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La nascita e lo sviluppo dei formati e dei programmi innovativi nelle radio americane degli anni 30. della radio di flusso, del radiodramma e della serialità radiofonica, oltre alla differenza tra questi e il romanzo sceneggiato e l'originale radiofonico. Vengono inoltre analizzate le produzioni documentaristiche e le loro caratteristiche distintive. una ricca panoramica della radiofonica del periodo.
Tipologia: Dispense
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LA CHIMICA DELLA RADIO riassunto del riassunto: Questo libro vuole disegnare una mappa dei generi di intrattenimento. DEFINIZIONE DI GENERE RADIOFONICO: “ definiamo come GENERE un insieme di tratti distintivi che consentono al pubblico di orientare le sue attese nei confronti di un testo o di uno spettacolo”. 3 aspetti rilevanti: i. Il genere esiste in quanto categoria riconoscibile dal pubblico ii. Il genere si forma e trasforma nel tempo iii. Il genere definisce le convenzioni e regola le attese. È un sistema normativo alla base di un “patto comunicativo” tra l’autore e il pubblico. Le 3 MACROCATEGORIE rimangono invariate: PROGRAMMI DI INFORMAZIONE PROGRAMMI DI INTRATTENIMENTO PROGRAMMI EDUCATIVI. Oggi però si sono rotti i confini tra questi 3 codici ed è difficile etichettarli mix di generi in misure diverse. Le radio americane degli anni 30 rappresentano il più importante laboratorio di formati e programmi della storia della radio. La RADIO è un MEDIUM DI FLUSSO che assume forma, programmi e generi. Il contenuto della radio è la radio stessa il flusso radiofonico non ha una fine. La RADIO DI FLUSSO è un modello di offerta radiofonica che si propone una sequenza continua di contenuti senza una sosta o interruzione che segnalano la fine di un programma e l’inizio di quello successivo. flusso ininterrotta per un pubblico generalista. Alla base del MODELLO DI FLUSSO ci sono: CLOCK: rappresenta il piano di messa in onda di una radio, scandito in ora in ora. Scandisce gli appuntamenti fissi: segnale orario, gr, pubblicità, meteo, traffico, jingle ROTATION: indica il susseguirsi di brani all’interno della PLAYLIST dell’emittente. Il formato incentrato su musica o sulla parola Formati parlati principali sono: - all news - talk radio - news talk All’opposto di questo modello c’è la RADIO DI PROGRAMMI che è composta da format e contenuti differenti tra loro. DIFFERENZA TRA SENTIRE E ASCOLTARE LA RADIO: SENTIRE ASCOLTARE
comunemente definito “zoo”—> condotto da 2/3 conduttori con una personalità molto caratterizzante. La maggior parte degli zoo hanno personaggi fissi al telefono, di solito di finzione, giochi e scherzi telefonici. Il nome zoo deriva dalle stranezze e dai rumori emessi dai conduttori. Diventò un vero e proprio formato nell’80. In Italia ricordiamo Il ruggito del coniglio du Radio2. TALK POLITICO I talk show sono quasi sempre in diretta. Il talk show è un programma radiofonico in cui uno o più ospiti affrontano e discutono temi d’attualità presentati da un conduttore. Un talk show può prevedere anche l’intervento del pubblico, attraverso il telefono. Questo formato prevede una forte caratterizzazione del conduttore, che viene riconosciuto come un personaggio non neutrale. Col tempo sono emerse alcune variazioni come: talk politico conservatore, hot talk, talk sportivo. Il vero boom di questo tipo di trasmissioni negli USA si ha tra gli anni 80/90, dopo l’abrogazione della Fairness Dottrine introdotta da Roosevelt. Secondo Damìvid Foster Wallace, l’aumento della popolarità delle talk radio politiche è dovuto a 3 fattori:
notevolmente dagli originali di carta. Lo sceneggiato originale, invece, rimane in Italia un genere minore fino agli anni 80. Tra gli sceneggiati degli anni 70 i filoni più frequenti saranno le biografie sceneggiate e gli sceneggiati ispirati ai romanzi ottocenteschi. Fino agli anni 2000 la produzione di fiction di radio 2 è cospicua e redditizia, poi la flessione degli ascolti portò la direzione a spostare il formato in una diversa fascia oraria, causando il declino del genere. DOCUMENTARIO: Genere classico, è finalizzato a sfruttare le potenzialità di documentazione e riproduzione del reale. Basato sulla registrazione e il montaggio, si compone di interviste, stacchi musicali, effetti sonori d’ambiente. In Italia si chiama documentario, in Europa si parla soprattutto di feature, mentre negli Stati Uniti il genere documentaristico, sia radiofonico che televisivo, prende il nome di factual entertainment, intrattenimento basato su fatti reali, una macro categoria che contiene anche il docu-drama. La feature è un’opera radiofonica che comprende sfumature di genere molto più ampie rispetto al documentario italiano. pratiche produttive di una feature che sono valide ancora oggi:
