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Tema sull’obsolescenza programmata - tema riflessivo argomentativo
Tipologia: Temi
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L’obsolescenza programmata L'obsolescenza programmata è un fenomeno moderno che caratterizza da anni la nostra vita. Oggi se notiamo attentamente, possiamo cogliere che molti dei prodotti con cui quotidianamente abbiamo a che fare, dalle lavatrici ai frigoriferi fino ai comuni cellulari che tutti noi usiamo, hanno in realtà una programmazione ben precisa per cui dopo un certo periodo di tempo, esattamente calcolato, non funzionano più. Questo effetto rientra in una vera e propria nuova fase dell’economia, l’economia di sussistenza, quella che prevede in realtà che questi nuovi prodotti siano già progettati, sin dall’inizio, per avere una scadenza. Questa fase è molto complessa nel senso che i progettisti già prevedono, ad esempio, che dopo 18 mila copie una stampante non funzioni più o che dopo 3 anni cedano i bulloni del carrello di una lavatrice. Ed è un qualcosa che permette, secondo chi ha pensato queste regole, all’economia di progredire e andare avanti. Però questa economia dell’obsolescenza chiaramente porta a un estremo consumismo, a un estremo spreco. Questo fenomeno, l’obsolescenza programmata, dunque garantisce il controllo del consumismo: un fenomeno economico-sociale tipico delle società industrializzate che consiste nell'acquisto indiscriminato di beni di consumo da parte della massa, suscitato ed esasperato dall'azione delle moderne tecniche pubblicitarie, per lo più inclini a far apparire come reali bisogni fittizi, al solo scopo di allargare continuamente la produzione. Pochi conoscono la vera storia dell’obsolescenza programmata e sanno che la sua attuazione è da quasi un secolo una precisa strategia produttiva che trova riscontro nel meticoloso lavoro di ingegneri tecnici e ricercatori informatici e chimici, ma anche in documenti, verbali e relazioni di cartelli organizzati appositamente per scandire i tempi di avvicendamento dei prodotti immessi sul mercato. L’obsolescenza pianificata si può combattere e, secondo me, la prima cosa da fare per contrastare l’obsolescenza programmata è non dare per scontato quello che ci viene detto: se il rivenditore di turno suggerisce di cambiare la macchina piuttosto che sostituire il pezzo, dovremmo mirare alla sostituzione. Cerchiamo quindi di non buttare quello che sembra superato e obsoleto, perché ci sarà sempre qualcuno a cui potrà essere utile. Dobbiamo dunque fissarci in testa che bisogna usare e riparare, e non usare e gettare. Comunque, secondo me, date esperienze di ricerche approfondite sull’economia adatta per una società migliore e un ambiente salvaguardato, per contrastare questo fenomeno si dovrebbe attuare un’economia circolare, che è dunque un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro; a differenza dell’economia lineare che, invece, terminato il consumo termina anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto, costringendo la catena economica a riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo e smaltimento. Nei sistemi di economia circolare i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono rifiuti. Quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse restano all'interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore. Molti economisti sostengono che per passare ad un'economia più circolare però occorre apportare cambiamenti nell'insieme delle catene di valore, dalla progettazione dei prodotti ai modelli di mercato e di impresa, dai metodi di trasformazione dei rifiuti in risorse alle modalità di consumo: ciò implica un vero e proprio cambiamento sistemico e un forte impulso innovativo, non solo sul
piano della tecnologia, ma anche dell'organizzazione, della società, dei metodi di finanziamento e delle politiche. In sintesi parliamo di un sistema che comporterebbe il rimedio dell’obsolescenza programmata, ma non solo. Infatti, con l’introduzione nel sistema governativo di un’economia circolare garantendo maggiore riciclo e dunque una forte salvaguardia dell’ambiente, e anche un risparmio economico che potrebbe garantire alle famiglie numerose o in difficoltà economica alcuni prodotti che nuovi costerebbero una fortuna. Trattare questo argomento è stato molto interessante e mi ha portato ad approfondire maggiormente questo argomento arricchendo la mia cultura personale e a svolgere ragionamenti, accompagnati da studi su questo argomento, che mi hanno portato anche a creare teorie per contrastare questo fenomeno.