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Come i decenni precedenti allo scoppio della Prima Guerra Mondiale furono caratterizzati dal nazionalismo e dal militarismo, che portarono Europa a una guerra globale. Il testo utilizza il paragone dei sonnambuli per descrivere come le maggiori potenze europee non riuscirono a vedere la situazione che stava portandole alla guerra. Vengono trattati i movimenti nazionalistici, la diffusione della cultura della guerra, le battaglie navali nel Mar Adriatico, le trasformazioni sociali e la psichiatria di guerra. Il documento illustra come la guerra segnò un punto di svolta per le caratteristiche tipiche delle guerre del Novecento.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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I decenni che precedono lo scoppio della Prima Guerra Mondiale sono anni caratterizzati dal Nazionalismo e dal militarismo, che si diffonde in vari paesi europei che aumentano molto il loro potenziale militare di offesa e di difesa nella convinzione che questo aumento dell’apparato militare costituisse un “ deterrente ”, in realtà non è così perché questa ricerca della sicurezza che maggiori paesi europei portano avanti (Gran Bretagna, Francia e Germania). Invece di assicurare una situazione di stabilità internazionale crea tutto il contrario. Questo c’è lo spiega chiaramente un libro di Christopher Clarck che nel 2012 pubblicava un libro in italiano tradotto con il titolo “ I sonnambuli, come l’Europa arrivò alla guerra ”. In questo libro Clark sostiene che le élite politiche e militari europee fossero state come dei sonnambuli. (Persone apparentemente vigili ma che in realtà non riescono a vedere). Utilizza questo paragone per descrivere come i maggiori paesi europei fossero incapaci di vedere la situazione che li stava portando verso lo scoppio della prima guerra mondiale, sulla quale si innestavano tutti quei processi che avevano caratterizzato i decenni che l’avevano preceduta non rendendosi conto che la scintilla accesa a Sarajevo con l’assassinio di Francesco Ferdinando e di sua moglie, avrebbe innescato una deflagrazione così ampia come la prima guerra mondiale. La vera scintilla scoppia a Sarajevo il 30 Giugno del 1914 , questo attentato viene compiuto da uno studente di origini serbe che é affiliato a una associazione segreta con sede in Serbia. Questo diventa un caso internazionale in quanto Francesco Ferdinando non é soltanto un semplice appartenente alla casa reale come tanti altri arciduca degli Asburgo, ma è l’erede di Francesco Giuseppe che é un imperatore molto vecchio che non ha più eredi diretti dopo la morte del figlio Rodolfo. Tutto ciò avviene nei Balcani. La Bosnia é una regione dei Balcani in cui si riversano gli espansionismi dell’Austria e della Russia, dunque i Balcani rappresentano un’area di forte conflittualità. I Balcani, inoltre, sono uno spazio geografico abitato da popolazioni che aspirano all’indipendenza in quanto sono ripartiti tra i vari Stati pluri-nazionali. Nonostante questo forte impatto internazionale, tuttavia, l’assassinio di Sarajevo non spinge a forti reazioni da parte dei paesi europei. Questo perché nessuno vuole attaccare la piccola Serbia che é un paese che ha raggiunto l’indipendenza da moltissimi anni —> 1878. L’assassinio a Sarajevo non ha comportato solo una semplice operazione militare ma ha generato una guerra, lunga e disastrosa che ha lasciato un terreno di circa 15 milioni di morti. La prima guerra mondiale diventa il frutto prodotto di quel particolare clima politico e culturale che si era venuto a creare negli anni precedenti ad essa quando le maggiori potenze europee (Gran Bretagna, Francia e Germania) avevano cercato di porsi sullo scenario internazionale in primo piano a livello politico, economico e tecnologico. Dando vita a una politica di tipo imperialistica, ma anche una politica di potenza. Questa politica imperialistica portata avanti dai maggiori paesi europei insieme a una politica di potenza che aveva finito tutta una serie di