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La Scomparsa della Guerra in Europa: Pacifismo e Militarismo 1900-1945, Appunti di Geopolitica

Come la scomparsa della guerra in Europa dopo il 1945 creò un nuovo tipo di stato e un sistema internazionale differente. Esplorato sono i fattori che portarono alla guerra, come la riluttanza delle famiglie benestanti a mandare i figli in guerra, le esenzioni legislative, l'opposizione etnica e le condizioni disumane dei soldati. Inoltre, il documento discute del ruolo del commercio, del pacifismo e del militarismo nella società europea e come la guerra cambiò la vita civile e militare. Il testo conclude con la Grande Guerra e i suoi effetti sulla società europea e il mondo.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 22/06/2021

lucibrig
lucibrig 🇮🇹

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SCHEMA ETÀ’ POST-EROICA
PROLOGO
- Kagan: gli europei hanno rinunciato alla forza, il loro potere internazionale è di tipo economico, culturale e
giuridico. gli americani pensano ancora che la potenza militare possa rivelarsi essenziale, hanno una sfera di
influenza globale, stringono accordi e hanno basi militari in tutto il mondo
- Ash: la capacità e la volontà di fare la guerra costituiscono tradizionalmente l'essenza di uno stato sovrano
- Mueller: la guerra tradizionale è destinata a finire
Questo volume sviluppa due tesi di fondo:
1. L'obsolescenza della guerra è un fenomeno europeo derivante dalla sua storia
2. La scomparsa della guerra dal 1945 ha creato in Europa un nuovo tipo di stato e un sistema internazionale
diverso
Non basta un largo consenso che ripudia la guerra per farla scomparire, o dopo la prima guerra mondiale non ci
sarebbe stata la seconda; la guerra rimane un pericolo fino a quando esiste anche un solo stato disposto a
combatterla.
La scomparsa della violenza dopo il 1945 avviene in modo lento e graduale e silenzioso.
Parte I, VIVERE IN PACE PREPARANDO LA GUERRA (1900-1914)
CAPITOLO 1: SENZA LA GUERRA NON ESISTE STATO (prende spunto da alcune conferenze svolte
nell’università di berlino)
I soldati in parata rappresentavano ciò che lo stato esigeva dai propri sudditi.
- Walzer: una nazione deve essere impersonata prima di poter essere vista, gli uomini in uniforme rappresentavano
le virtù dalle quali dipendeva l'esistenza dello stato. Senza la capacità di fare la guerra lo stato del primo 900 non
poteva esistere.
Agli inizi del 900 due cose avevano trasformato la guerra e lo stato:
1. Si erano democratizzati e avevano introdotto la leva di massa
2. Industrializzazione: tecnologia ed eserciti più complessi e costosi
→ La fonte di cambiamento fu la Prussia: ritenuta la più debole delle super potenze; Bismarck riformò
l'esercito e ottenne numerosi successi. La vittoria dipese da due elementi:
1. Esercito regolare di massa
2. Preparazione a mettere in campo questi eserciti velocemente: mezzi di comunicazione e di spostamento molto
importanti
Attuare queste cose però era estremamente difficile perchè c'erano molte obiezioni da parte degli ufficiali e della
sinistra.
Francia: riluttanza delle famiglie benestanti a mandare i figli in guerra
Italia: la legge contemplava troppe esenzioni
Austria: opposizione degli ungheresi che non capivano il tedesco
Russi: soldati in condizioni disumane
All'inizio del XX secolo però tutti gli eserciti tranne GB e Svizzera avevano un esercito di leva di massa.
Le istituzioni militari diventarono quindi un posto centrale nella società europea: diventò la connessione fra società
è stato. Gli Stati iniziarono ad avere due necessità:
- denaro per mantenere gli eserciti
-registrare la popolazione e obbligare ad arruolarsi: identità, obbligo, interesse e dovere
diventavano gli aspetti della cittadinanza: esercito come scuola di cittadinanza: trasformare i
civili in soldati: la disciplina non scaturiva più da esercitazioni e costrizioni, ma
indottrinamento e devozione allo stato. Si sviluppano documenti, visite mediche, istruzione e
altri controlli governativi sulla popolazione → estensione dei diritti civili e partecipazione
politica
- Schmitt: la competenza immensa dello stato è avere potere sulla vita e sulla morte, e l'esercito è l'espressione
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SCHEMA ETÀ’ POST-EROICA

