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Parmenide e l'ESSERE, Appunti di Filosofia

Riassunto breve ma esaustivo sul pensiero di Parmenide riguardo l'ESSERE e le sue caratteristiche.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 29/06/2023

Artemis2223
Artemis2223 🇮🇹

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PARMENIDE
LA FILOSOFIA ELEATICA
L’Eleatismo si sviluppa nelle colonie greche dell’Italia meridionale e prende il nome dalla città di
Elea (provincia di Salerno).
Se la scuola di Mileto aveva come come oggetto di ricerca il principio delle cose (acqua-apeiron-
aria), la scuola Eleatica va oltre, alla ricerca di qualcosa di unico, eterno e immutabile,
soffermandosi sul PROBLEMA DELL’ESSERE.
Gli Eleati sostengono che il fronte di questo essere unico, eterno e immutabile, il nostro mondo è
apparenza ingannatrice: le cose non sono come le vediamo, ma come le pensiamo.
La scuola Eleatica è fondata da Parmenide.
PARMENIDE visse ad Elea tra il 550 e il 450 a.C., l’opera dove ci parla del suo pensiero è in
versi, ed è stata intitolata Intorno alla Natura.
Nel PROEMIO (la parte introduttiva) di cui ci restano 154 versi, Parmenide immagina di essere
trasportato da due cavalle focose, in compagnia delle figlie del sole, e di essere portato davanti a
una dea che gli svela la verità.
Il tono con cui il filosofi esprime il suo pensiero è oracolare e ci fa capire quanto siano legate
poesia e filosofia, sia che, probabilmente Parmenide era un aristocratico.
Secondo Parmenide, davanti all’uomo ci sono due strade:
1) IL SENTIERO DELLA VERITÀ (alétheia): il sentiero basato sulla ragione e ci porta a
conoscere l’essere vero;
2) IL SENTIERO DELL’OPINIONE (doxa): è basato sui sensi e ci porta a conoscere
l’essere apparente;
Quindi: da una parte abbiamo la ragione che ci porta alla verità, dall’altra parte abbiamo i sensi
che ci fanno conoscere il mondo, ma ci portano a conoscere l’essere apparente e NON il vero
essere.
Il filosofo deve chiaramente percorrere il SENTIERO DELLA VERITÀ, ossia QUELLO
DELLA RAGIONE.
- Perché bisogna seguire il sentiero della ragione?
1. L’ESSERE È E NON PUÒ NON ESSERE;
2. IL NON ESSERE NON È E NON PUÒ ESSERE;
(Se una cosa è, non può non essere, così come se una cosa non è, non può essere)
se una cosa è, vuol dire che può essere pensata, espressa verbalmente (se ne può parlare),
perché esiste = il nostro pensiero e il nostro linguaggio possono riferirsi soltanto all’essere.
se una cosa non è, non può essere pensata e non può essere espressa verbalmente (non
possiamo parlarne) = perché non esiste.
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PARMENIDE

• LA FILOSOFIA ELEATICA

L’Eleatismo si sviluppa nelle colonie greche dell’Italia meridionale e prende il nome dalla città di Elea (provincia di Salerno). Se la scuola di Mileto aveva come come oggetto di ricerca il principio delle cose (acqua-apeiron- aria), la scuola Eleatica va oltre , alla ricerca di qualcosa di unico, eterno e immutabile, soffermandosi sul PROBLEMA DELL’ESSERE. Gli Eleati sostengono che il fronte di questo essere unico, eterno e immutabile, il nostro mondo è apparenza ingannatrice: le cose non sono come le vediamo, ma come le pensiamo. La scuola Eleatica è fondata da Parmenide. PARMENIDE visse ad Elea tra il 550 e il 450 a.C., l’opera dove ci parla del suo pensiero è in versi , ed è stata intitolata Intorno alla Natura. Nel PROEMIO (la parte introduttiva) di cui ci restano 154 versi, Parmenide immagina di essere trasportato da due cavalle focose, in compagnia delle figlie del sole, e di essere portato davanti a una dea che gli svela la verità. Il tono con cui il filosofi esprime il suo pensiero è oracolare e ci fa capire quanto siano legate poesia e filosofia , sia che, probabilmente Parmenide era un aristocratico. Secondo Parmenide, davanti all’uomo ci sono due strade : 1) IL SENTIERO DELLA VERITÀ (alétheia): il sentiero basato sulla ragione e ci porta a conoscere l’ essere vero ; 2) IL SENTIERO DELL’OPINIONE (doxa): è basato sui sensi e ci porta a conoscere l’essere apparente ; Quindi: da una parte abbiamo la ragione che ci porta alla verità , dall’altra parte abbiamo i sensi che ci fanno conoscere il mondo, ma ci portano a conoscere l’essere apparente e NON il vero essere. Il filosofo deve chiaramente percorrere il SENTIERO DELLA VERITÀ , ossia QUELLO DELLA RAGIONE.

