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L'Essere di Parmenide, presentazione per esame
Tipologia: Prove d'esame
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Sarah Canepa
Parmenide nacque ad Elea da una famiglia aristocratica attorno al 515 a.C. e li vi morì. Secondo Platone e Aristotele, Parmenide fu allievo di Senofane, altri, invece, di un Pitagorico, Aminia, il quale lo educò al silenzio e alla tranquillità. Parmenide scrisse in versi - proprio come Senofane – un solo poema: Sulla natura. Fondò inoltre una scuola presso Elea; sebbene questa fondazione venga attribuita a Senofane, è più corretto attribuirla a Parmenide, il quale diede inizio alla corrente eleatica.
All’essere possono essere attribuiti dei caratteri: I. Eternità II. L’essere è indiveniente III. Unicità IV. Immobilità V. Sfericità «ἡ μὲν ὅπως ἔστιν τε καὶ ὡς οὐκ ἔστι μὴ εἶναι … ἡ δ' ὡς οὐκ ἔστιν τε καὶ ὡς χρεών ἐστι μὴ εἶναι» «è, e non è possibile che non sia … non è, ed è necessario che non sia»
L’essere è sempre, è eternamente immutabile. Non è ne era e ne sarà , perché entrambi presuppongono un non-essere.
L’essere è unico , se fosse molteplice implicherebbe delle parti diverse da se stesso e, dunque, qualcosa che non sarebbe esso stesso: il non-essere. Ma dal momento che l’essere non può non- essere, esso è omogeneo. Essere
A non può essere uguale a B e questo porterebbe l’essere ad avere parti differenti e non più unico.
L’essere è immobile; se si muovesse è perché è mancante di qualcosa, ma all’essere non manca nulla e dunque è immobile. Se si muovesse, inoltre, sarebbe soggetto al divenire e dunque in un momento è e nell’altro momento non è. Divenire Bambino Adolescente Adulto Anziano
È impossibile pensare e dire ciò che non è. I contenuti negativi di un’affermazione non hanno senso, perché impensabili e inesprimibili.
È un’affermazione assurda perché l’acqua è essere e così dicendo riteniamo che non sia e, come già noto, l’essere se è non può non-essere.
«[...] Enunciazioni negative non possono perciò esistere. Si eliminano anche quelle enunciazioni che contengono una negazione implicita. Per esempio, l’affermazione che qualcosa ha avuto un inizio implica l’ipotesi negativa che prima non esistesse; e l’ipotesi che una cosa non esistente abbia incominciato a esistere in un dato momento è insensata e falsa. Lo stesso vale per il movimento e in generale per ogni mutamento; viene infatti anche in questo caso ipotizzato che uno stato di cose esista in un dato momento e in un altro dato momento non esista ancora o non esista più. Non può esistere neppure una molteplicità di cose, perché essa presuppone che una cosa non sia ciò che è un’altra cosa». Poesia e filosofia della grecia arcaica, p. 511
Cosa si intende, però, con le tre concezioni dell’essere? È è totalmente positivo rispetto a non-è, mentre è-e-non-è è positivo e negativo allo stesso tempo. Questi, così come sono, rimangono impersonali; cosa gli si può attribuire? Cosa potrebbe essere qualcosa che è, non-è e è-e-non-è? Alcuni studiosi greci hanno dato una risposta a queste domande, assegando all’essere un triplice valore: I. Esistenziale: «x è», appura l’esistenza dell’essere, esiste, c’è qui e ora; II. Veritativo: «x è così», appura che l’essere è così; III. Copulativo: «x è un essere umano», appura che l’essere è qualcosa. Physis Principio Soggetto fisico, principio della natura vivente Principio invisibile e originario di tutto ciò che appare Esperienza Ragione
Nella prima parte del poema il tema fondamentale è stato quello della verità, mentre nella seconda parte Parmenide si concentra sull’ opinione. Per Parmenide la doxa (opinione) è qualcosa di ingannevole, è tutto ciò che appare e scompare ai nostri sensi e, dunque, al loro essere e non-essere. Il giorno e la notte sono due principi opposti: uno chiaro e uno scuro. Secondo Parmenide ciò è errato, perché l’uomo si affida ai sensi per costruire teorie che di fronte alla realtà risultano vane. Questi principi sono il risultato sensibile della percezione dell’uomo riaguardo il cambiamento (da è a non-è). Giorno Notte