PROLOGO

- Kagan: gli europei hanno rinunciato alla forza, il loro potere internazionale è di tipo economico, culturale e giuridico. gli americani pensano ancora che la potenza militare possa rivelarsi essenziale, hanno una sfera di influenza globale, stringono accordi e hanno basi militari in tutto il mondo - Ash : la capacità e la volontà di fare la guerra costituiscono tradizionalmente l'essenza di uno stato sovrano

  • Mueller : la guerra tradizionale è destinata a finire Questo volume sviluppa due tesi di fondo:
  1. L'obsolescenza della guerra è un fenomeno europeo derivante dalla sua storia
  2. La scomparsa della guerra dal 1945 ha creato in Europa un nuovo tipo di stato e un sistema internazionale diverso Non basta un largo consenso che ripudia la guerra per farla scomparire, o dopo la prima guerra mondiale non ci sarebbe stata la seconda; la guerra rimane un pericolo fino a quando esiste anche un solo stato disposto a combatterla. La scomparsa della violenza dopo il 1945 avviene in modo lento e graduale e silenzioso. Parte I, VIVERE IN PACE PREPARANDO LA GUERRA (1900-1914) CAPITOLO 1: SENZA LA GUERRA NON ESISTE STATO (prende spunto da alcune conferenze svolte nell’università di berlino) I soldati in parata rappresentavano ciò che lo stato esigeva dai propri sudditi. - Walzer : una nazione deve essere impersonata prima di poter essere vista, gli uomini in uniforme rappresentavano le virtù dalle quali dipendeva l'esistenza dello stato. Senza la capacità di fare la guerra lo stato del primo 900 non poteva esistere. Agli inizi del 900 due cose avevano trasformato la guerra e lo stato:
  3. Si erano democratizzati e avevano introdotto la leva di massa
  4. Industrializzazione: tecnologia ed eserciti più complessi e costosi → La fonte di cambiamento fu la Prussia: ritenuta la più debole delle super potenze; Bismarck riformò l'esercito e ottenne numerosi successi. La vittoria dipese da due elementi:
  5. Esercito regolare di massa
  6. Preparazione a mettere in campo questi eserciti velocemente: mezzi di comunicazione e di spostamento molto importanti Attuare queste cose però era estremamente difficile perchè c'erano molte obiezioni da parte degli ufficiali e della sinistra. Francia: riluttanza delle famiglie benestanti a mandare i figli in guerra Italia: la legge contemplava troppe esenzioni Austria: opposizione degli ungheresi che non capivano il tedesco Russi: soldati in condizioni disumane All'inizio del XX secolo però tutti gli eserciti tranne GB e Svizzera avevano un esercito di leva di massa. Le istituzioni militari diventarono quindi un posto centrale nella società europea: diventò la connessione fra società è stato. Gli Stati iniziarono ad avere due necessità:
    • denaro per mantenere gli eserciti
    • registrare la popolazione e obbligare ad arruolarsi: identità, obbligo, interesse e dovere diventavano gli aspetti della cittadinanza: esercito come scuola di cittadinanza: trasformare i civili in soldati: la disciplina non scaturiva più da esercitazioni e costrizioni, ma indottrinamento e devozione allo stato. Si sviluppano documenti, visite mediche, istruzione e altri controlli governativi sulla popolazione → estensione dei diritti civili e partecipazione politica
  • Schmitt : la competenza immensa dello stato è avere potere sulla vita e sulla morte, e l'esercito è l'espressione

primaria di tale competenza CAPITOLO 2: PACIFISMO E MILITARISMO 1898: Zar Nicola II invita le nazioni ad una conferenza all'Aia Tre discussioni per salvaguardare la società civile:

  • divieto di certi tipi di armi
  • elaborazione delle norme belliche
  • soluzione delle controversie con mediazione e arbitrati 29 luglio pubblicazione dell'Atto Finale; paesi scettici ma non indifferenti al tema della pace L'illuminismo, l'ottimismo verso la natura umana e la crescita economica crearono il pensiero che la pace potesse essere possibile. Il commercio mette in pacifica competizioni gli individui e gli Stati dovrebbero evitare la guerra e aiutare il libero commercio. Nelle società in cui la guerra è un fatto scontato, il pacifismo non esiste e il militarismo non è necessario. Solo la possibilità che la guerra potesse scomparire produsse questi due movimenti. Pacifismo : termine che nasce nel 1901:
  • cristiani
  • socialisti
  • Bloch: "il futuro della guerra" era la carestia, la bancarotta, il crollo dell'intera organizzazione sociale. Se la guerra non porta altro che distruzione farvi ricorso è un atto insulso. I membri del movimento pacifista capirono che una guerra moderna sarebbe stata catastrofica e intensificarono i loro sforzi, il problema era che all'interno del movimento c'erano diverse visioni che non aiutavano a creare un movimento compatto e di impatto. 1907 Aia: seconda conferenza sulla pace
  • Angell: "la grande illusione" con la globalizzazione agli albori ogni nazione avrebbe avuto da perdere se avesse scatenato una guerra: sarebbe un danno per l'economia globale. Le perdite economiche sarebbero state maggiori delle vittorie territoriali derivanti da una guerra e le indennità imposte. Ai paesi sconfitti erano prive di valore poiché avrebbero indebolito un partner commerciale. Era quindi un'illusione pensare che la potenza militare potesse essere la fonte di ricchezza di uno stato. (Esempio la Svizzera!) l'unica guerra sensata era quella per creare una società ordinata e giusta e fonte di progresso: gli eserciti dovevano servire a questo. Sia Bloch che Angell predicavano quindi un nuovo tipo di pacifismo, con idee vicine al pensiero liberale e attente all'economia: pacifismo come paura che la guerra possa distruggere l'economia, armi troppo letali, guerra come cosa inutile Militarismo :
  • Delbruck : ci sono ancora molti motivi per fare la guerra
  • Mahan : critica a Angell: l'ordine e la legalità dipendono da una plausibile minaccia dell'uso della forza. Le nazioni vanno in guerra per scopi elevati come eliminare la schiavitù, creare nazioni, liberarsi dalla tirannia, proteggere i propri diritti naturali.
  • Wells : "la guerra dei mondi" : ha paura che con gli aeroplani si arrivi a delle guerre troppo catastrofiche. Aspira alla pace universale e allo stato mondiale. Ritiene però il militarismo necessario a raggiungere la pace perché l'uomo nel l'esercito impara cose importanti.
  • James : anche lui non supporta a la violenza ma trovava positiva l'educazione militare
  • Bon : la società di massa ha bisogno della leva militare per avere ordine e creare una comunità coesa
  • Bernhardi : il servizio militare insegna cose utili in tempo di pace Il pacifismo e il militarismo coesistevano uno a fianco all’altro in un Europa che viveva in pace , ma si preparava alla guerra. CAPITOLO 3: GLI EUROPEI IN UN MONDO VIOLENTO Non c'erano più state guerre in Europa dal 1871, la violenza diminuiva e i civili si sentivano sempre più al sicuro e davano per scontato che lo stato garantisse tali sicurezze.

Parte II, UN MONDO CREATO DALLA GUERRA (1914-1945) CAPITOLO 4: GUERRA E RIVOLUZIONE Grande guerra: la guerra più paradossale di tutte per la distanza tra aspettative e realtà, sacrifici e risultati Gli eserciti entrarono in guerra per combattere decisive battaglie. Da dicembre entrarono in una situazione di stallo (guerra di logoramento) lungo linee di posizioni fortificate che durò quattro anni. A occidente il conflitto si concentrò in un’area compatta ed era immobile, a oriente il fronte era lungi 1500 km e c’era più possibilità di muoversi. Verso la fine della guerra (1917), ogni esercito aveva persone che non volevano più combattere, poichè la guerra di logoramento portò al limite la capacità di sopportazione dei soldati in trincea. ci furono molti disertori, pochi riuscirono a scappare, molti furono giustiziati.

- Junger: poeta ed eroe di guerra, uno dei pochi che provò piacere nella guerra e nell’uccidere. quel che contava fra i soldati non era più il patriottismo e la vicinanza alla patria, ma solo il cameratismo. nel 1914 nessuna economia nazionale era preparata a combattere la guerra e la produzione del tempo di pace venne riconvertita

