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L'Italia nel secondo dopoguerra: dalla ricostruzione al miracolo economico, Appunti di Storia

Panoramica strutturata dell'Italia nel secondo dopoguerra: ricostruzione politica, miracolo economico e eventi chiave degli anni '60-'70. Analisi di partiti, Piano Marshall, trasformazioni sociali e terrorismo. Sintesi utile per comprendere dinamiche storiche e sociali, con riferimenti a De Gasperi, Moro. Approfondisce Guerra Fredda, decolonizzazione e tensioni interne, offrendo visione chiara. Utile per studenti di storia e scienze politiche che cercano una sintesi dei principali eventi e trasformazioni. La trattazione è equilibrata e fornisce un quadro completo del contesto storico e sociale, rendendolo un valido strumento di studio e approfondimento. L'analisi delle cause e delle conseguenze dei principali eventi è ben sviluppata, offrendo una prospettiva critica e approfondita.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 21/10/2025

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GUERRA FREDDA
IL NUOVO ASSETTO GEOPOLITICO DELL’EUROPA
Nel 1945 finisce la guerra. È una guerra con tanti morti e tante ricadute sui civili. Inoltre i civili
pativano la carenza di risorse e la distruzione delle città (bombardamenti).
Bisogna ora costruire un nuovo ordine mondiale. Sono cambiati gli equilibri geopolitici. Le grandi
potenze che avevano una posizione di primato prima della guerra ora diventano più periferiche
perché sono emerse le due superpotenze del dopoguerra: Stati Uniti e Unione Sovietica. Incarnano
due modelli alternativi: liberal democratico e capitalista; socialismo. Fino alla fine della guerra i
due sono alleati contro il nazifascismo. I due paesi saranno la cerniera di due blocchi diversi e
antitetici.
Le fondamenta di questo nuovo ordine erano state fondate nella conferenza di Yalta nel 1945
con Churchill, Roosevelt e Stalin. Si era già studiato l’ordine mondiale e che l’Europa sarebbe stata
divisa in due: metà nell’orbita dell’unione sovietica, metà negli Stati Uniti. Per la divisione si era
usata la logica del fatto compiuto: la parte orientale, liberata dai sovietici, sarebbe stata sotto la loro
influenza; la parte occidentale, liberata dagli Stati Uniti sarebbe stata sotto la loro influenza. Ma
questa divisione fu in realtà mondiale perché oltre all’Europa anche altri paesi gravitavano nella
sfera di influenza delle due superpotenze.
Nel 1945 nella conferenza di Potszam si analizza anche la responsabilità della Germania con la
politica estera aggressiva di Hitler. Si era deciso di smembrare la Germania (Berlino) in quattro
zone di occupazione: sovietica, americana, inglese e francese.
Vengono ridefiniti i confini con i trattati di pace firmati durante la conferenza di Parigi del 1946:
l’unione sovietica prendeva le repubbliche baltiche, la Polonia e la Prussia orientale (confini
sovietici pre-prima guerra mondiale)
La Germania perde ad oriente dei territori ceduti alla Polonia
C’è sempre il problema dei profughi che si spostano dopo la risistemazione. I profughi erano
tedeschi ma anche italiani perché l’Italia aveva ceduto il Dodecaneso, l’Albania e Istria e Fiume.
I PROCESSI
Finita la guerra vengono celebrati due processi: Norimberga nel 1945 e Tokyo nel 1946.
La Germania è considerata responsabile del conflitto, della sua attuale condizione e della Shoah. Si
istituisce così un tribunale formato da rappresentati delle potenze vincitrici dove vengono
processati alcuni gerarca nazisti. Questi sono accusati di crimini contro il diritto internazionale e di
crimini contro l’umanità (violazione diritti umani). Alcune condanne a morte e suicidi.
Sorge tuttavia il problema che alcune specie di reato non esistevano prima della guerra. I crimini
sono tali che era necessario istituire un tribunale e i giudici sono una sorta di coscienza
dell’umanità che si ribella a dei reati contro l’essere umano.
I giapponesi dall’altra parte non avevano sterminato una popolazione ma i capi giapponesi vennero
comunque processati a Tokyo.
Viene subito istituita una nuova organizzazione che prende l’eredità della società delle nazioni:
l’ONU. Questa ha il compito di curare gli aspetti internazionali e preservare la pace. Nonostante si
doti di maggiori strumenti fatica a intervenire e a influenzare gli stati.
L’Europa era in guerra da quasi 30 anni. A capo vi è il consiglio di sicurezza e 5 stati permanenti, 10
a rotazione. I 5 permanenti sono gli stati più importanti: strati uniti, unione sovietica, Cina, Francia
e Gran Bretagna. Perché le decisioni abbiano valore i 5 stati permanenti devono essere unanimi ma
se uno oppone il veto la decisione non passa.
I DUE BLOCCHI
Nel giro di pochi anni dopo la fine della guerra emerge la rivalità tra Russia e Stati Uniti e comincia
la guerra fredda, ufficialmente nel 1947. Si costruiscono quindi una serie di stati che orbitano
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GUERRA FREDDA