  • Perché bisogna seguire il sentiero della ragione?
    1. L’ESSERE È E NON PUÒ NON ESSERE ; 2. IL NON ESSERE NON È E NON PUÒ ESSERE ; (Se una cosa è, non può non essere, così come se una cosa non è, non può essere)
    • se una cosa è, vuol dire che può essere pensata , espressa verbalmente (se ne può parlare), perché esiste = il nostro pensiero e il nostro linguaggio possono riferirsi soltanto all’essere.
    • se una cosa non è, non può essere pensata e non può essere espressa verbalmente (non possiamo parlarne ) = perché non esiste.

(il linguaggio dipende dal pensiero, quindi possiamo parlare solo di cose che abbiamo prima pensato) [frammento 3] = “è la stessa cosa pensare e essere”

  • il tipo di ragionamento fatto da Parmenide segue 2 PRINCIPI LOGICI: 1) IL PRINCIPIO DI IDENTITÀ = ogni cosa è uguale solo a se stessa: A = A 2) IL PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE = è impossibile che una cosa sia nello stesso momento ciò che è e ciò che non è A ≠ B Con Parmenide il termine “essere” non assume più il ruolo di verbo → ma diventa un sostantivo neutro , che indica un CONCETTO ASTRATTO , con il quale Parmenide non si riferisce a una realtà particolare, ma alla realtà in generale. Con Parmenide nasce l’ ontologia = la ricerca sull’essere.
  • IL MONDO DELL’ESSERE E DELLA RAGIONE L’ESSERE, per potersi distinguere dal NON ESSERE , deve avere alcune caratteristiche: 1. deve essere INGENERATO e IMPERITURO : ovvero l’essere c’è, non nasce e non muore, perché se nascesse o morisse, vorrebbe dire che c’era un momento in cui non c’era e uno in cui non ci sarà più, e l’essere non può non essere. 2. L’ESSERE è ETERNO 3. L’ESSERE è IMMUTABILE e IMMOBILE : ovvero se si trasformasse non sarebbe più come prima, se si spostasse ci sarebbe un luogo in cui non è, e uno in cui è, e l’essere non può non essere. 4. L’ESSERE è UNICO E OMOGENEO : se fosse molteplice implicherebbe delle parti dove non è. 5. L’ESSERE è FINITO (completo): perché secondo Parmenide la finitudine è sinonimo di compiutezza e perfezione; Bisogna pensare all’ESSERE COME UNA SFERA che è la forma più perfetta in assoluto, perché tutti i punti sono equidistanti dal centro, in questa forma non c’è il non essere. Secondo queste caratteristiche l’essere è NECESSARIO : non può essere diverso da quello che è. Secondo queste caratteristiche l’essere è PERFETTO. - Ma cos’è l’essere parmenideo? Purtroppo, sulla base dei pochissimi frammenti rimasti, non possiamo dirlo con esattezza. Alcuni hanno pensato che l’essere, per Parmenide, fosse: a) DIO (l’assoluto) – una divinità trascendente; b) che fosse una realtà fisica e corporea; c) che fosse una costruzione logico-grammaticale (un modo di pensare e dire le cose).