  • Rathenau : gettarono le basi dell’economia di guerra, totalmente diversa da quella in tempo di pace Gli stati imponevano razioni di cibo, limitavano viaggi (passaporto), uso di energia, introdussero l’ora legale → la società civile non sarebbe più stata la stessa anche a guerra finita Ai cittadini venne nascosta la natura e la situazione della guerra e inculcato la dedizione popolare alla guerra e alla nazione. Fino a quel momento in Europa la violenza militare era diretta verso altri militari, tutto questo fu modificato dalla guerra che vide coinvolti i civili → incendi, stupri e omicidi accompagnavano il passaggio di truppe straniere in tutti i territori. Gli stati commisero atrocità anche contro i propri cittadini, come il genocidio degli armeni nell’impero ottomano nel 1915: simili violenze non si sarebbero verificate in tempo di pace. Gli stati iniziarono a credere che potevano sfruttare le tensioni etniche presenti negli stati nemici e la guerra annullò la distinzione tra politica interna e politica estera. 1917, Russia: rivoluzione di febbraio, Lenin sale al potere e lo consegna ai soviet, Lenin uccise tutti i suoi oppositori e la violenza si aggravò, sostenuta dalla rabbia della popolazione e dal nuovo regime. autunno 1918: arrivo truppe americane: la germania ha perso. La guerra acquistò un nuovo posto nella vita degli europei, aprendo un baratro tre le istituzioni civili e quelle militari Cosi, negli anni 20 e 30 il pacifismo e il militarismo diventarono sempre più forti, ognuno traendo forza dall’altro. CAPITOLO 5: LA TREGUA DEI VENT’ANNI 11 Novembre 1918: armistizio conferenza di pace a Parigi 1919: Francia, GB e USA impongono trattati agli sconfitti
  • al posto dell’impero asburgico si fondarono degli stati seguendo il principio dell’autodeterminazione
  • nasce la società delle nazioni, ma gli USA non ne prendono parte e non danno nessun aiuto alla pace
  • italia e giappone, anche se vincitrici, non erano soddisfatte dello status quo Moti rivoluzionari fuori europa: India, Siria, Iraq, Libia, Marocco contro le potenze imperialiste europee→ le risposte furono estremamente violente. Nel Medio Oriente ci sono numerosi scontri armati per decidere il futuro dell’ex impero ottomano. Valore simbolico del milite ignoto: fino a quel momento i morti non erano mai stati riconosciuti e sepolti con un nome, nel XX secolo invece l’individualismo fece si che si trattasse di una tragedia non poter riconoscere il figlio

morto e avere un luogo dove seppellirlo: si sperava che i morti potessero essere riconosciuti e sepolti con un nome in un luogo preciso: le armi della prima guerra mondiale avevano reso impossibile questa pratica

  • Keynes : le conseguenze economiche della guerra: la germania non avrebbe dovuto pagare la pace perchè ciò avrebbe creato un’europa efficiente in cui sia vincitori che vinti avrebbero sofferto (era quello che Angell aveva previsto) → il vero nemico era diventata la guerra stessa 1925: Germania entra a far parte della società delle Nazioni 1928: a Parigi le Nazioni condannano la guerra e vi rinunciano → la guerra sembra per poco qualcosa di improbabile, anche perché c’è la consapevolezza che una nuova guerra sarebbe stata più terribile della prima in Russia contro Lenin si sviluppano molti eserciti controrivoluzionari appoggiati dai vincitori della guerra, seguirono tre anni di guerra civile (1921) dove la popolazione dovette sopportare fatiche quotidiane. i bolscevichi vinsero perché usavano molta violenza, erano efficienti e ben organizzati. Lenin attuò la nuova politica economica 1919 Mussolini crea i fasci di combattimento. arriva dal partito socialista e poi si sposta a destra appoggiando la monarchia e la chiesa: Mussolini rifletteva la crisi dell’italia e non sarebbe mai riuscito ad arrivare al potere se non dopo una guerra come quella appena finita. Le squadre fasciste erano viste come alleati contro il sistema comunista. → la più grande minaccia derivante dall’ordine stabilito era la Germania 1923-1930: in germania mantengono il potere i moderati con la repubblica di Weimar e la pace è possibile 1933: Hitler vince le elezioni col partito nazionalsocialista: non c’è più possibilità che ci sia la pace molti tedeschi erano insoddisfatti dagli accordi post-bellici e non riteneva la germania l'unica responsabile della guerra. Hitler si sbarazza di alleati e oppositori e smantella la costituzione Comunismo e fascismo hanno in comune di essere nati dalla prima guerra mondiale, essere organizzati per la guerra e la violenza, permettere allo stesso tempo partecipazione, controllo e disciplina → estrema destra e sinistra concordavano sul fatto che servisse brutalità per stabilire un nuovo ordine Ancora di più Hitler deve il proprio successo alla guerra passata: in guerra aveva dimostrato il suo valore e venne nominato nel 33 cancelliere. La guerra permise il nazismo perché:
    • al posto di uno stato ordinato si generarono divisioni politiche e frustrazione dati dalla sconfitta
    • la guerra abituò i tedeschi alla violenza
    • basò il consenso sulle paure del popolo: antisemitismo, anticomunismo, trauma della sconfitta
  • Canetti : la Germania voleva tornare a dimostrare la sua forza bellica, la sconfitta venne trasformata in desiderio di vittoria e sacrificio dei caduti. La Germania avrebbe dovuto imporre un nuovo ordine internazionale dove la razza tedesca avrebbe dovuto dominare, conquistare e sfruttare il resto. Le democrazie liberali assisterono a questo dilagare di idee e di violenza senza però agire per non farsi coinvolgere perché non volevano rischiare un’altra guerra mondiale. Marzo 1938 Hitler obbliga l'Austria ad annettersi alla Germania politica dell’appeasement: Chamberlain va da Hitler per incontrarlo ed evitare lo scontro ad ogni costo. (accordi di Monaco). 1939 le truppe tedesche entrano a Praga e distruggono la Cecoslovacchia. HItler vuole arrivare alla guerra e decide di invadere la Polonia (che a differenza di Praga avrebbe combattuto) GB e Francia si alleano alla Polonia. Quando inizia la guerra ovunque lo stato d’animo era diverso da quello del 1914. CAPITOLO 6: L’ULTIMA GUERRA EUROPEA 1 settembre 1939: Hitler invade la Polonia per annientare totalmente l’idea stessa di Polonia: già dall’inizio si vede tutta la brutalità che acquisterà la guerra