IL NUOVO ASSETTO GEOPOLITICO DELL’EUROPA

Nel 1945 finisce la guerra. È una guerra con tanti morti e tante ricadute sui civili. Inoltre i civili pativano la carenza di risorse e la distruzione delle città (bombardamenti). Bisogna ora costruire un nuovo ordine mondiale. Sono cambiati gli equilibri geopolitici. Le grandi potenze che avevano una posizione di primato prima della guerra ora diventano più periferiche perché sono emerse le due superpotenze del dopoguerra: Stati Uniti e Unione Sovietica. Incarnano due modelli alternativi: liberal democratico e capitalista; socialismo. Fino alla fine della guerra i due sono alleati contro il nazifascismo. I due paesi saranno la cerniera di due blocchi diversi e antitetici. → Le fondamenta di questo nuovo ordine erano state fondate nella conferenza di Yalta nel 1945 con Churchill, Roosevelt e Stalin. Si era già studiato l’ordine mondiale e che l’Europa sarebbe stata divisa in due: metà nell’orbita dell’unione sovietica, metà negli Stati Uniti. Per la divisione si era usata la logica del fatto compiuto: la parte orientale, liberata dai sovietici, sarebbe stata sotto la loro influenza; la parte occidentale, liberata dagli Stati Uniti sarebbe stata sotto la loro influenza. Ma questa divisione fu in realtà mondiale perché oltre all’Europa anche altri paesi gravitavano nella sfera di influenza delle due superpotenze. → Nel 1945 nella conferenza di Potszam si analizza anche la responsabilità della Germania con la politica estera aggressiva di Hitler. Si era deciso di smembrare la Germania (Berlino) in quattro zone di occupazione: sovietica, americana, inglese e francese. → Vengono ridefiniti i confini con i trattati di pace firmati durante la conferenza di Parigi del 1946: l’unione sovietica prendeva le repubbliche baltiche, la Polonia e la Prussia orientale (confini sovietici pre-prima guerra mondiale) La Germania perde ad oriente dei territori ceduti alla Polonia C’è sempre il problema dei profughi che si spostano dopo la risistemazione. I profughi erano tedeschi ma anche italiani perché l’Italia aveva ceduto il Dodecaneso, l’Albania e Istria e Fiume.

I PROCESSI

Finita la guerra vengono celebrati due processi: Norimberga nel 1945 e Tokyo nel 1946. La Germania è considerata responsabile del conflitto, della sua attuale condizione e della Shoah. Si istituisce così un tribunale formato da rappresentati delle potenze vincitrici dove vengono processati alcuni gerarca nazisti. Questi sono accusati di crimini contro il diritto internazionale e di crimini contro l’umanità (violazione diritti umani). Alcune condanne a morte e suicidi. Sorge tuttavia il problema che alcune specie di reato non esistevano prima della guerra. I crimini sono tali che era necessario istituire un tribunale e i giudici sono una sorta di coscienza dell’umanità che si ribella a dei reati contro l’essere umano. I giapponesi dall’altra parte non avevano sterminato una popolazione ma i capi giapponesi vennero comunque processati a Tokyo. → Viene subito istituita una nuova organizzazione che prende l’eredità della società delle nazioni: l’ONU. Questa ha il compito di curare gli aspetti internazionali e preservare la pace. Nonostante si doti di maggiori strumenti fatica a intervenire e a influenzare gli stati. L’Europa era in guerra da quasi 30 anni. A capo vi è il consiglio di sicurezza e 5 stati permanenti, 10 a rotazione. I 5 permanenti sono gli stati più importanti: strati uniti, unione sovietica, Cina, Francia e Gran Bretagna. Perché le decisioni abbiano valore i 5 stati permanenti devono essere unanimi ma se uno oppone il veto la decisione non passa.

I DUE BLOCCHI

Nel giro di pochi anni dopo la fine della guerra emerge la rivalità tra Russia e Stati Uniti e comincia la guerra fredda, ufficialmente nel 1947. Si costruiscono quindi una serie di stati che orbitano

attorno alle superpotenze. Si crea un sistema bipolare in cui ci sono aree controllate in modo più o meno stretto. L’Europa è così divisa in:

  • Europa occidentale capitalista e democratica, alleata degli Stati Uniti
  • Europa orientale socialista, legata all’Unione sovietica (i paesi liberati dai sovietici sono organizzati come democrazie popolari, dominate da partiti comunisti) → Stalin promuove la nascita di regimi comunisti subalterni a Mosca per proteggere i confini russi. Alcuni paesi come Cecoslovacchia e Ungheria (inizialmente) accettano questa politica, mentre paesi come la Romania e la Polonia, vedevano nella Russia il dominatore straniero. Eccetto la Iugoslavia che, pur essendo un paese socialista, non sta sotto l’influenza dell’URSS. La Iugoslavia era stata liberata dell’azione dei partigiani comunisti di Tito che avevano cacciato i nazisti senza aspettare l’intervento dell’Armata rossa. Per questo la Iugoslavia rivendica una certa indipendenza e Tito nel 1948 rompe con Stalin. Viene varata una costituzione e diventa così repubblica federativa iugoslava composta da sei repubbliche. Fino agli anni 90’ avevano convissuto diversi stati sotto il socialismo, diverso tuttavia da quello di Mosca fino alla guerra in Iugoslavia. Ci sono tuttavia dei paesi detti “non allineati” che vogliono mantenere una certa distanza dai blocchi. Confermano la loro posizione nella conferenza di Bandung del 1955 e ne fanno parte Iugoslavia, Egitto, India e molte ex colonie che nel dopoguerra avevano trovato l’indipendenza.

→ Churchill, presidente inglese durante la guerra, nel 1946 fa un discorso in cui usa l’immagine della “cortina di ferro” che divide l’Europa in due: in paesi che sono subalterni a mosca e, sottinteso, il mondo libero.

