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L'evoluzione normativa e culturale dell'integrazione scolastica degli alunni con bisogni educativi speciali (bes) in italia. Vengono analizzati i principali provvedimenti legislativi, come la legge 104/1992 e la direttiva ministeriale sui bes del 2012, che hanno segnato il passaggio da una visione medica della disabilità a un approccio più inclusivo e attento alle esigenze individuali degli studenti. Vengono inoltre approfonditi i concetti di handicap, disabilità e bisogni educativi speciali, sottolineando l'importanza di una didattica personalizzata e di misure di sostegno per favorire il successo formativo di tutti gli alunni, indipendentemente dalle loro condizioni. Il documento evidenzia le sfide e le criticità ancora presenti nel sistema scolastico italiano, come la necessità di una maggiore formazione degli insegnanti e di un'effettiva applicazione dei principi di inclusione.
Tipologia: Appunti
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In tutte le leggi che precedono la riforma Gentile del 1923, c’è ESCLUSIONE TOTALE dei bambini disabili: no diritto allo studio.
Fine 800 e oltre: Bambini non normodotati sia a livello fisico che psichico, disabili stavano in reparto psichiatrico, venivano esclusi. No norme riguardanti i disabili fino alla riforma GENTILE (22-23), esclusione completa da percorso educativo con periodi storici terribili riguardo alla disabilità (terrorizzava, faceva paura avere un figlio disabile con un handicap, grande svantaggio fisico o ritardo o disagio mentale, si trovavano modi per isolarlo: chiusi in casa, istituzioni perché si pensava non fosse possibile educarli) Si può parlare di tanti ISOLATI professionisti ma nelle scuole accettati solo i normodotati
Dal 23 al 77, fase del SEPARATISMO: i soggetti problematici avevano diritto allo studio ma con modalità proprie, non potevano stare con gli altri. Prima riforma che dà una svolta, anche solo per l'essere nominati in una legge dello stato: RIFORMA GENTILE, che entra in vigore nel gennaio 1923. Si parla del DIRITTO ALL'ISTRUZIONE e OBBLIGO SCOLASTICO di chi ha un DEFICIT SENSORIALE (ciechi, ipovedenti, muti, sordomuti). Per questo nascono degli istituti particolari (istituto ciechi). E' un inizio, ma non era una scuola con gli stessi docenti delle pubbliche: talvolta insegnanti più educatori, più capaci di intrattenerli che di insegnare, no vera e propria istruzione. I minorati psichici di ritardo o comportamento particolare ancora andavano in manicomio o ISTITUTO DI CORREZIONE. Da un lato è giusto dare il diritto all'istruzione ma si creano due canali, doppio sistema (per ipodotati) paralleli di istruzione (Disabili mai contatti con le scuole pubbliche, per normodotati.) che si ricongiungeranno solo alla fine degli anni '70, passaggio non rapido né semplice. Entrano in vigore i termini: CLASSI DIFFERENZIALI (1928): difficile da togliere sia a livello normativo che di mentalità in insegnanti i dirigenti, classi ghetto all'interno di un istituto, composte solo da soggetti particolari. In classi di normodotati no bambini problematici. Nelle classi problematiche c'erano insegnanti, programmi, orari (mattina normodotati, pomeriggio classi differenziali) e calendario scolastico a parte. Fino agli anni '70 e diventarono un'arma nelle mani degli insegnanti: tutti i soggetti che anche in classe avevano comportamento particolare (aggressivo e problematico, timido o pauroso), immigrati del sud (anche per mancata conoscenza della lingua italiana), famiglie di montagna senza conoscenza della lingua italiana, venivano spostati. Non si distingueva davvero chi fosse disabile e chi no. Le perizie psichiatriche vengono introdotte per legge solo negli anni '70 per lo strapotere degli insegnanti. SCUOLE SPECIALI (1933): scuole costituite da edifici separati in cui vengono istruiti bambini con disabilità, molto diffuse. C.M. 1953: Alle classi differenziali devono essere avviati gli alunni tardivi, nervosi, instabili, indisciplinati. Spesso figli di famiglie problematiche, in quartieri a rischio: dalla famiglia alla condanna a scuola. No possibilità di miglioramento.
