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L’obsolescenza programmata- tema, Temi di Italiano

Tema sull’obsolescenza programmata - tema riflessivo argomentativo

Tipologia: Temi

2020/2021

In vendita dal 02/04/2021

_marco_degiu
_marco_degiu 🇮🇹

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L’obsolescenza programmata
L'obsolescenza programmata è un fenomeno moderno che caratterizza da anni la nostra vita.
Oggi se notiamo attentamente, possiamo cogliere che molti dei prodotti con cui quotidianamente
abbiamo a che fare, dalle lavatrici ai frigoriferi fino ai comuni cellulari che tutti noi usiamo,
hanno in realtà una programmazione ben precisa per cui dopo un certo periodo di tempo,
esattamente calcolato, non funzionano più. Questo effetto rientra in una vera e propria nuova fase
dell’economia, l’economia di sussistenza, quella che prevede in realtà che questi nuovi prodotti
siano già progettati, sin dall’inizio, per avere una scadenza. Questa fase è molto complessa nel
senso che i progettisti già prevedono, ad esempio, che dopo 18 mila copie una stampante non
funzioni più o che dopo 3 anni cedano i bulloni del carrello di una lavatrice. Ed è un qualcosa che
permette, secondo chi ha pensato queste regole, all’economia di progredire e andare avanti. Però
questa economia dell’obsolescenza chiaramente porta a un estremo consumismo, a un estremo
spreco.
Questo fenomeno, l’obsolescenza programmata, dunque garantisce il controllo del consumismo:
un fenomeno economico-sociale tipico delle società industrializzate che consiste nell'acquisto
indiscriminato di beni di consumo da parte della massa, suscitato ed esasperato dall'azione delle
moderne tecniche pubblicitarie, per lo più inclini a far apparire come reali bisogni fittizi, al solo
scopo di allargare continuamente la produzione.
Pochi conoscono la vera storia dell’obsolescenza programmata e sanno che la sua attuazione è da
quasi un secolo una precisa strategia produttiva che trova riscontro nel meticoloso lavoro di
ingegneri tecnici e ricercatori informatici e chimici, ma anche in documenti, verbali e relazioni di
cartelli organizzati appositamente per scandire i tempi di avvicendamento dei prodotti immessi
sul mercato.
L’obsolescenza pianificata si può combattere e, secondo me, la prima cosa da fare per contrastare
l’obsolescenza programmata è non dare per scontato quello che ci viene detto: se il rivenditore di
turno suggerisce di cambiare la macchina piuttosto che sostituire il pezzo, dovremmo mirare alla
sostituzione. Cerchiamo quindi di non buttare quello che sembra superato e obsoleto, perché ci
sarà sempre qualcuno a cui potrà essere utile.
Dobbiamo dunque fissarci in testa che bisogna usare e riparare, e non usare e gettare.
Comunque, secondo me, date esperienze di ricerche approfondite sull’economia adatta per una
società migliore e un ambiente salvaguardato, per contrastare questo fenomeno si dovrebbe
attuare un’economia circolare, che è dunque un sistema in cui tutte le attività, a partire
dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino
risorse per qualcun’altro; a differenza dell’economia lineare che, invece, terminato il consumo
termina anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto, costringendo la catena economica a
riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo e smaltimento.
Nei sistemi di economia circolare i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo
possibile e non ci sono rifiuti. Quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse
restano all'interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini
produttivi e creare così nuovo valore.
Molti economisti sostengono che per passare ad un'economia più circolare però occorre apportare
cambiamenti nell'insieme delle catene di valore, dalla progettazione dei prodotti ai modelli di
mercato e di impresa, dai metodi di trasformazione dei rifiuti in risorse alle modalità di consumo:
ciò implica un vero e proprio cambiamento sistemico e un forte impulso innovativo, non solo sul