EQUILIBRIO DEL TERRORE

Lo scontro tra i due blocchi avvenne al livello politico, economico, militare (non scontro effettivo), sportivo, nella ricerca scientifica, ma senza una guerra diretta. Vi sono infatti guerre periferiche (guerre calde) per ridurre la potenza espansiva dell’avversario che scaricano la tensione delle due parti. Al governo degli Stati Uniti c’è Truman e nell’URSS c’è Stalin. La situazione si basava sull’equilibrio del terrore perché entrambi i paesi hanno l’arma atomica e investono negli armamenti per superare l’altro. L’equilibrio del terrore si basa sulla presenza di queste armi. Questa sarà la situazione europea fino alla caduta del muro di Berlino del 1989 e fine della guerra fredda. In questi 40 anni ci sono fasi di tensione più acuta (nuova glaciazione) e fasi di disgelo (distensione). Ad esempio negli anni 70’ e 80’ ci si accorda sempre di più per smantellare gli arsenali atomici.

I due blocchi sviluppatisi si uniscono anche sul piano militare. Europa occidentale: nel 1949 viene firmato il Patto Atlantico che da vita ad un’alleanza militare la NATO. Questa nasce a scopo difensivo e prevedeva che la creazione di base i militari in Europa per dissuadere l’URSS dall’espansione. (Nel 1955 vi entra la Germania Ovest) Paesi comunisti: nel 1955 firmano il Patto di Varsavia sotto la sfera di influenza russa. Entrambe incrementarono costantemente gli arsenali nucleari.

POLITICA AMERICANA

→ Il presidente americano Truman, fervente anticomunista, teorizza la dottrina del contenimento in risposta alla creazione di Stalin di uno “spazio di sicurezza”per l’URSS: gli Stati Uniti si propongono come paese che conterrà il socialismo. Questa linea politica è nota come “dottrina Truman”

POLITICA SOVIETICA

Dal 1948 nei paesi del blocco sovietico si consolidarono le caratteristiche del regime staliniano: repressione del dissenso con la polizia, monopartitismo, culto della personalità e pianificazione economica. C’è una crisi del potere in Russia. Si pone infatti il problema della successione del potere dopo la morte di Stalin nel 1953. Emerge Nikita Krusciov che al congresso del partito comunista del 1956 denuncia i crimini dello stalinismo (culto della personalità, strumenti repressivi). Questo discorso arriva anche in occidente e ci si aspetta un cambiamento nell’Unione Sovietica. Ci sono dei cambiamenti interni: meno repressione del dissenso nei gulag, viene promossa l’industria dei beni di consumo (Stalin aveva promosso l’industria pesante per far avanzare industrialmente l’URSS). Ma non cambia il rapporto trai paesi e l’unione sovietica ex. Ungheria aveva provato a staccarsi ed era stata attaccata.

LE SUPERPOTENZE IN ESTREMO ORIENTE

CINA : c’era stata una lotta in Cina negli anni 20’ tra il partito del kuomintang, con posizioni nazionaliste e moderate, e i comunisti di Mao il quale vedeva nei contadini il mezzo di rivolta. C’era stata una lotta ma difronte all’attacco giapponese si erano fermate le ostilità. L’attacco giapponese era continuato durante la guerra. Nel 1945 finita la guerra riprendono le ostilità. Nonostante in una prima fase stessero vincendo i nazionalisti con il supporto degli Stati Uniti, i comunisti, che fanno gli interessi dei contadini, riescono a vincere. Nel 1949 viene fondata dai comunisti la Repubblica popolare cinese (riconosciuta dall’URSS). Il governo del kuomintang si trasferisce a Taiwan e, proclamandosi capo dell’unico governo cinese, da vita alla Repubblica cinese (riconosciuta dagli USA) Questo fu un problema per gli Stati Uniti, perché la Cina era un paese grande. Gli Stati Uniti allora cercano un’alleato nella zona e lo trovano nel Giappone.

Non ci fu mai una guerra diretta anche per il possesso di bombe atomiche e ad idrogeno. Ma ci furono molte guerre periferiche che rimandano al momento di tensione.

GUERRA DI COREA : Prima della guerra era un protettorato giapponese. Poi viene divisa in due e diventano due stati. Il nord diventa uno stato comunista; mentre il sud ha il modello delle democrazie occidentali. La Corea del nord, col consenso di URSS e Cina, prova ad annettere la parte meridionale e scoppia nel 1950 la guerra di Corea in cui intervengono gli Stati Uniti. Allora gli Stati Uniti premono sull’ONU per un intervento nella guerra, fatto solo con truppe statunitensi. Truman inizia una trattativa di pace e la guerra si conclude nel 1953 e vengono ripristinati i due stati.

BERLINO Durante la Repubblica di Weimar, nata dopo la sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale , Berlino è vivace sul piano culturale Nel 1933 Berlino diventa capitale del Terzo Reich con l’ascesa di Hitler. Dopo la battaglia di Berlino (maggio 1945) e la fine della seconda guerra mondiale la città è distrutta. Nella conferenza di Jalta del 1945, Roosevelt, Stalin e Churchill decidono l’assetto post bellico della Germania e di Berlino: divisa in quattro zone di occupazione sotto il controllo sovietico, inglese, francese, americano. Le zone corrispondono all’arrivo delle forze antifasciste. Anche Berlino viene divisa in 4 zone. La divisione è segnata fisicamente da delle linee per terra nella città.

In questi anni scoppia la guerra fredda e si crea la “cortina di ferro”. La Germania occidentale riceve gli aiuti del piano Marshall. Nel 1948 si vuole creare uno stato unitario dei pezzi francese, inglese e americano. Ma l’unione sovietica non è favorevole e così blocca tutte le vie di accesso ferroviario e stradale a Berlino. Allora gli Stati Uniti nel settembre del 1949 realizzano un ponte aereo per rifornire Berlino. Alla lunga il blocco viene tolto dall’URSS.

