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l’evoluzione e darwin, Formulari di Biologia

spiegazione dell’evoluzione e di Darwin (2 superiore)

Tipologia: Formulari

2022/2023

Caricato il 17/05/2023

GaiaCaverzaschi
GaiaCaverzaschi 🇮🇹

3 documenti

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6) L’attuale conformazione della superficie terrestre
Nel 1912, il meteorologo tedesco Alfred Wegener propose la teoria della deriva dei
continenti, secondo la quale in passato tutte le terre emerse del pianeta formavano un’unica
immensa regione che, in seguito, si sarebbe frammentata in vari blocchi continentali. Oggi
sappiamo che dalla comparsa degli organismi pluricellulari, tutte le masse continentali si
riunirono a formare un continente uniforme per poi separarsi di nuovo, per ben tre volte. Le
idee di Wegener non furono prese sul serio dalla comunità scientifica fino agli anni sessanta
del secolo scorso, quando fu formulata la teoria della tettonica delle placche. Secondo
questa teoria, la crosta terrestre che forma i continenti e i fondali oceanici è uno strato
roccioso sottile e fragile che ricopre una massa di materiale plastico detto mantello. A causa
della sua rigidità, la crosta si frattura in enormi placche di forma irregolare che si spostano in
modo lento ma continuo, trascinate dai costanti movimenti circolari del mantello sottostante.
7) La deriva dei continenti ha influenzato l’evoluzione dei viventi
In tempi geologici, i movimenti dei continenti hanno rimodellato le caratteristiche fisiche del
pianeta, alterando gli habitat degli organismi. Teoria di Wegener, confermata dal modello
della tettonica delle placche, ho risolto molti antichi misteri della biogeografia, la disciplina
biologica che studia la distribuzione geografica degli organismi.
8) L’idea che la natura si trasformi ha origini antiche
La teoria dell’evoluzione biologica, che spiega come le specie si modificano nel tempo, fu
formulata da Charles Darwin nella metà del XIX secolo. Tuttavia le sue idee non erano del
tutto nuove, infatti fin dall’antichità diversi pensatori avevano concepito l’idea che gli esseri
viventi avessero subito trasformazioni e potessero discendere gli uni dagli altri. Per esempio
nel VI secolo a.C. Il filosofo greco Anassimandro sostenne che gli esseri viventi si erano
originati dall’acqua e dalla terra, escludendo qualsiasi intervento divino. Dopo di lui altri
filosofi greci portarono avanti le sue teorie, in particolare Democrito ed Epicuro. Essi
elaborarono la teoria atomistica, secondo cui tutte le cose derivano da aggregazioni casuali
di atomi. Infine nel I secolo a.C. Tito Lucrezio Caro scrisse De rerum natura”, il poema
sosteneva che ogni specie animale e vegetale è stata “partorita” dal calore e dall’umidità
della Terra, sosteneva persino un concetto pre-evoluzionistico.
9) Nasce l’idea del fissismo
Con una natura in continuo sviluppo emerse il pensiero di un altro grande filosofo greco,
Aristotele. Aristotele descrisse 581 specie animali e le collocò in uno schema gerarchico (la
scala naturae), dalle più semplici alle più complesse. Però a differenza degli altri filosofi, egli
escluse ogni idea di evoluzione, convinto della fissità e immutabilità delle specie, ed è così
come nacque l’idea del fissismo . A partire dalla fine del Medioevo, le idee scientifiche di
Aristotele furono accettate come una verità dogmatica, anche perché erano in accordo con il
racconto biblico della creazione. Molti filosofi erano sostenitori delle teorie di Aristotele, per
esempio Carl Von Linné, il biologo svedese che introdusse il sistema di nomenclatura tuttora
in uso, però non tutti i naturalisti furono ortodossi come Linné, per esempio: Georges-Louis
Buffon, Denis Diderot, e anche Erasmus Darwin, nonno di Charles. Nel frattempo il medico e
naturalista scozzese James Hutton, osservando formulò il principio dell'attualismo, secondo
cui la Terra, in passato, sarebbe stata modellata dalle stesse forze che risultano tuttora in
atto.
10) Nasce la teoria del catastrofismo
In contrapposizione alla teoria dell'attualismo, ci fu la teoria del catastrofismo, pensata da
alcuni studiosi come Georges Cuvier che preferirono interpretare i fossili come i resti delle
vittime di catastrofi che, in passato, sarebbero successe periodicamente. Diversamente da