repubblica federale della Germania). i Sovietici bloccano berlino, USA fa un ponte aereo: la divisione non solo contrappone le due superpotenze, ma è anche una sorta di unione per tenere in equilibrio il sistema bipolare entrambe le superpotenze vorrebbero entrare nella sfera di influenza dell’altra, ma nessuno è disposto ad usare la forza: il nucleare e la tecnologia avevano reso la guerra troppo pericolosa e distruttiva per poter essere uno strumento di governo 1950: la Corea del Nord minaccia di distruggere l’esercito di occupazione americano: minacciosa svolta nel conflitto globale 1950: ministro degli esteri francese Schuman propone di creare la comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). NATO: USA al comando che comanda anche le truppe europee 1955: la germania Ovest diventa uno stato sovrano 1957: istituita la comunità economica europea (TRATTATO DI ROMA) Gli europei hanno sempre più la sensazione di non essere indipendenti e di dipendere da altri, poiché gli USA sono una potenza nucleare e non tutti gli stati europei sono capaci di rinunciare a tale status (la Francia creò un suo armamento). In questa fase erano pro guerra fredda poichè il controllo era nella mani degli USA. crisi anni 50-

  • questione di berlino
  • instabilità di asia e medio oriente
  • missili nucleari a cuba 1962 se l’ordine bipolare garantì la pace all’europa, questo non avvenne nel resto del mondo: (esempio Vietnam) in più tra il 1940 e il 1980 più di 80 possedimenti stranieri divennero indipendenti: la decolonizzazione fu a volte pacifica e in altri casi cruenta
  • da parte delle potenze europee, come per esempio la resistenza francese di 11 anni in Algeria, che provocò un’ondata rivoluzionaria in tutta l’africa e medio oriente
  • per i conflitti che si verificarono una volta che i nuovi stati dovevano decidere chi avrebbe preso il potere) il colonialismo finì anche perchè si modificarono le valutazioni morali degli europei e la percezione di ciò che veramente contava. dagli anni 60 la potenza non costituiva più un obiettivo importante per gli stati europei, quel che contava era il benessere materiale, la stabilità e la crescita socio-economica: era questo che gli elettorati chiedevano ai governi. CAPITOLO 8: L’ASCESA DELLO STATO CIVILE I nuovi stati civili europei furono organizzati in funzione della pace e non della guerra e i loro confini diventarono sempre più aperti e permeabili → esplosiva crescita economica nella vita pubblica e privata nasce una forte aspettativa nello stato come fornitore di servizi sociali: espansione dell’apparato statale → il bilancio riservato alle spese militari cala tantissimo in tutti gli stati la sicurezza non si configura più come protezione da attacchi esterni, ma come protezione degli interessi personali e del benessere individuale gli eserciti di leva di massa sopravvissero alla guerra: tutti gli stati però diminuirono sia il tempo di servizio che quello di riserva, e il peso politico, culturale e militare diminuì (solo in GB nel 1960 l’esercito divenne solo di professionisti) molti governi resero possibile svolgere un servizio alternativo (servizio civile) → la demilitarizzazione dell’europa fu un processo invisibile la violenza diminuì ma non scomparve: vendette contro collaborazionisti, scontri tra comunisti e anticomunisti, resistenze antisovietiche, combattimenti nel Kosovo, guerra interna in Grecia, scontri etnici e religiosi in Irlanda, Spagna e Cipro.