Nasce la Repubblica federale tedesca (BRD), fatta dalle parti degli alleati (capitale Bonn), e dall’altra parte nasce la Repubblica democratica tedesca (DDR) con capitale Berlino. Berlino pur essendo tutta dentro l’area sovietica è ancora divisa all’interno e sarà unificata solo nel

ANNI 50’ A Berlino, pur essendo divisa nella parte est ed ovest, non ci sono confini fisici quindi ci si muove liberamente nella città. Ma dal punto di vista amministrativo fanno parte di due stati diversi: ad est il regime è come quello degli altri paesi, unico partito SED (controllo molto duro).

Nel 1953 a Berlino est scoppia una rivolta tra gli operai (a seguito della decisione della SED di aumentare la produttività nelle fabbriche) e Mosca risponde con la violenza. Mostra il ferreo controllo di Mosca. Emerge ancora di più la ricchezza della Berlino occidentale. Nel corso degli anni 50’ quindi la gente si trasferisce a Berlino ovest e poi proprio nella Germania ovest. La DDR perde popolazione. Per questa ragione i sovietici nel 1961 costruiscono una barriera fisica e si chiudono le frontiere in due mesi. La città si trova così divisa da un muro che separa parenti, costruzioni, linee ferroviarie, ecc. ANNI 60’ Vi sono vari tentativi di fuga ma il confine era sorvegliato e i soldati sono autorizzati a sparare ai fuggiaschi. La Stasi, ministero per la sicurezza di stato con la polizia politica in tutta la DDR, diretta da Erich Mielke controlla ogni aspetto della vita dei cittadini della DDR. 1963: Kennedy presidente Stati Uniti; quando viene costruito il muro di Berlino è lui presidente; nel 1963 fa un discorso nella Germania Occidentale, molto famoso: « Duemila anni fa, il più grande orgoglio era dire “civis Romanus sum”. Oggi, nel mondo libero, il più grande orgoglio è dire "Ich bin ein Berliner” ». (= sono un cittadino Berlinese). Ora era un orgoglio dire di essere cittadino berlinese. Contrappone le liberaldemocrazie occidentali ai governi repressivi orientali; dice che anche se le democrazie occidentali hanno dei limiti, non è mai stato necessario costruire dei muri per evitare che i cittadini andassero fuori dai confini dello stato. Berlino è l’emblema di questa differenza di vita tra l’Oriente e l’Occidente; invita coloro che glorificano il comunismo ad andare a Berlino. Fino al 1989 rimane divisa. Berlino Ovest diventa una esibizione, vetrina del capitalismo tipico dei paesi occidentali a 50 metri dalla Berlino Est socialista, molto diversa.

ANNI SETTANTA

Inizia dialogo tra le due parti di Berlino. Willy Brandt, Cancelliere della Germania occidentale, applica la cosiddetta Ostpolitik “politica orientale”, che aveva due pilastri:

  1. riconoscere e normalizzare i rapporti con la Germania e l’Europa dell’est→ nel 1972 con il “Trattato base” le due Germanie si riconoscono reciprocamente.
  2. accettazione della responsabilità del popolo tedesco per i crimini commessi nella seconda guerra mondiale (cancelliere si inginocchia davanti a un monumento del ghetto di Varsavia) Il “bacio socialista” tra Honecker (segretario generale della SED) e Breznev (capo dell’URSS).

Sono inoltre anni di lotta per i diritti civili degli afroamericani. Nel sud c’era ancora la segregazione razziale che ora viene messa in discussione da figure come Martin Luther King e Malcom X. Se il primo propone marce pacifiche per diritti (famoso discorso del 1963); Malcom invece opta per lotta più violenta. Dopo questa stagione di lotte c’è la fine della segregazione razziale sulla carta ma nei fatti gli afroamericani sono ancora discriminati. Vi sono due rilevanti momenti di crisi internazionale: CRISI DI BERLINO: Krusciov, per far far riconoscere alle potenze occidentali la Repubblica Democratica Tedesca, propone di smilitarizzare Berlino. Così dopo il rifiuto dell’America, nel 1961, i sovietici edificano il muro di Berlino anche per impedire il continuo passaggio di berlinesi alla Germania ovest. (Vedi paragrafo Berlino) CRISI DEI MISSILI DI CUBA: in cui il mondo, nel 1962, si vede ad un passo dalla guerra nucleare. CUBA: era stata una colonia spagnola ma era poi entrata nell’orbita di influenza degli Stati Uniti che la controllavano economicamente con le oligarchie che incentrarono la produzione sulla canna da zucchero. Gli Stati Uniti si appoggiavano a governi locali dittatoriali. Al governo c’è Fulgencio Batista che esercita un potere autoritario. Già nel 1952 Fidel Castro aveva tentato un colpo di stato ma era stato arrestato. Aveva poi dato vita ad un movimento rivoluzionario a cui si unisce anche Ernesto “Che” Guevara. Nel 1959 il movimento diede vita ad una rivoluzione e rovescia il regime di Batista. Questo, partito con idee riformiste, si avvicina poi a posizioni marxiste-leniniste e si avvicina all’unione sovietica. I rivoluzionari trasformano l’isola: espropriano le terre e cacciano gli Stati Uniti. Vengono varate riforme importanti e riforme di previdenza sociale. Vengono presi principi economici di impronta socialista anche se non c’è un legame diretto con l’URSS. Gli Stati Uniti la vedono come una perdita importante e reagiscono con forza. Nel 1961 Eisenhower pone l’embargo e cerca di eliminare il governo con sbarchi di anti-castristi presso la Baia dei porci. Tuttavia il governo a Cuba sopravvive. Questi eventi spingono Cuba ad avvicinarsi all’unione sovietica e questo impaurisce gli Stati Uniti. Infatti dall’800 gli americani con la dottrina del destino manifesto credevano di dover dominare il continente americano ed eliminare il socialismo. Nel 1962 gli americani avevano messo testate nucleari in Turchia e l’URSS si sentiva minacciata. Allora l’URSS mette dei missili a Cuba. Dopo 10 giorni di tensione in cui l’America minaccia l’invasione, Kennedy chiede lo smantellamento di queste basi. Da questa crisi nacquero accordi che mettevano al bando gli esperimenti nucleari nell’atmosfera.