tensioni e di conflittualità, che erano state ridimensionate, per così dire, da un punto di vista diplomatico ed erano state risolte attraverso una serie di trattati. —> crisi marocchina (tra la Francia e la Germania si era risolto con una serie di trattati diplomatici). Ora però queste tensioni, che erano rimaste per così dire sullo sfondo, riemergono prepotentemente. Questa situazione diciamo che sottende allo scoppio della guerra, favorita anche dal fatto che nelle diverse società europee su erano diffusi tutta una serie di movimenti a carattere nazionalistico (Panslavismo, pangermanesimo, nazionalismo francese, nazionalismo jugoslavo). É proprio questa diffusione dei nazionalismi nelle varie società europee favorisce un clima adatto per la prima guerra mondiale, dunque alimentano in qualche modo la cultura della guerra che si basa sull’odio del nemico che durante la prima guerra mondiale si diffonderà largamente. Oltre ai motivi sopra elencati vi sono anche altre motivazioni in qualche modo più immediate, ovvero il fatto che l’Austria sia un paese offeso per l’attentato a Francesco Ferdinando che si sente spinta a reagire a questo atto terroristico anche per tutelare i suoi interessi nei Balcani. I Balcani anche dopo la prima guerra mondiale saranno un’area in cui si appunteranno gli interessi di altri paesi europei e non vi sarà più la Russia a mirare ai Balcani ma ci sarà la Francia, in contrasto con l’Italia.
L’Austria é coinvolta in quanto ha subito l’attentato. La Russia si sente sollecitata in quanto è una grande portatrice di popoli slavi che sono accumunati dalla fede ortodossa. Inoltre, vi é anche il fatto che la Russia vuole avere un ruolo nei Balcani. La Germania, che negli anni precedenti alla guerra, aveva avviata uno politica di potenza dando vita alla cosiddetta “corsa agli armamenti”. Perciò la Germania é stata diplomaticamente isolata perché é l’unica alleanza che lega all’Italia l’Austria-Ungheria, attraverso la triplice alleanza. La Francia é legata, invece, da una serie di trattati con la Gran Bretagna da una parte e la Russia dall’altra. La Gran Bretagna (grande stop molto importante per gli equilibri europei) é attentata dalla Germania nel suo predominio sul mare in quanto la Germania con la creazione di una flotta marittima cerca di contrastare il predominio della Gran Bretagna sul mare. Dunque, la Gran Bretagna scende in campo accanto alla Francia e alla Russia per difendere la Francia e il Belgio che vengono attaccati dalla Germania. Nei territori extra-europei, a differenza dell’Europa, la guerra che viene combattuta non é una guerra di posizione, di trincea, ma é una guerra di movimento ed anche una guerra navale. Ciò non significa che nella guerra che si svolge sul continente europeo non ci siano battaglie navali, le battaglie navali ci sono anche nel Mar Adriatico le cui sponde orientali fanno capo all’impero asburgico ed é proprio nell’Adriatico che si svolgono alcune battaglie tra la flotta italiana e la flotta austriaca. Al conflitto partecipano anche i territori coloniali che sono posseduti dalle maggiori potenze europee che traggono dalle colonie sia risorse in termini materiali sia risorse dal punto di vista umano, soprattutto la Gran Bretagna e la Francia li utilizzano. Le popolazioni coloniali all’interno dei loro eserciti, La guerra é quindi una guerra globale dovuta all’estensione territoriale che assume. QUANDO SCOPPIA LA GUERRA? La reazione delle popolazioni europee é una reazione contrastante perché si verifica una netta divisione tra la reazione nei centri urbani, maggiori nelle grandi capitali europee, rispetto alle reazioni suscitate nei piccoli centri o addirittura nelle campagne. Nelle maggiori capitali europee (nei maggiori centri urbani dei vari paesi), la guerra viene accolta dalle popolazioni urbane con grandi manifestazioni di giubilo, con grandi manifestazioni di patriottismo bellico. Ciò proprio perché all’interno delle società europee si erano già diffusi tutta una serie di sentimenti che indirizzavano verso la cultura della