Nelle classi, no educati o istruiti, con insegnanti "di scarto". "lettera a una professoressa" di Don Milani. Pesantissime accuse nei confronti della scuola pubblica che “cura i sani e respinge i malati” Don Milani, nelle colline del Mugello, lavora con tutti i soggetti estromessi dalla scuola statale per continue bocciature. C. M 1953: “Alle scuole speciali devono essere avviati i minorati fisici, psichici e sensoriali” R. D. “I presidi hanno facoltà di allontanare alunni affetti da malattie contagiose o ripugnanti. La legge consente, perciò, di non accogliere o di allontanare handicappati fisici e sensoriali”. C. M. 1962: classi differenziali (oggetto)
convincimento che anche i soggetti con difficoltà di sviluppo, di apprendimento e di adattamento devono essere considerati protagonisti della propria crescita. In essi infatti esistono potenzialità conoscitive, operative e relazionali spesso bloccate degli schemi e dalle richieste della cultura corrente e del costruire sociale. Favorire lo sviluppo di queste potenzialità è un impegno peculiare della scuola, considerando che la funzione di questa è appunto quella di portare a maturazione, sotto il profilo culturale, sociale, civile, le possibilità di sviluppo di ogni bambino e di ogni giovane. Legge 517 del 1977, introduce la figura dell’INSEGNANTE SPECIALIZZATO: docente di sostegno Art. 1 Esami di licenza elementare, scritti e colloquio ma aboliti gli esami di riparazione nelle elementari (“debiti”) Istituita la figura dell’insegnante specializzato che era stata solo citata in un dpr. Abolizione degli esami di riparazione nelle medie Con la legge del 77 vengono introdotti i “giudizi”, osservazioni sistematiche (ottimo, distinto, sufficiente…) che sostituiscono la valutazione numerica. +Ogni insegnante può tenere una scheda su andamento e miglioramento degli alunni = lavoro più accurato del passato, attenzione a tutto il processo di apprendimento. Non solo voto ma anche seguire il percorso (nella scuola dell’obbligo, elementari e medie). Anche giudizio finale nella pagella approfondito, per cercare anche di rilevare punti di forza e progressi. Le classi con alunni portatori di handicap dovevano essere composte da massimo 20 alunni, per dare più attenzione all’alunno con handicap, ma poco rispettato Classi differenziali e di aggiornamento abolite MA problema sottoposto alla corte costituzionale: la legge si limitava alla scuola dell’obbligo (elementari e medie). Nelle scuole superiori, alcuni avevano approfittato per respingere alcune iscrizioni. Alcuni genitori fanno ricorso (84) e il tribunale manda il giudizio alla cc che nel 87 emana la sentenza allargando la norma a tutti i livelli scolastici. La sentenza parte da un ricorso del 19 novembre 1983, Giovanni Salvi e Liliana Carosi denunciano la mancata ammissione della figlia 18 enne a ripetere l’anno scolastico (prima superiore) -pluribocciata. Il preside aveva rimesso la questione al provveditore agli studi, affermando che la ragazza non avrebbe tratto vantaggio dalla permanenza a scuola. Il provveditore consiglia al preside di consultare un parere medico legale. Il respondo aveva escluso che l’handicap neuropsichico fosse grave e aveva sottolineato che la giovane avrebbe invece potuto beneficiare a livello sociale e integrativo. Riammissione fondamentale. Ma la richiesta era comunque stata rifiutata de facto il giudizio deve essere espresso in base ad un parere medico, perchè alcuni disturbi gravi impediscono l’apprendimento. Si parla infatti di “attestato finale” a seguito di una programmazione differenziata, un percorso apposito stilato insieme al pei, con obiettivi cognitivi ma soprattutto sociali, affettivi, relazionali. Isolamento e ghettizzazione sarebbero deleteri Vygotskij, la disabilità si accrescerebbe notevolmente La corte costituzionale dichiara l'ILLEGITTIMITÀ INCOSTITUZIONALE la legge 118 del 71, possibilità di eliminare classi differenziali per frequenza facilitata, perchè la frequenza dovrebbe essere ASSICURATA a qualunque soggetto, non facilitata.