ETÀ DELL’ORO

A partite dalla fine della guerra l’economia del blocco occidentale è in continuo sviluppo. Dagli anni 50 il tenore di vita è in continuo miglioramento. Il periodo compreso tra il 1950 e il 1973 è definito “età dell’oro” o “trenta gloriosi”. Alcuni fattori che giocarono un ruolo essenziale nella ripresa furono:

  • le politiche di libero scambio (accordi di Bretton Woods)
  • Creazione del fondo monetario internazionale e della banca mondiale
  • Crescita demografica mondiale
  • L’aumento della produttività agricola (grazie ai pesticidi) → la manodopera a basso costo per le industrie

Indicatori della crescita economica:

  • aumento del reddito pro capite
  • Basso tasso di inflazione che garantisce stabilità al valore delle monete
  • Basso tasso di occupazione
  • Il debito pubblico è stabile
  • Sviluppo della “società dei consumi”

Questo periodo è caratterizzato da:

  • Sviluppo economico esteso a tutti i settori: fabbriche (industria) e agricoltura meccanizzata; e sviluppo dei commerci
  • Espansione del Welfare e creazione dello “stato del benessere”: i governi mostrano disponibilità ad investire una quota della spesa pubblica in una rete di protezione sociale. Questo è frutto del trend economico positivo. La politica di redistribuzione della ricchezza che garantisce maggiori diritti ai cittadini. Lo Stato comincia a fornire un sistema sanitario, scolastico, pensionistico, facendosi carico delle difficoltà economiche e sanitarie. Lo stato del benessere nacque in Inghilterra ma raggiunse le forme più avanzate nei paesi scandinavi. Negli Stati Uniti le iniziative statali non furono mai come in Europa perché erano considerate dalla popolazione una minaccia alla libertà individuale (Johnson lotta contro la povertà).

L’espansione economica si arresta a seguito di due eventi negli anni 70’:

  • Fine della convertibilità del dollaro in oro nel 1971
  • Crisi petrolifera del 1973. Fino a questi anni il prezzo del petrolio, prodotto dai paesi del golfo, era abbastanza stabile. Tuttavia dopo lo scoppio di una guerra tra Israele, sostenuto dai paesi occidentali, e i paesi arabi, questi bloccano l’esportazione del petrolio e il prezzo aumenta. L’industria a questo punto si basava tutta sul petrolio e sulla benzina. → Fenomeno della stagflazione : aumento dei pezzi + stagnazione economica (mancanza di investimenti nei settori produttivi, solo per speculazione in borsa). Provoca un aumento della disoccupazione. I governi furono costretti a varare misure per ridurre i consumi a causa della minore disponibilità di energia.

GLI STATI UNITI DI NIXON E CARTER

Nel 1968 diventa presidente Richard Nixon e nel 1976 Jimmy Carter.

???Fu coinvolto in una crisi tra Stati Uniti e Iran. 588 614 633 519 1979 va al potere e nasce una repubblica islamica. Fino a quel momento era un paese laico filo occidentale. Ora diventa una teocrazia. Vige la legge coranica e individua negli Stati Uniti un rivale naturale in quanto capitalista e secolarizzato.

→ crisi del Welfare state: il Welfare inizia a contrarsi perché vogliono diminuire la spesa pubblica a causa della crisi e del cambiamento di mentalità. Vengono fatti meno investimenti in generale nei paesi anche perché diventava sempre più costoso sostenere questo sistema. Questo avviene in un momento in cui l’età dell’oro è finita e anche le economie più avanzate sono in difficoltà. Si promuove il modello del self made man, riconoscendo l’ individualismo. In Gran Bretagna vengono applicate una serie di politiche neoliberiste da Margaret Thatcher che smantella lentamente il Welfare. Negli anni 80’ in America diventa presidente Ronald Reagan, repubblicano, alfiere del neoliberismo economico ed elabora il liberismo classico. Per lui l’economia non deve essere orientata dallo stato. L’ambito economico è quello della libera iniziativa e conta il singolo individuo che, facendo il suo interesse avrebbe generato il massimo beneficio collettivo. Egli sosteneva la necessità della deregulation, ovvero di un’economia deregolamentata (eliminazione delle norme). Non viene sostenuto il Welfare, favorendo l’iniziativa privata, ritenuta più efficiente. Il motore di queste riforme doveva essere l’abbassamento delle tasse. Si pone contro le politiche keynesiane.

