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L'Italia della Prima Repubblica: Ricostruzione, Centrismo e il Miracolo Economico, Tesine di Maturità di Storia

italia della prima repubblica in sintesi per la maturità

Tipologia: Tesine di Maturità

2022/2023

Caricato il 29/06/2023

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francesca-boccellato 🇮🇹

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L'Italia della prima repubblica
L'Italia della prima repubblica si trovò ad affrontare la sfida della ripresa e della ricostruzione economica
dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Gli Stati Uniti fornirono un aiuto concreto attraverso il piano
Marshall, varato durante gli anni della guerra fredda, che destinò 1500 milioni di dollari all'Italia in 5 anni.
Tuttavia, il piano Marshall comportò anche cambiamenti politici, poiché si paventava la sospensione
dell'aiuto in caso di vittoria delle forze di sinistra in Italia e dell'emergere del Partito Comunista Italiano,
allineato alla Terza Internazionale.
Il 21 giugno 1945 si formò il primo governo di coalizione dell'Italia repubblicana, composto da tutti i partiti
antifascisti del Consiglio Nazionale di Liberazione (CNL): Partito d'Azione, Partito Liberale, Partito
Socialdemocratico, Democrazia Cristiana, Democrazia del Valore, e Partito Socialista e Comunista. Tuttavia,
a causa delle divergenze politiche, il primo ministro Ferruccio Parri, orientato verso una linea di governo
riformista che mirava all'epurazione degli esponenti del vecchio regime e alla decentralizzazione dello
Stato, fu allontanato e costretto alle dimissioni.
Al suo posto venne eletto Alcide De Gasperi, leader della Democrazia Cristiana, che riportò l'Italia alle sue
origini liberali prefasciste. Insieme a Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista Italiano, promossero
l'amnistia dei crimini politici e militari. Il 1º gennaio 1946 si tennero le prime elezioni amministrative, che
segnarono l'affermazione della Democrazia Cristiana. Inoltre, fu introdotto il suffragio universale con il voto
esteso alle donne. Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum per la scelta tra monarchia e repubblica, che sancì
la nascita della Repubblica Italiana. Contemporaneamente, venne eletta l'Assemblea Costituente con il
compito di redigere la nuova Costituzione.
Il 1º gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione, approvata nel dicembre 1947 dal capo provvisorio dello
Stato Enrico De Nicola. Un articolo importante, l'articolo 7, stabiliva che i rapporti tra lo Stato e la Chiesa
fossero regolati dai Patti Lateranensi, siglati tra il regime fascista e il Vaticano. Il 10 febbraio fu firmato il
trattato di pace della Seconda Guerra Mondiale, in cui l'Italia si era arresa senza condizioni l'8 settembre
1945. L'Italia fu costretta a cedere parte della Venezia Giulia, eccetto l'Istria, alla Jugoslavia, e Briga Tenda e
Moncenisio alla Francia. Inoltre, perse tutti i territori coloniali, come la Libia, che si erano dichiarati
indipendenti.
Nel contesto della guerra fredda, segnato dal bipolarismo tra Stati Uniti e Unione Sovietica, il Partito
Socialista e il Partito Comunista passarono all'opposizione, segnando la fine della stagione di governo
antifascista. L'18 aprile 1948 si tennero le prime elezioni repubblicane, in cui la Democrazia Cristiana sfiorò
la maggioranza assoluta. Fu soprattutto la minaccia di sospendere il piano Marshall in caso di vittoria della
sinistra a favorire tale situazione. Il voto per la linea moderata della Democrazia Cristiana, che si alleò anche
con altri partiti minori di centro formando un'alleanza quadripartito, fu interpretato come un voto per gli
americani, in chiave anticomunista. Al contrario, il voto per il Fronte Democratico era visto come una scelta
anticapitalista.
Iniziò così un periodo di dominio della scena politica da parte della Democrazia Cristiana e dei governi di
centro, denominato "centrismo". Durante questo periodo furono attuate importanti riforme a livello
agrario e industriale, si puntò anche allo sviluppo del sud con la Cassa del Mezzogiorno e il Piano Vanoni,
sebbene quest'ultimo non fosse mai stato completamente attuato, e lo sviluppo rimase disomogeneo.
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L'Italia della prima repubblica

L'Italia della prima repubblica si trovò ad affrontare la sfida della ripresa e della ricostruzione economica dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Gli Stati Uniti fornirono un aiuto concreto attraverso il piano Marshall, varato durante gli anni della guerra fredda, che destinò 1500 milioni di dollari all'Italia in 5 anni. Tuttavia, il piano Marshall comportò anche cambiamenti politici, poiché si paventava la sospensione dell'aiuto in caso di vittoria delle forze di sinistra in Italia e dell'emergere del Partito Comunista Italiano, allineato alla Terza Internazionale. Il 21 giugno 1945 si formò il primo governo di coalizione dell'Italia repubblicana, composto da tutti i partiti antifascisti del Consiglio Nazionale di Liberazione (CNL): Partito d'Azione, Partito Liberale, Partito Socialdemocratico, Democrazia Cristiana, Democrazia del Valore, e Partito Socialista e Comunista. Tuttavia, a causa delle divergenze politiche, il primo ministro Ferruccio Parri, orientato verso una linea di governo riformista che mirava all'epurazione degli esponenti del vecchio regime e alla decentralizzazione dello Stato, fu allontanato e costretto alle dimissioni. Al suo posto venne eletto Alcide De Gasperi, leader della Democrazia Cristiana, che riportò l'Italia alle sue origini liberali prefasciste. Insieme a Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista Italiano, promossero l'amnistia dei crimini politici e militari. Il 1º gennaio 1946 si tennero le prime elezioni amministrative, che segnarono l'affermazione della Democrazia Cristiana. Inoltre, fu introdotto il suffragio universale con il voto esteso alle donne. Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum per la scelta tra monarchia e repubblica, che sancì la nascita della Repubblica Italiana. Contemporaneamente, venne eletta l'Assemblea Costituente con il compito di redigere la nuova Costituzione. Il 1º gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione, approvata nel dicembre 1947 dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola. Un articolo importante, l'articolo 7, stabiliva che i rapporti tra lo Stato e la Chiesa fossero regolati dai Patti Lateranensi, siglati tra il regime fascista e il Vaticano. Il 10 febbraio fu firmato il trattato di pace della Seconda Guerra Mondiale, in cui l'Italia si era arresa senza condizioni l'8 settembre

