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L'essere di Parmenide, Schemi e mappe concettuali di Filosofia

Cenni biografici Il poema L'essere parmenideo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 27/08/2025

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barbara-vicentini-2 🇮🇹

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PARMENIDE
“L’essere È e non può non essere, il non essere non è e non può essere”.
Parmenide è nato ad Elea, una cittadina vicino a Salerno, fra il VI e il V secolo non si sa bene
se abbia ascoltato le i pensieri di Senofane, non si sa se abbia invece riflettuto sulle
convinzioni di Anassimandro, se conoscesse il pensiero di Pitagora, insomma non si sa nulla
di certo sulla sua formazione. Però di lui ci sono arrivati 19 frammenti sicuramente autentici.
Sappiamo cheParmenide scrisse una sola opera, un poema in versi esametri (simile alle
opere di Omero e di Esiodo).
Il protagonista del poema èParmenidestesso, chenel proemio racconta di esser stato
condotto al cospetto di una dea (DÌKE)la qualegli ha rivelato l’unica Verità, insegnandogli
come distinguerla da apparenze e false conoscenze (doxa).
Parmenideseparain modo netto laverità(alètheia)dall’opinione(doxa). Ciò che è, la realtà,
non si confonde in alcun modo con ciò che sembra, ciò che solamente appare.
Dìke svela aParmenidequali sono le soledue“vie” che si possono pensare:
1. la via della Verità (alètheia) che (dice) «tutto che è non è possibile che non sia»;
2. l’altra (la via dell’opinione,doxa), che (dice) «ciò che non è ed è necessario che non sia».
Solo la prima via permette di conoscere la Verità, mentre la seconda non consente di
apprendere nulla, anzi, equivale a pensare il nulla, cioè a non pensare.
I mortali sono “privi di senno”, perché si allontanano dalla strada della verità e seguono le
false opinioni. La sensazione non è una modalità di conoscenza affidabile.
C’è identità tra ESSERE e PENSIERO: solo ciò che è può essere pensato e detto, mentre il
NON ESSERE non può essere né pensato né detto.
La scienza dell’essere è l’ONTOLOGIA. Per Parmenide c’è una corrispondenza
perfetta tra piano ONTOLOGICO, LOGICO e GRAMMATICALE.
I caratteri dell’essere
Applicando un ragionamento deduttivo a partire dall’assunto secondo cui «l’essere è, il
nulla non è»,Parmenidescopre alcunecaratteristiche dell’essere.
L’essere è:
ingenerato e incorruttibile(altrimenti, prima di essere generato non-sarebbe-stato e
dopo la corruzione non-sarebbe più);
omogeneo, cioè uguale in ogni sua parte (perché le differenze non esistono);
argomenti
ripresi da
Zenone
immobile(se si muovesse non-sarebbe più in un luogo in cui prima era);
atemporale(se no non-sarebbe più ciò che prima era);
indivisibile(altrimenti una sua parte non-sarebbe le altre);
finito(perché se fosse infinito mancherebbe di qualcosa).
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PARMENIDE

“L’essere È e non può non essere, il non essere non è e non può essere”. Parmenide è nato ad Elea, una cittadina vicino a Salerno, fra il VI e il V secolo non si sa bene se abbia ascoltato le i pensieri di Senofane, non si sa se abbia invece riflettuto sulle convinzioni di Anassimandro, se conoscesse il pensiero di Pitagora, insomma non si sa nulla di certo sulla sua formazione. Però di lui ci sono arrivati 19 frammenti sicuramente autentici. Sappiamo che Parmenide scrisse una sola opera, un poema in versi esametri (simile alle opere di Omero e di Esiodo). Il protagonista del poema è Parmenide stesso, che nel proemio racconta di esser stato condotto al cospetto di una dea ( DÌKE ) la quale gli ha rivelato l’unica Verità, insegnandogli come distinguerla da apparenze e false conoscenze (doxa). Parmenide separa in modo netto la verità ( alètheia ) dall’opinione ( doxa ). Ciò che è, la realtà, non si confonde in alcun modo con ciò che sembra, ciò che solamente appare. Dìke svela a Parmenide quali sono le sole due “vie” che si possono pensare:

  1. la via della Verità ( alètheia ) che (dice) «tutto che è non è possibile che non sia»;
  2. l’altra (la via dell’opinione, doxa ), che (dice) «ciò che non è ed è necessario che non sia». Solo la prima via permette di conoscere la Verità, mentre la seconda non consente di apprendere nulla, anzi, equivale a pensare il nulla, cioè a non pensare. I mortali sono “privi di senno”, perché si allontanano dalla strada della verità e seguono le false opinioni. La sensazione non è una modalità di conoscenza affidabile. C’è identità tra ESSERE e PENSIERO : solo ciò che è può essere pensato e detto, mentre il NON ESSERE non può essere né pensato né detto. La scienza dell’essere è l’ONTOLOGIA. Per Parmenide c’è una corrispondenza perfetta tra piano ONTOLOGICO, LOGICO e GRAMMATICALE. I caratteri dell’essere Applicando un ragionamento deduttivo a partire dall’assunto secondo cui «l’essere è, il nulla non è», Parmenide scopre alcune caratteristiche dell’essere. L’essere è:ingenerato e incorruttibile (altrimenti, prima di essere generato non-sarebbe-stato e dopo la corruzione non-sarebbe più);  omogeneo , cioè uguale in ogni sua parte (perché le differenze non esistono); argomenti ripresi da Zenone  immobile (se si muovesse non-sarebbe più in un luogo in cui prima era);  atemporale (se no non-sarebbe più ciò che prima era);  indivisibile (altrimenti una sua parte non-sarebbe le altre);  finito (perché se fosse infinito mancherebbe di qualcosa).

Se l’essere è immobile, ingenerato, omogeneo e indivisibile, allora il movimento e i mutamenti che vediamo nel mondo sono solo illusioni. Secondo Parmenide, in realtà il mutamento non esiste, in verità niente cambia né si muove. La tesi parmenidea sull’impossibilità del mutamento è una rivoluzione rispetto alle posizioni degli altri pensatori arcaici, che avevano cercato di individuare l’ arché. La tesi di Parmenide è rivoluzionaria proprio perché non individua l’ arché come elemento determinato. L’essere parmenideo non è questo o quell ’elemento specifico (per esempio l’acqua, come voleva Talete, o l’ aperion , come sosteneva Anassimandro). L’essere semplicemente è, e basta, è assolutamente indeterminato. Dunque, il mutamento non esiste, cosa che non era immaginabile per i filosofi precedenti e che farà discutere a lungo i successivi