Radiosquadre era messa in scena la realtà di un’Italia ancora dimenticata dai piani di ricostruzione, non ancora risollevata dalla depressione bellica. Gli anni Cinquanta si sono rivelati come il periodo della massima maturità per il documentario radiofonico italiano. la nuova estetica del mezzo di registrazione, la consapevolezza circa le possibilità e la leggerezza del mezzo, la voglia di andare alla scoperta di luoghi e persone spesso “inaccessibili”. Anche il documentario radiofonico mutò la sua forma, compiendo una radicale trasformazione delle proprie caratteristiche: si andava verso un documentario realizzato non più da giornalisti ma da registi, verso la docufiction. Nasce allo stesso tempo un nuovo prodotto dall’unione del concetto di documentario come riproduzione della realtà, così come la vede un autore, con le tendenze della radiofonia degli anni Sessanta e Settanta. In RAI è il momento della sperimentazione, la stagione dei grandi registi. La forma radiofonica si mischia con quella teatrale, il documentario si fonde con il genere drammatico. Anche il linguaggio dei radiodrammi, insieme a quello dei documentari, cambiava: i microfoni venivano fatti uscire dagli studi di registrazione e ci si avvaleva di scenografie sonore catturate on the ground. Il regista, poi, utilizzava questo materiale, lo manipolava, lo mixava a musiche, voci, effetti creati elettronicamente: si formavano così dei testi sonori paragonabili a partiture, nasceva la “scrittura su nastro”. Il documentario degli anni Sessanta e Settanta si snodava, dunque, lungo queste linee direttrici: grande attenzione al montaggio e alla sonorizzazione, sperimentazione nella forma, rielaborazione della realtà da parte di quegli stessi registi che spesso si occupavano di fiction radiofonica, commistione con la fiction stessa. Il documentario in Europa negli anni Sessanta: anni Sessanta, nasce in tutta Europa una nuova attenzione per il documentario radiofonico. è chiaro che le produzioni documentaristiche di quegli anni avevano in comune una vocazione al racconto d’autore, all’attraversamento del confine tra fiction e realtà, alla libertà espressiva in campo sonoro e l’applicazione di nuove tecniche di registrazione e nuove estetiche di montaggio. Questi lavori avevano un altro limite: la lingua. I documentari radiofonici di questa ondata rimasera per lo più sconosciuti ed ebbero sempre grandi rifficiltà ad essere esportati. Nonostante questa limitazione, ci fu negli anni Settanta una certa circolazione di prodotti documentari, grazie Nonostante questa limitazione, ci fu negli anni Settanta una certa circolazione di prodotti documentari, grazie Il documentario oggi: Dai tempi di Bandini la radio pubblica italiana è cambiata molto e il documentario è diventato sempre più una rarità nei palinsesti. Oggi rimane ben poco: Tre soldi, e Radio3 Doc su Radio3 sono gli unici spazi (serali) dedicati al documentario. Il dibattito estetico sulla radio agli inizi della sua storia: Il dibattito intorno all’estetica della radio nasce all’interno della repubblica di Weimar tra gli anni 20 e 30. Un termine ricorrente in quegli anni è radiogènie, termine coniato in Francia per rendere l’idea parallela al termine photogènie. Quest’ultimo si riferisce alle proprietà poetiche o sublimi di un’immagine catturata dalla fotografia. La radiogènie si riferisce a quegli aspetti dell’essenza degli oggetti che si evidenziano soltanto nella registrazione e trasmissione di un suono.. Beck sostiene, inoltre, che il modo in cui il termine viene utilizzato è triplice: a. per descrivere testi che sono idealmente o specialmente adatti alla radio b. per descrivere testi che utilizzavano al massimo le qualità distintive della radio c. per descrivere testi che mostrano un uso estetico ottimale del suono. Nella repubblica di Weimar nacque la distinzione estetica tra il “Sendespiel” (trasmissione di un’opera), la semplice trasmissione di un’opera teatrale, e l’Horspiel (opera per l’ascolto, considerato un film acustico), un’opera progettata soltanto per l’orecchio.
scatenare il panico. Migliaia di famiglie abbandonarono le proprie case e si rifugiarono nei boschi, più a Sud, intere popolazioni si riversarono nelle strade a pregare e cantare inni religiosi. Il programma terminò con il rumore soffocato di un corpo che cade e il rotolare, sul cemento, di un microfono. Fu calcolato che quella sera il programma più seguito fu il Charlie McCarty show, Ma quando finì, il pubblico si spostò sulla Cbs. Dei 6milioni di ascoltatori gran parte credettero essere vera l’invasione dei marziani. I motivi furono i seguenti:
frontiera invisibile. Inizialmente stava ad indicare la musica sperimentale, la musica elettro-acustica, le sperimentazioni acustiche in ambito musicale, poi anche la musica elettronica più sperimentale è finita in questa definizione. Si tende a far rientrare nella sound art tutta la musica sperimentale del secondo novecento. La sound art indaga la percezione del mondo attraverso il suono, le questioni estetiche, la dimensione sociale e politica del suono e del rumore, il suono come medium, attraverso il quale cambia la nostra percezione del mondo