Il matrimonio ha perso la sua immagine di fusione tra i coniugi che oggi rimangono soggetti separati, spesso anche economicamente. Mantengono sempre più la loro identità e indipendenza rispetto al rapporto, chi non riesce, e spesso sono le donne, soprattutto dal punto di vista economico rischia di essere vittima di ricatti e di dipendenza dal coniuge e dalle sue scelte. Una grande innovazione è il fatto che i membri della coppia continuino a vivere per sé stessi anche dopo il matrimonio: non per i figli e non per il coniuge. Sono consapevoli che i figli cresceranno, che il rapporto cambierà nelle varie fasi di vita e che potrebbe comunque interrompersi.

FAMIGLIE TRASNAZIONALI: In passato queste coppie partivano già come marito e moglie oppure si incontravano nel nuovo paese ma facevano parte della medesima etnia oggi, accanto a queste famiglie che comunque sono rimaste numerose sono presenti anche le coppie miste e le coppie di “autoctoni” e membri della seconda generazione emigrata. Oggi è più facile per tutti loro mantenere i rapporti e il legame con la loro cultura attraverso i mezzi tecnologici. È importante citare il diritto al ricongiungimento familiare ma anche al diritto della famiglia nei rapporti internazionali.

NUOVE SEQUENZE DI FORMAZIONE DELLA FAMIGLIA: il matrimonio non è più un rito di passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Nella società moderna è sempre più una scelta di conferma che avviene quando la coppia già convive da almeno un anno e ha già figli. Lo si fa per l’esigenza di normalizzare l’unione davanti alla legge ed ottenere più diritti. Fino al 2016 le coppie conviventi non erano tutelate dalla legge ma oggi i conviventi hanno i medesimi diritti penali, ospedalieri, di assistenza, di subentro nell’affitto e di riconoscimento del lavoro nell’impresa familiare (…e tanti altri) delle coppie sposate. Il diritto al mantenimento rimane debole e viene riconosciuto solamente quanto l’ex partner si trova in una situazione particolarmente difficile e non può ricevere il sostegno die parenti.

I SINGLE: si definiscono single quelle persone che non sono impegnate in una relazione perché non l’hanno iniziata, perché è finita o per vedovanza. Nel nostro paese i single non cercano di andare a vivere da soli ma aspettano il partner per raggiungere l’autonomia abitativa. Le motivazioni sono il costo della vita, il mettere da parte i soldi per la convivenza per poter uscire di casa con dei benefici e poter vivere in modo non spartano (macchina, elettrodomestici...). Sulla esperienza delle generazioni femminili passate, le donne vogliono prima formarsi nella loro autonomia per non trovarsi a dover dipendere da un eventuale partner (forma di tutela). Secondo le statistiche sono più le donne con un lavoro a chiedere il divorzio rispetto agli uomini.

IL DIRITTO ALLA FAMIGLIA DELLE PERSONE OMOSESSUALI: nel 2016 le coppie omosessuali in Italia ottengono i primi diritti. La legge Cirinnà che sancisce le unioni civili non tratta il tema della filiazione e lascia privi di tutela i figli di queste coppie. Il genitore non biologico risulta un estraneo per i bambini dal punto di vista giuridico, sia in termini di diritti che di doveri. Nel caso della prematura morte o disabilità grave del genitore biologico risulterebbero orfani nonostante abbiano un secondo genitore. Ciò è particolarmente grave poiché lede i diritti non soltanto del genitore ma anche del bambino es. diritto ereditario, assistenza sanitaria, assistenza al mantenimento… L’orientamento sessuale non è un indice delle competenze genitoriali ciononostante il nostro paese non riconosce la possibilità dell’adozione o di ricorso a tecniche di riproduzione assistita alle coppie dello stesso sesso che si rivolgono così ad altri paesi. Le coppie gay si avvalgono dell’adozione e della maternità surrogata mentre le coppie lesbiche tendono a preferire la donazione di un donatore di sperma. Una preoccupazione diffusa che non trova però un fondamento teorico è un ipotetico danno che potrebbe avere per lo sviluppo del bambino crescendo con due figure genitoriali appartenenti allo stesso sesso. Al contrario appare che questi bambini siano particolarmente circondati da figure significative del sesso opposto a quello dei genitori come nonni, zii, cugini e amici di famiglia. Non viene nemmeno riscontata un’alterazione nell’orientamento sessuale dei bambini figli di famiglie omosessuali rispetto ai figli di coppie eterosessuali. Questi bambini possono tuttavia essere vittime di bullismo se inseriti in un contesto omofobo

Oggi, in Italia un bambino su 4 nasce al di fuori del matrimonio e solamente nel 2012 è stata equiparata la condizioni di figlio naturale e legittimo.

mi anni.