“l’istruzione dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica salvo i casi in cui i soggetti siano affetti da gravi deficienze intellettive o da menomazioni fisiche di tale gravità da impedire o rendere molto difficoltoso l’apprendimento o l’inserimento nelle preddette classi normali” “La scuola è aperta a tutti, si rivolge chiaramente anche agli alunni con handicap non solo fisico ma anche psichico” “Non può essere rifiutata l’iscrizione e/o la frequenza in modo aprioristico neppure ad alunni con handicap grave o gravissimo di qualunque natura; impedimenti alla loro frequenza devono valutarsi esclusivamente in riferimento all’interesse dell’handicappato e non a quello ipoteticamente contrapposto della comunità scolastica.” “doverosità delle misure di integrazione e sostegno idonee a consentire ai portatori di handicap la frequenza degli istituti di istruzione anche superiore” “l’integrazione scolastica di alunni con handicap non può limitarsi alla semplice “socializzazione in presenza” ma deve garantire apprendimenti globalmente rapportabili all’insegnamento impartito a tutti gli alunni di quel determinato corso di studi” LEGGE 104, del 1992 legge quadro (che raggruppa tutta la normativa in materia di disabilità, riassettando e completando) per assistenza e diritti delle persone handicappate *non casuale l’uso del termine handicappato, ancora non intervento dell’oms che riguardava anche la denominazione dei soggetti con disabilità. Un familiare che si occupa di una persona disabile ha dei permessi retribuiti (3 giorni al mese, due anni in totale) Dopo il 92 non più parola, che si riferisce a “handicap”, punti di svantaggio. Chi aveva una disabilità fisica psichica o sensoriale era uno SVANTAGGIATO nell’ambiente sociale e non erano integrate. Fu necessario modificare l’ambiente sociale per far sì che non fossero più svantaggiate, anche modificando l’ambiente fisico. Es. abbattimento delle BARRIERE ARCHITETTONICHE, stabilito dalla 104, avviso sonoro, pedane marciapiedi, tastiera braille, servizi comunali che agevolano gli spostamenti, accesso a domicili pubblici e privati, diritto allo studio e all’informazione Ora serve anche nel corso della vita (incidenti…) prima solo nascita o infanzia. Art. 5-6, si enunciano i principi generali che riguardano la rimozione delle cause invalidanti (ambiente inospitale, mancanza di cure adeguate), promozione dell’autonomia e realizzazione dell’integrazione sociale, ricerca scientifica nel settore, prevenzione diagnosi servizi terapeutici e riabilitativi, informazione sanitaria e sociale per la famiglia, sostegno psicologico e psicopedagogico, possibilità di usufruire di sostegno psicologico o psico pedagogico gratuito, anche sussidio mensile per lui o familiare che se ne occupa. Art. 12 Al seguito dell’acquisizione della documentazione risultante della diagnosi funzionale, profilo dinamico-funzionale ai fini della formulazione di un piano educativo individualizzato che indica caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell’alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento e le possibilità di recupero, che le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e rafforzate. Art. 13 Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica, elaborazione e verifica con consigli interclasse, di classe e collegi docenti.