  1. L'Italia fu costretta a cedere parte della Venezia Giulia, eccetto l'Istria, alla Jugoslavia, e Briga Tenda e Moncenisio alla Francia. Inoltre, perse tutti i territori coloniali, come la Libia, che si erano dichiarati indipendenti. Nel contesto della guerra fredda, segnato dal bipolarismo tra Stati Uniti e Unione Sovietica, il Partito Socialista e il Partito Comunista passarono all'opposizione, segnando la fine della stagione di governo antifascista. L'18 aprile 1948 si tennero le prime elezioni repubblicane, in cui la Democrazia Cristiana sfiorò la maggioranza assoluta. Fu soprattutto la minaccia di sospendere il piano Marshall in caso di vittoria della sinistra a favorire tale situazione. Il voto per la linea moderata della Democrazia Cristiana, che si alleò anche con altri partiti minori di centro formando un'alleanza quadripartito, fu interpretato come un voto per gli americani, in chiave anticomunista. Al contrario, il voto per il Fronte Democratico era visto come una scelta anticapitalista. Iniziò così un periodo di dominio della scena politica da parte della Democrazia Cristiana e dei governi di centro, denominato "centrismo". Durante questo periodo furono attuate importanti riforme a livello agrario e industriale, si puntò anche allo sviluppo del sud con la Cassa del Mezzogiorno e il Piano Vanoni, sebbene quest'ultimo non fosse mai stato completamente attuato, e lo sviluppo rimase disomogeneo.

Tra il 1951 e il 1952 la Democrazia Cristiana subì un calo di voti, e quindi De Gasperi tentò di attuare una nuova legge elettorale secondo cui il partito con la maggioranza assoluta avrebbe ottenuto il 65% dei seggi. Questa legge, definita "legge truffa", riuscì ad essere approvata. Tuttavia, la Democrazia Cristiana non ottenne la maggioranza assoluta e molti personaggi illustri, come Parri, abbandonarono il partito per formarne uno nuovo. Iniziò così il lento declino del centrismo, che manifestava l'instabilità del sistema politico italiano. Mentre gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica iniziavano a intravedere una distensione, in Italia all'interno della Democrazia Cristiana si iniziò a maturare una possibile apertura a sinistra con Fanfani e successivamente con Aldo Moro, dando vita a un nuovo governo di centro-sinistra. Durante il governo di Fanfani e successivamente con Aldo Moro si registrarono importanti riforme, come il decentramento amministrativo, la riforma universitaria, lo Statuto dei Lavoratori, la legge sul divorzio e molte altre riforme di carattere sociale e sul diritto di famiglia. In questi anni, tra gli anni '50 e '60, l'Italia conobbe una grande ripresa economica, il cosiddetto "miracolo economico", favorito dai bassi costi dell'energia, dalla manodopera, dallo sviluppo dell'industria e dall'allargamento dei mercati internazionali. Si registrò un significativo aumento del tenore di vita e l'emancipazione femminile. Tuttavia, lo sviluppo rimase disomogeneo tra il nord e il sud del paese, e cominciarono a nascere movimenti di contestazione contro il consumismo di quegli anni. Gli anni tra il 1967 e il 1968 furono caratterizzati dalla contestazione studentesca. Gli studenti chiedevano la democratizzazione dei rapporti tra il mondo degli adulti e quello degli studenti, un miglioramento dei programmi e delle strutture scolastiche. Non si riteneva che le riforme universitarie fossero sufficienti. Inoltre, si aggiunsero le agitazioni dei movimenti operai nella stagione dell'"autunno caldo", con scioperi e manifestazioni. In quel periodo si verificarono anche episodi di terrorismo, sia di matrice nera che rossa, con l'uso della violenza come strumento per risolvere gli scontri sociali. I gruppi terroristici neri e rossi miravano all'uccisione di personaggi simbolici per seminare il caos e gettare le basi per un possibile ritorno al regime fascista. Questo periodo fu noto come "anni di piombo". Nonostante la violenza, la democrazia italiana dimostrò di essere solida e riuscì a resistere. Nel frattempo, l'Italia dovette affrontare la crisi petrolifera del 1973, quando i prezzi del petrolio aumentarono significativamente a causa della guerra del Kippur e dell'azione dell'OPEC. La formula del centro-sinistra, che aveva dominato la scena politica, divenne sempre più instabile. Enrico Berlinguer, leader del Partito Comunista Italiano (PCI), propose il "compromesso storico", un'alleanza tra cattolici e comunisti. Questa proposta prevedeva una distanza dal comunismo sovietico. Successivamente si formò un nuovo governo guidato da Andreotti, con l'appoggio del PCI, dando vita a un governo di solidarietà nazionale. Tuttavia, durante questo periodo, Aldo Moro fu rapito e ucciso dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978, ponendo fine al governo.