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l'essere cos'è Filosofia moderna, Appunti di Filosofia

cos'è l'essere 2.0 2.0 Filosofia moderna

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 07/12/2021

RagioPratica-1
RagioPratica-1 🇮🇹

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Afferma Campanella:
«Ogni ente, potendo essere, ha la
potenza di essere.»
Ogni essere che è essere, è tale perché
può essere: ogni essere veramente è,
perché ha la potenza, la possibilità di
essere.
«ciò che può essere sa di essere»
È tale veramente quell'essere (che ha la
potenza di essere), se ha la coscienza di
essere, perché chi non sa di essere, per sé
stesso è come se non esistesse: esisterà
per gli altri ma non per sé stesso.
Il nosse è quindi costitutivo dell'esse.
La condizione prima dell'essere è il sapere
di essere.
Avere coscienza di sé, il pensare (il cogito,
dirà Cartesio) è la condizione prima
dell'essere (ergo sum); tra Campanella e
Cartesio resta comunque una differenza
fondamentale: mentre la filosofia
campanelliana si limita a ricostruire ma non
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Afferma Campanella: «Ogni ente, potendo essere, ha la potenza di essere.» Ogni essere che è essere, è tale perché può essere: ogni essere veramente è, perché ha la potenza, la possibilità di essere. «ciò che può essere sa di essere» È tale veramente quell'essere (che ha la potenza di essere), se ha la coscienza di essere, perché chi non sa di essere, per sé stesso è come se non esistesse: esisterà per gli altri ma non per sé stesso. Il nosse è quindi costitutivo dell' esse. La condizione prima dell' essere è il sapere di essere. Avere coscienza di sé, il pensare (il cogito , dirà Cartesio) è la condizione prima dell'essere ( ergo sum ); tra Campanella e Cartesio resta comunque una differenza fondamentale: mentre la filosofia campanelliana si limita a ricostruire ma non

a riprodurre le condizioni che dal sapere portano all'essere, per Cartesio invece la filosofia stessa diventerà arbitra dell'essere. Per Campanella cioè, il modo in cui il sapere diventa costitutivo dell'essere non è mediato dalla ragione filosofica, né da alcun metodo. «se non avvertisse di essere non amerebbe sé stesso e non sfuggirebbe il nemico che lo distrugge.» Cioè, se non sa di essere va incontro a dei pericoli che potrebbero farlo perire perché non ama sé stesso (non ha capacità di autoconservazione). Il fatto di sapere di essere è provato dall'amore di sé stesso, per cui chi non sa, non ama sé stesso «e non seguirebbe l'ente che lo conserva come fanno tutti gli enti» «il sapere emana dal potere, noi non sappiamo infatti quel che non possiamo sapere e molto possiamo