Disturbo misto se più di un disturbo dell’apprendimento. COMORBILITA’: presenza di più disturbi contemporaneamente, in altri due documenti del ministero di
Usata per compresenza tra disturbo dell’apprendimento e un’altro disturbo evolutivo (disturbo del linguaggio, dell’attenzione, della coordinazione) Per insegnante di sostegno serve certificazione medica della disabilità, non solo disturbi dsa. Per dsa (pdp) presente un’equipe (psicologo, logopedista con a volte supervisione di neuropsichiatra), non è diagnosi medica se dsa, se invece disabilità (pei: piano educativo individuale (?)) serve certificazione-diagnosi medica (neuropsichiatria infantile). DIAGNOSI, effettuata dal SSN Nelle prime classi, gli insegnanti devono osservare gli alunni e consigliare ai genitori di fare un controllo. Detto chiaramente che possono esserci bambini più lenti e possono leggere e scrivere in seconda. No segnalazione in prima. 20% di persone segnalate ma solo 3-4% dsa. Prestazione atipica può dipendere anche da ambiente, maestre, compagni… Mettere fretta nello sviluppo non aiuta, potrebbe bloccarsi per stress, bisogna dare il tempo. Può essere formulata con certezza alla fine della seconda classe della scuola primaria. E’ importante l’osservazione sistematica da parte dei docenti, che devono monitorare già nella scuola dell’infanzia, le abilità relative alle capacità percettive, motorie, linguistiche, attentive e mnemoniche. All’inizio della scuola primaria non bisogna mettere fretta o ansia per imparare a leggere e scrivere. Nella scuola secondaria l’alunno con DSA può essere messo in difficoltà per la necessità di piena padronanza delle competenze strumentali e indurlo ad atteggiamenti demotivati e rinunciatari. Possono essere contenute individuando opportune strategie e strumenti compensativi e misure dispensative. STRUMENTI COMPENSATIVI: calcolatrice, sintesi vocale, registrare la lezione, correttore ortografico, mappe concettuali, tabelle. Compensano e di solito vengono sempre inseriti nei pdp. MISURE DISPENSATIVE: dispensare da qualcosa di eccessivamente faticoso. Abbreviare le richieste, dispensare dalla lettura a voce alta e dal prendere appunti a mano, carico di compiti per casa. Il percorso non deve essere differenziato dagli altri ma riduzione della quantità o diverse modalità di verifica. DOCUMENTAZIONE DEI DISTURBI DIDATTICI Le modalità didattiche personalizzate, gli strumenti compensativi e le misure dispensative dovranno essere esplicitate e formalizzate al fine di assicurare uno strumento utile alla continuità didattica e alla condivisione con la famiglia delle iniziative intraprese. Primo documento PDP: piano didattico personalizzato, con la descrizione della problematiche dell’allievo e misure utilizzate per tutte le discipline e per singola disciplina. Può essere formulata con certezza alla fine della seconda classe della scuola primaria. Il documento ministeriale parla proprio dell’ansia degli insegnanti “ansia di insegnare agli alunni a leggere e a scrivere, che può ostacolare l’apprendimento e otterrà l’effetto opposto”. A volte possono essere attribuiti dsa anche erroneamente compromettendo l’apprendimento. Acquisire un preciso metodo di studio è un aiuto. Il rendimento può migliorare e gli obiettivi possono essere raggiunti con strategie e strumenti dispensativi. Azione sull’autostima importante, rientra nella legge sui dsa.
Le linee guida sono molto dettagliate perché nel 2011 i dsa non erano conosciuti e si specificava che non si trattasse di non volontà etc.. Prima non si voleva nemmeno che la classe sapesse del dsa dei compagni: le famiglie dovevano accettare, era una vergogna. Si privilegia l’orale allo scritto per aiutare anche se non si possono non fare scritti, anche tempo supplementare, considerare i contenuti piuttosto che forma e ortografia, possibilità di testi digitali, registrare le lezioni, sintesi vocali. Di solito è sempre la scuola che fa il primo passo, la famiglia non si accorge del disturbo o lo studente che comunica le sue difficoltà alla famiglia. Sempre referente d’istituto Gli atenei si sono adattati solo dopo 10 anni, dove potrebbe avere anche un tutor. DIMENSIONE RELAZIONALE, il successo nell’apprendimento è l’immediato intervento da opporre alla tendenza degli alunni o degli studenti con DSA a una scarsa percezione di autoefficacia e di autostima. Ogni apprendimento acquisito e successo scolastico rinforzano la percezione di poter riuscire. Delicate problematiche psicologiche in studente con DSA. Necessità di clima accogliente e inclusivo, tenendo conto dei bisogni educativi. DISTURBI SPECIFICI, descritti in norma specifica sui BES, non legge ma molto generico, di più difficile attuazione perché no