Critica alla legge Cirinnà : La differenza tra unioni civili e matrimonio consiste nei diritti e i doveri su cui fare affidamento (es. obbligo di fedeltà). Le unioni civili di fatto sostituiscono un’unione di serie B, diverso sarebbe se entrambe le tipologie di coppie potessero scegliere tra le due opzioni. La Cirinnà di fatto risulta un compromesso a ribasso rispetto al matrimonio.

POLIGAMIA COME DIRITTO CIVILE: la poligamia è un’istituzione antica che si basa sul matrimonio tra un uomo e molte donne mentre la poliandria è il matrimonio di una donna con molti uomini. Negli USA è stato particolarmente osteggiato nella comunità mormone che era vista come una setta misogina. In occidente è difficile comprenderne le dinamiche poiché per la nostra cultura il matrimonio è fondato sulla fedeltà. In alcuni paesi africani come l’Egitto e il Marocco il matrimonio poligamico ed è vincolato dall’accettazione della prima moglie alle successive consorti. Lo stesso Corano vincola i matrimoni poligami alla capacità del marito di poter provvedere in egual misura a tutte le mogli e ai relativi figli sia in termini economici che affettivi. Il problema oggi coinvolge nuovamente l’occidente per quanto il tema dell’immigrazione. Quale moglie può accedere al ricongiungimento familiare? Quale moglie può beneficiare della pensione di reversibilità?

IL PUNTO DI VISTA DELLA CHIESA CATTOLICA: la Chiesa definisce la famiglia come un valore non negoziabile come i matrimoni tra divorziati e tra coppie dello stesso sesso. Le diverse chiese nazioni a differenza della chiesa centrale di Roma sono dell’idea che sia necessaria andare incontro all’evoluzione della famiglia

2.NUOVE MADRI E NUOVI PADRI

L’Italia è uno dei paesi europei con il più basso tasso di fertilità. Le cause sono da ricercarsi: nell’instabilità lavorativa ed economica, nell’allungamento del percorso di studi, nelle difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia, nella volontà di realizzarsi prima di avere figli e realizzarsi nonostante la maternità. Il numero di figli per coppia rimane più alto al sud anche se sta subendo un repentino calo. Le mamme under 18 sono un fenomeno quasi esclusivamente del meridione. In Italia è particolarmente diffusa l’idea che un bambino la cui mamma lavori durante l’età prescolare soffra.

Le madri vengono sintetizzate in due categorie: mamme coccodrillo o mamme chioccia. Le prime sono competitive e si concentrano sulla loro carriera e sanno distinguersi dai figli. Sono tendenzialmente donne istruite che, anche per questo hanno avuto figli in età più adulta. Le seconde sono madri più giovani che identificano il loro ruolo di madri

IL COGNOME DELLA MADRE: la Corte Costituzionale nel 2016 ha detto che privilegiare il cognome paterno rispetto a quello è una discriminazione. Il passaggio del cognome paterno sanciva il passaggio della donna dalla famiglia a quella del marito. Secondo il principio di uguaglianze ma c’è la possibilità del doppio cognome.

DIVENTARE GENITORI NELL’ERA DELLA RIPRODUZIONE ASSISTITA: l’Italia è il paese con le norme più restrittive per adozione e tecniche di riproduzione assistita. Chi ha i mezzi va in altri paesi con normative meno rigide ma il problema per queste famiglie si pone al ritorno perché non sono tutelati dalla legge. Ci si pone la domanda se la genitorialità sia un diritto e in caso quali siano anche i diritti di bambini.

Un tema importante è quello dell’UTERO IN AFFITTO, la sua tutela e della tutela del bambino che cresce e costruisce un legame con la madre surrogata che è programmato ad essere interrotto. Alcuni paesi regolano la maternità surrogata attraverso dei contratti ben definiti, alcuni dei quali inseriscono come clausola il dovere di mantenere un rapporto nel tempo con la nuova famiglia per ridimensionare il trauma del bambino. Le gestanti spesso sono soggette a norme molto restrittive, all’isolamento durante alla gravidanza e se provenienti da alcune aree geografiche anche al loro ritorno alla vita normale. (Problema etico: Cosa accade se il bambino che nasce non è più voluto dalla coppia?) Nelle coppie lesbiche questa pratica è men diffusa perché una, talvolta entrambe, fungono da gestanti ricercando un donatore.