L’ITALIA

➔ favorisce grandi imprese, ma danneggia piccole e medie imprese, per cui ci sono scioperi e manifestazioni repressi con la forza Riforme importanti nel 1950 (non risolutive, ma segnalano l’attenzione a dei problemi effettivi e radicati):

  1. Riforma agraria : richiesta dai contadini con proteste, necessaria da tempo; i proprietari terrieri si erano rivolti alle mafie locali, e c’erano state alcune stragi di contadini (esempio: a Portella della Ginestra). Si cerca di ridistribuire le terre tra i contadini e di espropriare i grandi latifondi; non risolutiva ma è un inizio.
  2. Istituzione della Cassa per il Mezzogiorno : ente che doveva finanziare la crescita delle aree meridionali, settore agricolo, industriale e delle infrastrutture. Si ottiene una parziale modernizzazione, ma non è risolutiva. Politica estera : ● 1949 adesione al Patto atlantico, conseguente alla partecipazione al piano Marshall ● processo di integrazione europea [ Processo di unificazione europea: Manifesto di Ventotene: progetto politico con ideali di unificazione europea per superare i nazionalismi estremi nati tra le due guerre Collaborazione economica europea:
  • due organismi (CECA e CEE), in cui l’Italia ha ruoli importanti
  • 1993 nasce l’Unione Europea, uno spazio economico condiviso
  • 2002 adozione dell’Euro come moneta comune Poi c’è anche un progetto di costruzione di un’Europa politica (negli anni ‘70 nasce il Parlamento europeo). ] Consensi della DC:
  • Consenso tra i cattolici: grazie all’attenzione a temi come la famiglia e l’istruzione.
  • Dissenso tra le sinistre; idea di organizzare uno sciopero generale, a cui però si oppongono i cattolici, che si distaccano dal sindacato dei lavoratori comunista e ne creano uno proprio; così nascono nuovi sindacati: CISL e Acli per i cattolici, UIL per repubblicani e i socialdemocratici. Crisi del consenso : A seguito di alcune riforme (come la riforma tributaria che imponeva ai cittadini di presentare a fine anno la dichiarazione dei redditi), la DC perde consensi. In vista delle elezioni De Gasperi, per assicurarsi la vittoria, propone nuova legge elettorale , secondo cui il partito che avesse ottenuto il 50% + 1 dei voti avrebbe ottenuto i 2/3 dei seggi (sistema da proporzionale diventa maggioritario). Ottiene molte critiche, viene ribattezzata dagli avversari “legge truffa”. Inaspettatamente alle elezioni del 1953 la DC non ottiene la maggioranza (ma il 48,85%) per cui non ottiene il premio di maggioranza; la legge viene poi abrogata e De Gasperi si ritira dalla vita politica italiana.

★ MIRACOLO ECONOMICO

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta l’Italia conosce periodo di estrema crescita economica, che in parte si colloca nel quadro più generale di sviluppo europeo/del blocco occidentale, in parte ha caratteristiche proprie. Fattori: ➔ piano Marshall, di aiuti economici ➔ integrazione nel sistema economico europeo ➔ disponibilità di risorse energetiche (come il metano) ➔ disponibilità di manodopera a basso prezzo (salari bassi) ➔ intervento statale a sostegno delle imprese private Trasformazioni:

● aumento reddito pro capite e diffusione dei consumi di massa : in quasi tutte le case entrarono il frigorifero, la lavatrice, e poi l’automobile e la televisione (inizialmente con un unico canale RAI) ● sviluppo industriale : soprattutto nei settori meccanico e automobilistico, chimico, petrolchimico, e soprattutto nelle città del “triangolo industriale” (Genova, Torino, Milano) ● urbanizzazione : crescono le città in dimensioni e in numero di abitanti, anche grazie al massiccio spostamento di italiani dal sud al nord e dalle campagne alle città (in cerca di lavoro) ● modernizzazione dei costumi ● costruzione di grandi infrastrutture Limiti: è un fenomeno disuguale, riguarda soprattutto il Settentrione e in parte il Centro. Il Mezzogiorno non conosce uno sviluppo industriale né una modernizzazione del settore agrario, per cui i giovani, non trovando lavoro, sono costretti a migrare al Nord. Questo confluisce nel generale fenomeno di migrazione (anni ‘50-’70): 9 milioni di italiani (in particolare dal sud) migrano verso Svizzera, Germania, Belgio, o verso le città industrializzate settentrionali, soprattutto Milano e Torino.

ANNI ‘ A inizio anni ‘60 matura l’ipotesi di aprire il governo ai socialisti, grazie ai leader della DC Amintore Fanfani e Aldo Moro, in accordo con i socialisti e il loro leader Pietro Nenni. Un elemento a favore fu l’allontanamento dei socialisti da comunisti e seguito dei fatti del 1956 (denuncia dello stalinismo ad opera di Krusciov e invasione Ungheria dell’esercito sovietico). Governi di centro-sinistra: Il primo nel 1962 , guidato da Fanfani (DC), che ottiene l’appoggio esterno dei socialisti (si astengono dal votare contro la fiducia al governo). Riforme:

  1. Istruzione: obbligo scolastico diventa di otto anni, e viene introdotta una scuola media unica (prima invece dopo la 5^ elementare bisognava scegliere se andare al liceo, che permetteva poi l'accesso all’università, o seguire un avviamento professionale); inoltre l’accesso ai licei e alle uni viene reso libero a tutti.
  2. Nazionalizzazione dell'energia elettrica, per cui nasce l’ENI. Il secondo nel 1963 , sotto la guida di Aldo Moro e con la partecipazione attiva dei socialisti. Intervento su economia. MA c’è una crisi: 1964 le estreme destre minacciano colpo di stato. CHIESA CATTOLICA 1958: elezioni Giovanni XXIII, che sostituisce Pio XII (che era un papa di famiglia aristocratica). Il nuovo Papa cerca il dialogo con i fedeli, pubblica delle encicliche incentrate sui problemi sociali e sprona il dialogo tra le religioni monoteiste e attenua le posizioni anticomuniste del suo predecessore→ favorisce il dialogo tra DC e socialisti. Il suo successore continua le sue riforme→ messa in italiano, chiesa più moderna e vicina al popolo.