guerra. Diversa, invece, era la situazione nei centri minori e nelle campagne in quanto non vi erano masse urbane così ampie che ci sono nelle grandi città, qui le grandi masse urbane sono molto politicizzate. A differenza della popolazione dei piccoli centri alla quale i grandi giochi diplomatici, a cui si sono avviati i vari paesi europei, rimangono estranei qui, dunque, vi sono grandi timori che la guerra suscita. Ciò é una reazione che segna una profonda differenza tra le città e le campagne. I paesi che sono coinvolti nel conflitto cercano di eccitare ancora di più il sentimento patriottico delle masse. I soldati che partivano per andare al fronte erano spesso accompagnati, in tante città Europee, da cortei di persone che li ricoprivano di fiori, come se fosse una grande festa. I governi nel conflitto cercano di suscitare l’entusiasmo delle folle e soprattutto cercano di suscitare questo entusiasmo patriottico che finisce per travolgere i vari partiti socialisti europei che finalmente erano neutralisti e pacifisti. L’Unità dei partiti socialisti europei che erano uniti nella seconda guerra mondiale progressivamente passano tutti dal fronte neutralista e interventista. Come fa la Germania ad occupare in brevissimo tempo il Belgio e la Francia, perché da anni la Germania ha concepito un piano di occupazione di questi territori. In quanto la guerra franco-prussiana del 1870 aveva scavato un solco molto profondo tra questi paesi, tanto più che la Francia era stata costretta a cedere l’Alsazia Lorena che riprenderà alla fine della prima guerra mondiale. Agli inizi del Novecento la Germania crea un piano militare, il cosiddetto “ Piano Schlieffen” , un piano concepito da una generale tedesco finalizzato all’occupazione della Francia; era un piano di difesa concepito nel caso di un attacco della Francia. Questo piano prevedeva in caso di attacco l’occupazione della Francia attraverso il Belgio neutrale; l’avanzata tedesca verso la Francia é rapidissima ma é anche un’avanzata molto tragica in quanto di fronte alla resistenza che il piccolo Belgio mette in campo, i tedeschi attuano tutta una serie di azioni di guerra, nei confronti della popolazione civile, così efferati che vengono definiti dalla stampa e della pubblicistica dell’epoca come dei nuovi barbari.
ottocentesche l’aviazione non era utilizzata e cominciano a comparire negli anni immediatamente precedenti alla guerra vengono utilizzati nel corso del conflitto; gli aerei porteranno ai bombardamenti. La guerra può essere approcciata in tanti modi, non solo dal punto di vista militare, ma ormai gli storici contemporanei visti studiano la guerra anche dal punto di vista, diciamo, delle trasformazioni sociali che la guerra stessa ha prodotto. La guerra, dunque, proprio per queste sue caratteristiche determina una trasformazione dell’orizzonte mentale dei soldati perché provoca in alcuni casi dei disagi psichici fortissimi. Tant’è che proprio nel corso della prima guerra mondiale nasce una nuova branca della medicina che é la psichiatria di guerra. La guerra cambia, dunque, l’orizzonte mentale dei combattenti che si trovano ad essere inquadrati in organismi di massa. Gli eserciti che partecipano al conflitto erano in larga parte costituiti da fanti, più che da borghesi, da contadini o da operai e che in molti non erano neanche particolarmente favorevoli alla guerra, ma anche per esigenze belliche sono stati mobilitati e quindi “costretti” a combattere. La guerra vede l’uso delle nuove tecnologie non soltanto dal punto di vista degli armamenti ma anche dal punto di vista dei mezzi di comunicazione, in quanto vengono utilizzate le radio, il telegrafo ma anche l’uso delle automobili e degli autocarri. Dunque, per molti soldati che partecipano al conflitto, che non avevano mai visto altro che l’orizzonte del loro paese con il campanile della chiesa, la guerra diventa un’occasione anche per scoprire la modernità. La prima guerra mondiale non é una guerra eroica (come quelle ottocentesche) ma é una guerra che cambia completamente