In Cina è stata tolta la politica del figlio unico e il divieto di accedere alle pratiche di riproduzione assistita che per anni ha portato le giovani coppie di cinesi ad abortire le figlie femmine e favorire i figli maschi da cui avevano maggior possibilità di essere sostenuti economicamente in età anziana. Questo ha portato ad un enorme divario di genere che per i prossimi decenni porterà i giovani cinesi a cercare compagne in altri paesi.

  1. DALLA PARTE DEI FIGLI

I bambini figli delle coppie omosessuali, quando muore il genitore biologico si trovano con un genitore che legalmente è per loro un estraneo che non ha alcun diritto (e dovere) nei loro confronti. Ciò nega loro l’appoggio e il sostegno di un genitore che fino al decesso o all’incapacità del loro genitore biologico si occupavano di loro. Viene leso anche il diritto dei nonni, gli zii e i cugini e quello del bambino di rimanere con la propria famiglia.

CRITICA AL JOB ACT: ignora il lavoro minorile perché illegale ma che di fatto esiste lasciando i minori coinvolti privi di tutele. Mancano tutele per i bambini che collaborano alle attività familiari o che aiutano i genitori accudendo i fratelli o occupandosi delle faccende domestiche. Il loro contributo materiale è fondamentale per lo svolgimento delle attività quotidiane o per l’economia familiare. Talvolta viene dato loro una paghetta come ricompensa ma ciò non è loro dovuto. Un altro problema sono gli infortuni sul lavoro che spesso per evitare una burocrazia particolarmente complessa viene finto come un normale infortunio accaduto nel tempo libero. Nel nostro paese ad esempio riguarda i bimbi ROM.

CRESCERE COME STRANIERI: le seconde generazioni spesso sono nati in Italia o sono arrivati molto piccoli, conoscono la lingua e hanno frequentato la scuola insieme ai compagni italiani ma non hanno la cittadinanza. (Vedi requisiti per la cittadinanza). Sono molto più italiani di quelli nati da cittadini italiani ma all’estero. Rischiano di sviluppare sentimenti di astio per il non essere riconosciuti e non poter accedere a tutta una serie di diritti.

4.GENERAZIONI:

Per la prima volta più di due generazioni si trovano a doversi confrontare. L’innovazione tecnologica ha fatto sì che vi fossero cambiamenti particolarmente significativi che creno un divario enorme tra le generazioni.

Esempio: La sessualità oggi non è automaticamente collegata alla procreazione, il matrimonio è diventato un rito di conferma e non più di passaggio all’età adulta, è aumentata l’instabilità coniugale con essa il numero delle famiglie ricostruite, calo di nascite e aumento delle aspettative di vita, è probabile che un bambino non abbia fratelli o cugini (o pochi) ma che abbia invece molti zii o nonni, la responsabilità del genitore nei confronti del figlio aumenta molto di più.

Oggi il confronto è tra più generazioni crea molto più conflitto. Spesso convive negli anziani un pensiero nostalgico e idealistico che tende sono a vedere il positivo nel passato e in negativo nel presente. È importante ritrovare le proprie radici e ricostruire la propria storia ma ciò non deve rimanere un pensiero nostalgico. I nativi digitali hanno molti più strumenti per interagire con il mondo, hanno meno confronto nel privato non avendo cugini o fratelli con cui relazionarsi fin da piccoli nella fase primaria di socializzazione che avviene all’interno della famiglia.

DA UNA GENERAZIONE DI DONNE ALL’ALTRA: tra i generi probabilmente sono le donne ad aver fatto i cambiamenti maggiori nell’ultimo secolo. La nuova generazione è più istruita anche in ambiti storicamente maschili,

utilizzano le nuove tecnologie e vivono in rapporti più paritari anche a livello economico. Nonostante ciò, costituiscono la maggior parte dei NEET e sono più difficili dei maschi da inserire in progetti lavorativi.

INVECCHIAMNETO DELL’ITALIA: il progressivo invecchiamento del paese continuerà per alcuni decenni, il sostegno dei nuovi nati viene dalle famiglie immigrate ma sono un numero limitato. I giovani sono un bene su cui investire altrimenti i pochi disponibili emigreranno dove verranno valorizzati. L’Italia ha la percentuale di laureati più bassa d’Europa.