Cuvier, il biologo Francese Jean-Baptiste de Lamarck interpretava i fossili come una
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6) L’attuale conformazione della superficie terrestre Nel 1912, il meteorologo tedesco Alfred Wegener propose la teoria della deriva dei continenti, secondo la quale in passato tutte le terre emerse del pianeta formavano un’unica immensa regione che, in seguito, si sarebbe frammentata in vari blocchi continentali. Oggi sappiamo che dalla comparsa degli organismi pluricellulari, tutte le masse continentali si riunirono a formare un continente uniforme per poi separarsi di nuovo, per ben tre volte. Le idee di Wegener non furono prese sul serio dalla comunità scientifica fino agli anni sessanta del secolo scorso, quando fu formulata la teoria della tettonica delle placche. Secondo questa teoria, la crosta terrestre che forma i continenti e i fondali oceanici è uno strato roccioso sottile e fragile che ricopre una massa di materiale plastico detto mantello. A causa della sua rigidità, la crosta si frattura in enormi placche di forma irregolare che si spostano in modo lento ma continuo, trascinate dai costanti movimenti circolari del mantello sottostante. 7) La deriva dei continenti ha influenzato l’evoluzione dei viventi In tempi geologici, i movimenti dei continenti hanno rimodellato le caratteristiche fisiche del pianeta, alterando gli habitat degli organismi. Teoria di Wegener, confermata dal modello della tettonica delle placche, ho risolto molti antichi misteri della biogeografia, la disciplina biologica che studia la distribuzione geografica degli organismi. 8) L’idea che la natura si trasformi ha origini antiche La teoria dell’evoluzione biologica, che spiega come le specie si modificano nel tempo, fu formulata da Charles Darwin nella metà del XIX secolo. Tuttavia le sue idee non erano del tutto nuove, infatti fin dall’antichità diversi pensatori avevano concepito l’idea che gli esseri viventi avessero subito trasformazioni e potessero discendere gli uni dagli altri. Per esempio nel VI secolo a.C. Il filosofo greco Anassimandro sostenne che gli esseri viventi si erano originati dall’acqua e dalla terra, escludendo qualsiasi intervento divino. Dopo di lui altri filosofi greci portarono avanti le sue teorie, in particolare Democrito ed Epicuro. Essi elaborarono la teoria atomistica, secondo cui tutte le cose derivano da aggregazioni casuali di atomi. Infine nel I secolo a.C. Tito Lucrezio Caro scrisse “ De rerum natura”, il poema sosteneva che ogni specie animale e vegetale è stata “partorita” dal calore e dall’umidità della Terra, sosteneva persino un concetto pre-evoluzionistico. 9) Nasce l’idea del fissismo Con una natura in continuo sviluppo emerse il pensiero di un altro grande filosofo greco, Aristotele. Aristotele descrisse 581 specie animali e le collocò in uno schema gerarchico (la scala naturae), dalle più semplici alle più complesse. Però a differenza degli altri filosofi, egli escluse ogni idea di evoluzione, convinto della fissità e immutabilità delle specie, ed è così come nacque l’idea del fissismo. A partire dalla fine del Medioevo, le idee scientifiche di Aristotele furono accettate come una verità dogmatica, anche perché erano in accordo con il racconto biblico della creazione. Molti filosofi erano sostenitori delle teorie di Aristotele, per esempio Carl Von Linné, il biologo svedese che introdusse il sistema di nomenclatura tuttora in uso, però non tutti i naturalisti furono ortodossi come Linné, per esempio: Georges-Louis Buffon, Denis Diderot, e anche Erasmus Darwin, nonno di Charles. Nel frattempo il medico e naturalista scozzese James Hutton, osservando formulò il principio dell'attualismo, secondo cui la Terra, in passato, sarebbe stata modellata dalle stesse forze che risultano tuttora in atto. 10) Nasce la teoria del catastrofismo In contrapposizione alla teoria dell'attualismo, ci fu la teoria del catastrofismo, pensata da alcuni studiosi come Georges Cuvier che preferirono interpretare i fossili come i resti delle vittime di catastrofi che, in passato, sarebbero successe periodicamente. Diversamente da Cuvier, il biologo Francese Jean-Baptiste de Lamarck interpretava i fossili come una