★ SESSANTOTTO

Anno grande protesta università e scuole italiane che inizia alla fine del 67. Precedenti, metà anni sessanta, movimenti di contestazione nelle università di Stati Uniti (esempio in California), Francia e Germania. In Italia però ha grande rilievo. Inizia in alcune università dell’Italia del Nord (Trento o Torino), poi si diffonde al resto del paese. Gli studenti protestano contro il modello scolastico classista, l’accesso selettivo all’università, ancora legato alla scelta della scuola superiore (era necessario fare il liceo), i programmi scolastici superati. Però poi diventa una protesta più ampia: ● globale contestazione a un certo modello di organizzazione sociale tradizionalista

Ci sono 3 elementi tipici in queste stragi:

  1. impronta stragista: viene messa una bomba in un luogo affollato, in genere fanno molti morti
  2. matrice eversiva di estrema destra: gruppi neofascisti, sempre c’è un legame con pezzi di stato deviato
  3. spesso ci sono pistaggi che si chiudono senza trovare i responsabili concreti di quel fatto Si parla di STRATEGIA DELLA TENSIONE: durante gli anni della guerra fredda l’Italia è sotto l’ala degli Stati Uniti; non piacciono le manifestazioni di piazza delle sinistre, che sono anche al governo. La destra eversiva, che vorrebbe instaurare in Italia un governo autoritario, cerca di far crescere la tensione all'interno del paese, per preparare o un colpo di stato oppure favorire lo spostamento verso destra, rendendo augurabile un intervento statale duro. Già negli anni ‘60 c’era stato un tentativo eversivo promosso da un generale dei carabinieri, ma era stato sventato. Poi nel 1970 ce ne era stato un altro promosso da un uomo di spicco della Repubblica di Salò, Junio Valerio Borghese. Ci sono colpi di stato di destra in vari paesi del mondo: Grecia, 1967 e in Cile, 1973. (In Cile nel 70 era stato eletto presidente socialista, che viene rovesciato da un colpo di stato militare sostenuto pubblicamente dagli Stati Uniti che volevano avere il controllo sul centro America, per cui non volevano nessun spostamento a sinistra in quei paesi.) TERRORISMO ROSSO Gruppi di estrema sinistra che ritengono necessario abbattere il sistema capitalista ricorrendo la lotta armata. Strategia diversa rispetto al terrorismo nero: attentati mirati ch ecolpisocno soggetti precisi, simboli o ingranaggi del sistema di stato capitalista ch eloro vogliono abbattere (giornalisti, uomini politici esempio Aldo Moro , segretario Democrazia Cristiana). Caso più noto: rapimento di Aldo Moro, sequestrato per un mese e mezzo circa, tra il marzo e il maggio 1978 e poi viene ucciso. Suscita straordinaria agitazione nel paese.

CRISI ECONOMICA che chiude i 30 gloriosi, prodotta della crescita del prezzo del petrolio. 1973 anno della grande crisi energetica e l’Italia deve affrontare diversi problemi economici. Per far fronte alla crisi economica e alla crisi politica/tensione nel paese nel 1976 (anno in cui il partito comunista prende più voti in assoluto nella sua storia) viene varato il governo di Andreotti , con la non sfiducia dei comunisti, con l’idea che servirebbe un dialogo tra comunisti e democrazia cristiana. Proprio Aldo Moro aveva favorito questo avvicinamento nell DC; invece tra i comunisti l’aveva favorito il segretario Berlinguer, che ritiene che l’Italia sia in una condizione di democrazia bloccata, perché c’è sempre la DC, e l’opposizione non va mai al governo (anche perché gli USA ostacolano qualunque spostamento a sinistra). Proposta: dialogo con la DC per trovare forma di collaborazione anche per sostenere i problemi di questi anni. Questa proposta viene ribattezzato da Berlinguer “compromesso storico”. Il governo del 76 è chiamato “governo di solidarietà nazionale” perché sta in piedi grazie alla non-sfiducia, cioè i socialisti e i comunisti si astengono dal votargli contro. Moro viene rapito il giorno in cui si deve votare alla fiducia del governo di Andreotti (dimostra la non disposizione degli estremisti di sinistra di avvicinarsi alla DC).

decolonizzazione sul libro: generale: p. 521 INDIA: p. 375 e 488 VIETNAM: p. 523 e 569- ALGERIA: p. 516- ISRAELE: p. 495-498 e p. 514-

DECOLONIZZAZIONE

Fine I guerra mondiale: crollo di imperi e inizio di rivendicazioni indipendentiste nelle colonie delle potenze europee (partecipazione alla guerra dei popoli delle colonie). Fine II guerra mondiale: inizio del vero e proprio processo di decolonizzazione Favorito da alcuni fattori : ● indebolimento delle potenze coloniali come Francia e Gran Bretagna nell’ordine internazionale ● ascesa di USA e URSS, che ambiscono a sostituirsi alle vecchie potenze coloniali con nuove forme di controllo economico e politico ● ruolo delle élites locali occidentalizzate, formatesi a contatto con la cultura europea e con i suoi valori e principi ● partecipazione alla guerra dei popoli delle colonie, che ora chiedono in cambio autonomia o indipendenza Processo di decolonizzazione

  • inizia dopo la seconda guerra mondiale, culmina negli anni Sessanta e termina circa alla metà degli anni Settanta (tra le ultime a diventare indipendenti sono le colonie portoghesi)
  • riguarda prima le colonie in Asia, poi le colonie in Africa

Francia e GB affrontano la decolonizzazione in modo diverso Gran Bretagna: più aperta e in genere più conciliante (aveva favorito la formazione di una classe dirigente locale occidentalizzata): la GB è maggiormente consapevole sia della difficoltà di mantenere il suo impero coloniale nel nuovo contesto sia dei vantaggi di una decolonizzazione pacifica al fine di mantenere buoni rapporti (politici ed economici) con le ex-colonie; in molti casi, dunque, le colonie britanniche ottengono l’indipendenza in modo pacifico. Francia: più repressiva, fatica ad accettare la perdita di prestigio internazionale: più spesso le colonie francesi ottengono l’indipendenza mediante una guerra con la madrepatria.