MILLENNEAS SENZA WELFARE: l’idea che la famiglia sostenga il singolo sul lungo tempo ha giustificato la politica dall’intervenire con politiche sociali efficaci. I nuovi poveri sono lavoratori full time che non riescono a pagare le bollette e l’affitto. Con l’eliminazione della TASI sulla prima casa si disincentiva l’affitto e il vivere fuori casa. L’insicurezza lavorativa porta ad un ritardo nell’andare ad abitare fuori da casa e a alla scelta della genitorialità

IL NUOVO SESSO DEBOLE: la crisi ha toccato molto anche il genere maschile ed in particolar modo quei lavoratori poco specializzati i cui lavori sono stati sostituiti da macchinari tecnologici i cui posti difficilmente verranno riassegnati ad un essere umano. Sono molto più difficili da sostituire i professionisti specializzati. Rischiano di trovarsi in una situazione particolarmente difficile perché insicuri sul piano lavorativo e nell’incapacità di aver una sicurezza lavorativa sul lungo tempo per poter ricerca una campagna e fare una famiglia. Nella Germania dell’est si è osservato come le ragazze che hanno studiato hanno cercato fortuna ad ovest mentre i ragazzi meno istruiti sono rimasti ed hanno ingrossato le file dei disoccupati, dei single e dei sostenitori della destra xenofoba. È necessario che anche i ragazzi più poveri possano svolgere attività formative specializzate che rendano il loro lavoro meno sostituibile e avvicinarli a professioni meno qualificate e tradizionalmente femminili che ora ricercano personale come badanti e personale per le pulizie. Ora che le donne competono per posizioni più qualificate i posti che hanno occupato tradizionalmente dovrebbero essere colmati proprio da quegli uomini che non hanno conseguito una specializzazione. Il lavoro non può rimanere arginato agli stereotipi di genere.

INVECCHIAMENTO: il nostro sistema pensionistico è al collasso, gli anziani sono in aumento come lo è la durata della vita e l’aumento delle malattie croniche il che richiede un aumento di spesa nell’assistenza sanitaria che sia durevole nel tempo. Bisogna favorire politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia ma anche le tecniche di riproduzione assistita, investimento nel capitale perché i giovani formati restino e vengano attirati stranieri specializzati.

5.LA RICCHEZZA NASCOSTA DEL LAVORO DI CURA

Secondo la definizione dell’OSCE il capitale umano è l’insieme delle conoscenze, le abilità, le competenze e altri attributi che facilitano la creazione di benessere personale, sociale ed economico. In Italia è stato valutato che nel 2008 il capitale sociale delle donne fosse di molto inferiore rispetto a quello maschile. Il gap si chiude parzialmente se si tiene conto del lavoro sommerso di cui si caricano le donne.

In Italia le donne più occupate sono quelle più istruite. Tendenzialmente rimangono concentrate in alcuni settori anche se le cose stanno cambiando. Le donne restano più tempo in contratti atipici e poco tutelanti.

Nel 2004 il ministro Maroni ha consentito alle lavoratrici del settore pubblico di andare in pensione a 57 anni e 3 mesi con 35 anni di contributi. Ciò è un finto vantaggio perché riduce i contributi della pensione e spesso il motivo per cui accettano è quello di avere tempo per fare da baby sitter ai nipoti o badanti ai genitori. Spesso infatti i nonni, e in particolar modo le nonne costituiscono l’unica risorsa possibile per figli e cognati di poter tornare al lavoro.

I giovani sono portatori di un capitale umano più consistente di quello più anziano anche se sono i soggetti della disoccupazione.

6.IL LATO OSCURO DELLA FAMIGLIA:

UNA DONNA SU 3 VITTIMA DI VIOLENZA: i femminicidi sono la punta dell’iceberg della violenza di genere, una donna su tre nella vita subisce violenza da un familiare, un partner o un ex partner. Concludere una relazione malsana non protegge dalla violenza, talvolta è il pretesto per lui per compiere atti più violenti. 1/3 degli stalker sono ex partner. Non sembra ci siano differenze tra stranieri e autoctoni. Le straniere subiscono più stupri o tentati stupri, le autonome più molestie. Le donne laureate sono più soggette a violenza e questo potrebbe essere dovuto all’incapacità di riconoscere l’autodeterminazione femminile e il raggiungimento di nuovi traguardi. Purtroppo sono aumentate anche le violenze a cui hanno assistito dei minori, compresi gli assassini di un genitore (VIOLENZA ASSSISTITA) Occorre un’educazione all’affettività e alla questione del genere.

MINORI POVERI MERITEVOLI: dal momento che la condizione di povertà è dovuta alla situazione economica dei genitori non vengono colpevolizzati dall’opinione pubblica che è più disposta ad aiutarla tramite interventi economici (che tamponano ma non risolvono).