diagnosi precisa, no quadro di riferimento preciso come per dsa. Problemi di attenzione, memoria, ritardi nell’acquisizione del linguaggio con diagnosi ma il consiglio di classe non è obbligato. (malattia fisica che ha avuto delle ripercussioni) DIRETTIVA MINISTERIALE DEL 27/12/2012 = DIRETTIVA SUI BES (bisogni educativi speciali) Specifica nuovi disturbi mai citati (evolutivi del linguaggio, dell’attenzione, svantaggio linguistico e culturale… ) La discriminante tra dsa e non, disabilità e non, non rispecchia la reale situazione. Esistono bisogni specifici che possono anche non essere descritti a livello medico-psicologico ma che meritano di attenzione particolare da parte dei docenti = strategie personalizzate. Viene coniato l’acronimo BES che contiene ambito di disabilità, di dsa e altre nella nuova direttiva ministeriale (istruzione). Riferimento: come mai ci sono altre problematiche? C’è un nuovo modello teorico di riferimento internazionale, a cui ogni stato deve riferirsi: l’oms emana sempre classificazioni mediche per racchiudere e descrivere problemi di vario tipo, le prime furono sui disturbi mentali (DSM, associazione americana di psichiatria), anche riferimento per considerare tutti i tipi di handicap (poi chiamata disabilità) per diagnosi. ICF: CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO, DELLA DISABILITA’ E DELLA SALUTE (OMS) 2001 “classificazione che vuole descrivere lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti esistenziali (sociale, familiare, lavorativo)” Riferimento per la normativa sui bes, nuova interpretazione della salute, sul concetto positivo di salute e benessere, ciò di cui dovrebbe godere un individuo in determinate situazioni di contesto di vita che assicurino il benessere psicofisico. Negli anni 2000, nuovo modello diagnostico, rivoluzionario, nuova classificazione internazionale, che non punta sulla malattia (non dice chi è malato) ma si concentra sul FUNZIONAMENTO: ciò che qualcuno deve avere per “funzionare”: benessere ambientale, fisico, psicologico (totalità della persona) che se è assente potrebbe mettere l’individuo in una posizione di bisogno, anche momentaneo, da un pov bio-psico-sociale. Si chiama ICF (International Classification of Functioning).
Legge 170 sui dsa citava solo i 4 disturbi specifici. es. disturbi del linguaggio o motori, quoziente limite (no ritardo mentale ma problema di intelligenza borderline, 75 qi limite è attenzionato. Non avranno mai docente specializzato, non certificazione medica, ma attenzione), l’asperger (disturbo dello spettro autistico) non rientrano. In tutti questi casi è necessario approccio EDUCATIVO, non clinico né medico, messo in atto dalla scuola (la scuola interviene, aiuta, cura, guarisce: Neill, Makarenko). Inclusione, accoglienza.
A.D.H.D., deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività. (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) Soggetti inquieti, non disturbo così diffuso (meno di 1 soggetto per classe), vengono diagnosticati ma anche in questo caso il soggetto non ha certificazione nè di dsa nè di disabilità ma è comunque un alunno difficile. Di solito comorbilità con altri disturbi (oppositivo provocatorio, disturbo della condotta in adolescenza, dsa, d’ansia, dell’umore), trovare un disturbo “puro” è rarissimo. Difficoltà nello stare in classe, servono strategie (es. libro digitale, attività collegata alla spiegazione, nel caso della primaria, ideate dalle insegnanti anche con elasticità, attività in piedi, movimento.) Fase dell’attenzione molto breve. Più l’attività è pratica più si potrebbe riuscire a far seguire. Sempre strategie stabilite con pdp (il pdp non si fa se il bisogno è temporaneo, si verbalizza solo in una riunione anche se il pdp è fortemente consigliato. Se no PDP, in caso di trattamento non idoneo o non ammissione alla classe successiva potrebbe esserci un ricorso amministrativo, per i genitori gli insegnanti potrebbero essere accusati di non aver messo in atto sufficienti strategie compensative) Disputa su ADHD, tanti non sono convinti che sia disturbo a sé ma solo manifestazione di un disturbo precoce dell’umore e dell’ansia (soprattutto nel nord europa). Anche l’individuazione del disturbo fu controversa. Heisenberg aveva individuato l’adhd e prima di morire aveva detto che in realtà non esisteva effettivamente, come una sorta di confessione, ideato per scopi di industrie farmaceutiche (negli stati uniti si cura con farmaci particolari). Intervento psicologico, psicologo scolastico, non clinico. Si estendono a tutti gli alunni con bes le modalità stabilite dalla legge 107 per alunni con dsa (dispense, misure compensative). Poi lasciata alla libera scelta pdp o verbalizzazione.