Molti Stati nati a seguito del processo di decolonizzazione fanno parte del movimento dei Paesi non allineati (ossia di quei paesi che non intendono schierarsi con le due superpotenze nel corso della guerra fredda), nato alla Conferenza di Bandung (Indonesia) del 1955 su iniziativa di India, Egitto e Jugoslavia.

★ INDIA

Decolonizzazione Era una grande colonia dell’impero britannico, di lungo periodo: prima definita come compagnia delle Indie Orientali, poi passata sotto il controllo della corona inglese. 1885 Nasce il Partito del Congresso, che rivendica margini di autonomia e autogoverno 1921 Costituzione nuova, dà spazi di autogoverno Emerge la figura di Gandhi : principale artefice del processo di indipendenza indiano; si serve di strumenti della non-violenza, resistenza passiva, disobbedienza civile, boicottaggio. Esempio importante è la famosa marcia del sale del 1930: gli inglesi tassavano il sale, per cui Gandhi diede avvio a una grande manifestazione pacifica, una “marcia del sale”, verso il mare (e il sale) come forma di protesta contro la tassazione oppressiva dell’Inghilterra sull’India. La scelta della non-violenza rende più evidente l’eventuale repressione violenta di quel tipo di rivendicazione; inoltre durante la guerra gli indiani combattono con l’esercito britannico. Quando nel 1942 il Partito del Congresso chiede l’indipendenza la Gran Bretagna è costretta a rinunciare alla sua colonia, e promette l’indipendenza a guerra conclusa (1947). Conflitto interno Spaccature interne causate dalla presenza di religioni diverse: induista e musulmana.

1973 Accordi di Parigi , viene stabilito il ritiro degli Usa dal Vietnam del Sud; la guerra tra Vietcong e governo locale dura ancora fino alla vittoria dei Vietcong nel 1975. 1976 Il Vietnam del Sud crolla, c’è la riunificazione del Vietnam sotto un regime comunista che sopravvive praticamente fino ad oggi → Repubblica socialista del Vietnam.

★ ALGERIA

Colonia francese con forte presenza di coloni francesi che vi abitavano (pieds-noirs), considerata parte del territorio nazionale (prima colonia conquistata). 1954 Nascita del Fronte di liberazione nazionale (FLN) sotto la guida di Ben Bella. I francesi non sono disposti a cedere l’indipendenza: la guerriglia è affrontata in modo brutale dalla Francia. Culmina nella battaglia di Algeri del 1957. Crisi : la Francia stessa si divide tra quanti vogliono mantenere la colonia a ogni costo (destra) e quanti, pur consapevoli delle difficoltà conseguenti all’indipendenza dell’Algeria (sorte dei coloni francesi), non appoggiano il governo francese nella sua opera di repressione (sinistra). Cresce inoltre la simpatia per la causa algerina e la condanna delle atrocità commesse dalla Francia. 1958 De Gaulle (tornato svolgere un ruolo centrale nella vita politica francese ed eletto presidente della Repubblica nel 1958) prende atto dell’impossibilità di mantenere la colonia e avvia trattative con il FLN, il Fronte di Liberazione Nazionale (nonostante sia di destra va in contrasto con la destra e con i coloni francesi, che danno anche vita a un’organizzazione terroristica, l’OAS, responsabile di numerosi attentati e omici in Algeria). 1962 Accordi di Evian sanciscono l’indipendenza dell’Algeria e i coloni francesi tornano in Francia. Anche l'Onu si era espresso in favore dell’indipendenza dell’Algeria.

ISRAELE A partire dalla fine dell’Ottocento inizia la migrazione di ebrei europei verso la Palestina (→ sionismo), sotto il controllo dell’Impero ottomano. Alla fine della prima guerra mondiale il territorio della Palestina è assegnato in amministrazione mandataria alla GB, la quale con la “dichiarazione Balfour” del 1917 si era espressa a favore di un “focolare ebraico” in Palestina. Tra le due guerre, nel contesto delle persecuzioni antisemite e poi della Shoah, cresce la migrazione di ebrei europei verso la Palestina. Crescono le tensioni tra arabi palestinesi ed ebrei. 1947 L'ONU approva un progetto di spartizione della Palestina tra palestinesi ed ebrei. I primi respingono il progetto e gli scontri diventano violenti 1948 La Gran Bretagna abbandona la Palestina e nasce lo Stato d'Israele (guidato da Ben Gurion), subito attaccato da Egitto, Iraq e Transgiordania La guerra (prima guerra arabo-israeliana) si conclude con la sconfitta dei paesi arabi: Israele mantiene il possesso delle zone occupate durante la guerra e si estende oltre i limiti prefissati dall'ONU, mentre un milione circa di profughi palestinesi lasciano la Palestina Alla prima seguono una serie di guerre arabo-israeliane che coinvolgono molti paesi del Medio Oriente: 1956 crisi di Suez e seconda guerra arabo-israeliana 1967 guerra dei sei giorni e sviluppo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina di Arafat 1973 guerra del Kippur