rispetto al passato. [nella battaglia di Solferino durante la seconda guerra di indipendenza morirono 5 mila soldati (tant’é che venne istituita la Croce Rossa), mentre in una delle battaglie lungo la somma in Francia nel 1914, in un solo giorno morirono 27 mila soldati]. La prima guerra mondiale, dunque, é una grande carneficina in cui vengono uccisi circa 10 milioni di persone. É una carneficina non soltanto dovuta all’utilizzo dei cannoni, ma anche all’uso di mitragliatrici e carri armati; ma anche perché é una guerra che vede l’uso dei siluri sottomarini nella guerra navale e vede l’uso per la prima volta di armi chimiche che vengono utilizzate dai tedeschi nella Battaglia di Ypres , in Belgio, da cui deriva il nome di “ iprite ” dato al gas utilizzato nel corso del conflitto, non soltanto utilizzato dai tedeschi ma anche dalla forte militari dell’intesa (anche utilizzato in Italia nel corso della Battaglia sul monte San Michele del 1916). Contro l’uso dei gas venefici venivano utilizzare delle rudimentali maschere a gas, le quali però funzionavano solo in base al vento. Il vento era un vento che trasportava il gas verso l’esercito nemico. Le maschere antigas venivano messe persino agli animali, cioè ai cavalli che utilizzavano gli eserciti. Nell’estate del 1914, verso la fine del mese di Agosto, si apre il cosiddetto “ fronte occidentale” , dove le truppe tedesche infliggono una dura sconfitta all’esercito russo nelle battaglie dei laghi Masuri e Tannenberg. La sconfitta porta l’esercito russo a ritirarsi, seguito anche da molti civili. Questo é un altro elemento distintivo della Prima guerra mondiale abbiamo un coinvolgimento su larga scala della popolazione civile, cosa che non era mai avvenuta nel passato, in quanto prima il teatro di guerra era circoscritto, soltanto i luoghi dove effettivamente si combatteva adesso non é più così. La guerra diventa di posizione quasi fino alla conclusione del conflitto. Nei Balcani, invece, l’esercito serbo, malgrado la resistenza messa in atto, non riesce a fronteggiare l’impatto che gli deriva dall’offensiva di ben tre eserciti che si sono appuntati contro la Serbia: Esercito Austro-Ungarico ; Esercito tedesco ; Esercito bulgaro. In quanto la Bulgaria é uno di quei paesi minori che si affianca alle potenze degli imperi centrali (Austria-Ungheria e Germania), così come altri paesi europei si affiancheranno alle potenze dell’intesa (Romania). L’esercito serbo viene annientato e dopo che l’Italia entrerà in guerra, dopo il Maggio del 1915, la Regia Marina italiana opererà il salvataggio dell’esercito serbo, che sarà trasportato dalla sera dopo la sua avanzata verso l’Albania e la Macedonia, sarà preso dalle navi italiane e portato a Corfù. Sarà riorganizzato e ricomincerà a combattere. La Regia Marina organizzerà dei convogli navali di salvataggio che porteranno al sicuro non soltanto l’esercito serbo ma anche tanti civili, il governo, il parlamento e i regnanti serbi. La prima guerra mondiale viene definita dagli storici contemporanei come turning point , ovvero un grande tornante di risvolta, in quanto cambia radicalmente il mondo. Tant’é che Arno Mayer ritiene che
l’Ottocento sia durato sino allo scoppio della prima guerra mondiale e che la prima guerra mondiale, proprio per le sue caratteristiche, abbia segnato l’avvio del Novecento. Tra gli elementi della prima guerra mondiale vi sono anche le conseguenze che le difficoltà belliche generano nei grandi imperi europei (impero asburgico e impero russo), in cui vi sono tutta una serie di nazionalità che aspirano all’indipendenza. Gli imperi centrali, quali Germania e Austria Ungheria cominciano presto ad avere gravi carenze alimentali in quanto gli uomini erano andati in guerra e la coltivazione e la produzione erano diminuite, dunque la guerra diminuisce anche la produzione industriale normale. Nel corso della prima guerra mondiale, l’Austria Ungheria perse gli approvvigionamenti che provenivano dalla Galizia e ciò comporta tutta una serie di difficoltà. Anche in Germania viene particolarmente