testimonianza del fatto che le specie si sono modificate nel tempo sotto l’influenza dell’ambiente. Egli riteneva che i meccanismi di trasformazione degli organismi fossero “l’uso e il disuso delle parti” e “l’ereditarietà dei caratteri acquisiti“, l'esempio più famoso è quello delle giraffe. Un altro oppositore del catastrofismo fu il geologo scozzese Charles Lyell che si schierò a favore del gradualismo e attualismo di Hutton, dimostrando che la Terra era molto più vecchia di quanto sostenuto nel testo biblico, nonostante fosse antievoluzionista, le sue intuizioni contribuirono a rafforzare la convinzione di Darwin che tutte le forme di vita avessero subito un processo di trasformazione ancora in atto. 11) La vita di Charles Darwin Charles Darwin nacque a Shrewsbury, in Gran Britannia, nel 1809. Fin da bambino manifestò un grande interesse per la natura. Suo padre, un medico illustre, lo incoraggiò a iscriversi alla facoltà di medicina, tuttavia Darwin nutriva scarso interesse per la medicina e così, sempre su proposta del padre, si iscrisse all’università di Cambridge, per intraprendere la carriera ecclesiastica. Subito dopo la laurea il suo professore di botanica, lo raccomandò al capitano del brigantino Beagle, che stava preparando una spedizione cartografica in America meridionale. Il viaggio per nave di 5 anni influenzò profondamente Darwin. Una volta rimpatriato, Darwin studiò le sue collezioni, fece esperimenti e discusse le sue idee con altri scienziati, convincendosi sempre più che la Terra e tutti i suoi organismi non erano stati creati solo poche migliaia di anni prima, ma erano frutto di lenti e continui cambiamenti. 12) La teoria dell’evoluzione All’inizio degli anni Quaranta del XIX secolo, aveva già cominciato a comporre un lungo saggio che descriveva a grandi linee la teoria dell’evoluzione. Tuttavia, le sue idee avrebbero creato grande scalpore perciò rimandò la pubblicazione. A metà degli anni Cinquanta, Alfred Russel Wallace elaborò una teoria quasi identica a quella di Darwin e gli chiese di valutare il suo manoscritto e di dargli un parere sull’opportunità di pubblicarlo. Nel 1858, due scienziati e amici di Darwin presentarono alla comunità l’articolo di Wallace insieme ad alcuni estratti dei primi cristi di Darwin. Circa un anno dopo Darwin pubblicò la sua fondamentale opera L’origine delle specie per selezione naturale , secondo la sua teoria dell’evoluzione, tutte le specie viventi sono tra loro imparentate e hanno avuto origine, attraverso successive modificazioni, da antenati comuni vissuti in epoche più o meno remote. 13) La selezione naturale Col tempo gli esseri umani hanno modificato diverse specie, facendo riprodurre solo gli individui in possesso di caratteristiche desiderate: un processo chiamato selezione artificiale. Secondo Darwin, in natura si verifica un processo simile alla selezione artificiale, chiamato selezione naturale. Il suo ragionamento partì da due osservazioni:

  • Spesso i membri di una popolazione hanno caratteristiche variabili, la maggior parte dei quali è ereditata dai genitori;
  • Tutte le specie possono generare una prole più numerosa di quella che l’ambiente può sostenere. Partendo dalle due osservazioni Darwin dedusse due conseguenze:
  • In un dato ambiente gli individui con tratti ereditari vantaggiosi hanno una maggiore probabilità di sopravvivere, riprodursi e tendono ad avere una prole più numerosa rispetto agli altri individui;
  • Nel caso delle generazioni, i tratti vantaggiosi diventano più comuni nella popolazione rispetto a quelli meno vantaggiosi. I caratteri ereditari vantaggiosi, che aumentano le probabilità di sopravvivere e di riprodursi in un dato ambiente, sono definiti adattamenti. Però i cambiamenti ambientali di grande