1968: moti rivoluzionari pacifici che non ribaltarono l’ordine

  • dissenso per la guerra del vietnam
  • rifiuto del materialismo del boom economico e disuguaglianze dei benefici (simpatia per il terzo mondo)
  • la prima generazione che non guarda più al progresso rispetto alla guerra, ma alle mancevolezze dello stato 1969-1980: violenza e terrorismo a sfondo politico in Italia, Germania (dove però non diventa un movimento di massa). Le società moderne offrono un gran numero di obiettivi, ma allo stesso tempo una gran resistenza a tale urto. Irlanda del Nord: IRA cerca in tutti i modi di cacciare i britannici in realtà nel 1970 i maggiori mutamenti non vennero dalle proteste ma da processi di natura Pacifica:
  • Spagna: quando Franco muore il suo successore re Juan Carlos trasforma la Spagna in una democrazia parlamentare
  • Portogallo: 1974 un gruppo di militari stufo di continuare guerre coloniali cambia il governo, indice nuove elezioni
  • Grecia: 1967 un colpo di stato instaura un regime che finisce nel 1975 L’EU condannò le repressioni in quei paesi e li aiutò verso le transizioni. Europa Orientale: storia differente → le truppe sovietiche usarono la forza per sconfiggere le rivolte fino al 1968. 1953: muore stalin e sale al potere Chruscev che apporta riforme si apre anche all’occidente, soprattutto perchè gli servono prestiti economici per portare cambiamento e innovazione in un sistema comunista che stava crollando su se stesso le periferie dell’Urss (ungheria polonia cecoslovacchia) guardano con entusiasmo alla pace e al benessere occidentali e nascono dei movimenti di opposizione al regime. quando c’era al potere Stalin era impossibile creare movimenti di opposizione perché sarebbero stati troncati con omicidi, in questo nuovo regime invece opporsi era meno pericoloso 1985 Gorbacev: due importanti riforme per il comunismo internazionale:
  • la minaccia della forza non dovrebbe essere uno strumento di politica estera
  • si dichiara favorevole a convivere con sistemi politici diversi e apprendere da essi Il periodo del potere comunista si concluse comunque pacificamente alla fine, perchè come a occidente il declino della violenza corrispose a un aumento dell’importanza dell’economia: tra 1989 e 1991 15 repubbliche sovietiche dichiararono la loro indipendenza → il comunismo dal 1917 al 1990 è la dimostrazione che spesso sono singole personalità a influenzare la storia: senza Lenin tutto ciò non sarebbe sorto, senza Gorbacev non si sarebbe concluso così pacificamente. CAPITOLO 9: PERCHE’ L’EUROPA NON DIVENTERA’ UNA SUPERPOTENZA 1989 caduta del muro di Berlino. 1990 Londra: i componenti della NATO ratificano un nuovo documento per affrontare i profondi mutamenti dati dalla fine della guerra fredda. Ridimensionano le forze armate e la dipendenza da armamenti nucleari. Revisione dell’ineguale rapporto tra UE e USA: tutti gli stati affermavano di volere un’europa piu indipendente, ma c’erano differenze su cosa ciò significasse. 1991: nasce l’unione europea con il trattato di Maastricht Due crisi internazionali:
  1. invasione del Kuwait da parte dell’Iraq nel 1990: Saddam Hussein, capo del regime repressivo iracheno vuole prendere risorse dopo la costosa guerra contro l’Iran. → intervengono solo gli USA e Francia e GB, ma né la NATO né l’UE intervengono. (Prima Guerra del Golfo Persico, mette in risalto la forza americana e la dipendenza europea).
  2. 1990: repubblica socialista federale di Jugoslavia si sfascia, violenze interne, pulizie etniche e stupri sistematici → guerra nei Balcani: USA dicono all’UE che la Jugoslavia è un loro problema. Gli europei davanti alle crudeltà effettuarono interventi sporadici ed inefficienti per riportare

gli attentati islamici recenti hanno però ricordato agli europei che anch’essi possono cadere vittime della violenza che ancora c’è nel mondo e che non possono isolarsi dal mondo esterno → gli serve il mondo per i mercati, forza lavoro giovane, sono legati al mondo da un senso di umanità e responsabilità per aiutare gli altri l’europa non può diventare una comunità blindata di ricchi circondata da paesi poveri!!