risentita questa scarsità di generi alimentari, non solo perché vengono meno i rifornimenti i grano dall’Est Europeo ma anche perché la Germania subisce il blocco navale e dunque la fine delle relazioni commerciali con tutta una serie di paesi. Questa penuria alimentate porta al razionamento del cibo attraverso anche le tessere annonarie (che ritroveremo anche nella seconda guerra mondiale). La guerra si combatte anche via mare, nel Mare del Nord, nel Pacifico, si combatte nell’Adriatico e la prima guerra mondiale si caratterizza anche per la cosiddetta guerra sottomarina, combattuta in particolare dalla Germania, con l’uso dei famigerati siluri U-20 che erano diretti non soltanto nei confronti delle navi militari ma anche delle navi commerciali e mercantili. La Germania voleva colpire il traffico mercantile dei paesi neutrali che in molti casi però sostenevano le potenze dell’intesa. Famoso affondamento della prima guerra mondiale —> affondamento della Lusitania il 7 Maggio 1915 , era un transatlantico britannico che faceva scalo con gli Stati Uniti per il rifornimento delle materie prime per il Regno Unito. Il 1915 é il secondo anno di guerra che vede l’aprirsi di due nuovi fronti: Quello Macedone, dove operavano le truppe francesi; Quello nel Medio Oriente, nei territori dell’impero ottomano, in cui nell’Aprile del 1915 si svolge una battaglia molto cruenta, la Battaglia di Gallipoli che vede contrapposte le forze della contingente britannica (truppe neozelandesi e australiane) contro le truppe dell’impero ottomano (guidate da Mustafa Kemal - Ataturk) La Battaglia di Gallipoli (anche conosciuta come la Battaglia dei Dardanelli) si combatte perché l’obiettivo dell’intesa era quello di giungere attraverso lo sfondamento del fronte turco sino a Costantinopoli. In realtà, questo obiettivo non viene raggiunto perché le truppe turche resistono fortemente e l’attacco viene respinto. Questa battaglia é importante perché pone le basi alla futura Repubblica Turca guidata da Mustafa Kemal. Questa Battaglia ha un alto valore identitaria, non solo per i Turchi, ma anche per la Nuova Zelanda e per l’Australia (nazioni appartenenti al Commonwealth) Il 26 Aprile 1915 viene firmato “Il patto di Londra” da parte di Antonio Salandra (presidente del consiglio italiano) e Sidney Sonnino (ministro degli Esteri). Il patto di Londra porta ad un rovesciamento delle alleanze, perché l’Italia era legata con la triplice intesa agli imperi centrali. Questo, é un patto segreto che non viene riconosciuto dal Parlamento italiano, ne sono a conoscenza pochissimi politici. É ignoto all’opinione pubblica italiana e sarà riconosciuto nei suoi contenuti soltanto nel Novembre del 1917, dopo che i russi, avendo firmato la pace di Brest-Litovsk e denunceranno tutta una serie di trattati, tra cui il patto di Londra. Questo patto di Londra fa si che l’Italia si decida ad entrare in guerra e in caso di vittoria avrebbe ottenuto le terre irredenti: Trentino Alto Adige, Trieste, Friuli austriaco (territorio di Gorizia), l’Istria e alcune parti della Dalmazia. L’Italia con il patto di Londra rompe la neutralità italiana. Neutralità che però non era stata inerte perché durante i 10 mesi in cui non era intervenuta nel conflitto l’Italia aveva cercato diplomaticamente di ottenere dall’Austria quello che poi avrebbe ottenuto entrando in campo con l’inteso. Questi tentativi diplomatici avevano portato alla concessione del Trentino da parte dell’Austria, ma le trattative si erano arrenate di fronte al diniego dell’Austria di concedere all’Italia Trieste che era per l’Austria una località estremamente importante da un punto di vista strategico. Trieste era il porto sull’Adriatico e indirettamente il porto d’accesso al Mediterraneo , porto che consentiva l’afflusso delle merci provenienti dal Mediterraneo e dall’Oriente verso l’area danubiana. Quindi, una posizione geo-strategica estremamente rilevante di fronte a questo diniego. Siccome per l’Italia è importante raggiungere e concludere da un punto di vista territoriale il