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L’obsolescenza programmata L'obsolescenza programmata è un fenomeno moderno che caratterizza da anni la nostra vita. Oggi se notiamo attentamente, possiamo cogliere che molti dei prodotti con cui quotidianamente abbiamo a che fare, dalle lavatrici ai frigoriferi fino ai comuni cellulari che tutti noi usiamo, hanno in realtà una programmazione ben precisa per cui dopo un certo periodo di tempo, esattamente calcolato, non funzionano più. Questo effetto rientra in una vera e propria nuova fase dell’economia, l’economia di sussistenza, quella che prevede in realtà che questi nuovi prodotti siano già progettati, sin dall’inizio, per avere una scadenza. Questa fase è molto complessa nel senso che i progettisti già prevedono, ad esempio, che dopo 18 mila copie una stampante non funzioni più o che dopo 3 anni cedano i bulloni del carrello di una lavatrice. Ed è un qualcosa che permette, secondo chi ha pensato queste regole, all’economia di progredire e andare avanti. Però questa economia dell’obsolescenza chiaramente porta a un estremo consumismo, a un estremo spreco. Questo fenomeno, l’obsolescenza programmata, dunque garantisce il controllo del consumismo: un fenomeno economico-sociale tipico delle società industrializzate che consiste nell'acquisto indiscriminato di beni di consumo da parte della massa, suscitato ed esasperato dall'azione delle moderne tecniche pubblicitarie, per lo più inclini a far apparire come reali bisogni fittizi, al solo scopo di allargare continuamente la produzione. Pochi conoscono la vera storia dell’obsolescenza programmata e sanno che la sua attuazione è da quasi un secolo una precisa strategia produttiva che trova riscontro nel meticoloso lavoro di ingegneri tecnici e ricercatori informatici e chimici, ma anche in documenti, verbali e relazioni di cartelli organizzati appositamente per scandire i tempi di avvicendamento dei prodotti immessi sul mercato. L’obsolescenza pianificata si può combattere e, secondo me, la prima cosa da fare per contrastare l’obsolescenza programmata è non dare per scontato quello che ci viene detto: se il rivenditore di turno suggerisce di cambiare la macchina piuttosto che sostituire il pezzo, dovremmo mirare alla sostituzione. Cerchiamo quindi di non buttare quello che sembra superato e obsoleto, perché ci sarà sempre qualcuno a cui potrà essere utile. Dobbiamo dunque fissarci in testa che bisogna usare e riparare, e non usare e gettare. Comunque, secondo me, date esperienze di ricerche approfondite sull’economia adatta per una società migliore e un ambiente salvaguardato, per contrastare questo fenomeno si dovrebbe attuare un’economia circolare, che è dunque un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro; a differenza dell’economia lineare che, invece, terminato il consumo termina anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto, costringendo la catena economica a riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo e smaltimento. Nei sistemi di economia circolare i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono rifiuti. Quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse restano all'interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore. Molti economisti sostengono che per passare ad un'economia più circolare però occorre apportare cambiamenti nell'insieme delle catene di valore, dalla progettazione dei prodotti ai modelli di mercato e di impresa, dai metodi di trasformazione dei rifiuti in risorse alle modalità di consumo: ciò implica un vero e proprio cambiamento sistemico e un forte impulso innovativo, non solo sul

piano della tecnologia, ma anche dell'organizzazione, della società, dei metodi di finanziamento e delle politiche. In sintesi parliamo di un sistema che comporterebbe il rimedio dell’obsolescenza programmata, ma non solo. Infatti, con l’introduzione nel sistema governativo di un’economia circolare garantendo maggiore riciclo e dunque una forte salvaguardia dell’ambiente, e anche un risparmio economico che potrebbe garantire alle famiglie numerose o in difficoltà economica alcuni prodotti che nuovi costerebbero una fortuna. Trattare questo argomento è stato molto interessante e mi ha portato ad approfondire maggiormente questo argomento arricchendo la mia cultura personale e a svolgere ragionamenti, accompagnati da studi su questo argomento, che mi hanno portato anche a creare teorie per contrastare questo fenomeno.